E dopo le bombe d’acqua… gli uragani nucleari!

L’uragano Irma è tra Haiti e Cuba, il sistema continua a sostenere la categoria 5, il valore più alto della scala di riferimento, la Saffir Simpson. Negli USA, il cui Stato della Florida sarà colpito presumibilmente nel pomeriggio di domani. le autorità stanno facendo grandi sforzi per preparare la popolazione al peggio. E i media sono “sull’osso”. Irma non è più Irma, è Stormageddon, Nuclear Hurricane, Beast… e ne sentiremo altre ancora. Tappatevi le orecchie, anche perché nel Golfo del Messico c’è un altro sistema, Katia, e in Atlantico c’è Jose, sulla stessa rotta di Irma.

Se volete avere informazioni chiare su cosa stia accadendo e quale sia l’evoluzione del sistema, il riferimento assoluto è il National Hurricane Center della NOAA… Che però è a Miami e che si spera ardentemente abbia un back-up, perché la città potrebbe essere sulla rotta dell’occhio del ciclone. Ad ogni modo, le immagini e le previsioni più dettagliate e attendibili vengono da lì. Altro riferimento l’account Twitter di Ryan Maue, meteorologo free lance americano che studia questi eventi da sempre.

E’ durata incredibilmente dodici anni la “siccità” di uragani sugli Stati Uniti, ma sicuramente nessuno pensava che ci sarebbe stata una ripresa di tale portata. Tra l’altro, pur avendo la NOAA previsto una stagione intensa in termini di numero di eventi e pur essendo questo il periodo di picco della stagione degli uragani, tutto questo sta accadendo in assenza di forzanti stagionali di rilievo, data la prolungata fase di neutralità dell’indice ENSO nell’area del Pacifico. Del resto forse la chiave di lettura sarà proprio questa, ovvero le condizioni di “normalità” rispetto alle oscillazioni dei grandi pattern climatici, che finiscono per generare l’ambiente ideale per il manifestarsi di eventi che si possono definire in tutto e per tutto autonomi, essendo delle macchine termiche quasi perfette.

Ad ogni modo, se fin qui Irma ha avuto molto spazio sui media, quando arriverà sulla Florida l’impazzimento sarà totale e per molti versi giustificato. Staremo a vedere.

 

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Author: Guido Guidi

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17 Comments

  1. Jose non può seguire Irma… perché al suo passaggio l’acqua si raffredda e verrebbe a mancare il carburante per tenere in vita un uragano. Presumibilmente, all’arrivo sulle prime isole caraibiche, virerà verso nord…

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  2. Forse sono fuori tema e me ne scuso, ma mi sono sempre chiesto perché gli americani si ostinano a non costruire le case in cemento armato nonostante gli uragani, i cicloni e i tornado.

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    • In realtà la maggior parte delle villette in Florida negli ultimi 20 anni sono fatte, almeno quelle a piano singolo, con quelle che noi in Italia chiamiamo Prisme, i classico blocchetti di calcestruzzo con due buchi e come facciamo noi nei garage si mettono due barre di ferro nei buchi sugli angoli e si cola calcestruzzo. Il problema non sono i muri ma per primo le finestre , e infatti molti montano gli shutters in lamiera o quelli a tapparella elettrici e poi i tetti che su una struttura in Prisme non Pupi fare in calcestruzzo armato per cui sono in legno con una serie di collegamenti in ferro per tenerlo stretti.
      In realtà anche le vecchie case in legno resistono agli uragani di solito, solo che si sfondano le finestre prima vola via il tetto per la forza del vento poi ti si allarga tutto.

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    • @Edo

      Domanda interessante. Io non so dare una risposta “ufficiale”, ma posso dirti cosa mi raccontava un collega americano, quasi una quindicina di anni fa (quindi il limite di questo contributo è che non so quanto sto per riportare sia soggettivo o oggettivo).

      Mi disse che, con uragani violenti, non basta costruire una casa in mattoni: e i criteri specifici per renderla a prova di uragano sono molto costosi; per molti, più costosi di rifarsi una casa nuova in legno ogni tot anni. Mi disse anche che nella cultura di una gran parte di americani non c’è l’attaccamento alla casa – intendo quella specifica casa – tipica di un europeom con annessi e connessi, come mobili, quadri, eccetera (che ovviamente vanno persi ogni volta). Quindi parrebbe essere un criterio pragmatico.

      Sarei curioso di avere altri riscontri.

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      • Si Fabrizio, é così nessun attaccamento si cambia casa con la frequenza del cambio calzini. …. per quello l’immobiliare tira sempre molto…. per il discorso mattoni vedi la mia risposta sopra lo stesso vale per i tornado.

