Rescue Team – 30 Gennaio 2019

Come si sa (o meglio, si cerca di non far sapere) in America in questi giorni sono alle prese con una ondata di gelo estremamente intensa, che porta con sè inevitabilmente la caduta di nuovi record di temperatura. Quando eventi di questo genere accadono in America, il Rescue Team si attiva sempre: innanzitutto perché le ondate di gelo americane interessano aree densamente popolate, e il rischio (terribile) è che la gente si accorga che si muore di freddo anche in questi anni di presunto feroce global warming.

In un quadro di per sè già così gravemente compromesso per la stampa arruolata alla causa, si aggiunge l’ennesimo sberleffo del presidente americano, con un tweet che recita più o meno: La gente non può sopravvivere all’aperto che per pochi minuti. Cosa diavolo ti sta accadendo, Global Warming? Ti prego torna presto, abbiamo bisogno di te!”.

La reazione dei pasdaran del climatismo, prevedibilmente, è stata assolutamente isterica. Una ridda di insulti e offese da osteria, pubblicate a caratteri cubitali da quelli che Google considera “media affidabili” (CNN, Guardian, WaPo…). Solo insulti e nient’altro. Al punto che ricercare su Google il tweet incriminato è praticamente impossibile, a meno che non si cerchino proprio gli insulti in questione (Google fa sempre meglio il suo lavoro di censura e re-indirizzamento forzato alle fonti di informazione unica globalista).

Ma come spesso accade quando si parla di Climate Change, gli spunti umoristici in questi casi sono assicurati. Giusto a titolo di esempio, vale la pena citare una delle risposte arrivate al tweet di Trump: una risposta pacata, competente e scientificamente supportata come accade quando scendono in campo le star di Hollywood. La stella in questione non è proprio in ascesa (a dispetto della foto di circa un quarto di secolo fa) ma come dice De Andrè, chi non può più dare il cattivo esempio, dà buoni consigli. E infatti in risposta al tweet di Trump, l’attrice argomenta: “Si chiama Climate Change (non Global Warming), stronz@!”

Illuminante Frances: quando fa freddo è Climate Change, quando fa caldo è Global Warming. E solo uno stronz@ può non capire una cosa così semplice, chiaramente. Vale la pena notare che la risposta della Frances si colloca pienamente nella cornice delle strategie del Rescue Team. Nello specifico, Strategia #2 che recita letteralmente: “Strategia #2 – È Climate Change! Quando fa caldo, è Global Warming. Quando fa freddo è Climate Change. Declinata in varie forme, tutte più o meno ridicole o irragionevoli (…)

Ma il Rescue Team non si poteva mica fermare alle starlette cadenti hollywoodiane. I giornaloni globalisti sono infatti partiti con il solito prevedibile riflesso condizionato, bava alla bocca come il cane di Pavlov. Nello specifico, applicando la Strategia #4, che recita testualmente: “Strategia #4 – Il record di caldoQuesta carta si gioca se vengono infranti record di freddo. Allora tocca cambiare emisfero e cercare un record di segno inverso. Ci sarà per forza un posto in Australia, in Africa o in Sud America dove è caduto un record di calore

… E così è stato: mentre si preparava il ghiacciaio americano, occhi puntati naturalmente… Sull’Australia! Dove, stranamente, all’apice dell’estate australe fa caldo. Pare siano stati persino abbattuti dei record di calore, incredibile! La notizia in realtà è di una settimana prima, lanciata, anzi urlata come al solito dai Pasdaran del Climate Change del Guardian con l’immancabile corredo di cartine geografiche rosso-sangue. Per la cronaca, in questo momento ad Adelaide si registrano 12 freschissimi gradi, ma una notizia vecchia, come la gallina, fa sempre buon brodo quando si tratta di distrarre il gregge infreddolito.

Bisogna, tuttavia, alzare sempre l’asticella, come insegnano proprio a Hollywood con le serie televisive. E siccome la notizia dei pipistrelli stecchiti dal caldo, il Rescue Team se l’era già giocata esattamente un anno fa, quest’anno oltre ai soliti pipistrelli il Rescue Team chiama in causa una strage di cammelli australiani, morti (letteralmente) di sete. Niente di sorprendente, visto che in certi salotti buoni un americano morto di freddo (possibilmente un volgare populista del Wisconsin) vale meno di un pipistrello stecchito dal caldo.

