Un Pianeta freddo per natura

In tempi in cui non si fa altro che parlare di riscaldamento del pianeta, certamente in atto alla dovuta scala temporale, associare l’aggettivo “freddo” al nostro pianeta potrà sembrare strano. Eppure è così. Smettendo per un attimo gli occhiali con le lenti al Global Warming e abbracciando con lo sguardo una scala temporale molto più ampia dei pochi decenni cui possono essere riferite le attività antropiche, scopriamo che l’attitudine di questo pianeta, almeno negli ultimi 800.000 anni è il freddo, le glaciazioni, occasionalmente e ciclicamente interrotto da condizioni più calde, gli interglaciali.

Come molti di quelli che si occupano di clima sanno, la teoria che meglio spiega l’alternarsi delle fasi glaciali e interglaciali, è quella dei cicli di Milankovic, essenzialmente basata su fattori orbitali e sulle variazioni di energia ricevuta dal Pianeta al variare degli stessi. Una teoria che però difetta di spiegare quale sia la catena causale che porta alla transizione dalla glaciazione agli interglaciali. Su questo sussistono numerose diverse interpretazioni, sebbene nessuna di queste abbia mai prevalso in termini di robustezza scientifica.

Appena un paio di giorni fa è uscito un guest post molto interessante sul blog di Judith Curry, scritto che ha girato anche su twitter con un commento intrigante:

La risposta, ovviamente, è perché no?

In sostanza, in questo post e nel materiale in esso contenuto, si fornisce una possibile spiegazione per l’insorgere di fasi interglaciali che chiama in causa le polveri o, meglio le variazioni dell’albedo dovute alle condizioni di desertificazione fredda cui va incontro il pianeta nelle fasi glaciali che, per inciso, non sono mai o quasi mai state caratterizzate dalla presenza di ghiaccio su tutto il globo, anzi. L’aumento della radiazione solare incidente che Milankovic chiama in causa, infatti, non è sempre coincidente con l’innesco di un interglaciale, per cui è assolutamente necessario quello che in questo post si definisce il “fattore X” ovvero un trigger che metta in moto il meccanismo di deglaciazione, liberi quindi vapore acqueo e CO2, restituisca condizioni ambientali migliori alla biosfera e conduca così alla fase calda.

E’ una lettura davvero interessante, oltre che decisamente semplice che vi consigglio vivamente.

Buona giornata.

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Author: Guido Guidi

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19 Comments

  1. Per ritornare in tema, suggerisco di partire dall’insolazione, e conseguentemente la variazione delle quantità atmosferiche. Le variazioni delle correnti oceaniche e quindi le relative temperature degli oceani e dei mari. Se pensiamo alla costante solare, questa cambia nel tempo (si trasforma) Si trasforma costantemente nel tempo, l’intero sistema climatico terrestre. In funzione delle variazioni dell’orbita terrestre, dello stesso piano orbitale, sull’eclittica. Qui ci si accorge, di quanto possono essere repentini, alcuni cambiamenti nel clima terrestre. Anche degli stessi elementi, presenti in atmosfera o delle dinamiche climatiche influenzate dagli oceani.
    Se poi pensiamo alla tettonica a zolle (a placche) sia intrinseca solamente, dei movimenti interni del pianeta Terra, siamo di partenza fuoristrada.

    Testate giornalistiche o meno non si può mai generalizzare, ma certi discorsi scientifici sono sempre più ignorati.
    W la Terra piatta.

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  2. Vorrei far notare come il grafico di robertok06 di temperatura riguardi “Greenland” cioè l’artico mentre il grafico inferiore della CO2 il sito Dome C (Epica) nell’antartide.

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  3. …pensata che questa pseudo giornalista(di rai 3)era la candidata alla presidenza dalla Repubblica del M5S!

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    • Non credo che questo c’entri molto con l’argomento David. Restiamo sul tema per favore.
      gg

    • Anche se non la pensano tutti allo stesso modo, almeno in RAI sono coerenti, mantengono la propria linea. Il mondo è bello perché vario.

