C’è un giudice a Lipsia

Il terzo appuntamento della Rassegna Straccia 2018 ci porta sulle pagine di Repubblica, e in particolare di un articolo datato 27 Febbraio con il quale il quotidiano ci informa di una notizia in apparenza fondamentale: il tribunale amministrativo di Lipsia con una recente sentenza ha tutelato il diritto da parte delle città tedesche ad impedire la circolazione di veicoli diesel. La sentenza ribalta l’interpretazione vigente che ritiene l’argomento di competenza federale e non comunale.

E cosa c’entra Lipsia con l’Italia, direte voi? Niente, ovviamente, a meno che dopo aver barattato la Lira con l’EuroMarco ed esserci messi sotto il tacco della Bundesbank e della Merkel non decidiamo anche di far legiferare i tribunali tedeschi a nome del popolo italiano. Fatto sta, per Repubblica tanto basta, e la sentenza del tribunale di Lipsia aprirebbe automaticamente la strada al divieto della circolazione dei veicoli diesel in tutta Europa, con annessa perdita di posti di lavoro nell’industria automobilistica quantificata nell’ordine delle decine di migliaia di unità. Niente di nuovo, sotto il sole del quotidiano romano: sempre di decrescita (in)felice si parla, alla fine della fiera.

Donne, du du du…

A corroborare la narrativa del diesel-killer, nello stesso articolo si fa riferimento al recente congresso tenutosi in Messico all’interno dell’iniziativa ambientalista/femminista battezzata Women4Change, e che vede coinvolte le amministratrici (rigorosamente di sesso femminile) disposte a salvare il mondo dal Climate Change con iniziative volte alla riduzione delle emissioni urbane della mortifera CO2. Che il convegno in questione si svolgesse mentre l’Europa era alle prese con un’ondata di gelo storica, aggiunge solo un ulteriore tocco grottesco ad una iniziativa già abbastanza ridicola in sè.

La fondamentale conferenza messicana assume rilevanza ulteriore per la partecipazione della sindaca di Roma, costretta per altro ad un precipitoso rientro in Italia per gestire i disagi collegati alla nevicata di Lunedì scorso. Rientro associato all’annuncio solenne dell’introduzione di un divieto totale alla circolazione di veicoli diesel dal 2024 con la seguente motivazione: “i cambiamenti climatici stanno modificando le nostre abitudini di vita. Le nostre città rischiano di trovarsi di fronte a sfide inattese. Assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi: siccità per lunghi periodi, come sta avvenendo nel Lazio; precipitazioni che in un giorno possono riversare sul terreno la pioggia di un mese intero; o anche nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l’Italia”.

Al di là delle motivazioni portate e in particolare dell’ardito collegamento tra motorizzazioni diesel, siccità e nevicate che preferisco non commentare, mi chiedo piuttosto la motivazione dell’accanimento generale che si avverte nei confronti di una tecnologia (quella del ciclo Diesel) che si distingue per rendimenti più elevati rispetto a quelli del ciclo Otto (motori a benzina). Tanto più in considerazione delle attuali controversie scientifiche in merito al reale impatto ambientale del combustibile incriminato.

La solita minestra globalista

Quello che resta dopo la lettura dell’articolo in questione è comunque una sensazione sgradevole di déjà-vu: gruppi di pressione ambientalisti, conferenze che preparano il terreno, tribunali che legiferano aggirando decisioni di governi democraticamente eletti, media che intonano la fanfara, e infine decisioni economicamente scriteriate e scarsamente supportate dal punto di vista scientifico che vengono prese nel nome di un ambientalismo di accatto e di temi di diretta emanazione “very-liberal” californiana.

Per non parlare dell’abuso dei soliti temi globalisti che vengono riciclati secondo convenienza per giustificare qualsiasi decisione, anche la più apparentemente astrusa: nel caso di Women4Change si mettono nel calderone climatismo, neo-femminismo e ambientalismo al solo scopo di proporre la messa al bando di un combustibile. Non sarebbe bastato parlare semplicemente di inquinamento urbano, per quanto scientificamente discutibile? Perché chiamare in causa la CO2 o il neo-femminismo anche quando non c’entrano un fico secco?