Non è una cosa seria, come al solito. E a confermarlo (non) arriva la notizia che proprio ad Adelaide e dintorni, nel mezzo della terribile ondata di caldo schianta-cammelli, la gente non può ricorrere ai condizionatori d’aria per mancanza di elettricità. E sapete perché? Perché per voler fare gli ambientalisti duri e puri, da quelle parti hanno installato pannelli solari e mulini a vento a go-go. Con l’intento dichiarato di eliminare i naledetti combustibili fossili, e con il mirabile risultato di sfasciare la rete di distribuzione elettrica. Fu così che per combattere il global warming, si ritrovarono al buio, e senza condizionatore.  Chi è causa del suo mal…

E a proposito di mali… In questo momento a Chicago si registrano 30 gradi sotto lo zero, fino a -35 nel Wisconsin, -41 in Minnesota.

GLOBAL WARMING, DOVE SEI ? TORNA PRESTO!! 

 

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Author: Massimo Lupicino

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30 Comments

  1. Giusto per dire!…

    … materiale per il rescue team e i media male informati, con un’agenda ideologica:

    https://blogs.agu.org/wildwildscience/2019/01/31/note-to-the-media-getting-science-weather-stories-right-matters-just-as-much-as-any-other/

    “The coldest air near the ground, however, is in a
    different place. It’s in the U.S. Midwest because that’s where the center of a very cold Arctic air mass is located.
    Oh, and there is no vortex there, instead, there is a very strong HIGH-PRESSURE center- the direct opposite of a low pressure vortex!”

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  2. Qualcuno ha trovato il modo di consultare il Prestigioso Modello Russo INM-CM4 ?
    Grazie per le eventuali risposte

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  3. @Robertok06
    la foto del pneumatico è EVIDENTE taroccata in quanto l’auto è su un ponte in una officina e se fosse l’asfalto sciolto, si dovrebbero vedere le tracce di questo asfalto sul pavimento dell’officina, a meno che non si tratti di una di quelle nuove vetture che… volano.
    Mi spiace per le tue scarpe 🙂
    Il grafico è preso da Tokyo climate center http://ds.data.jma.go.jp/tcc/tcc/products/clisys/STRAT/, mi scuso per non aver messo il link prima

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  4. Posto l’ennesimo titolo virgolettato da incubo della meteorologia generalista odierna da La Stampa di Torino:

    https://www.lastampa.it/2019/01/31/italia/maltempo-sullitalia-arriva-la-bomba-di-neve-rXQV11bDEKNpebKeq9BlGJ/pagina.html

    Ormai il sostantivo bomba viene sdoganato per qualunque evento atmosferico.
    Mi aspetto una prossima “bomba” di galaverna mattutina se il freddo dovesse riaffermarsi qui al nord ovest passata l’imminente “Apocalisse” nevosa di domani e sabato.

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  5. @Rocco

    “scusate, ma com’è la storia che i cambiamenti climatici dipendono dal riscaldamento globale che fa riscaldare la stratosfera e spezza il vortice polare?
    + figura
    …”

    Rocco: da dove l’hai presa la figura?

    Grazie.

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  6. @guido

    “Cut and paste dal NYT:

    Ma li pagheranno i diritti d’autore?”

    1) Non ho capito la faccenda dei diritti d’autore… me la spieghi? ???

    2) Notare che il prestigioso studio di Gasparrini et al, citato nel pezzo del NYT, l’articolo di PLoS ONE,
    per fare un po’ piu’ di paura assume che le emissioni future possano essere quelle dello scenario RCP 8.5… che e’ TOTALMENTE IRREALISTICO, e gia’ adesso e’ chiaro che non sara’ mai cosi’, neanche nella peggiore delle ipotesi… vedasi l’analisi/debunking di questi giorni sul sito Climate Etc di Judith Curry…

    Vedasi didascalia della fig. 1…
    “Locations of communities and mean percent change of heatwave-related excess deaths in 2031–2080 comparing to 1971–2020, under RCP8.5 scenario and high-variant population scenario, with assumption of nonadaptation”

    … assumono altissime emissioni RCP 8.5… il caso di massimo aumento della popolazione… e non contenti di queste due ipotesi farlocche… ci aggiungono la “nonadaptation”… cioe’ che nessuno compri, per farla semplice, sistemi di condizionamento, o migliori la qualita’ delle abitazioni e tecniche di costruzione e relativo arredamento urbano:

    https://journals.plos.org/plosmedicine/article/file?id=10.1371/journal.pmed.1002629&type=printable

    Sono Pa-te-ti-ci!

