Salta al contenuto

Un livello talmente basso da strappare il sorriso

Ci risiamo, ennesimo tentativo, in assenza di argomentazione scientifica convincente che per esempio chiarisca perché è previsto che il pianeta vada a rotoli mentre continua a prosperare, di affibbiare la patente di minus habens a quanti vorrebbero capirci un po’ di più prima di votarsi alla religione dei salva-pianeta.

Sapete, il negazionismo climatico, orrida perifrasi per un ancor più orrido accostamento che di fatto è stato il primo riuscitissimo tentativo di spostare il dibattito dalla scienza all’insulto, in realtà non esiste. E’ infatti impossibile negare che la temperatura media superficiale del pianeta sia aumentata, benché sia ben più arduo definire come, quanto e perché, ed è altrettanto impossibile negare che il clima cambi, perché semplicemente è sempre cambiato.

Eppure esiste un certo numero di disinformati che queste cose le sostiene comunque per convenienza politica o finanziaria, e un vastissimo numero di altrettanto disinformati che addita invece di negazionismo climatico semplicemente tutti quelli che fanno solo qualche obiezione. Questa è ideologia, è politica, non è scienza e, sinceramente, non vorrei proprio averci nulla a che fare.

Per esempio, tornando alla ragione di questo post, capita che una giovane ricercatrice della università di Upsala, in Svezia, dichiari di aver scoperto che il negazionismo climatico è di destra, mentre salvare il pianeta è di sinistra.

Denial of anthropogenic climate change: Social dominance orientation helps explain the conservative male effect in Brazil and Sweden

Quindi, nella più assoluta e riconosciuta libertà di espressione che garantisce a tutti il diritto di dire anche le più totali banalità travestite da ricerca, ecco che al tema spuntano le gambe, i media ammiccano, poi abboccano, poi sposano alla grande la teoria adattandola naturalmente alle proprie esigenze.

Così Science Daily e poi a seguire, traducendo pari pari, anche greenreport.it:

La psicologia dietro il negazionismo del cambiamento climatico

A quale delle infinite possibilità di distorsione della personalità si dovrà ricorrere per dare la patente da matto al proprio avversario? Paure ancestrali? Maltrattamenti giovanili? Niente di così banale, trattasi di SDO, ovvero “orientamento alla dominanza sociale”, una (secondo la ricercatrice) evidente inclinazione di quanti hanno qualche dubbio che il pianeta possa andare arrosto. Capito? Avere dubbi significa essere dei prevaricatori, dei cattivi, della gentaccia che se ne frega del prossimo, che non vorrebbe far nulla per salvare i poveri dal clima che cambia. Quindi, per convincere costoro, non è pagante l’esortazione a curarsi del prossimo, bisogna piuttosto parlar loro dei lati positivi, dei benefit della lotta al clima che cambia. E allora sì, che marceremo tutti insieme verso la salvezza climatica!

Viva Giorgio Gaber, che questi artisti della fuffa li prendeva per i fondelli già 15 anni fa. Ma forse a Upsala non sanno chi è…

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualità

8 Comments

  1. robertok06

    Buongiorno a tutti i maschi dominanti di questo blog di destra… 🙂

    … leggo sul prestigioso “studio” che…

    “We use cross-sectional online-based data from Brazil (N = 367) and Sweden (N = 221) to test our mediation hypothesis”

    … valutano la validità della loro ipotesi in un paese di 210 milioni di abitanti con un campione di 367 persone (selezionate online, per di b più)????

    Braccia sottratte all’agricoltura (biologica, beninteso).

    Da stampare, lo “studio”, e utilizzare come alternativa alla carta igienica, unico uso possibile.

  2. Rinaldo Sorgenti

    Ho riletto questo post aiutato da facebook che me lo ha riproposto ed ho ritenuto utile condividerlo nuovamente sulla mia pagina facebook con i miei contatti. Purtroppo, nonostante le evidenze, l’azione speculativa dei catastrofisti in servizio permanente effettivo non si riduce ed i MEDIA, anziché fare un doveroso approfondimento, continuano a cavalcare tali teorie. Cio’ che stupisce e’ che il comune cittadino, che e’ colui che in prima persona paga per quest’immane speculativo sperpero di risorse economiche, non se ne accorge e non reagisce. Mi riferisco in primis ai faraonici incentivi caricato ogni bimestre nelle Bollette elettriche: 13-14 miliardi di Euro ogni anno e sara’ cosi’ almeno fino al 2032, ma si sta agendo per perpetrare tale scempio! Occorre svegliare tale opinione pubblica ed aggregare un ampio grippo do tecnici e scienziati che facciano da volano ad un’azione di risveglio collettivo. Io ci sono.

  3. Alessandro Vannuccini

    ma cos è la destra cos è la sinistra? cit. Giorgio Gaber

  4. Mik

    Rimanendo nel puro contesto psicologico e sociale. Io penso che il consumo di massa non è altro che una conquista sociale fortemente voluta e sostenuta dalle “sinistre” mondiali. E giustamente aggiungo. L’auto non per pochi; per tutti ! La carne tutti i giorni (mio padre a cominciato a vederla con tale frequenza solo negli anni 60/70) non per pochi; per tutti ! Dirò di più: le destre storiche, anche le più becere e atroci, hanno invece dovuto convertire le economie ai fabbisogni di guerra (da loro programmate) e agli embarghi. Se è vero che le destre sono inclini al mantenimento dell’ordine delle gerarchie e anche vero che il mantenimento degli ordini sociali è ciò di più economico si possa avere. Bruttissima cosa da dire e pericolosissima se scritta. E’ di sinistra proprio il processo di liberazione delle energie, di divisione di beni, di aumento della produzione per il soddisfacimento dei bisogni di tutti, voluttuari e non, che comporta un fortissimo drenaggio di risorse materiali. Evviva che sia così !! Io credo invece che sia osceno e offensivo, richiamare immagini catastrofiche per propugnare politiche che proprio “nell’interesse del pianeta” non sono . Fa il paio con scie chimiche, allunaggi Hollywoodiani, Torri Gemelle autodistrutte, Michael Jackson vivo in qualche isola incognita.

  5. Mario

    Mi sono sempre chiesto il perchè di questa mia tendenza “negazionista” rispetto ai cambiamenti climatici. Ora lo sò 🙂

  6. Uberto Crescenti

    Bisognerebbe far leggere alla ricercatrice la nota di Emilio Gerelli, professore emerito di Econoomia ambiientale all’Uniiversità di Pavia, scomparso da pochi anni, dal titolo: “Al di là della Scienza: perchè l’opinione pubblica ha bisogno di credere nel riscaldamento globale”. Nell’occasione Gerrelli evoca Freud. Il catastrofismo aggrega, non così l’ottomismo.

  7. Filippo Turturici

    Gli anglosassoni hanno un’ottima definizione di tali personaggi: intellectual yet idiot.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »