Grafici su cui riflettere

Un grafico e qualche numero, giusto per farsi un’idea in materia di sostenibilità, di impossibilità di scindere la politica industriale da quella energetica e di utopie di paesi in cui tutto funziona grazie al sole ed al vento.

Qui sotto, la quantità di acciaio necessario per diverse infrastrutture di produzione dell’energia:

Il grafico viene da Forbes, in un articolo che fa letteralmente a pezzi la politica dei dazi imposti recentemente sull’import di acciaio da parte del Presidente USA.

C’era una volta l’ILVA.

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Author: Guido Guidi

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7 Comments

  1. Grazie, sig. Giudici.
    Giusto Buroni

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  2. Grazie, sig. Mariani.
    Giusto Buroni

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  3. Salve:

    Io sono, notoriamente, estremamente critico per quel che riguarda il vero potenziale delle rinnovabili intermittenti, solare e eolico… ma questo grafico preso da Forbes mi sa di bufala.

    Negli impianti FV moderni si utilizza pochissimo acciaio, casomai alluminio, e anche pochissimo cemento (al contrario dell’eolico a terra che di cemento ne utilizza tantissimo).

    Questo documento…

    http://www.iea-pvps.org/fileadmin/dam/public/report/technical/IEA-PVPS_Task_12_LCI_LCA.pdf

    … dice che…

    ” Silicon modules need an aluminum frame of 2.6 kg
    per m2 for structural robustness and easy installation”

    … e 1 m2 di FV, circa 160 Wp di potenza (di picco!, non reale) produce, in Italia, in media, 196 kWh/anno.
    Utilizzando questo dato, per i circa 20 GWp di FV installato in Italia, ci sono volute 325 mila tonnellate di alluminio, per i telai.

    Giusto come metro di misura, leggo che…

    “Nel 2010 in Italia l’uso di Alluminio grezzo è stato pari a 1,7 mio.ton., il 2,9% del consumo mondiale di 59,7 mio.ton. ”

    Per quel che riguarda un confronto fra le varie tecnologie, in termini di utilizzo di superfici di territorio (km2 per ogni terawattora elettrico prodotto), vedasi la tab.6 di questo studio (relativo all’UK, ma non lontano dall’essere valido anche per altri paesi):

    goo.gl/5aNMpw

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  4. So anch’io (e non solo io) degli 80 anni di vita delle nuove centrali nucleari, ma non si può impostare una discussione sul fabbisogno di acciaio basandosi solo su questo dato, che però è quello che mi fa pensare che la centrale nucleare sia quella che richiede molto meno “ritocchi” dopo che ne sia stata installata la prima versione. Perciò sono d’accordo che richiederebbe meno acciaio di tutte in assoluto Non c’è bisogno di ribaltoni; solo di precisione nell’informazione, se vogliamo vedere più nucleare nel mondo (in Italia non ce lo faranno vedere più neanche se fosse l’unica alternativa ai cerini).
    Cordialità
    Giusto Buroni

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  5. Interessante. Lo sarebbe di più se tenesse conto della vita utile dell’impianto medio di ogni tipo, e anche degli interventi di manutenzione (sostituzione di parti contenenti acciaio). Così potrebbe essere “misleading”, ma mi dispiace di non avere i dati di tempo sotto mano.
    Cordialmente
    Giusto Buroni

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    • Mica tanto misleading. Un impianto nucleare costruito oggi dura 60 anni praticamente senza ricambi, con possibilità di estensione della vita utile di altri 20 anni, per un totale di 80 anni. Le centrali a gas/combinato e a carbone hanno una vita utile dalla costruzione sui 40 anni. Eolico e solare invece sui 15-20 anni e richiedono più manutenzione anche “minuta” degli altri. Al massimo, il nucleare potrebbe scambiare il suo posto con il gas/combinato, ma non vedo ribaltoni.

    • In realtà Giusto Buroni ha scritto “potrebbe” essere misleading… Ora il discorso ha più senso visto che hai dato un riferimento sulle differenze esigenze di manutenzione, che non sono ovvie a tutti. È un dato necessario per completare l’informazione dell’articolo.

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