A proposito di politica

Come già sottolineato innumerevoli volte in passato, la politica interna non trova spazio in queste pagine che si occupano di altri temi, e che rivolgono piuttosto l’interesse a dinamiche di respiro molto più ampio rispetto a quello nazionale.

Vorrei però permettermi una piccola deroga, proprio con riferimento ai temi trattati in questo ed altri articoli, per spezzare una lancia a favore della politica italiana di entrambe le sponde, che nell’approccio alle questioni energetiche hanno mostrato negli ultimi anni un atteggiamento molto più realistico e meno dogmatico rispetto a quanto auspicato da alcuni organi di stampa. C’è una pressione fortissima, da parte di certa “informazione”, per implementare in Italia politiche suicide di decrescita nel nome di un ambientalismo ottuso e cialtrone. Politiche che avvantaggiano direttamente industrie e poteri stranieri a danno della nostra economia, già abbastanza provata di suo da anni di crisi e da scelte del passato rivelatesi poco lungimiranti.

Che certe campagne di stampa propongano temi più favorevoli a interessi stranieri che nostrani è qualcosa di più di un sospetto, anche con riferimento ad altri argomenti di interesse non propriamente energetico. Ma la nostra politica ha saputo tenere botta, finora, anche riconoscendo implicitamente gli errori e gli eccessi del passato: ad esempio, mettendo un freno a quelle generosissime politiche di incentivi che hanno appesantito negli anni la bolletta energetica degli italiani e la competitività del nostro sistema tutto. È una piccola nota di speranza, in un panorama globale sempre più difficile e denso di incognite.

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Author: Massimo Lupicino

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36 Comments

  1. Bisogna eliminare certe vetture diesel, promuovere l’ibrido o glp e metano. (Senza come al solito lucrarci sopra..) La benza lasciamola a Ferrari e similia.. magari alla Formula 1 🙂
    Il motore diesel rimane il più inquinante senza ombra di dubbio.. A livello di motoristica non si può essere stati tanto menefreghisti..
    Non è puzza normale, è una puzza che trucida palmoni e cervello..

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    • Balle, il diesel è il miglior motore termico dopo le turbine a gas. Sul gasolio si può ancora migliorare desolforandolo completamente. L’ibrido, se ben fatto, conviene solo in città.
      Sarebbe interessante un sistema ibrido con generatore elettrico mosso da turbina.

    • @Maurizio Rovati
      il fatto è che non ne veniamo a capo..
      Nello studio “Comparative Environmental Life Cycle Assessment of Conventional and Electric Vehicles” sul Journal of Industrial Ecology.
      Si afferma che il motore elettrico inquina ed ha un’impatto ambientale maggiore del diesel. Come emissioni rilascia moltissima (con tanto di numeroni..) fantomatica CO2.
      Per dirti che ho letto questa cosa sull’Avvenire online, cercando un’attimo qualche notizia recente. Sopratutto questa ricerca americana sembrerebbe una classica zappata sui piedi. Solo che alcuni possono fare tutto e di più.. Capovolgendo la situazione a piacimento. Sopratutto dopo aver tanto demonizzato la produzione motoristica diesel tedesca.
      Non cerco oltre sulla citata ricerca, perché pare una gran panzana.
      Ma.. Effettivamente se passo dinanzi un diesel italiano, non sento sta puzza trucida.. Ma non mi frega un fico secco, è sono convinto che l’ibrido sia l’immediato futuro..
      Perché poi tutta la combustione, di qualsiasi motore a prescindere, rilascia metalli pesanti.. di cui nessuno parla.. E di tante schifezze umane, le piante non sanno che farsene.. mentre della CO2 sanno benissimo cosa farsene! Cioè il discorso è nel creare diversi reagenti con N, O, .. e creare acidi! .. l’Effetto serra nasce con un vettore energetico qual’è H (Idrogeno) . Ciò che viene combinato possibilmente con Ossigeno ed Azoto non ha lo stesso ciclo atmosferico dell’acqua, rimane volatile.

      In generale senza citare la nostra stella che ha un contributo maggiore, più di quanto si possa pensare.. o ci hanno fatto pensare/insegnato.. La Terra raffredda lentamente e si riscalda velocemente.

