Quando gli uomini erano uomini… e la Groenlandia era la Groenlandia

Niente paura, gli uomini per molti aspetti non sono più uomini (e neanche le donne), ma la Groenlandia è, oggi, come è sempre stata. Magari un po’ più verde o un po’ più bianca ma, a dispetto delle profezie di sventura che ne paventano l’imminente scioglimento, almeno lei non è cambiata più di tanto.

A rassicurarci su questo argomento, sebbene avendo cura di non dirlo né di farlo direttamente, arriva uno studio pubblicato sulla rivista Geology e ripreso dal EurekAlert:

Study shows that Vikings enjoyed a warmer Greenland

Sicché, analizzando i dati di prossimità disponibili, essenzialmente sedimenti rinvenuti nelle stratificazioni del fango accumulatosi nei secoli, questo gruppo di ricercatori è stato in grado di ricostruire le oscillazioni climatiche dell’area per gli ultimi 3000 anni. E’ subito apparsa loro chiaramente l’importante oscillazione negativa della Piccola Età Glaciale, così come i periodi più caldi precedente e successivo. I Vichinghi occuparono la costa della Groenlandia dal 985 al 1450 circa, quindi esattamente durante la fase calda medioevale, abbandonando il territorio quando la PEG stava consolidandosi. Particolarmente interessante il fatto che da quanto sono stati in grado di ricostruire, appare anche che nel periodo immediatamente precedente la virata verso il freddo, il clima divenne più instabile, con picchi sia positivi che negativi delle temperature.

E’ questo un segnale riconducibile ad una propensione della circolazione atmosferica a livello di emisfero ad assumere caratteristiche più meridiane, cioè con frequenti scambi d’aria lungo la longitudine, cui si associa anche la fenomenologia più intensa. una descrizione questa che ha molte analogie con l’attualità, e che, per l’ennesima volta, testimonia non solo la presenza di importanti variazioni del clima nel medio periodo – un clima che non è mai stato stabile come molti vorrebbero lasciare intendere – ma anche la presenza di temperature paragonabili alle attuali per l’area groenlandese nella fase di insediamento delle colonie.

Domanda: da dove veniva quel riscaldamento se non dalla variabilità naturale e dalla progressiva (e persistente anche oggi) fase interglaciale?

la risposta non è difficile e non è dentro di noi, ma nelle serie storiche della temperatura. Così i Vichinghi erano forse un po’ meno tosti, nel senso che le condizioni ambientali che trovarono, pur difficili, pare fossero in qualche modo affrontabili. Tant’è che quando le cose cambiarono, vuoi per il clima, vuoi per il declino della loro organizzazione sociale, furono costretti ad abbandonare gli insediamenti.

Disclaimer: La Groenlandia si chiama così perché le terre dove arrivarono i Vichinghi erano verdi come sono ancora oggi, quindi non è da questo che si misura la variabilità del clima da quelle parti. Oltre che dei profeti di sventura climatica, diffidate anche di chi racconta che prima era verde ed ora è bianca per sostenere la tesi opposta ;-).

Enjoy

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Guido Guidi

Share This Post On

10 Comments

  1. @ Maria Heibel:

    Il fenomeno “Greta Thunberg” diventerà un caso classico studiato nelle business schools.

    Il suo lancio mediatico è avvenuto grazie alla start-up svedese “We Don’t Have Time”, che dichiara esplicitamente di voler diventare il” Facebook dell’attivismo climatico”.

    Si tratta di una innovativa struttura ibrida “fondazione – impresa” che tre giorni fa ha pubblicato un comunicato di scuse; non aveva informato la famiglia Thunberg di aver usato – undici volte – il nome di Greta Thunberg nel prospetto di investimento per raccogliere fondi per un aumento di capitale:

    https://docs.wedonthavetime.org/wdht/2019-02-10-press-release-english.pdf

    La lettura del documento e dei suoi link sono di grande interesse per capire i retroscena di questo fenomeno.

    Confesso una genujna ammirazione per la tenacia della adolescente e una profonda costernazione per il cinismo commerciale legato al suo – non mi viene una parola più diplomatica – sfruttamento.

    Post a Reply
    • Follow the money, as usual.

