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3 Comments

  1. Donato

    Scrive C. Napolitano: “Mi pare che dia per scontato che il clima sia un processo caotico come la meteorologia. Ma è proprio cosi?”
    .
    Personalmente credo che sia così per cui ho seri dubbi circa la predicibilità del comportamento del sistema climatico a grande distanza di tempo. Mi conforta in questo il recente studio di Shao et al. , 2016:
    http://www.nature.com/ncomms/2016/160316/ncomms10951/full/ncomms10951.html
    .
    Ciò premesso non posso che sottoscrivere la domanda conclusiva del commento di C. Napolitano: come facciamo a sapere in che direzione si sposta la fluttuazione del sistema se non conosciamo le equazioni fondamentali che lo regolano?
    E’ il dubbio che mi tormenta da anni e che, nonostante l’impegno, non sono riuscito a chiarire né sono riusciti a farlo gli autori dei lavori e dei testi che ho letto. La statistica sembra dare una mano, ma alla fine resta sempre la domanda di fondo: perché il sistema dovrebbe comportarsi così? Sulla base di quale legge fisica?
    Molti mi dicono che il sistema climatico non potrà mai essere rappresentato da un sistema di equazioni in quanto è troppo complesso per poter essere schematizzato mediante leggi più o meno deterministiche. Probabilmente hanno ragione, ma i vari tentativi di spiegare tutto con la statistica non mi sembra che abbiano portato a risultati migliori degli altri.
    E per concludere devo riconoscere che ha ragione C. Napolitano quando parla di una specie di richiesta di un nuovo computer da parte di Palmer, ma l’approccio computazionale richiede strumenti di calcolo sempre più potenti se si vuole scendere a scale sempre più piccole. Il problema è che se non conosciamo a fondo la fisica del sistema tutta questa potenza di calcolo a che cosa ci serve? E con questo ritorniamo al punto di partenza.
    Un grande guazzabuglio, mi sembra.
    Ciao, Donato.

  2. Mi pare una grande pubblicità per farsi comperare il computer.
    La presentazione non segue una logica.
    Inizia parlando dell’importanza di non confondere la meteorologia con la climatologia (equazioni vs. approccio statistico) e sottolinea come la climatologia non è come proiettare a 100 anni le equazioni usate per le previsioni del tempo.
    Poi, dopo aver spiegato tutte le ipotesi (+ o – validate) e variabili fondamentali del GW/AGW , conclude dicendo che ci vuole un computer ultrapotente per poter risolvere quelle equazioni (che BTW è un significativo produttore di GHG)., e non per poter capire la fisica fondamentale.
    Mi pare che dia per scontato che il clima sia un processo caotico come la meteorologia. Ma è proprio cosi?
    Se il sistema è davvero caotico allora non possiamo nemmeno prevedere con certezza la direzione dello shift della posizione media del wedge. Che ne sappiamo se uno shift di un forcing sposta le fluttuazioni del sistema in una direzione precisa senza conoscere le equazioni fondamentali che regolano il sistema stesso?

  3. Donato

    La conferenza è stata estremamente interessante e ha messo in evidenza alcune delle principali problematiche della previsione meteorologica e climatica. Palmer ha reso evidente la quasi impossibilità di poter delineare l’evoluzione climatica a distanza di decenni in quanto il sistema climatico non è né lineare, né semplice, ma complesso e caotico. L’aspetto per me più interessante è quello in cui sottolinea la geometria frattale del sistema climatico, ma anche altri punti della conferenza sono degli di lode come quando il relatore evidenzia le difficoltà che si incontrano nella modellazione del sistema climatico dal punto di vista computazionale e che rendono impossibile indagare le “matrioske” più piccole. 🙂
    Ed infine come si fa a non concordare con lui circa l’insensatezza della contrapposizione frontale tra “believe” e “denier” climatici con cui ha chiuso la sua prolusione?
    Ciao, Donato.

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