      CO2 ed e H2O libera in atmosfera in epoche passate, hanno avuto valori più alti di oggi, ma anche più bassi. Ma fondamentalmente la CO2 viene abbattuta piuttosto rapidamente, durante un ciclo che intercorre tra periodi di intensa attività vulcanica. Costantemente invece, la percentuale di H2O altera il clima terrestre, in modalità esponenziale o graduale (clima caldo/freddo).

      Mentre quei gas di combustione dall’attività umana, degradano la biosfera.. e la massa atmosferica sulle nostre città.. La CO2 sarebbe rapidamente abbattuta una volta limitata (sempre che c’è ne sia bisogno..)

      Non sono mai stato sostenitore del AGW e mai lo sarò, Tuttavia penso che la questione inquinamento a questo punto, è come le classiche lacrime di coccodrillo.. Come quando vediamo oceani pieni di plastica e non si fa nulla per rimediare!

    • @ale.meteo

      Chiarito che qui si parla di sostanze realmente inquinanti e non di CO2, è chiaro parimenti che non si esce dal loop senza perlomeno tentare un approccio quantitativo. Lo so anch’io che le auto producono vari tipi di inquinanti, compreso i metalli pesanti; ma ribadisco quello che ho scritto pochi giorni fa, e che mi pare molti vogliano far finta che non esista, che il 60% di particolato è prodotto da freni e pneumatici (questi ultimi non penso metalli pesanti, ma non credo comunque molecole utili alla vegetazione). Non si può neanche pensare di portarle a zero, perché qui cadiamo nell’estremo di quelli per cui gli uomini sono un virus del pianeta: esistiamo e le nostre esistenze inevitabilmente hanno un impatto.

      Ora quindi io vorrei vedere qualche comparazione concreta. Come tu stesso riferisci, sembra che ognuno sia in grado di sostenere quel che gli pare. Purtroppo, finché la situazione rimane tale, tutte le opinioni rimangono per l’appunto opinioni; il che per me è sufficiente per dire che le rispetto, ma mi arrabbio se qualcuno tenta di trasformarle in politiche (così come l’AGW oggi è un’opinione e mi arrabbio se qualcuno tenta di farci su una politica).

      Quanto al motore ibrido, niente da dire se la parte elettrica viene considerata un mezzo per ridurre i consumi (p.es. grazie al recupero di energia dei freni). Però voglio capire quanto pago questa soluzione, sia in termini di palanche, che di manutenzione, che di riduzione dello spazio disponibile in auto, eccetera.

      Ovviamente non ho neanche niente da dire in sé contro un motore totalmente elettrico, o totalmente a metano: vale quanto dicevo ieri e anche la riga sopra, ovvero voglio capire quanto pago questa soluzione in vari termini. Ad oggi, mi è evidente che la pago, eccome.

      Se traguardiamo i prossimi cent’anni, non ho problemi a pensare che queste soluzioni saranno mature. Oggi non lo è e io vivo oggi, non nel 2120. Non vorrei peraltro rivedere cazzate come le famigerate lampade “ecologiche” al mercurio, una vera schifezza in termini di tempi di accensione e colore, per non parlare dello smaltimento e dei rischi di romperle in casa, che ci hanno di fatto imposto, mentre sarebbe bastato poco per attendere le lampade LED (oggi ancora un po’ costose, ma ormai direi che ci siamo).

    • @Fabrizio Giudici
      Chiaro che il particolato contribuisce nell’alterazione ambientale, detto questo non è prodotto solo dall’attività umana. Se pensiamo che una sostenuta ventilazione dai quadranti meridionali, può portare la sabbia del deserto sahariano sulle nostre città.
      Quindi questa sabbia è in funzione del clima presente nel Mediterraneo in un dato periodo, cioè può essere variabile durante il corso del tempo in un arco annuo. Come può non esserci. Perciò quel 60% di polveri sottili, derivato dall’impianto frenante ed usura delle gomme dei veicoli, rimane per se stesso una variabile in funzione della variabilità atmosferica. Può essere abbattuto rapidamente. Che sia più o meno caotico il clima terrestre e/o casuale, questo non ci può interessare al momento. La percentuale grossa della torta è indipendente, ed ha picchi più o meno accentuati in un dato periodo.
      Quel che dipende invece dalle condizioni ambientali delle isole urbane, è il restante 40%. Possiamo anche dire che rimane in stretto legame con le condizioni climatiche, rimane più o meno persistente. Avendo uno stretto legame con la variabile ambientale, può trovarsi più volte presente nell’arco annuo. Perché allo stesso tempo dipende da più variabili. Quindi è qualcosa che può essere controllabile.
      Rimane una questione di probabilità.. Se c’è freddo e nebbia non credo che una strada “gommata” sia volatile, quanto durante un periodo estivo.