  2. Le conclusioni di questo articolo non coincidono con quello che ho letto sulla colonizzazione norrena della Groenlandia.
    I vichinghi non abbandonarono la Groenlandia, le rotte commerciali si erano interrotte e la popolazione non poteva abbandonare la colonia.
    I loro insediamenti collassarono in seguito ad un cambiamento climatico ma sopratutto per l’incapacità di adattarsi. Non si miscelarono con le popolazioni Inuit residenti , non adottarono i loro costumi. Non risulta negli scavi archeologici che sfruttassero risorse locali come le foche.
    Da quanto ne so anche se vi furono dei picchi di variazione climatica dagli scavi risulta un progressivo impoverimento della dieta e delle risorse. Non si praticava praticamente agricoltura il sostentamento era basato su una pastorizia di sussistenza
    Se volte approfondire l’argomento consiglio il Libro “Collasso” di Jared Diamond

    Post a Reply
  3. Anche per l’anno 1000 previdero la fine del mondo.
    Sempre a causa dei cambiamenti climatici.
    Infatti l’incredibile e repentina conquista di vasti territori da parte degli arabi fu dovuta alla scoperta dei ricchi giacimenti nel deserto.
    Grazie a questa scoperta, poterono mettere a ferro e fuoco i territori conquistati e sottomettere le popolazioni.
    ma il fuoco produsse tanta di quella CO2 che nel giro di un secolo portò allo scioglimento dei ghiacci artici e groenlandesi consentendo ai vichinghi di insediarsi nell’isola verde.
    Come ieri, così oggi, i profeti climatici sbagliarono le previsioni ed il mondo continuò ad esistere, l’anno 1000 non ci fu la fine del mondo.
    ma il caldo si faceva eccessivo ed i turchi, più sensibili ai temi ambientali, decisero di conquistare il vasto impero arabo e porre fine alla combustione del petrolio.
    E così, nel 1400, il clima potè ritornare come un tempo, i ghiacci avanzarono di nuovo ed il sultanato turco potè espandersi in europa portando con sè l’ideologia ambientale.
    Così è andata, il Sole, checchè ne dicano i satelliti e le osservazioni, rimane sempre la divinità benevola che aiuta l’uomo a sopravvivere, immortale, immodificabile, stabile ed eterno.
    (storiella ironica sulla falsa riga delle storielle ironiche raccontate dalla “setta del litio” sui cambiamenti climatici dovuti a quei biricchini di esseri umani che bruciano petrolio, invece di usare il litio in modo da avere sempre il clima stabile per andare ala scampagnata di pasquetta sempre con un bel sole primaverile)

    Post a Reply
  4. E’ partita l’allerta sud, tutto focalizzato ora sull’ Antartide e l’enorme cavità scoperta sotto i ghiacci. Pare che i prossimi mesi ci sia un accelerazione di manifestazioni. Si invita i studenti a marinare la scuola e seguire l’esempio di Greta. Quindi manifestare per salvare la nostra ‘casa in fiamme’. Luca Mercalli in gran forma a rivolgersi ai ragazzi e fare comizi. . https://www.orizzontescuola.it/sciopero-internazionale-15-marzo-mercalli-studenti-salvate-voi-il-pianeta/

    Post a Reply
    • Ci sono polemiche un po’ ovunque per il fatto che si sta usando la studentessa in questione per promuovere a livello globale una marinata collettiva scolastica col pretesto del Global Warming. È evidente che la situazione sta sfuggendo di mano, sono chiari segnali di disperazione.

  5. Domanda: da dove veniva quel riscaldamento se non dalla variabilità naturale e dalla progressiva (e persistente anche oggi) fase interglaciale?

    La vera risposte peer-reviewed che apparirà su nature non é quella che lei propone ma la seguente.
    In realtà i vikinghi si misero a coltivare tante cipolle e fagioli e l’aumento di flatulenze che ne consegui’ causo’ dapprima un riscaldamento globale che si trasformo’ in seguito in un cambiamento climatico legato all’impazzimento del clima che provoco’ intense nevicate e un raffreddamento generalizzato causato dal caldo eccessivo. E da questo scaturi’ la PEG.

    Post a Reply
  6. … ma non sarà per caso che i vichingi arrivarono, trovarono l’antico popolo di Atlantide, che contava milioni di persone e gestiva immensi campi coltivati, lo sterminarono e quindi mutarono il clima? :o)

    Post a Reply
  7. Caro Guido,

    Ti ringrazio molto per averci fornito questo link.
    Interessante il commento…

    “In another surprise, Axford and Lasher found that the North Atlantic Oscillation (NAO) — a natural fluctuation in atmospheric pressure that is often responsible for climate anomalies in the region…”

    … la sorpresa sarebbe per chi? Il mainstream che grida da anni che le oscillazioni naturali sono second-order e quello che conta è la terribile CO2 assassina? 🙂

    A me pare del tutto normale…

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »