Qualcuno inizia a fare i conti

Per quello che sto per riportarvi, spero che qualche lettore di CM più ferrato di me sull’argomento vorrà dare una mano. Quindi prendete quanto segue con il beneficio d’inventario e, eventualmente confutate senza pietà.

Un centro studi del Munich Group, già noto alle cronache climatiche per compilare dei report annuali sui rimborsi assicurativi per danni prodotti dai disastri meteorologici, ha pubblicato uno studio sulle emissioni di gas serra totali delle auto elettriche, dove per totali si intende compresi i cicli di produzione delle batterie, la produzione dell’energia necessaria a farle camminare etc…

Il risultato pare sia sconfortante in termini climatici: la CO2 totale emessa è superiore a quella prodotta dai motori diesel. Meglio, molto meglio, pare facciano i motori sempre a combustione interna ma di gas naturale. Naturalmente, per fare questi conti si sono basati sul mix energetico della Germania, quindi i risultati non sono facilmente esportabili. Naturalmente ancora, questo non cambia il fatto che tali emissioni sarebbero comunque “delocalizzate” cioè quanto meno prodotte fuori dai centri urbani e, forse, sottolineo forse, meglio controllate in termini di cicli produttivi.

Ma, è pur vero che pare dunque che il motore elettrico e quello che ci gira intorno, con le attuali tecnologie non sembra essere molto climatic friendly, nonostante vi sia sia riposta tanta fiducia e vi si stiano investendo parecchi soldi.

E qui arriva la domanda per i lettori di CM, tra lo studio di cui parlo, che trovate qui, e/o altra letteratura o conoscenze dovessero essere disponibili sull’argomento, c’è qualcuno che può dirci qualcosa di più?

PS: titolo e segnalazione sono di Fabrizio, che ringrazio 😉

 

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Author: Guido Guidi

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37 Comments

  1. robertok06
    Grazie per il documento..

    CONCLUSIONS… the only proposal for a legal policy framework that directly addresses targeted reduction of aviation CO2 emissions is that of the EU which intends to incorporate aviation into its wider emissions trading scheme in a phased manner in 2012. Determination of how or if to account for non-CO2 effects of aviation in climate policy remains of importance, not only for realising the full potential for climate change mitigation, but also for the acceptance of any policy by the stakeholder community.

    Non è successo.

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  2. @maria
    “Qualcuno fa domande Accidental Geoengineering?”

    Non ho capito bene dove vuoi andare a parare… comunque, si tratterebbe di minuscoli cristalli di ghiaccio, cioè acqua dell’atmosfera dove è passato l’aereo poco prima, che condensa a quote dove la temperatura è ben sotto lo zero. Il geo-engineering, cambiando l’albedo, lo fai anche quando costruisci un centro commerciale dove prima c’erano campi, se è per quello…

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  3. robertok06
    La strana  distinzione anche qualitativa fra le emissioni di scarico degli aerei e delle navi rispetto a quelle delle auto la fanno anche le conferenze sul clima. Come mai?
    I rilasci in quota ( troposfera) e in forma massiccia doverebbero essere considerati, no?
    Eterni esclusi.
    Qualcuno fa domande
    Accidental Geoengineering?https://www.esrl.noaa.gov/news/2015/121515.html

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  4. @maria
    “Le scie degli aerei ( e sono TUTTE chimiche, non vanno ad acqua gli aerei)”

    Scusa??!
    Le scie che si vedono in cielo sono vapore d’acqua che condensa, nulla di più… con minime tracce di residui di combustione.

    Le emissioni degli aerei SONO conteggiate, se non altro perché la quantità di carburante è nota e la stechiometria della combustione pure:

    https://science-edu.larc.nasa.gov/contrail-edu/science.html

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  5. Io sarei pro gas naturale, l’elettrico è una panacea inventata per poter far aumentare i consumi e il consumismo.

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  6. robertok06
    Bravo.
    Le previsoni sull’ acqua erano affermazioni di Emilio del Giudice (in un convegno) . Il resto può indagare se ne ha voglia. http://www.biokemi.org/biozoom/issues/546/articles/2530

    Giusto una nota visto che ha fatto un cenno: Le scie degli aerei ( e sono TUTTE chimiche, non vanno ad acqua gli aerei) sono effettivamente un problema, Lo dice perfino la NOAA. «Attualmente stiamo utilizzando involontariamente la geoingegneria». Sono le parole di Chuck Long, membro dell’Earth System Research Laboratory del NOAA, l’agenzia federale USA che studia le condizioni atmosferiche e dell’atmosfera. Stranamente LE EMISSIONI IN QUOTA sono fuori da tutti gli accordi sul clima e dalle statistiche. Buona giornata

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  7. @maria heibel

    ????

    Che dire? Non offenderti, ma sono esterrefatto… non ti fai mancare nulla… fusione fredda, motore ad acqua, co2 che diventa carburante… mancano le scie chimiche e la pericolosissssssima 5G…

    Ma dai!

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  8. @fabrizio giudici

    Sul particolato, in particolare a Milano/Lombardia… che vengono spesso citate come casi peggiori… basta scaricare i rapporti di ARPA Lombardia… per esempio questo:
    http://www.arpalombardia.it/qariafiles/RelazioniAnnuali/RQA_MI_2016.pdf

    … dove si vede che il tanto vituperato NO2 (che, secondo documento scientifico EPA, provoca “di sicuro” solo asma…) e’ in discesa continua, nonostante il numero di (mortifere) vetture diesel non abbia fatto che aumentare dagli anni 90 (figura allegata).