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      • Dimenticavo, in una villetta media non c’è molto da salvare, gli armadi sono a muro giusto tavolo letti. E divano oltre a TV ed elettrodomestici ma questi dalla cucina alla lavatrice si trovano dentro quando compri casi….in pratica non li senti tuoi….
        Il problema principale sono le assicurazioni che in certe aree non ti assicurano e a volte c’è da litigare, un amico mio ancora litiga per l’ultimo uragano……

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  3. caor Guido, è usicto poco fa un post sul sito di Judith Curry che è ricchissimo di informazioni sull’uragano Irma.
    Peraltro in tema di link fra Urangani e AGW Judith Curry segnala un articolo di NOAA – GFDL su Global Warming e uragani (https://www.gfdl.noaa.gov/global-warming-and-hurricanes/) che riferendosi alla bibliogafia recente si propone di rispondere alle domande seguenti:
    1. se il legame fra atività antropiche e intensità degli urangani sia già oggi individuabile
    2. cosa accadrà in futuro nel 21° secolo.

    Le cui principali conclusioni di NOAA GFDL suno:

    1. It is premature to conclude that human activities–and particularly greenhouse gas emissions that cause global warming–have already had a detectable impact on Atlantic hurricane or global tropical cyclone activity. That said, human activities may have already caused changes that are not yet detectable due to the small magnitude of the changes or observational limitations, or are not yet confidently modeled (e.g., aerosol effects on regional climate).
    2. Anthropogenic warming by the end of the 21st century will likely cause tropical cyclones globally to be more intense on average (by 2 to 11% according to model projections for an IPCC A1B scenario). This change would imply an even larger percentage increase in the destructive potential per storm, assuming no reduction in storm size.
    3. There are better than even odds that anthropogenic warming over the next century will lead to an increase in the occurrence of very intense tropical cyclone in some basins–an increase that would be substantially larger in percentage terms than the 2-11% increase in the average storm intensity. This increase in intense storm occurrence is projected despite a likely decrease (or little change) in the global numbers of all tropical cyclones.
    4. Anthropogenic warming by the end of the 21st century will likely cause tropical cyclones to have substantially higher rainfall rates than present-day ones, with a model-projected increase of about 10-15% for rainfall rates averaged within about 100 km of the storm center.
    Qui invece le controdeduzioni di Juìdith Curry:
    1. I agree wholeheartedly with #1.
    2. I agree qualitatively with 2-4, but GFDL has much greater faith in the models than I do (and of course the 21st century projections assume substantial warming, which I don’t necessarily agree with). However, I much prefer their model-based quantitative estimates (but they need some serious uncertainty estimates, including structural uncertainty), relative to hysterical arm waving by Mann and Trenberth using undergraduate basic thermodynamics reasoning. There is nothing basic or simple about hurricanes.

    Dibattito decisamente interessante!

    Luigi

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    • “relative to hysterical arm waving by Mann and Trenberth using undergraduate basic thermodynamics reasoning”
      Non sapevo, lo dico in senso ironico, che l’equazione di Clapeyron fosse undergraduate basic thermodynamics .
      Mi aspetto allora dalla Curry un check sull’intera termodinamica statistica da Carnot, Maxwell, Gibbs Einstein et al fino ai giorni nostri.

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      • Non ce n’è bisogno. Irma si è formato in un’area con temperatura di superficie di 26.5°C ed ha raggiunto Cat.5 ben prima di passare sopra i 28°C che statistica vuole siano quanto necessario per un’intensificazione così rapida. Questo significa, ma dovrebbe essere ovvio, che i fattori e parametri da controllare e che dovrebbero subire modifiche per confermare l’attribuzione sono molti e molto di più che la sola temperatura superficiale. E’ questo il ragionamento di base su cui si fondano le dichiarazioni speculative di chi ha fretta di attribuire ogni evento alla causa dell’AGW.
        gg

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  4. Potete riepilogare la situazione a proposito della temperatura del Mediterraneo?

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  5. “On September 6, 2017, Hurricane Irma slammed into the Leeward Islands on its way toward Puerto Rico, Cuba, and the U.S. mainland. As the category 5 storm approaches the Bahamas and Florida in the coming days, it will be passing over waters that are warmer than 30 degrees Celsius (86 degrees Fahrenheit)—hot enough to sustain a category 5 storm. Warm oceans, along with low wind shear, are two key ingredients that fuel and sustain hurricanes.”
    https://earthobservatory.nasa.gov/IOTD/view.php?id=90912

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  6. Andando dal serio al faceto, faccio notare quanto strana sia la “punizione divina” che la “dea Gaia” ormai idolatrata da molti, sta (sempre secondo i suoi cultisti) assegnando al reprobo, apostata e blasfemo Trump, reo di bestemmia contro gli accordi di Parigi. Con Harvey, sindaco di Houston, sindaco di New Orleans e governatore della Louisiana: democratici. Con Irma, governatore di Puerto Rico: democratico; Cuba: regime comunista a bassissima intensità energetica (e ci credo, con l’economia che hanno). Davvero curioso, che la punizione di Trump, ricada sui suoi avversari principali…

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    • I poveri proletari subiscono le conseguenze dell’arroganza degli imperialisti del clima!

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      • Cornuti e mazziati!

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  7. Sì anch’io so che vengono fatte (in parte) in legno, perchè economicamente più convenienti e alla portata di tasca dell’americano medio.

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  1. E dopo le bombe d’acqua… gli uragani nucleari! : Attività Solare ( Solar Activity ) - […] Posted By Guido GuidiData di pubblicazione: 08 Settembre 2017Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=45770 […]

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