      Non c’è nulla da dire riguardo mediaset, da un momento all’altro, prima contro migranti o neutrale, ed ora pro migranti. Non stiamo dicendo chissà che cosa.. ma questa è l’evidenza.

      Direi la Gabanelli, non la butta in Ciaciara.. avendo parlato in passato anche di fusione fredda. Invece, la gente deve accorgersi, quando cambia la linea di un TG (a che pro?) Oppure quando certe notizie, vengono sparate dal tubo catodico.. in certi contesti oserei dire..

      Fondamentalmente seguo, chi esce dalle parti, poi si limita a riportare notizie (approfondire) il M5S centra come cavoli a merenda, con un pianeta freddo per natura. Magari la Gabanelli crede a maghi e spiriti del vento, ma è un donna in gamba (oppure una persona normale, non la conosco) Ma forse.. visto che in linea teorica la fusione fredda (Preparata) non è fuffa.. ma al momento è forse come una palafitta, costruita nella “preistoria”…

      Chiuso hot, ma penso renda l’idea.

  4. @fabrizio giudici

    “A distanza di anni dal successo dell’LHC fa veramente ridere. Si noti che era una bufala ben fatta:”

    Grazie mille, fabrizio, di aver linkato la pagina della puntata di report del 2000… all’epoca non lavoravo qui, anche se comunque mi ha sempre fatto sorridere questa paura del buco nero che si mangia la svizzera (con i suoi conti bancari!… 🙂 )… e poi piano piano tutto il pianeta, una specie di tasmanian devil quantistico.
    Di buchi neri ne cercano da anni, nei due esperimenti maggiori dell’LHC, ATLAS e CMS, e fin’ora NESSUN segno che indichi anche in maniera remota la loro creazione… un esempio qui:

    https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0370269317307657

    I patetici riferimenti al rischio zero… che portano al principio di precauzione (la specie umana, se l’avesse applicato, non avrebbe potuto utiiizzare ne’ la scoperta del fuoco, ne’ quella della ruota, e non parliamo dell’aviazione… giusto per dire…).
    E’ l’ignoranza elevata allo stesso livello della conoscenza…. “tutti abbiamo diritto ad avere una opinione”… che NON e’ vero nel campo della scienza… ci mancherebbe altro!

    Ciao, e grazie ancora.

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  5. giusto per tirare un colpo al cerchio e uno alla botte:
    l’espressione usata nell’articolo della Gabanelli fa rabbrividire per quanta ignoranza dimostra nel modo in cui è stata scritta;
    va però considerata per intero, con il proseguo della frase dopo i due punti:
    “Si alza di conseguenza il livello dei mari che, portando acqua salata nei fiumi, creano danni all’ecosistema: rovinano i pozzi di acqua dolce e trasformano terreni fertili in campi aridi. ”

    detto ciò, il concetto di per sé non è del tutto sbagliato, a patto di sapere di cosa si parla e di saperlo scrivere, soprattutto, oltre che descrivere:
    il problema in questione è ben altro, si definisce infiltrazione del cuneo salino all’interno degli acquiferi, ed è SEMPRE dovuto ad un volume di emungimento (prelievo) di acqua dalle falde costiere superiore alle capacità di ricarica delle falde stesse; e il problema non c’è solo in Bangladesh, sono decenni che anche in Italia (ad. es zone costiere del basso Lazio e pianura Pontina, ma non solo) è noto e si studia e lo si affronta; non sono certo 10 o 20 cm di livello del mare più alto sulla media di 100 e passa anni che condizionano e determinano l’inquinamento delle falde costiere, con tutto quello che ne consegue;

    sul resto dell’articolo, vabbè, normale amministrazione di cronaca pseudo-giornalistica che ha come unico scopo quello di attirare lettori…