      Logico che non è necessario comprarsi un suv diesel, per poi girare in città da un quartiere all’altro. Se sei in campagna e devi spostarti in mezzo alla melma, è molto più “pratico”.

      Una bella sfida, ma se pensiamo che nell’immediato futuro si potrebbe già da subito agire sull’impianto frenante. Oppure dotando di filtri e centraline edeguate le automobili diesel, siamo sulla buona strada.
      Sinché l’elettrico/ibrido o altre fonti quali GPL, Metano, Idrogeno.. Non avranno soppiantato la benzina ed diesel. Non faccio esempi, ma in linea di massima, il ragionamento credo sia questo..

      Saluti

  2. a proposito di potere..
    si tratta di clamore mediatico in tal caso.

    ho appena visto due TG, per dirvi:

    mediaset Italia1
    danni agricoltura siamo sepolti nevica ovunque, intervistando chiunque sulla nevicata milanese
    del 3 marzo 2018
    mostrando infine, primizie di ortaggi ovviamente consumate dal gelo.
    qui ho pensato, ma non esiste il TNT?
    Tessuto non tessuto –> googlate per info.
    oltretutto con danni ancora da quantificare sul settore agricoltura, abituata oramai ad anticipare tutto.
    Poi quando si tratta di anticiclone africano mostrano grafiche impensabili. Sempre che esista.. ma la suonata non cambia.. sempre la stessa con una nota diversa..

    SkyTG24
    quadro sulla situazione. seguita con tanto di metereologo e quindi con un quadro scientifico. si mostrava oltretutto dalle finestre degli studi di milano, neve che non attaccava. tutto seguito da un quadro sulla situazione viabilità. il giornalista ha poi parlato di danni e morti nell’Europa dell’est. Causati dal Burian in Polonia.

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  3. hanno tanato volkswagen ,non hanno fantasia ma solo tanta tenacia e adesso pian piano vogliono azzoppare anche gli altri costruttori … tipico e uber alles !
    guarda caso il common rail è una idea italica, ma si sa, a noi ci piace tanto l’estero.

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    • più che altro queste “auto di moda” hanno realmente intasato le nostre città con le loro emissioni. si continuava a fare proclami sulla CO2, vedere film pubblicità.. sentire cose assurde proclamate da tanti santoni.

      quando nei fatti sarebbe stato utile fare capire cos’è la metereologia. spiegare alla gente. utile sarebbe stato dire alla gente la plastica inquina e le automobili diesel distruggono l’aria delle città e della Val Padana.

      magari nel recente, anziché proclamare un’inverno defunto a gennaio, mettersi in guarda.. questi anni.. si è parlato di fantomatiche strutture bariche..

      il gelo ha colpito più le coltivazioni del centro-sud, le primizie di ortaggi, in qualche zona al nord, ma più che altro vigneti.. (tutto da valutare)

      sarebbe stato infine utile mostrare le innovazioni dell’agricoltura, appunto il TNT..

      per il resto danni ingenti in alcune zone, ma nel complesso ancora da valutare nel corso dei mesi..

      qualcuno esagera, parla di sciocchezze piuttosto che cose utili come il Tessuto non Tessuto. TNT ampiamente impiegato e reperibile quanto le reti anti-grandine.

      alla fine lo sa chiunque che un vino del 2015 o del 2016 è buono, ma un vino del 2013 lo è ancor di più.
      come si sà che la qualità del vino non è uniforme nell’annata 2014 (estate fresca)

      tutto sta nel tirar l’acqua al proprio mulino..
      (non riferendomi di certo agli agricoltori italiani)

  4. @giudici. Nervosetto? La domanda l’ho posta a Lupicino non a te. A persone arroganti e fastidiose come te non rivolgerei alcuna domanda. Contento?

    Admin
    Io no, cambia tono o lascia il TD.