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  7. @Rocco

    “e non avete visto questo:
    lo pneumatico sciolto in Australia…”

    Da far cadere le braccia… e questo sarebbe un sito di meteorologia (non questo QUESTO, ma quello linkato da Rocco)???

    La foto NON mostra un pneumatico fuso dal caldo… che non puo’ succedere se il pneumatico e’ normale, e non ha difetti di fabbricazione/materiale.
    Quello che la foto mostra e’ ASFALTO che si e’ fuso e attaccato al pneumatico, portando/inglobando con se delle pietruzze.

    Cose cosi’ le ho viste, anzi… mi e’ successo nel lontano 1993, quando abitavo vicino a Dallas… in un centro commerciale avevano ri-asfaltato di recente, un asfalto scurissimo… e fuori luogo da quelle parti perche’ di solito utilizzano principalmente il cemento per i parcheggi (e anche per strade e autostrade).
    In particolare, se la parte bituminosa dell’asfalto e’ di “cattiva qualita’” o non adeguatamente accoppiata alla parte non bituminosa, e’ particolarmente scuro e quindi, quando il sole scalda piu’ del normale, assorbe una quantita’ di radiazione solare che lo fa letteralmente fondere.
    Nel mio caso, tanto per completare la storiella, l’asfalto non si attacco’ alle gomme della mia Mustang ma alle suole delle mie scarpe… che da nuove passarono alla categoria “da buttare via”… 🙁

    Questi qui sono incompetenti e faziosi, e’ meglio lasciarli perdere!… copertoni che fondono a 70 gradi??? ma fatevi un giro che e’ meglio… vedasi fig.3 di questo:
    http://onlinepubs.trb.org/Onlinepubs/trr/1993/1417/1417-001.pdf

    Ciao.

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  8. scusate, ma com’è la storia che i cambiamenti climatici dipendono dal riscaldamento globale che fa riscaldare la stratosfera e spezza il vortice polare?
    Non è forse che i cambiamenti climatici dipendono dal ciclo solare che in questo periodo di minimo raffredda ulteriormente la stratosfera?

    Immagine allegata

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  9. Scende in campo anche il Corriere: “Una delle conseguenze del riscaldamento globale è l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici.”

    Dunque, il Corriere ha scritto proprio “riscaldamento globale”, non “cambiamento climatico”. Segnalatelo all’attricetta (che ho dovuto cercarmi su Google per l’identificazione), così potrà dare degli stronz* anche al Corriere.

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  10. Giusto per dire la faziosita’ di questi signori…

    la zona rosso scuro sopra l’Alaska… caldissima!… in quel giorno (“1-day Avg”!!!)… l’andamento delle temperature di Anchorage lo si puo’ vedere qui… dal sito di AccuWeather, a sinistra.

    Come si puo’ vedere, ai circa 10 gg sopra le medie di stagione per le temperature max e min (fine del mese), ci sono circa 10 gg con temperature SOTTO le medie di stagione, dal 3/1 al 13/1 circa… (salvo lo spike del 6/1 per la massima).

    Per quel che riguarda le temperature di Chicago, grafico a destra, le temperature sono state per tutto il mese in media o sotto di essa, salvo i primi 8 gg.

    Cheerry picking ai massimi livelli!!!