    Max

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  6. In Italia esistono certi “miti” fatti di cartone… La Gabanelli volevano pure proporla al Quirinale. Io, tantissimi anni fa avevo iniziato a seguire le prime puntate di Report, tra molti dubbi (certo, non con li livello di sfiducia dei media che ho oggi), finché la tizia se ne uscì con un delirante servizio sul CERN, e su quello che all’epoca era il futuro esperimento dell’LHC: si rischiava di creare un buco nero e distruggere la Terra. È roba di diciotto anni fa che fece molto rumore nella comunità scientifica (io all’epoca gestivo una mailing list di dottorandi e dottori di ricerca e ricordo i flame), ma forse è il caso di rinfrescare la memoria perché i più giovani potrebbero non conoscerlo:

    http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-9f116bf5-d349-40af-addb-924301cfdb98.html

    A distanza di anni dal successo dell’LHC fa veramente ridere. Si noti che era una bufala ben fatta: la questione del buco nero non era totalmente inventata, era sostenuta anche da scienziati; chi la escludeva, come per quasi tutto in scienza e tecnologia, non poteva fondarsi su una “certezza matematica”, ma con probabilità talmente basse da essere insignificanti… ma tant’è: concetto evidentemente incomprensibile per gli autori del servizio.

    Dopo quella puntata la Gabanelli finì nel mio personale cestino degli inaffidabili.

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  7. “Si alza di conseguenza il livello dei mari che, portando acqua salata nei fiumi, crea danni all’ecosistema” Caso mai potrebbe succedere il contrario, lo scioglimento dei ghiacciai, artici antartici e montani, portando acqua dolce, la salinità marina tenderebbe a diluirsi considerando pure l’espansione dovuta al solo calore e magari ciò potrebbe anche favorire una desalinizzazione artificiale dei mari che aiuterebbe ad aumentare scorte d’acqua potabile di cui invece la scarsità par sia problema serio pure a causa della costante crescita demografica. Continuo a chiedermi perché d’un’eventuale aumento della temperatura terrestre (pur ipotizzando che sia come la raccontano) si debbano preconizzare solo aspetti negativi e non vi si possa attendere pure qualche aspetto positivo. Ormai mi pare una nuova epoca mistica occidentale in cui il male, il grande satana, è il caldo mentre la manifestazione divina da venerare è l’invariabilità climatica. Che sia religione più che scienza?

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  8. @gestori sito

    Mi lasciate fare il debunking dell’articolo della Gabanelli… punto per punto? Dai!… ci vuole proprio… certi millantatori menagrami bisogna metterli alla berlina.

    La giornalista investigativa MG scrive per esempio che…

    “A quelle temperature tutto il ghiaccio si scioglierà e l’oceano salirà di 75 metri, inondando le case di un terzo della popolazione globale. Intere regioni si trasformeranno in deserti e rallenterà la produttività di cibo.”

    … quando persino i climatocatastrofisti della NASA/GISS dicono che…

    “Process-based models project a rise of 0.26 to 0.55 meters, with a median value of 0.4, for the RCP 2.6 scenario, in which gas emissions decline after a peak, while carbon dioxide levels remain below 500 parts per million. For the RCP 8.5 scenario, with its higher concentrations of greenhouse gases and with carbon dioxide above 700 parts per million, the projected rise is 0.52 to 0.98 meters, with a median value of 0.6. [Church et al., 2013].”

    … cioe’ massimo UN METRO nell’ipotesi di RCP 8.5, cioe’ alte emissioni!

    Braccia sottratte all’agricoltura, non al giornalismo.

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    • Roberto, certamente, ma nella forma di post. Mandalo e lo pubblichiamo.
      gg

    • Leggevo che per avere 60 metri di aumento del livello del mare dovrebbe sciogliersi il 60% dei ghiacci della groenlandia (a fronte dei record abbattuti ogni anno di accumulo di nuovo ghiaccio ) e lo scioglimento di buona parte dei ghiacci antartici. Auguri. Quanto al calo di produzione di cereali in Russia, fake news da togliere il fiato: avevamo parlato a suo tempo anche di questo. E i 12 gradi di aumento di temperatura? Forse prevedono che il nucleo della terra si faccia una passeggiata in superficie. Eppure anche i modelli piu’ catastrofisti dell’IPCC si fermavano a meno della meta’… Una rarissima miniera di immondizia quell’articolo, davvero impressionante. Si trova una pepita ad ogni riga o quasi.

