COP 24: avanti, ma non troppo.

Come è ormai tradizione consolidata delle COP, i lavori proseguono stancamente. L’elefantiaca macchina partita il 2 dicembre scorso sembra immobile, ma sotto sotto qualcosa si muove. Tra ieri l’altro e ieri le varie sessioni in corso non hanno prodotto nulla di significativo: le pagine dedicate del sito dell’UNFCCC continuano ad essere desolatamente vuote. Gli unici documenti disponibili sono quelli pre-vertice e cliccando sulle altre caselle, appare uno sconsolante messaggio: “information will appear as soon as available” oppure i nomi dei funzionari UNFCCC con i relativi contatti. Sembrerebbe che a Katowice non succeda proprio nulla, ma è solo un’impressione.

Qualcosa in realtà sta succedendo. Consultando la pagina principale del sito apprendiamo infatti che è stato pubblicato e presentato alla COP un ponderoso lavoro curato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dal  comunicato stampa  della WHO apprendiamo che l’attuazione dell’Accordo di  Parigi potrebbe evitare un milione di decessi da qui al 2050. Il ragionamento sviluppato dalla WHO non è incentrato sulle emissioni del diossido di carbonio o altri gas serra, ma parte dal presupposto che riducendo l’uso dei combustibili fossili, come previsto negli Accordi di Parigi, si ridurrebbero anche le emissioni dei composti che determinano danni all’ambiente ed alla salute umana. Diciamo che secondo il report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il raggiungimento degli obiettivi della COP21, oltre ad avere effetti positivi sul clima, come effetto collaterale determinerebbe un miglioramento delle condizioni ambientali generali, soprattutto in quei Paesi come India e Cina che, attualmente, sono soffocati dallo smog e dall’inquinamento atmosferico ed ambientale in genere. Un altro aspetto positivo della riduzione del consumo dei combustibili fossili deve essere ricercato nell’aumento dell’attività fisica. Il disincentivo dell’uso dei mezzi di trasporto alimentati da motori a combustione interna favorirebbe infatti, l’utilizzo di mezzi alternativi come le biciclette o il cammino a piedi, con evidenti ricadute positive sulla salute e benessere fisico dei cittadini del mondo. Tutto ciò in sovrappiù rispetto ai principali vantaggi conseguenti la piena attuazione degli Accordi di Parigi, ovvero la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute umana. Dice, infatti, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS che “le prove dimostrano chiaramente che il cambiamento climatico sta già avendo un grave impatto sulla vita e sulla salute umana. Minaccia gli elementi di base di cui tutti abbiamo bisogno per una buona salute – aria pulita, acqua potabile sicura, fornitura di cibo nutriente e riparo sicuro – e minerà decenni di progressi nella salute globale. Non possiamo permetterci di ritardare ulteriormente l’azione “.

Non stupisce che egli giudichi l’Accordo di Parigi come il miglior accordo per la salute di questo secolo, l’unico problema è che è difficile provare che il cambiamento climatico danneggi la salute, come dimostrano le molte discussioni su questo argomento che si sono succedute negli anni su CM.

Altro aspetto che ha caratterizzato la giornata odierna a Katowice è stato un panel  in cui è stato fatto il bilancio di un prodotto di altre COP: il Clean Development Mechanism (CDM). Si tratta di uno strumento che a fronte di progetti di decarbonizzazione dell’economia, attribuisce ai soggetti proponenti un credito spendibile per ogni tonnellata di CO2 non emessa. Tali crediti possono essere venduti sul mercato del carbonio (ETS, per esempio) ed acquistati dai soggetti fortemente emettitori che, in tal modo, si lavano la coscienza. Secondo i relatori il meccanismo ha avuto un successo clamoroso, in quanto ha consentito di incentivare oltre 8000 progetti in 111 Paesi in via di sviluppo. Il problema, stando alle dichiarazioni dei relatori, è che per tale meccanismo non sembra esserci posto nel mondo dopo il 2020. Sempre secondo i relatori è un peccato dover rottamare una struttura che ha così ben funzionato per il passato perché vetusta, basta rinnovarla e rimetterla in corsa: favorirà il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi e contribuirà a mantenere l’incremento delle temperature globali al di sotto di 1,5-2°C rispetto ai livelli dell’epoca pre-industriale. All’osservatore poco addentro ai meccanismi decisionali dell’UNFCCC sorge un dubbio. Perché liquidare un meccanismo che ha così ben funzionato? Non è che le modeste prestazioni dei mercati del carbonio hanno reso inutile un simile meccanismo?  Sono solo cattivi pensieri di uno scettico, ma a pensar male…..

E per finire un annuncio che ha gelato il clima della COP24: secondo uno studio dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) nel 2018 le emissioni di diossido di carbonio sono aumentate dello 0,5% rispetto al 2017 a causa di un incremento dell’uso del petrolio e del gas, non compensato da un’adeguata riduzione dell’uso del carbone o di un adeguato incremento delle energie rinnovabili. Possiamo solo immaginare lo stupore e lo sconforto che si è impadronito dei delegati a Katowice: ma com’è possibile, non stiamo facendo del nostro meglio? Probabilmente non è sufficiente, ma, molto più realisticamente, gli stati predicano bene e razzolano male.

“Questo cambiamento dovrebbe essere un altro avvertimento ai governi che si incontrano a Katowice questa settimana. Sono necessari sforzi crescenti per incoraggiare ancora più fonti rinnovabili, maggiore efficienza energetica, più nucleare e più innovazione per tecnologie quali la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio e l’utilizzo dell’idrogeno, per esempio”

ha dichiarato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’AIE. Più nucleare? Possibile che a Katowice si possa sostenere un’eresia del genere? Il nucleare non è politicamente corretto, inquina, sporca, uccide, fa male alla salute e via cantando. Meglio tornare alla bicicletta o, visto che ci troviamo, all’asinello.

A questo punto mi viene un dubbio. Le decine di migliaia di delegati ed attivisti che affollano Katowice, si rendono conto della schizofrenia della situazione? Sono decenni che essi discutono di riduzione delle emissioni di gas serra, che negoziano trattati su trattati, che siglano accordi su accordi e qual è il risultato? Le emissioni di gas serra continuano a salire. Mah!

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Author: Donato Barone

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