    Immagine allegata

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  11. Buongiorno Massimo Lupicino,
    le voglio fare i miei complimenti,perchè i suoi articoli sono sempre molto interessanti, lei usa un’ ironia molto intelligente,tra l’altro! Purtroppo sono costretto a parlare di politica (vorrei parlare solo di clima!)perchè tutta la QUESTIONE del GW è POLITICA!
    A me sembra che si sia perso il senno,TRUMP puo’piacere o meno,per carità,ma il rispetto ci deve essere,altrimenti significa che siamo alla sbando totale..e i beceri insulti al presidente americano,lo dimostrano!! Un po’come succede con Salvini in Italia,(non importa che uno lo voti o no,il rispetto ci deve essere a prescindere!) chiunque non la pensi in un certo modo e non sia ALLINEATO A UN PENSIERO DOMINANTE,viene insultato con i peggiori epiteti..
    questo modo di ragionare,FA DAVVERO PAURA!
    Grazie e complimenti per il suo lavoro!

    Post a Reply
    • Caro Alex, innanzitutto grazie per i complimenti, troppo buono. Riguardo alla politica: come sai qui di politica italiana non si parla. Non e’ un grosso sacrificio, perche’ volenti o nolenti la politica italiana e’ soprattutto riflesso di dinamiche a livello mondiale, e quindi tanto vale parlare di quelle senza entrare in polemiche sterili.

      D’accordo su tutto il resto delle tue argomentazioni: si’, e’ solo politica, e la qualita’ miserevole del dibattito climatico (fa caldo perche’ fa freddo, vortici che si indeboliscono e si rafforzano tipo popeye con gli spinaci, teiere bollenti in atlantico, stratwarming attivato dal global warming e via dicendo) e’ proprio conseguenza della politicizzazione dello stesso. Quanto agli insulti e alla mancanza di rispetto, il problema e’ generale, ed e’ nella proprieta’ dei media, quasi tutte univocamente riconducibili alle elite finanziarie che dominano, dettano agende sovra-nazionali e le impongono attraverso un blocco granitico formato da media/social media/ motori di ricerca e quant’altro.

      Se la politica di un tempo era scontro tra “destra” e “sinistra”, oggi lo e’ tra interessi di una elite che si serve del controllo totale dell’informazione, e gli interessi della gente comune. Tutto il resto viene di conseguenza.

  12. @valter prinseps

    “Tutto quel bel rosso fuoco ai poli e in Alaska in realtà cosa significa? ”

    Eh!… infatti, fa “caldo”… -48 invece di -50… 🙂

    Tra l’altro, la mappa è una proiezione, e le aree ai poli sembrano molto più grandi di quanto non lo non siano veramente.

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  13. Per lavoro, oggi mi sono capitati tra le mani i bilanci di una società facente parte di un grande gruppo industriale che, da qualche anno a questa parte, ha (per loro) saggiamente virato dalla sua storica attività siderurgica alle rinnovabili; la società è proprietaria di un mega parco eolico in un’isola italiana ventosa (138 MW di potenza installata, dicono loro).
    Ora, il punto è questo: dalla vendita dell’energia – con l’impianto a regime – i signori incassano meno della META’ di quanto incamerano vendendo i certificati verdi (15 vs 33, le cifre reali). Considerando che solo di interessi bancari ne spendono un valore pari a 9, dato che si sono fatti finanziare l’intera struttura perchè essi non hanno messo praticamente un centesimo di soldi propri, e che la società ha avuto un utile di 14 (interamente dato agli azionisti….) ne deriva che NOI cittadini di fatto stiamo pagando, tra incentivi e sistema dei certificati, i dividendi a gente già milionaria.
    Ci sarebbe da incazzarsi di brutto e andare in parlamento coi forconi, altro che auto elettriche…
    E io sono sicuro che tra 10-15 anni scoppierà il bubbone dello smaltimento dei parchi FW coi loro pannelli pieni di schifezze immonde (arseniuro di gallio e altre robette ad altissima tossicità), roba che il ROHS vieta su praticamente tutto il producibile. E ci sarà chi chiederà incentivi – ovviamente solo per i big, i privati tacciano e paghino – per lo smaltimento dei dannosissimi pannelli (stile amianto), che verrà fatto dagli stessi che ne hanno goduto per impiantarli.
    Il circo continua….