    • @Lupicino

      nessuno dice, si sono sfiorati -100°C in Antartide.

      poi si parla di ignoranza..

      (qui si tratta di essere struzzi o di aver paura di qualcosa e sperare nella buona sorte, perché tutto proceda per il meglio)

      Qui non si tratta di generalizzare, su una generazione o parlare di una giovane generazione poco sveglia. C’è un’intermezzo e tante persone, non sono tutte uguali. Tuttavia il fatto di negare l’evidenza, non può essere attribuito a noi negazionisti. Per primi a dire che rispetto i secoli passati, nel XX secolo la temperatura del pianeta localmente sia aumentata. Magari la si dice tutta. In modo repentino ed in altri casi gradualmente.

      Innegabile, attualmente, siamo in una fase di raffreddamento. Questo poi è fa parte del discorso sopra, dei famosi -98°C rilevati (in modo scientifico) in Antartide, nel corso dell’ultimo Inverno australe.

      Per meglio dire, non si tratta di prendersela con una generazione o prendere per esempio un’altra. Non si generalizza, c’è sempre benemerito exploit. Colui che si distingue dalla massa, o coloro che si distinguono dalle masse. Molti la vivono il pace, la vita, altri scavalcano il prossimo. Poi ci sono le sirene, meduse ed i serpenti.
      Si tratta di considerare un discorso e guardare meno Harry Potter… Il discorso è il vizio di essere struzzi, volere avere ragione sul nemico.
      Poiché non si tratta più di confronto, ma sembra proprio di essere in ciaciara tra antipatici al bar.

      Come diceva un mio amico, il mondo è tutto paese.. e parlare di global warming durante una configurazione rex block. Rimane poco leale, infantile e altamente poco scientifico.

  9. @Lorenzo

    Prima di tutto ti ringrazio per aver portato alla luce questa perla di giornalismo… non leggo spesso il CdS.

    Leggo il titolo dell’articolo della sotutto-senza-aver-mai-studiato-nulla Gabanelli:

    “Il riscaldamento globale è colpa dei gas serra. Chi sono i negazionisti”

    … e mi sorge spontanea la domanda: “chi e; la Gabanelli”, piuttosto.

    La Gabanelli e’ questa (da Wikipedia):

    “… si è poi trasferita a Bologna, dove si è laureata al DAMS con una tesi in storia del cinema”

    DAMS!… storia del cinema!… e magari vuol fare le pulci ai negazionisti come Rubbia?
    Spudorata.

    Alla Gabanelli che mostra il grafico del NOAA dove la storia della terra comincia nel 1910 basta ribattere con il grafico che allego, preso da una presentazione del negazionista nobel per la fisica.
    Milena, ti consiglio la canzone di Caparezza che finisce con la frase “io non parlo di cose che non conosco”… ascoltala con attenzione.

    Solo una persona ignorante puo’ scrivere una stupidaggine come questa:

    “Si alza di conseguenza il livello dei mari che, portando acqua salata nei fiumi, creano danni all’ecosistema”

    ????? cosa farebbe il livello del mare che sale? “porta acqua salata nei fiumi”?????
    Ma glie l’hanno spiegato quelli del DAMS, che sta per Discipline delle Arti Musica e Spettacolo, che i fiumi “vanno in discesa verso il mare”?
    Siamo alle frasi fantozziane!… e quindi rispondo dicendo che questa e’ una cagata pazzesca… da vergognarsi anche solo a pensarla, figurarsi a scriverla sul primo quotidiano nazionale.

    L’articolo e’ solo un’accozzaglia di luoghi comuni, facilmente “de-bunkabile”, fake news a go-go… vedasi la storiella dei raccolti di grano “in sofferenza” ovunque… la signora Gabanelli evidentemente non conosce il concetto di variabilita’ annuale, e soprattutto non ha mai visto un grafico della FAO sul trend IN CONTINUA SALITA da decenni di produzione di cereali sul pianeta.
    E’ l’ennesimo articolo per procurare allarme nei lettori… e’ una strategia che paga a livello di vendite (o di ascolti, quando era alla RAI) evidentemente.