    Post a Reply
    • @nontelodico
      Quello che mi pare nervosetto sei tu: perché la tua domanda era ironica nei confronti di Massimo, volendo alludere che avesse usato un termine assurdo, ma hai fatto semplicemente una brutta figura perché il termine esiste ed è facilmente verificabile. Qui poi sei su un forum pubblico, e quindi ti risponde chi gli pare: compreso quelli come me, che a persone arroganti e fastidiose come te rispondono comunque, senza farsi troppi problemi.

    • Credo di non dover essere io a cambiar tono! Cmq volevo solo chiarimenti da un autore che usa volutamente In Modo ambiguo certi termni. Saluti a tutti meno uno

  5. Egregi di climatemonitor,
    gradirei una ripassata su quella che per me è pazzesca “bufala” sulle eco-auto, sulle colonnine ricarica . L’elettricità necessaria continuerà a essere prodotta per decenni con centrali “fossili” e/o nucleari? Intanto seguiteranno a riempire deserti, mari-monti con pannelli e mulini a vento!
    Cordiali saluti e grazie, resistete. luciano m.

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  6. Non capisco il senso di difendere il diesel nel 2018. Andare a metano par brutto? Ma le vedete voi le pubblicità delle ammiraglie diesel con dentro lo ionizzatore per purificare l’aria?

    Scommettiamo che se nei centri urbani il riscaldamento e il traffico fossero solo a metano l’aria sarebbe decisamente più salubre?

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    • Andare a metano par brutto?
      Nonostante i miglioramenti, le prestazioni e l’autonomia: se guardi le specifiche dei modelli anche recenti te ne fai un’idea.

      Inoltre il gasolio è il combustibile meno pericoloso in caso di incidente (intendo di per sé, al netto dei dispositivi di sicurezza).

      Ma le vedete voi le pubblicità delle ammiraglie diesel con dentro lo ionizzatore per purificare l’aria?
      No, mai viste. E non ho neanche mai visto la pubblicità di un’ammiraglia a metano. 🙂

      Per quanto riguarda le polveri sottili, secondo le analisi in Lombardia, il 60% deriva dall’usura dei freni e degli pneumatici, quindi è indipendente dal carburante. Quel 40% rimanente non è zero, per cui certamente il metano contribuirebbe a ridurlo, ma non in modo così drastico come sarebbe stato un tempo. Traparentesi, sarei curioso di sapere quanto si ridurrebbe quel 40% semplicemente togliendo di mezzo i diesel più vecchi.

    • Ok, ti piace e hai un diesel chiaro. Ma quanto ti godi a fare le rotatorie in quinta e a dire: io posso farlo!
      Per le prestazioni, che vuoi che ti dica, personalmente ritengo gli appassionati di motori e prestazioni molto adatti per l’estinzione 🙂

    • …ma basta con questa caccia alle streghe!io posseggo un diesel con cui percorro max 7000 km all’anno(prediligo la bici),e non capisco quesyte crociate moderne.
      P.S. piuttosto prenditela con i ricaldamenti al massimo negli uffici pubblici e privati!

    • E che l’hai preso a fare un diesel per 7000 km all’anno? Per il gusto si sentire la coppia a bassi giri o altro? Cioè, siamo sempre alla versione tecnologica del “Wilma dammi la clava!” o altro? Chiedo eh, non sto facendo affermazioni. Però basandomi sulle persone del mio giro una certa idea me la sono fatta.

    • AleD, io l’idea che mi son fatto è che tu non sai di cosa si sta parlando, 🙂 perché – abbi pazienza – hai scritto sciocchezze in quantità, come le “rotatorie in quinta” e pensato ad “appassionati di motori” solo perché ho scritto “prestazioni”. Tanto per la cronaca, la mia macchina è un TDI 1900 cc da 110 CV, quindi tutto è tranne che una macchina sportiva (l’equivalente di oggi sarebbe un 1600 cc) e ci faccio 20/25.000 km all’anno. Senza tener conto, oltretutto, che le auto diesel durano mediamente più a lungo di quelle con altre motorizzazioni (io sono arrivato a 270.000 km senza problemi e conosco persone che sono arrivate a 350.000 km).

      Senza contare che le auto a metano richiedono più manutenzione (tagliandi più frequenti) e generalmente hanno portabagagli meno capienti; quelle a GPL, nonostante i miglioramenti, ancora non possono andare sotto il primo piano interrato dei parcheggi.