    Post a Reply
  14. il riscaldamento globale, i cambiamenti climatici e tutta l’ideologia ambientalista, sono funzionali all’economia, di scientifico non hanno nulla se non i numeri (da banco lotto).
    Lo scopo di questo terrorismo mediatico è quello di far spendere danaro per impianti, oggetti, sistemi inefficienti (pale eoliche e fotovoltaico, buste di plastica biodegradabile che si rompono con uno sguardo, auto elettriche la cui batteria costa metà automobile…), anche gli scienziati (o meglio i laureati sfornati a gogo) hanno il loro interesse economico, facendosi finanziare ricerche dai politici su come produrre energia elettrica dalla spremitura delle lucciole.
    La scienza, purtroppo, è diventata una opinione grazie al tribalismo prodotto dall’ambientalismo; ecco che se si forniscono prove sull’inconsistenza del riscaldamento globale, se si fa notare che i cambiamenti climatici sono la norma e non l’eccezione e se si dimostra che il motore del clima è il Sole e non la CO2, non si apre un dibattito, ma si viene insultati e tacciati di estremismo di destra.
    Il fatto ridicolo e che a parlare di dinamiche climatiche sono gli attori, gli scrittori, i cantanti…gli artisti, tutti laureati in fisica atmosferica alla libera università della vita.
    Che tristezza… stanno ridicolizzando la scienza

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  15. scrivo solo per solidalizzare con l’autore. Leggendo certe reazioni al tweet del Presidente Trump, viene spontaneo pensare che, forse, applicare un minimo di “buon senso”, basterebbe agli autori per ritornare sulla retta via… ma questo vale solo se c’è buona fede….o per lo meno non si è accecati da fanatismo, un male che ci fa galoppare dritti dritti verso tempi davvero bui….e gelidi :o)
    grazie
    Stefano Ricci

    Post a Reply
    • Salve,
      al di là delle grasse risate che dovrebbero sommergere la starlette che pretende di essere più intelligente della media delle pulci, vi volevo sottoporre questo interessante commento https://wattsupwiththat.com/2019/01/26/are-studies-of-high-penetrations-of-wind-power-valid/
      riguardante il calcolo matematico (sbagliato) che spinge i geni del global warming (pardon, climate change) a credere che più mulini a vento piantano e più stabile sarà la rete elettrica e la spiegazione matematica (giusta) del perché si sbagliano di grosso…

    • Nonn se ne perdono una, Rocco… TRASH. Cosa si puo’ fare per replicare? Si mette un preservativo nel freezer?

  16. @Diego

    … permettimi una domanda… la scala in fondo alla figura da te allegata… “Antarctic +0.8″…

    In quanti punti la misurano la temperatura in Antartide, e soprattutto in quanti punti la misuravano qualche decennio fa?… sono 15 milioni di km2 (se non ricordo male).

    Sono RE-ANALISI, basate su POCHI dati e TANTI cosiddetti “infilling” (interpolazioni) calcolate con MODELLI.
    I modelli, poi, sono assolutamente tarocchi, soprattuto quando applicati alla criosfera… hanno tanti e tali problemi/approssimazioni/lacune che se dovessi cominciare a citare tutti gli studi (quelli che conosco io, non il totale reale) che citano tali problemi/etc… ci metterei un paio di ore almeno.

    E’ una presa per i fondelli!

    Post a Reply
    • Caro Roberto, le palle del GISS (letteralmente) meriterebbero un articolo a parte, tanto e’ quello che ci sarebbe da dire. La cosa piu’ interessante e’ che le zone disabitate, in cui non ci sono rilevazioni di dati ufficiali, sono puntualmente in anomalia positiva mostruosa, sempre.

      Se si facesse un esercizio mese per mese si scoprirebbe che le aree presidiate con stazioni meteo sono spesso in anomalia negativa, mentre aree come il subsahara australe, in anomalia positiva. Le aree senza stazioni di rilevamento tipicamente hanno dati interpolati attraverso… rullo di tamburi… I MODELLI CLIMATICI! OLE’ 😀 Quindi le anomalie, se non ci sono, si creano artificialmente usando i modelli.

      E’ un mondo bellissimo, in cui gli errori dei modelli ritornano, circolari, nelle carte che pretendono di rappresentare la realta’. “Scienza Consolidata”. Certo.

  17. Tutto quel bel rosso fuoco ai poli e in Alaska in realtà cosa significa? Che abbiamo -48° invece che -50° ? OK parliamo di anomalie!

