Un Mese di Meteo – Settembre 2018

IL MESE DI SETTEMBRE 2018[1]

Mese scarsamente piovoso e con temperature per lo più in debole anomalia positiva.

La topografia media mensile del livello di pressione di 850 hPa (figura 1a) mostra un promontorio anticiclonico da Ovest che insiste sull’Arco Alpino sbarrando l’accesso alle perturbazioni atlantiche. Il meridione è dal canto suo influenzato da una saccatura connessa alla depressione anatolica (lettera B in basso a destra) da cui derivano le anomalie positive a carattere locale delle precipitazioni presenti su Molise e Sardegna. Tale diagnosi circolatoria è confermata dalla carta delle isoanomale (figura 1b) che evidenzia un nucleo di anomalia negativa da -0.5 m centrato fra Creta e la Libia. L’analisi circolatoria giornaliera sull’Italia ha evidenziato il transito di un totale di 5 perturbazioni descritte in tabella 1.

Figura 1a – 850 hPa – Topografia media mensili del livello di pressione di 850 hPa (in media 1.5 km di quota) per il mese. Le frecce inserite danno un’idea orientativa della direzione e del verso del flusso, di cui considerano la sola componente geostrofica. Le eventuali linee rosse sono gli assi di saccature e di promontori anticiclonici. Figura 1b e 1d – 850 hPa – carte delle isoanomale del livello di pressione di 850 hPa per la prima e la seconda quindicina del mese.

Figura 1b – 850 hPa – carta delle isoanomale del livello di pressione di 850 hPa per il mese.

Tabella 1 – Sintesi delle strutture circolatorie del mese a 850 hPa. Il termine perturbazione sta ad indicare saccature atlantiche o depressioni mediterranee (minimi di cut-off) o ancora fasi in cui la nostra area è interessata da regimi che determinano variabilità perturbata (es. flusso ondulato occidentale).

Andamento termo-pluviometrico

Temperature medie delle massime mensili (figura 2) nella norma su meridione e isole maggiori e in anomalia positiva da debole a moderata sulla maggior parte del centro-nord con la significativa eccezione del litorale adriatico dalla Romagna all’Abruzzo che ha presentato temperature massime nella norma. Temperature medie delle minime (figura 3) in lieve anomalia positiva sulla maggior parte dell’area. L’analisi delle temperature decadali (tabella 2) evidenzia che le anomalie positive si sono concentrate nella seconda decade del mese.

Figura 2 – TX_anom – Carta dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media delle massime del mese

Figura 3 – TN_anom – Carta dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media delle minime del mese

L’anomalia termica testé descritta è confermata dalla carta delle anomalie termiche globali riportata in figura 6a, ricavata da dati MSU e dalla quale si nota che l’anomalia termica positiva si lega a un nucleo di anomalia positiva centrato a Nord delle Alpi. In figura 6b riportiamo inoltre la carta dell’anomalia termica globale da stazioni il suolo prodotta dal Deutscher Wetterdienst sulla base dei report mensili CLIMAT che i diversi servizi meteorologici fanno confluire presso la sua sede. Le carte globali prodotte dai due sistemi (MSU e CLIMAT) presentano una buona coerenza nel segnalare sul Continente americano l’intensa anomalia negativa del Canada Occidentale, l’anomalia negativa della Terra del fuoco e l’anomalia positiva dell’Alaska, degli Stati Uniti del’est e dell’Argentina settentrionale. Una moderata coerenza si osserva in Eurasia e una coerenza scarsa si osserva infine sull’Africa e sull’Australia.

Le precipitazioni mensili (figura 5) hanno presentato un’anomalia negativa più spiccata su Toscana ed Emilia orientale. Per quanto attiene alle precipitazioni decadali (tabella 2) si noti che l’anomalia negativa più spiccata si è registrata su Toscana ed Emilia orientale.

Figura 4 – RR_mese – Carta delle precipitazioni totali del mese (mm)

Figura 5 – RR_anom – Carta dell’anomalia (scostamento percentuale rispetto alla norma) delle precipitazioni totali del mese (es: 100% indica che le precipitazioni sono il doppio rispetto alla norma)

Figura 6a – UAH Global anomaly – Carta globale dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media mensile della bassa troposfera. Dati da sensore MSU UAH [fonte Earth System Science Center dell’Università dell’Alabama in Huntsville – prof. John Christy (http://nsstc.uah.edu/climate/)

Figura 6b – UAH Global anomaly – Carta globale dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media mensile al suolo. Carta frutto dell’analisi svolta dal Deutscher Wetterdienst sui dati desunti dai report CLIMAT del WMO [https://www.dwd.de/EN/ourservices/climat/climat.html)

Tabella 2 – Analisi decadale e mensile di sintesi per macroaree – Temperature e precipitazioni al Nord, Centro e Sud Italia con valori medi e anomalie (*).

(*) LEGENDA:

Tx sta per temperatura massima (°C), tn per temperatura minima (°C) e rr per precipitazione (mm). Per anomalia si intende la differenza fra il valore del 2013 ed il valore medio del periodo 1988-2015.

Le medie e le anomalie sono riferite alle 202 stazioni della rete sinottica internazionale (GTS) e provenienti dai dataset NOAA-GSOD. Per Nord si intendono le stazioni a latitudine superiore a 44.00°, per Centro quelle fra 43.59° e 41.00° e per Sud quelle a latitudine inferiore a 41.00°. Le anomalie termiche positive sono evidenziate in giallo(anomalie deboli, inferiori a 2°C), arancio (anomalie moderate, fra 2 e 4°C) o rosso (anomalie forti,di  oltre 4°C), analogamente per le anomalie negative deboli (minori di 2°C), moderata (fra 2 e 4°C) e forti (oltre 4°C) si adottano rispettivamente  l’azzurro, il blu e il violetto). Le anomalie pluviometriche percentuali sono evidenziate in  azzurro o blu per anomalie positive rispettivamente fra il 25 ed il 75% e oltre il 75% e  giallo o rosso per anomalie negative rispettivamente fra il 25 ed il 75% e oltre il 75% .

[1]              Questo commento è stato condotto con riferimento alla  normale climatica 1988-2017 ottenuta analizzando i dati del dataset internazionale NOAA-GSOD  (http://www1.ncdc.noaa.gov/pub/data/gsod/). Da tale banca dati sono stati attinti anche i dati del periodo in esame. L’analisi circolatoria è riferita a dati NOAA NCEP (http://www.esrl.noaa.gov/psd/data/histdata/). Come carte circolatorie di riferimento si sono utilizzate le topografie del livello barico di 850 hPa in quanto tale livello è molto efficace nell’esprimere l’effetto orografico di Alpi e Appennini sulla circolazione sinottica. L’attività temporalesca sull’areale euro-mediterraneo è seguita con il sistema di Blitzortung.org (http://it.blitzortung.org/live_lightning_maps.php).

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Author: Guido Guidi Luigi Mariani

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1 Comment

  1. Perchè le reanalisi del NOAA vedono sopramedia precipitativo in Italia per settembre 2018?

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