Buon Natale

Faceva sicuramente freddo nel Febbraio del 1695, come può far freddo in pieno inverno nel cuore della Germania. Un inverno come tanti in quel tempo: stagione di stenti e di malanni in cui la penuria alimentare, i rigori meteorologici e la recrudescenza di malattie allora endemiche come la tubercolosi mietevano vittime in quantità, in una popolazione che ancora non si era ripresa dalle conseguenze devastanti della Guerra dei trent’anni.

Ma il freddo è anche questione di percezione, e se un abbigliamento più pesante o il consumo di un pasto caldo potevano fare la differenza, chissà quanto freddo hai provato in quel 24 Febbraio del 1695 quando pochi mesi dopo aver perso la mamma, anche tuo padre ti ha lasciato. Orfano a dieci anni non compiuti, il focolare domestico spento, la casa natale sprangata e venduta. Ma se il Cielo ti ha fatto dono di un talento smisurato, di una tenacia feroce e di un grandissimo cuore, forse di freddo ne senti un po’ di meno. Forse perché dentro di te lo avverti già che sarai tu, a scaldare il cuore degli altri per i secoli a venire. Con la tua musica eterna, piccolo Johann Sebastian Bach.

Anche correre era anche un modo per sentire meno freddo, e quante ne hai fatte di corse, tra Natale e Capodanno. Non per smaltire chili in eccesso, come si fa oggi, ma per cantare nelle currende: i cori itineranti degli studenti più poveri della Scuola Latina che cantavano in gruppo davanti alle case dei ricchi borghesi per guadagnare qualche soldo nei giorni di festa. A quel tempo erano proprio i piedi, il principale mezzo di locomozione: a quindici anni furono i tuoi piedi a portarti in quel di Luneburg, 400 chilometri più a nord, per completare la tua istruzione con gli studi di greco, latino, teologia e…musica naturalmente. Ché furono proprio la tua magnifica voce di soprano e un talento musicale impossibile da ignorare, a riscattarti da un futuro da umile artigiano cui parevi destinato per nascita, grazie anche ad un sistema scolastico che già allora permetteva ai bambini poveri ma di talento di accedere a prestigiosi collegi altrimenti destinati solo ai giovani nobili, dietro pagamento di costose rette.

Perdonami se scrivo di te qualche riga slegata e sconnessa su pagine che normalmente non trattano di musica. Ma pensare a te viene naturale, in prossimità del Natale e di tutte le feste comandate, per via della tua produzione musicale che quelle ricorrenze religiose ha scandito in modo sublime ed eterno. E se il pensiero corre inevitabilmente all’Oratorio di Natale, che dire allora delle cantate composte per lo stesso periodo dell’anno? Le interpretavano volenterosi coristi e strumentisti sopravvissuti alle epidemie, alle guerre e alle carestie, spesso improvvisati, vestiti di stracci e con strumenti dell’epoca che avresti volentieri buttato via in cambio di quelli moderni che certa filologia musicale, a sua volta, ha voluto accantonare per recuperare proprio i suoni imperfetti di quel tempo.

Ed è per questo che mi piace ascoltarti nella direzione “moderna” di Karl Richter da cui traspare tutto lo stupore del popolo tedesco, e del mondo intero, di fronte alla riscoperta di tanta grandezza. In tempi in cui del Natale si cerca di non parlare per evitare di offendere non meglio precisati “altri”, l’ascolto della tua musica è una boccata di ossigeno: è chiarezza e fede assoluta, perfezione sovrumana, suggestione di un qualcosa che il nichilismo imperante, cupo, rabbioso e disarmonico non riesce nemmeno a concepire.

Hai unificato l’Europa 300 anni fa, quando ancora non esisteva nemmeno la Germania. L’hai unificata nel nome della musica, riuscendo nell’impresa apparentemente impossibile di conciliare due mondi allora lontanissimi: il gusto italiano per la melodia e il bel canto con il rigore e i freddi virtuosismi contrappuntistici della scuola tedesca del nord. Vivaldi e Pachelbel, Scarlatti e Buxtehude. Ché si era più uniti allora, nella tua superba fusione di stili e sensibilità così lontane eppure così europee, che oggi, nella moderna declinazione di una fantomatica unità fatta di parole (e concetti) orrendi e dissonanti come austerità, spread o quantitative easing. O di ossimori grotteschi come decrescita felice.

Sei andato oltre le divisioni settarie e sanguinose che attraversavano il cristianesimo in quegli anni, oltre gli eccessi di un luteranesimo già lacerato nello scontro tra ortodossi e pietisti, e l’hai fatto anche grazie al tuo amore per la produzione musicale di quell’Italia allora comunemente disprezzata e liquidata come “papista” dai tuoi conterranei. Per non dire della Messa in Si minore: cattolica, offerta come un omaggio alla Corte di Dresda (cattolica a sua volta, in quanto regia e polacca) e come un atto di accusa contro i burocrati luterani del Consiglio di Lipsia. Quegli odiati burocrati che hanno fatto di tutto per renderti la vita difficile, per ingabbiarti in una costruzione oppressiva e insensata fatta di divieti grotteschi e di obblighi impiegatizi avvilenti e insultanti per un artista già consapevole della sua infinita grandezza.