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  18. A proposito di rescue team, molto interessante un lancio dell’ANSA che cerca di spiegare perché fa freddo.
    Allo scopo, scomoda una ricercatrice svizzera che chiama in ballo lo split del vortice polare, generato dagli eventi di riscaldamento stratosferico di cui C. C. Tosti ci informa con tempestività e dovizia di particolari (che ANSA si sogna).
    Tralasciando quel che, in modo piuttosto approssimativo, si dice a proposito di quanto sta succedendo nella stratosfera e nella sottostante troposfera e tralasciando il fatto, non meno significativo, che ad oggi non mi sembra che il riscaldamento stratosferico sia stato tale da influenzare la troposfera (per ora), mi preme mettere in evidenza la chiosa dell’articolo.
    Scrive la redazione ANSA, infatti, che non è ancora chiaro se simili eventi “anomali” siano collegabili al cambiamento climatico e quanto esso influisca sulla loro frequenza. Sembrerebbe, infatti, che la “normale” frequenza degli eventi di riscaldamento stratosferico (circa sei per decade), sia “inspiegabilmente” aumentata: 9 volte in questi primi anni duemila.
    Mmhhh: 6×2=12 . Mi sembra che siamo perfettamente in media, perché ANSA si preoccupa?
    Ah! Che sciocco, l’ennesima spiegazione (imprecisa, ad essere buoni) del perché il freddo viene dal caldo! 🙂
    Ciao, Donato.
    .
    p.s.: http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/terra_poli/2019/01/29/cosi-lartico-puo-rendere-linverno-piu-freddo_ce393507-16c2-4ef1-abb4-b759b46902bd.html

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    • Caro Donato, previsto anche questo! Siamo alla Strategia#5: Strategia #5: Stratwarming! Tecnica recente e raffinatissima, roba da professionisti. Per farla semplice, siccome episodi di riscaldamento della stratosfera anticipano talvolta raffreddamenti intensi a livello troposferico, la notizia viene presentata in questi termini: “Fa freddo, ma questo freddo è stato causato da un riscaldamento anomalo della stratosfera”. Ovviamente la stratosfera con le emissioni di CO2 non c’entra un fico secco, e lo Stratwarming è fenomeno conosciuto e studiato da decenni ma l’importante è che il messaggio passi nei termini desiderati: “Fa freddo perché fa caldo” (e ricadiamo quindi nel punto #2

      Sono poco originali, e quindi ripetono le trovate dell’anno prima spacciandole per nuove. In particolare lo strat-warming ha il grande pregio mediatico di contenere la parola Warming, e quindi…perche’ non usarla? Ormai il Climate Change e’ un oggetto puramente politico, e in quanto tale la comunicazione (leggi propaganda) e’ tutto. Se certa scienza si mette al servizio della propaganda (inevitabile, visto che la propaganda porta fondi) allora eccoti fiorire i casi come questo in cui un concetto scientifico viene piegato ad usum stultorum e propinato dai soliti media.

      Il disegnino della teiera fumante tirato fuori oggi dal NOAA, da questo punto di vista (propaganda becera ad uso del volgo) e’ davvero rivelatore.

  19. “… ad Adelaide e dintorni, nel mezzo della terribile ondata di caldo schianta-cammelli, la gente non può ricorrere ai condizionatori d’aria per mancanza di elettricità.
    E sapete perché? Perché per voler fare gli ambientalisti, da quelle parti hanno installato pannelli solari e mulini a vento a go-go, con l’intento di eliminare la generazione fossile malefica, e con il mirabile risultato di sfasciare la rete di distribuzione e rimanere senza elettricità, al caldo.
    Chi è causa del suo mal…”

    Sull’evento Australiano di venerdi 25/1 scorso… cioe’ dei “brownout”, dei blackout pianificati dal gestore della rete, a rotazione, fra vari settori dello stato di Victoria (capitale Melbourne)… ho dato un’occhiata ai dati di produzione delle fantastiche rinnovabili intermittenti eolico e solare.

