Il giorno di #Florence

Per gli amici di CM questa sarà una novità o, meglio, uno strappo alla regola. Facciamo un po’ di cronaca meteorologica, lusso che ci possiamo permettere vista la distanza – un oceano intero – che ci separa dagli eventi e l’importanza degli stessi.

La stagione degli uragani in Atlantico, iniziata il 1 giugno e prevista come piuttosto attiva (in media o sopra media) dalla NOAA, aveva sin qui presentato dei tratti decisamente contro tendenza, con lo shear sostenuto e l’Atlantico orientale un po’ più fresco del solito, i disturbi in uscita dal Nord Africa, per di più limitati dalla circolazione emisferica che ci ha regalato un’estate abbastanza piovosa, erano deboli e malamente organizzati. Poi, improvvisamente, è come se qualcuno avesse acceso la luce. L’anticiclone delle Azzorre ha spinto verso l’Europa e le sue correnti orientali verso i tropici hanno rimesso in moto la macchina della produzione delle onde atmosferiche in viaggio da est a ovest sull’oceano.

Risultato? Ora ci sono ben 5 zone attive in Atlantico, due Uragani, due Tempeste Tropicali e un disturbo (quest’ultimo nel Golfo del Messico). Tra tutti questi soggetti, il più minaccioso è appunto l’uragano Florence. Anzi, purtroppo non è una minaccia ma una realtà (immagini a seguire fonte NHC NOAA).

Come è logico che sia, già da molti giorni si sta seguendo l’evoluzione dell’uragano Florence, che nelle ultime 24 ore ha però scompaginato non poco le carte. Da una traiettoria quasi rettilinea che sembrava portarlo ad un landfall questa sera sulle coste dello stato della Carolina con la spaventosa intesità 4-5 della scala Saffir Simpson, è passato attraverso una rapida attenuazione (1-2 della stessa scala) con una traiettoria che dovrebbe piegare a sud-ovest subito dopo aver toccato terra questa sera. Davanti a Florence, però, ci sono ancora diverse decine di miglia di mare più caldo di quello in cui l’uragano si è sviluppato, perché davanti a quelle coste scorre la Corrente del Golfo, quindi una nuova intensificazione è altamente probabile.

Tuttavia, la situazione è ancora estremamente pericolosa, come si vede dalla mappa la zona per la quale è in essere un warning per condizioni da uragano è molto vasta. Inoltre, la morfologia del territorio immediatamente dietro la costa, è tale da rendere possibili accumuli di precipitazione decisamente più abbondanti di quelli previsti dai modelli, che sono già di per se eccezionali. Ci sono tutti i presupposti perché questo landfall sia qualcosa in grado restare nei libri di storia ma, appunto per questo, un’occhiata alla storia non guasta.

Per esempio, qui sotto un paper che analizza il trend delle precipitazioni derivate dagli uragani:

Qui ancora, un altro con un’immagine davvero significativa: la storia recente è stata clemente, piaccia o no un ritorno alla normalità cioè ad eventi ben più frequenti e intensi di quelli degli ultimi anni è nelle cose e, visto che si tratta di storia, non può certo avere a che fare con l’AGW e i suoi derivati, cui appena inizierà a piovere davvero in motli si affretteranno ad attribuire la forza di Florence.

Insomma, arrivo previsto in serata. Stay Tuned.

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Author: Guido Guidi

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12 Comments

  1. E non può mancare the FAKESTORMNEWS

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  2. @fabrizio giudici

    “Ma ieri non dicevano che era il più potente da *ant’anni?”

    Questa non l’ho sentita, ma ho letto ieri che “e’ il primo uragano a colpire la costa al di sopra della Florida”… che anche se fosse vero non proverebbe molto, … sul sito del NOAA si trovano ricostruite le traiettorie di tutti gli uragani da meta’ 800 a oggi e ricoprono praticamente tutto il bacino Atlantico, fino alle coste Europee.
    L’altra cosa che ho letto, ma l’ha scritta lo stesso fenomeno che non cito adesso qui, e’ che ci sarebbe “l’uragano Helen, che doveva andare verso ovest, e invece prenderà verso nord est, e finirà domenica davanti all’Europa, dove porterà una forte ondata di calore fuori stagione.”
    Incredibile, no? Mai successo prima!
    Questo tizio non ha mai sentito parlare di Mr. Coriolis, evidentemente… 🙂
    Mai prima… su Marte… per il pianeta Terra vedi figura allegata (e questi sono solo quelli di categoria 4 e 5, se si plottano anche gli altri non si vede neanche il blu dell’oceano).