Siamo figli della realtà in cui tu hai vissuto: abbiamo ereditato l’assoluta bellezza della tua opera e la suggestione ultraterrena che questa porta con sè. Insieme all’insensatezza kafkiana di una burocrazia fine a se stessa, disumana, nemica del bello e del talento. È la tua musica a ricordarci che siamo stati veramente uniti, in un’epoca in cui mancava ancora la consapevolezza stessa di essere qualcosa: uniti nel bello, nell’arte, nella cultura, in un sistema di valori etici, morali e religiosi che in te hanno trovato una sintesi perfetta.

Buon Natale Sebastian, buon Natale Europa, buon Natale a tutti.

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Bibliografia:
– Buscaroli, Piero. Bach (Italian Edition). MONDADORI.

 

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Author: Massimo Lupicino

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18 Comments

  1. Cari tutti, grazie dei commenti, dei complimenti e degli auguri di chi evidentemente ha colto in pieno lo spirito con cui è stato scritto questo pezzo. Non smetterò mai di apprezzare la qualità di chi legge e commenta questo Blog.

    PS visto che è Natale abbiate anche rispetto per chi non si prende una pausa nemmeno sotto le feste: quello del Troll è un mestiere a tempo pieno. Se volete che anche loro passino un buon Natale lontani dallo stress e alleggeriti dell’imperativo morale di difendere il Verbo globalista, beh, non rispondete ai loro post. Anche perché cercare di capirne il filo logico richiede la disattivazione di troppe sinapsi e sottrae tempo utile a preparare la cena di stasera.

    Ancora tanti cari auguri a tutti.

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  2. Climaticamente parlando un dicembre 2017 freddo come nel dicembre 1980:

    Immagine allegata

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    • Ecco la mappa delle anomalie termiche del 1980 e come già ricordato in altro post il comportamento della corrente a getto è il medesimo:

      Immagine allegata

  3. @giudici
    se tu fossi un pò meno arrogante ed ignorante sapresti che lo zero è arrivato da noi attraverso il mondo arabo grazie a Fibonacci. Siccome per te sentir parlare di ‘arabo/i’ è come bestemmiare in Chiesa, probabilmente hai cercato di rimuoverlo (Quelli come te sicuramente identificano il mondo arabo con l’ISIS dimostrando un’ignoranza abissale!). Per il resto del mio post, puoi sempre dimostrarmi che ho torto, altrimenti puoi anche rilassarti! E’ Natale anche e soprattutto x te.

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  4. Grazie, Massimo, sono i più eleganti auguri di Buon Natale che abbia mai ricevuto!
    Buon 2018,
    Alvaro

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  5. Grazie di cuore e tanti auguri anche dal sottoscritto. Forza Europa, risorgerai.

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    • …ma quale europa,auspico un ritorno agli stati sovrani ed alle monete locali,questa europa(minuscolo) ha fallito.
      W l’Italia.

    • In effetti David la penso come te. Intendevo dire, e mi correggo, *civiltà europea* risorgerai.

    • @David @Alessandro2

      È questione di intendersi sui termini: oggi diciamo sempre “Europa”, ma si indica l’Unione Europea, uno dei fallimenti più clamorosi della storia. Non è certo l’unico modo di intendere l’Europa: esisteva prima della UE (CEE o precursori) ed esisterà dopo, passata la nottata.

  6. Grande, e Buon Natale a TUTTIIIIIIIIIII!!

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    • Intendete la civiltà che senza l’aiuto del mondo arabo farebbe i conti senza lo zero? O preferite quella dei campi di sterminio? O quella che ha trascorso interi millenni sempre in guerra? O quella che ha massacrato i nativi americani? Cioè quella che con l’avallo della Chiesa ha massacrato intere popolazioni! Auguri Buon Natale

    • Intendete la civiltà che senza l’aiuto del mondo arabo farebbe i conti senza lo zero?

      Allora sei proprio ignorante in tutto: lo zero l’hanno inventato gli indiani, nel quinto secolo (s’intende lo zero nel senso che si intende oggi, perché precursori con usi diversi erano già presenti nella cultura classica).

      Inutile dire che anche le affermazioni successive indicano che sei solo capace di ripetere a pappagallo le banalità asserite da altri. Se tu fossi capace di distinguere chi dice cose sensate, almeno ripeteresti cose sensate.

  7. Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti gli amici di CM

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  8. Poveri JSB deve essere particolarmente scomodo rivoltarsi nella tomba!

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    • …ecco bravo,vai a scrivere sui giornalacci tipo repubblica o corrierone le tue cavolate sulla civiltà araba(!)che noi ci teniamo la nostra e non abbiamo bisogno dei personaggi sinistri e baluba che sporcano il web.
      Buon Natale visto che non siete riusciti ad abolirlo.

  9. Grande post, Massimo. Buon Natale a tutti.

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  10. Car Massimo,
    è un bellissimo quadro.
    Buon Natale e Buon Anno anche a te e a tutti qui a Climatemonitor.
    Franco

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  11. Non poteva scegliere un modo più intenso per augurare Buon Natale a tutti..
    Grazie e Ottime festività Climatemonitor
    Stefano Ricci

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