Un Mese di meteo – Dicembre 2018

IL MESE DI DICEMBRE 2018[1]

Mese scarsamente piovoso e con temperature nella norma in virtù dell’anomalia termica positiva delle prima decade compensata dall’anomalia negativa della seconda.

Nella topografia del livello di pressione di 850 hPa (figura 1a) l’elemento dominante per quanto attiene al tempo atmosferico sulla nostra area è un promontorio anticiclonico di blocco da sud esteso da latitudini subtropicali verso la penisola iberica. La presenza di tale struttura ha obbligato le correnti atlantiche a disporsi da nordovest sull’Italia con il periodico riproporsi di condizioni favoniche sul settentrione, come attesta in particolare la totale assenza di precipitazioni sulla Valle d’Aosta. La carta delle isoanomale (figura 1b) conferma tale analisi evidenziando un nucleo di anomalia positiva centrato sulla penisola iberica.

Figura 1a – 850 hPa – Topografia media mensile del livello di pressione di 850 hPa (in media 1.5 km di quota). Le frecce inserire danno un’idea orientativa della direzione e del verso del flusso, di cui considerano la sola componente geostrofica. Le eventuali linee rosse sono gli assi di saccature e di promontori anticiclonici.

Figura 1b – 850 hPa – carta delle isoanomale del livello di pressione di 850 hPa.

Il mese è stato segnato dal passaggio di 6 perturbazioni per lo più deboli e transitate rispettivamente l’1, fra 2 e 4, fra 8 e 11, fra 14 e 16, fra 17 e 18 e fra 19 e 21 dicembre (tabella 1).La piovosità più elevata a livello nazionale è stata riscontrata il giorno 17 (5.9 mm di media nazionale) che è stato anche il giorno più piovoso al centro (10.9 mm) mentre al nord la massima piovosità si è registrata il 20 (5.3 mm) e al sud il 10 (6.0 mm).

Tabella 1 – Sintesi delle strutture circolatorie del mese a 850 hPa. Il termine perturbazione sta ad indicare saccature atlantiche o depressioni mediterranee (minimi di cut-off) o ancora fasi in cui la nostra area è interessata da regimi che determinano variabilità perturbata (es. flusso ondulato occidentale).

Andamento termo-pluviometrico

Temperature medie delle massime e delle minime mensili (figure 2 e 3) ovunque nella norma salvo lievi anomalie positive o negative a carattere locale. Dalla figura 5 si coglie il netto prevalere delle anomalie pluviometriche negative con anomalia pluviometrica positiva sulla Calabria e anomalie positive a carattere locale su Lazio e Puglia.

Figura 2 – TX_anom – Carta dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media delle massime del mese

Figura 3 – TN_anom – Carta dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media delle minime del mese

Figura 4 – RR_mese – Carta delle precipitazioni totali del mese (mm)

Figura 5 – RR_anom – Carta dell’anomalia (scostamento percentuale rispetto alla norma) delle precipitazioni totali del mese (es: 100% indica che le precipitazioni sono il doppio rispetto alla norma)

Le carte  circolatorie indicano che l’anomalia termica positiva registrata nella prima decade (tabella 2) è da attribuire all’apporto di masse d’aria dall’Atlantico meridionale mentre quella negativa della seconda decade si associa all’apporto di aria fredda da Nordest per effetto di un anticiclone di blocco posizionato sulla Scandinavia. Le anomalie pluviometriche negative si sono estese all’intero periodo e risultano più vistose nella terza decade del mese. Si noti anche l’eccezione costituita dall’anomalia pluviometrica positiva (+41%) registrata al Cento nella seconda decade.

Tabella 2 – Analisi decadale e mensile di sintesi per macroaree – Temperature e precipitazioni al Nord, Centro e Sud Italia con valori medi e anomalie (*).

(*) LEGENDA:

Tx sta per temperatura massima (°C), tn per temperatura minima (°C) e rr per precipitazione (mm). Per anomalia si intende la differenza fra il valore del 2013 ed il valore medio del periodo 1988-2015. Le medie e le anomalie sono riferite alle 202 stazioni della rete sinottica internazionale (GTS) e provenienti dai dataset NOAA-GSOD. Per Nord si intendono le stazioni a latitudine superiore a 44.00°, per Centro quelle fra 43.59° e 41.00° e per Sud quelle a latitudine inferiore a 41.00°. Le anomalie termiche positive sono evidenziate in giallo(anomalie deboli, inferiori a 2°C), arancio (anomalie moderate, fra 2 e 4°C) o rosso (anomalie forti,di  oltre 4°C), analogamente per le anomalie negative deboli (minori di 2°C), moderata (fra 2 e 4°C) e forti (oltre 4°C) si adottano rispettivamente  l’azzurro, il blu e il violetto). Le anomalie pluviometriche percentuali sono evidenziate in  azzurro o blu per anomalie positive rispettivamente fra il 25 ed il 75% e oltre il 75% e  giallo o rosso per anomalie negative rispettivamente fra il 25 ed il 75% e oltre il 75%.

La carta delle anomalie termiche globali riportata in figura 6a, ricavata da dati MSU evidenzia una lieve anomalia termica positiva sull’Italia collegata a un nucleo di anomalia positiva centrato sulla Penisola iberica. Tale schema è solo parzialmente confermato dalla carta dell’anomalia termica globale da stazioni il suolo prodotta dal Deutscher Wetterdienst sulla base dei report mensili CLIMAT che i diversi servizi meteorologici fanno confluire presso la sua sede (figura 6b).

Figura 6a – UAH Global anomaly – Carta globale dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media mensile della bassa troposfera. Dati da sensore MSU UAH [fonte Earth System Science Center dell’Università dell’Alabama in Huntsville – prof. John Christy (http://nsstc.uah.edu/climate/)

Figura 6b – DWD climat anomaly – Carta globale dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media mensile al suolo. Carta frutto dell’analisi svolta dal Deutscher Wetterdienst sui dati desunti dai report CLIMAT del WMO [https://www.dwd.de/EN/ourservices/climat/climat.html).

____________________________

[1] Questo commento è stato condotto con riferimento alla  normale climatica 1988-2017 ottenuta analizzando i dati del dataset internazionale NOAA-GSOD  (http://www1.ncdc.noaa.gov/pub/data/gsod/). Da tale banca dati sono stati attinti anche i dati del periodo in esame. L’analisi circolatoria è riferita a dati NOAA NCEP (http://www.esrl.noaa.gov/psd/data/histdata/). Come carte circolatorie di riferimento si sono utilizzate le topografie del livello barico di 850 hPa in quanto tale livello è molto efficace nell’esprimere l’effetto orografico di Alpi e Appennini sulla circolazione sinottica. L’attività temporalesca sull’areale euro-mediterraneo è seguita con il sistema di Blitzortung.org (http://it.blitzortung.org/live_lightning_maps.php).

 

 

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Author: Guido Guidi Luigi Mariani

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2 Comments

  1. Volevo chiedere, visto il pluvio veramente poco confortante: quando ritenete che possa finire il periodo secchissimo che stiamo vivendo in Pianura Padana? Non solo per i campi, ma soprattutto per la pessima qualità dell’aria.

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