      E rimane comunque che preferisco avere un serbatoio pieno di carburante che difficilmente prende fuoco.

    • @Fabrizio Giudici: tutto quello che vuoi ma il senso è che la mobilità su metano potrebbe essere tranquillamente di massa e senza problemi reali (tranne zone ma son poche dove la rete di ricarica è ancora scarsa). E ripeto che la mobilità di massa a metano più la climatizzazione di inverno solo a metano oppure a pdc darebbero realmente un bel cambiamento circa la salubrità dell’aria.
      Poi se invece qui si deve essere contro a prescindere perché qualsiasi tipo di alternativa alla situazione corrente è pura perdita di tempo, denaro e buona solo per far i bastian contrari, va bene, problemi zero. L’aria va già bene così, ci sono tanti altri problemi più importanti, il clima è sempre cambiato e cambierà sempre e morta li.

    • @AleD
      Le cose hanno vantaggi e svantaggi. Non essere contro o a favore a prescindere vuol dire soppesarle tutte. Tu continui a ripetere che se andasse tutto a metano, ci sarebbe meno inquinamento. Ma nessuno lo nega; solo che non vuoi sentire la campana degli svantaggi. Quindi sei tu che sei a favore a prescindere.

      Quanto all’articolo sull’elettrico menzionato dall’altro ale, è questo:

      https://www.avvenire.it/economia/pagine/auto-elettrica-inquina-piu-del-diesel

      Sulla maggior quantità di CO2 “prodotta” dai motori elettrici, è inutile che riporto il passo perché è ovvio: dipende dalle tecnologie usate per produrre l’energia elettrica; se si hanno grandi quantità di geotermico, idroelettrico e *nucleare* (cough cough), l’elettrico è vantaggioso; altrimenti no. Ma qui lo ripetiamo da tempo.

      Riporto invece questo passaggio:


      […] non sono le emissioni dei motori a gasolio a creare i problemi, ma l’impatto complessivo del traffico e – come ha dimostrato una ricerca tedesca – anche le polveri rilasciate dai freni e dal consumo dei pneumatici sull’asfalto [ndr questa è una seconda fonte, perché nei giorni scorsi io citavo una rilevazione della Regione Lombardia]. De Vita ha anche ribadito che il diesel «è oggi il miglior motore termico sia dal punto di vista della riduzione dei gas con effetto serra, con emissioni di CO2 inferiori del 25 – 30% rispetto ai benzina, sia dei danni alle persone per emissioni di particolato che di altri gas velenosi rilasciati dallo scarico».

      Il recente studio citato da De Vita colloca i moderni motori diesel nella posizione migliore per le emissioni di particolato (PM10) con una media di 65,3 microgrammi per km, mentre il benzina si colloca a quota 66 (tanto che le nuove generazioni di propulsori a iniezione diretta debbono essere dotati di filtri antiparticolato) e il motore elettrico a 65,7. «Il fatto che le auto a gasolio emettano meno PM10 nel funzionamento rispetto a quelle elettriche – ha spiegato De Vita – è legato al fatto che, essendo più pesanti per la presenza delle batterie, sollevano più polveri nella circolazione su strada. Va ricordato al riguardo che il particolato che giace al suolo è oltre 10 volte di più rispetto a quello emesso dagli scarichi».

      Come si vede, la questione è molto più complessa della singola faccenda del funzionamento del motore, e l’avevo già sottolineato.

    • @Fabrizio Giudici:
      Allora, siccome è complessa non facciamo nulla, ok. Va bene così come si sta.
      In ogni caso faccio presente che l’usura dei freni e degli pneumatici è tanto più bassa quanto meno pesa la macchina e meno è prestante. In questo senso la selva di suv/crossover (indipendentemente dal combustibile) che vanno tanto di moda e che il 90% del tempo sono occupate da 1 max 2 persone sono l’emblema della stupidità.
      Per le macchine elettriche invece direi che è ovvio che a livello di inquinamento complessivamente parlando è decisamente meglio avere anche il 100% di generazione dei kWh da termoelettrico a metano in centrali che lavorano al meglio piuttosto che avere milioni di mezzi che bruciano benzina/gasolio/gpl/metano in giro per le strade (città/campagna che sia). Direi che è lo stesso principio per cui nei condomini è oggligatorio avere un’unica grossa caldaia più le termostatiche e i conta kWh negli appartamenti, piuttosto che 1 caldaietta per appartamento. Per rendimento e inquinamento la prima soluzione è nettamente migliore.