    Veramente il CdS e’ sceso cosi’ in basso come qualita’ dell’informazione e dei suoi giornalisti? E’ sconvolgente…

    Saluti.

    Immagine allegata

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    • Dovrebbe alterarsi la corrente circumpolare antartica. Di fatto isola il continente australe dal resto del globo.
      Non c’è proporzione diretta, tra variazione di temperatura e quantità di CO2 in atmosfera.

      Quelle dinamiche nel sistema che ne fanno aumentare la temperatura, generano conseguenze, le quali liberano consecutivamente CO2 in atmosfera. Non aumenta la temperatura direttamente in proporzione alla quantità di CO2 libera in atmosfera terrestre.
      N2 e O2 non sono in grado di lavorare come altri gas presenti in atmosfera, sull’assorbimento e rifrazione dell’infrarosso.
      Su Venere, potrebbero essere state altre dinamiche, ad aver generato, l’attuale ed enorme, effetto serra planetario. Non si conosce del tutto la composizione delle nubi venusiane, è oscura, la presenza di altre molecole al suo interno, in circolazione. Direi che si può constatare la presenta di acido solforico (H2SO4 ) a formare la coltre di nubi venusiane.

      Il rapporto diossido di carbonio venusiano e pari per quantità, all’azoto terrestre libero in gran quantità dentro l’atmosfera. Che questa quantità libera agisca in maniera opposta è secondario. Di fatto l’azoto ed ossigeno terrestri, isolano la terra. Mentre ghiaccio e nubi raffreddano il sistema climatico.

      In pratica sull’assorbimento e rifrazione della radiazione. Si tratta della radiazione di infrarosso, responsabile dell’effetto serra, ci sono svariati gas atmosferici più performanti, ed altri che modificano precedentemente le dinamiche climatiche planetarie.
      Nei millenni il diossido di carbonio, subisce variazioni repentine. Chiaramente la CO2 è una variazione secondaria, e non agisce come “fattore primario” di cambiamento climatico.

      Quest’ultimo esiste se intendiamo oscillazioni, variazioni repentine o graduali di determinate grandezze presenti nel sistema. Su scala plurisecolare. Per meglio dire, avviene un cambiamento climatico nel corso di 5000/10 000 anni. Nel frattempo avvengono repentini o graduali cambiamenti. Ovviamente il mio discorso ignora totalmente altre forzanti (più importanti) sull’intero sistema. Queste indicano cambiamenti orbitali del pianeta, e variazioni sul suo piano dell’eclittica.

      Qua sotto aumenta la temperatura ed aumenta la CO2, non è in contrario.

      Immagine allegata

  10. leggo sul corriere.it l’articolo della Gabbanelli sul riscaldamento globale ed i negazionisti. Ora, premesso che siti come questo ed altri (penso ad esempio ad attivitasolare) sembrano essere di nicchia nel fornire dati su cui ognuno dovrebbe riflettere per capire, cercando di allargare l’orizzonte oltre l’ultimo secolo (od addirittura gli ultimi 50 anni) per capire la storia climatica del nostro pianeta, mi domando: questi giornalisti, oltre a ricilcare vecchia articoli, affrontano il problema con spirito critico, eppure sono diventati famosi per le loro capacità di approfondimento. ed è quindi inevitabile che la maggioranza abbocchi all’amo dei maggiori referenti della comunicazione. a questo punto spero (ma non mi auguro) che le previsione di una futura piccola era glaciale si avveri per vedere la reazione dei veri negazionisti.

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  11. Accludo il grafico del confronto tra d18O (proxy invertito della temperatura), insolazione a 65°N e polvere misurata tramite Laser Particle Counter (LPC) e nel grafico successivo la polvere misurata con il Coulder Counter (CC).

    Immagine allegata

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