Osservare il clima con le Eclissi di Luna

Questa storia è interessante. Immagino che sarete più o meno tutti al corrente della importante eruzione vulcanica in corso nell’isola Kilauea, nelle Hawaii, un evento molto serio in termini di impatto locale ma non particolarmente rilevante ai fini climatici, perché sebbene sia stata abbastanza potente, l’eruzione non ha raggiunto valori elevati dell’indice di intensità di questo genere di eventi, quindi non sono state disperse in alta atmosfera quantità importanti di aerosol.

Già perché se c’è un forcing del clima assolutamente imprevedibile ed anche molto incisivo nel breve-medio periodo, è proprio quello dell’attività vulcanica. L’ultima eruzione del Pinatubo nel 1992, ad esempio, è chiaramente visibile nelle serie storiche della temperatura media superficiale globale, perché la quantità di aerosol rimasta sospesa in alta atmosfera ha, schermando la radiazione solare in ingresso, provocó una significativa benché climaticamente breve diminuzione della temperatura.

Alcuni giorni fa, alla 46ma conferenza annuale del (GMAC) a Boulder, sede servizio di monitoraggio dello Space Weather americano, è stato presentato un lavoro frutto dell’ossevazione delle eclissi lunari delle ultime decadi. Analizzando il colore della Luna durante le eclissi, sembra sia stato possibile misurare la quantità di aerosol di origine vulcanica presenti in alta atmosfera. L’immagine sotto mostra la Luna “sporca” del 1992 e quella “pulita” del 2018.


Secondo Richard Keen, che ha presentato il lavoro, la ridotta attività vulcanica delle ultime decadi sarebbe responsabile di una maggiore trasparenza dell’alta atmosfera e quindi avrebbe lasciato entrare più radiazione solare, con un effetto misurabile in 0.6 Watt per metro quadro, che tradotto in riscaldamento sarebbe più o meno 1-2 decimi di grado. In pratica, dice Keen, negli ultimi 40 anni la ridotta attività vulcanica e l’incremento dei gas serra hanno contribuito in egual modo al trend positivo delle temperature globali per come lo abbiamo osservato con i sensori satellitari, ossia in tutto circa tre decimi di grado.

La notizia è uscita su spaceweather.com e a questo link c’è il poster della presentazione.

Buona giornata 😉

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Author: Guido Guidi

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2 Comments

  1. Vorrei capire se lo studio e’ relativo alla sola circolazione tropicale o sub tropicale dell’ emisfero occidentale perché non vedo i dati relativi alle eruzioni islandesi del 2010-2015 ( i vulcani con sole consonanti) e se non ricordo male di un paio di grosse eruzioni in Indonesia . non credo che la determinazione della variazione di energia solare sia applicabile a tutta l’atmosfera

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  2. Quindi come dicono dalle mie parti tutto ‘sto mulino per un *presunto* forcing antropico che contribuisce a *parte* del 50% dell’aumento di temperatura? Un paio di peti vulcanici in più e viene giù tutto il carrozzone climatico? Ci sarebbe da ridere, se il carrozzone suddetto non ciucciasse anche i miei soldi…

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