    Immagine allegata

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  3. Dal 1965 al 1985 c’è assenza di uragani forti, per l’appunto qui si era detto varie volte che quei 20 anni anomali sono stata l’evidenza di quanto gli oceani abbiano agito nell’immagazzinare calore in profondità senza liberarlo in atmosfera…vedi il trentennio anomalo 1961/1990.

    Immagine allegata

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  4. sta arrivando il bimbo?

    a quanto pare.. siamo messi come l’anno scorso.. con una “sostanziale” differenza (il mostro è ciccione)

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  5. Previsione meteo-climatica.
    Se Florence farà danni, sarà colpa di Trump.
    Se non farà danni, vedremo di dargliela ugualmente.

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    • Non c’e’ elezione americana senza che un ciclone accenda le speranze democratiche di buttarla in caciara politica climatista. L’ultima volta era successo per Matthew, Florida, in piena campagna elettorale presidenziale. Campano di questo, bisogna capirli.

    • @Maurizio
      Esatto.

      è passato attraverso una rapida attenuazione (1-2 della stessa scala)
      Ora, per carità, magari riprende forza. Ma ieri non dicevano che era il più potente da *ant’anni?

    • la gente sembra essere stata allertata questa volta..

      almeno dal TG vedevo colonne di automobili in fuga dall’area di impatto dell’Uragano.

      vediamo se tutto procede per il meglio.
      se guardiamo Katrina, le vittime ed i danni furono imponenti..

  6. Ottimo post, Guido, come sempre.

    Vorrei solo far notare come quelli nel NOAA (o di altre organizzazioni simili) non siano riusciti a prevedere la traiettoria giusta di Florence, ne’ le sue variazioni di intensita’… ne’ sanno quanta acqua rilascera’, e dove lo fara’… “sara’ tanta”… ma quello lo posso prevedere anch’io… not much as a skill.

    Non piu’ tardi di ieri mattina (nostra, rapporto della sera prima negli USA), parlavano di un “landfall” molto piu’ a nord, dove hanno iniziato… giustamente… a evacuare 2 milioni di persone… ma la stessa NOAA ci dice, sulle pagine del loro sito dedicate a clima piu’ che a meteorologia, che i loro modelli climatici sono affidabili e sanno prevedere il clima al 2100 (e anche dopo) con “skills” molto alte…

    “Generally, models produce simulations of current and past large-scale climates that agree with observations. Climate models have also produced an accurate hindcast of 20th century climate change, including increased warming partly due to CO2 emissions. This gives us confidence in using these models to project future climate change.”

    https://www.gfdl.noaa.gov/climate-modeling/

    Mmmmh… sono solo io a vedere l’incongruenza di tutto questo?

    Vabbe’, dai… vediamo dove arriva e cosa fa Florence… sicuramente col senno di poi riusciranno ad attibuirgli qualche caratteristica “unprecedented”… “mai vista prima”… causata da, what else?… il climate change antropico dovuto alla CO2 assassina.
    Stay tuned…

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    • Caro Roberto, avevo fatto le tue stesse considerazioni circa il punto di atterraggio, l’intensità e l’affidabilità dei modelli previsionali. Per quelli climatici vale sempre il solito discorso: quelli a breve termine non c’azzeccano, ma quelli a lungo termine sono infallibili.
      .
      Qualche mese fa abbiamo commentato un articolo ( http://www.climatemonitor.it/?p=46226 ) in cui si parlava di prevedere l’intensità e le traiettorie degli uragani da qui a cento anni e più, ironizzando sull’incapacità di prevedere l’evoluzione di una tempesta in atto e, contemporaneamente, presumere di poter prevedere quelle future: ora tocchiamo con mano il problema. 🙂
      Ciao, Donato.

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