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Se la bomba non è una bomba 

Tutto a posto, neanche oggi parleremo dell’opportunità o meno di usare il termine bomba d’acqua. Per quel che mi riguarda  è… acqua passata ;-). La bomba che non è una bomba è in questo caso quel generico evento atmosferico che al suo accadimento è sempre giudicato come il peggiore mai registrato, con l’ovvio postulato dell’ansia da disastro imminente che piace tanto a chi fa un certo genere di informazione.

In realtà, purtroppo (nella fattispecie per fortuna), disponiamo di informazioni storiche che, se tenute nella giusta considerazione, sono testimoni del fatto che in meteorologia non è affatto semplice che vengano battuti dei record, né è semplice il processo di attribuzione. Ancora meno semplice, è valutare nel contesto storico gli impatti di quegli eventi in termini di perdita di vite umane.

L’OMM, Organizzazione Meteorologica Mondiale, già da tempo mantiene un database di informazioni storiche riferite ai parametri atmosferici con lo scopo di registrare i valori record da essi raggiunti. Sono informazioni vagliate attentamente, a volte con indagini che durano anni o intervengono dopo molti anni, che solo al termine del processo di validazione possono essere ufficialmente ritenute “record”. Ad esempio, il record della temperatura più alta mai registrata, caso che ci riguardava molto da vicino perché risalente al periodo dell’occupazione Italiana in Libia, è stato recentemente rivisitato e annullato. Altri record o presunti tali, pur essendo stati annunciati non sono mai entrati nel computo (è il caso questo dell’innevamento nell’Appennino centro-meridionale che ha tanto appassionato recentemente uno dei nostri lettori 😉 ).

Quel che mancava sino ad ora, era un database delle vittime causate dai diversi tipi di eventi atmosferici, sia direttamente, come ad esempio le persone colpite dai fulmini, che indirettamente, come quelle decedute perché il fulmine ha colpito un’infrastruttura amplificando i rischi e le conseguenze. Si scopre così, non solo che gli eventi atmosferici intensi non sono purtroppo affatto una novità e tantomeno un “regalo” delle condizioni climatiche attuali, quanto piuttosto che molti record risalgono a tempi decisamente non sospetti. Ancora per esempio, l’errata percezione che l’uragano Katrina del 2005 sia stato il più terribile di sempre avendo causato più di 2000 vittime, numero che scompare al cospetto dei 300.000 morti che sempre un ciclone tropicale ha causato in Bangladesh nel 1970.

Un’iniezione di “ragione” non da poco, se si pensa al cialtronesco sistema informativo su cui compaiono in genere i commenti agli aventi intensi ed ai danni d essi causati.

Qui le  pagine web WMO dedicate a questi dataset. E qui ancora l’articolo che Science Daily ha dedicato all’argomento. Buona lettura.

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Published inAttualitàMeteorologia

8 Comments

  1. Simone

    Soltanto in siti di ridicoli incompetenti, come è anche questo, si può credere ai fasulli record nevosi di Capracotta e Pescocostanzo.

    • Simone2

      Basta non leggerlo, ma sinceramente mi pare il male minore rispetto a ciò che non si deve frequentare TV, Antonio Sanò, TG vari, giornali vari, ecc.

    • Simone

      Commento moderato.
      A questo lettore non è più consentito postare commenti.
      Admin

  2. Renzo Mattei

    Va beh ma solo un ignorante totale in materia poteva credere a quei falsi record ridicoli, non era certamente una configurazione da record di nevosità in 24 ore. Oltretutto ci sono i dati ufficiali e la bufala è partita da un paio di siti amatoriali ciarlatani italiani in cerca di scoop.
    Dopo, altri ignoranti in materia hanno replicato il falso record, diffamando il lavoro di Meteomont e dei meteorologi ufficiali.

  3. Renzo Mattei

    Va beh ma solo un ignorante totale in materia poteva credere a quei falsi record ridicoli, non era certamente una configurazione da record di nevosità in 24 ore. Oltretutto ci sono i dati ufficiali e la bufala è partita da un paio di truffatori italiani in cerca di scoop.
    Dopo, altri ignoranti in materia e marci di corruzione hanno replicato il falso record, diffamando il lavoro di Meteomont e dei meteorologi ufficiali.

  4. Bruno Pizzol

    Sto Filippo approssima tutto, farebbe diventare anche un campo da calcio quadrato:

    Immagine allegata

  5. Simone

    Visto che per il presunto record nevoso appenninico si riferiva a me, le ricordo sig. Guidi che le località in questione, Capracotta e Pescocostanzo, hanno pure un rilevamento neve ufficiale, che mai rilevarono valori record, anzi mai nemmeno si avvicinarono a valori record.
    Tra l’altro pure gli appassionati seri di quelle zone ritengono completamente una bufala il record nevoso che fu spacciato da certi siti solo per fare clamore e ottenere visite, cosa che gli riuscì bene. E il fatto che anche lei ci creda, quando i dati mostrano che nessun record è mai avvenuto, dice tutto della sua professionalità.

    Ci sono poi anche tanti altri rilevamenti ufficiali e nessuno dei quali rilevò nevicate da record. Ma evidentemente a lei consultare i dati delle stazioni meteo non piace proprio!

    Qui il link dove vengono aggiornati i dati di Capracotta.
    http://www.meteomont.gov.it/infoMeteo/dettaglioStazioneManuale.do?idStaz=MA02

    Qui il link dove vengono aggiornati i dati di Pescocostanzo.
    http://www.meteomont.gov.it/infoMeteo/dettaglioStazioneManuale.do?idStaz=LB06

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