    • Come territorio l’Italia è paragonabile come risorse e come estensione al Giappone. Del tutto anche come capacità intellettuali.. Cioè le menti italiane indipendenti dovrebbo dire e fare qualcosa, ma non lo lasciano fare.. c’è una sorta di rogo o canonizzazione mediatica..

      Qui si cita Cina, Africa, Europa.. ve ne dovreste fregare..

      Se pensiamo alla SEAT, ha fatto la fortuna con una planeale della FIAT collaborando con la Volkswagen. Ibiza e Tipo erano identiche, ma anche altre vetture lo erano. Panda e Tipo erano indistruttibili, eppure vedevi girare queste automobili identiche.

      Bisogna capire che c’è diesel e diesel. Prima di tutto, al momento non c’è un’alternativa al diesel, per quanto riguarda il trasporto su gomma. Ma qui più che altro c’è un sistema che non è comprensibile del tutto. Discorso diverso sarebbe stato, difficile farlo, anni fa..
      Allo stato attuale il discorso è fare i nostri interessi o fare quelli degli altri, ma anche volere sviluppare l’Italia.

      Non siamo certo una fabbrica estesa in lungo ed in largo, ma neanche un laboratorio politico.
      Non dico che siamo nel medioevo, ma se qualcuno si guarda attorno la parvenza è questa.. Sembriamo un paese sotto dominazione straniera.. Incapace di intraprendere profondi cambiamenti.

    • @AleD

      ed il settore dell’agricoltura basato quasi esclusivamente (salvo qualche mezzo particolare nostalgico..) sul motore diesel dove lo mettiamo?

    • Rimetto le cose in ordine senza dilungarmi o uscire dal seminato. Che può essere più utile..
      Non abbiamo alternativa all’impiego del motore diesel in agricoltura, ed in larga parte sul trasporto su gomma.
      Per il resto non vedo una sensibilità adatta ad affrontare molti problemi, tra questi la qualità dell’aria, nelle grandi città. Sono poi tutti aspetti che derivano e ne dipendono .. in senso di sviluppo.

      Qui non si tratta di scagliarsi contro l’intera industria motoristica tedesca. Mercedes e BMW.. rispetto gli interessati.. mi sembrano di un’altro pianeta..

      Non bisogna essere fraintesi..

    • @ale.meteo; mi pare che negli USA il metano sia tranquillamente usato anche per i camion o sbaglio?
      Per l’agricoltura è giù più difficile perché non ce li vedo trattori & c sulle statali per andar a fare il pieno. Ma come già succede in altri stati ci sono i compressori da tenere a casa/ditta e ricaricare da li, sono collegati alla classica rete di distribuzione del metano.

  7. Lupicino, cosa sarebbe il neo-femminismo?? Sono curioso, mi dia una bella definizione. Grazie

    Post a Reply
    • Se non lo sai, basta usare google e troverai tutte le risposte che vuoi: il termine è sufficientemente consolidato. Te lo spiegano anche direttamente le neo-femministe: contento?

  8. Purtroppo non e’ solo la carta stampata a diffondere “il messaggio”, la radio e la TV di qualunque editore e colore sono anche peggio.

    Qualche esempio: Le iene, un sevizio di Nadia Toffa sui consumi ecologici. Rimprovera aspramente chi fa bollire l’ acqua senza mettere il coperchio sulla pentola, e mi sta anche bene, ma se uno e poco intelligente c’ e’ poco da fare. Ancora peggio chi mangia la frutta fuori stagione e anche qui sono d’ accordo, ma non si puo’ legiferare contro la cretinaggine.

    Dove non sono d’ accordo e’ che questi consumi “poco virtuosi” vengono paragaonati a percorsi automobilistici, cioe’mangiare un grappolo d’ uva che viene dal Cile e’ come guidare da Milano a Roma!!?? E non basta, confortata dall’ “esperto” d’ ordinanza, la conduttrice ci esorta ad optare sulla bolletta per energia prodotta da fonti rinnovabili. Guarda un po’. questa sarebbe un’ idea geniale se i sussidi per le rinnovabili fossero pagati da chi effettivamente le consuma e non spalmati su tutti i consumatori!