    Qui… https://anero.id/energy/wind-energy

    … si trovano i dati sull’eolico, e c’e’ anche un link, in basso, alla pagina per il solare:

    https://anero.id/energy/rooftop-solar-energy

    Se per l’eolico si seleziona la produzione mensile di gennaio si vede che il 25/1 l’eolico dello stato di Victoria e della vicina Tasmania (collegata a Vic da cavi sottomarini) e’ passato dal 43% di fattore di capacita’ (rapporto fra energia generata e quella generabile a potenza nominale) alla mezzanotte del giorno scendendo a meta’ circa, 21% nel primo pomeriggio, cioe’ proprio al picco del calore, quando serve energia elettrica.
    Da notare che negli stessi giorni hanno anche battuto il record di temperatura minima notturna, con 36 gradi C… quindi condizionatori a manetta 24h/24.
    Domanda: quale percentuale della produzione elettrica si puo’ attribuire al fotovoltaico di notte?…. mmmh… questa e’ facile… 🙂

    Il brownout e’ stato una scelta, ripeto, della societa’ che gestisce la rete, AEMO…

    http://www.aemo.com.au/Electricity/National-Electricity-Market-NEM/Planning-and-forecasting/Interactive-maps-and-dashboards

    … ed ha lasciato, a rotazione, centinaia di migliaia di utenti/famiglie senza corrente per svariate ore di file. Hanno anche chiesto (imposto, come da contratto) a grandi utenti energivori (come ALCOA, alluminio) di rallentare la produzione, per fare load-shedding… o come diavolo si chiama.

    Il tutto sarebbe successo perche’ 3 unita’ di produzione da fossili (2 a carbone e 1 a gas) si sarebbero dovute fermare. In realta’ una era in stop programmato per manutenzione, le altre due effettivamente per problemi tecnici.
    Colpa della lobby dei fossili quindi, no?
    Non esattamente. Da un paio di anni gli “ambientalisti” australiani chiedono di fermare tutto il carbone… “che tanto se ne puo’ fare a meno” (ricordo, en passant, che l’Australia e’ uno dei produttori principali di carbone al mondo, credo sia il primo, anzi…) e hanno fatto chiudere la centrale di Hazelwood (nella stessa zona) da 1,6 GW elettrici, un mostro vecchio e inquinante…
    Molti esperti della rete avevano avanzato ipotesi pessimistiche, invocando la possibilita’ di blackouts/brownouts in caso di situazioni ecccezionali… ed infatti e’ successo proprio quello.

    Qui un articolo delle cheeerleaders del Guardian (“who else?):

    https://www.theguardian.com/australia-news/2018/dec/11/australias-renewables-sector-doubles-output-in-boom-year

    “The CEC’s chief executive, Kane Thornton, said there were 14.6 gigawatts of new renewable energy projects under construction, which was equivalent to four times the energy output of the coal-fired Liddell power station, and the projects had created 13,000 jobs, including 4,500 in Queensland, 3,800 in Victoria and 2,100 in New South Wales.”

    Ovviamente gli eco-storditi non hanno capito assolutamente nulla di quello che e’ successo, o il vero perche’… e chiedono che anche le altre centrali a fossili siano chiuse quanto prima perche’ tanto vento e sole saranno presto sufficienti…

    Come specie, homo sapiens sapiens merita’ l’estizione, direi… e se continuiamo cosi’ riusciremo ad averla, aggiungo. 🙁

    Saluti.

    Immagine allegata

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  20. <>: dove c’è il rosso sulla mappa…
    Ah: il Global Warming provoca il Climate Change, e nel Change ci stanno anche le ondate di freddo…

    Immagine allegata

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    • Ciao Diego, non ho capito il post, ma quelle mappe le conosco abbastanza bene… E’ una bella mappa che aiuta a capire il contesto: l’anomalia e’ stimata a livello globale in 0.3 C, e con riferimento al ventennio ’79-2000, chiaramente piu’ freddo degli ultimi 20 anni. Quindi siamo in sostanziale normalita’ climatica, se non probabilmente sotto la media degli ultimi anni. Ma sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano perche’ sarebbe interessante sapere come e’ costruito il dataset del CFSR. A giudicare dal colore degli oceani invariabilmente rosso, c’e’ da sospettare che i secchi di Karl siano entrati attraverso il NOAA, ma e’ un sospetto che andrebbe verificato.

      Quello che resta e’ banalita’ assoluta: se da qualche parte fa piu’ freddo del solito, altrove fa piu’ caldo. Ma siccome “fa brutto” dire che fa freddo… allora… Rescue Team.

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