    Altro esempio RAI 1 al mattino. la conduttrice Eleonora Danieli interpella a proposito del gelo un esperto che non e’ un metereologo (eppure mi sembra che ne avrebbero a disposizione un paio di bravini…), ma uno “scenziato” di cui mi sfugge il nome, il quale senza indugio fa la sua sparata contro i “cambiamenti climatici”. Almeno ha avuto il pudore di non citare il riscaldamento.

    Non cosi’ qui a Londra (tutta imbiancata) dove un esperto di “climate change” (come chiedere ad un Vescovo se esiste il diavolo!) ha dichiarato che qui fa freddo, ma in Groelandia no. Da come l’ ha messa, faceva pensare che li si girasse in canottiera!
    Comunque la temperatura globale sta aumentando e basta, nessuna possibilita’ di replica. Ci ho provato io, ma ormai sono schedato come “scettico” e non mi hanno fatto passare… devo usare un altro cellulare!

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  9. Salve: da quel che ho capito io i divieti di circolazione ai diesel tedeschi coprirebbero solo quelli fino alla normativa Euro-5… quindi a partire da Euro-6 potrebbero ancora circolare.
    Altra cosa: i diesel killer sono considerati killer per via delle emissioni di particolato (vecchi Euro-3 e antecedenti, poi hanno incluso i filtri a particolato) e per l’NOx alto… ma non certo per la CO2, perché le emissioni della mortifera CO2 ammazza iceberg sono inferiori a quelle delle vetture a benzina.
    Qualcuno potrebbe informare di questo le sindachesse salvamondo?

    Ad ogni modo… Una volta bannati i diesel i khmer verdi si accorgeranno che i motori a benzina sono ugualmente mortiferi a causa degli NVOC, i composti organici non volatili… e chiederanno il bando anche di quelli. La strategia ‘per tappe’ è chiara… nel frattempo l’aria delle città italiane in Padania è pessima anche quando bloccano il traffico… ma le stufette a pellet, che inquinano molto più dei diesel, le continuano a pubblicizzare alla grande su siti web e blog “verdi”.

    Spingono sul trasporto pubblico… l’altro giorno ho preso un tram qui a Ginevra, dove i tram abbondano, e mi sono fatto 30′ in piedi, pigiato come le sardine… a 3 Franchi a corsa per 5 km di distanza. Trasporto pubblico? Nein danke. 🙂

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    • Che ci sia bisogno di incrementare il trasporto pubblico ginevrino? 3 franchi c uno svizzero non sono tanti.

    • Comunque tornando in tema diesel, una cosa ho notato questi giorni di aria buona.. Passando vicino certe macchine tedesche, si sente un tanfo atroce, rispetto alle altre.. qualcosa non quadra proprio..
      Oramai l’aria si è già mescolata nei bassi strati quindi questo fatto è meno percettibile.

  10. La Cina ha il controllo sull’ 88% della produzione mondiale di cobalto. Un auto elettrica ne impiega per le batterie al litio ( non litio cobalto che suona inquinante) circa 8 chili.
    Le moderne raffinerie americane convertono il petrolio in benzina con rendimenti superiori al 95% . Il diesel deve morire.

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    • “La Cina ha il controllo sull’ 88% della produzione mondiale di cobalto.”

      Neanche per idea. Il primo produttore mondiale di cobalto è un paese africano, credo sia il Congo (dovrei controllare).
      La Cina è al primo posto per le terre rare, altra cosa.

    • Pensi che il Congo abbia infrastrutture per estrarre il cobalto?
      La Cina e’ il primo investitore estero in Africa ed estrae in Congo il 50% della sua produzione

    • Se aggiungi il controllo sulle terre rare e sul Coltan ,tantalio e niobio, ( estratto in Congo), la Cina controlla buona parte delle materie prime necessarie alla produzione di motori, generatori ,elettronica di potenza, superconduttori (niobio) e batterie

  11. mi chiedo piuttosto la motivazione dell’accanimento

    La motivazione è farci “scegliere” le auto elettriche/ibride, con qualche decennio di anticipo rispetto alla loro maturità tecnologica. Così come fu per le lampadine “ecologiche” al mercurio.

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