    La figura 3-13, invece, mostra l’andamento del particolato atmosferico nei vari mesi dell’anno… ed e’ evidente che poco/nulla ha a che fare col traffico, ma piuttosto con la stagione invernale, dove si misurano aumenti considerevoli a causa del riscaldamento domestico… in primis particolato da stufe e caminetti a pellet… cosi’ “green” che piu’ “green” e “rinnovabile” non si puo’, no? 🙂

    Interessante, poi, il commento sul benzoapirene B(a)P, sicuramente cancerogeno (IARC)… che dipende in gran parte dalla combustione di biomassa… anche quella molto “green” e da incentivare ulteriormente, secondo certi geni “ambientalisti”…

    “In particolare, le stazioni di Sondrio via Paribelli, Darfo (BS) e Meda sono le uniche a non rispettare nel 2016 il limite di legge sulla concentrazione media annuale: la causa è dovuta soprattutto alla combustione di biomassa, della quale il B(a)P è un ottimo tracciante, e in particolare all’utilizzo della legna il cui utilizzo a scopo di riscaldamento aumenta allontanandosi da Milano verso la zona prealpina e alpina.” …. pag.54

    Immagine allegata

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  9. robertok06
    Del Giudice stesso ( fusione fredda) Frascati, dissse, il futuro sta nel acqua, il nucleare finisce sempre nelle mani dei militari. Si sta lavorando in questa direzione e da molto tempo. https://www.ideegreen.it/motore-ad-acqua-funziona-bufala-116696.html Osservando da tempo il movimento intorno al CO2 mi chiedo se la risorsa del futuro non sia il CO2 e che si stia pilotando in questa direzione. https://energycue.it/co2-problema-risorsa-futuro/11770/ Le macchine elettriche non toccano lo stile di vita, le città sono invivibili e dovrebbero essere organizzate diversamente. Ci vuole un impianto mentale nuovo, piu che macchine di nuova generazione. Leggo dell’ ultima trovata http://www.rinnovabili.it/energia/condizionatori-catturano-co2-carburante/

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  10. Nicola Porro ieri ha scritto un articolo critico di Tesla. Un “lettore” così ha commentato:


    Spero di non incappare più in un articolo del genere e di non capitare più su questo sito,perché non meritate un centesimo.
    Spero che i “giornalisti” della sua pasta muoiano con le loro idee sigillate nella tomba, lei compreso.
    Siete persone difettose e dannose per l’ambiente e per gli altri. Meritereste la galera per andare contro il buon senso.
    Mi limito con un semplice vergognatevi!

    Che dire: ecco l’esempio dei dialoganti, moralmente superiori e razionali, sempre capaci di spiegare convintamente le ragioni delle proprie convinzioni.

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  11. @francesco paolo

    “Le mie speranze sono riposte nel progetto internazionale di Frascati sulla fusione nucleare, i cui risultati potrebbero essere tangibili nella seconda metà del secolo. ”

    Frascati, Italia???? Quell’esperimento servira’ solo a studiare un parametro della fusione.
    Secondo me la fusione nucleare non produrra mai un Wh di energia, per il semplice motivo che e’ troppo complicata, non impossibile ma complicata, e le norme di sicurezza nucleari moltiplicano per 10 e piu’ i costi.
    anche se fosse fattibile costerebbe troppo. Un gadget per paesi ricchi, in un momento in cui si dovrebbe mettere in linea un reattore da 1 GW elettrico alla settimana per i prossimi 50 anni, per generare la corrente che il pianeta consumera’ fra 50 anni. A quel punto, dopo 50 anni, i primi reattori raggiungerebbero il momento del decommissioning, per cui si dovrebbe continuare a mettere in linea un reattore da 1 GWe alla settimana, mentre se ne smantella uno vecchio equivalente. Forever and ever… amen… 🙂

    Nemmeno ITER, che ha il volume di plasma necessario a generare “ben” 500 MW termici (quindi, eventualmente, solo 180 MW elettrici… piccolina come centrale) produrra’ mai un Wh di energia. Gli addetti ai lavori sperano con DEMO, che pero’ arrivera’ 30 anni dopo ITER, al quale mancano 10 anni, se va bene, per il “first plasma”.

    La fusione nucleare funziona solo in astrofisica, col confinamento gravitazionale… con quello magnetico e’ molto, ma molto piu’ difficile.

    Ciao.

    Post a Reply
  12. Caro Fabrizio, per precisare, Musk fa soldi con…i soldi dei contribuenti.

    Ma questo già lo sapevamo. Dopotutto non è una novità: da sempre gli amici dei potenti diventano ricchi con i soldi del contribuente (l’unica novità è che molti contribuenti oggi sono felici, perché credono sia per una buona causa).

    La questione delle quote di “risarcimento”, per me, è clamorosa, un vero salto di qualità.

    Post a Reply
  13. @ Fabrizio Giudici
    Il fatto è che Tesla non quadra i conti – che poi: andasse al pelo del pareggio almeno! profondo rosso sangue che manco in un film splatter – nemmeno con la valanga di incentivi che prende…. questo la dice tutta.
    Ed è così dal giorno di fondazione (2003). Ora, credo che dopo 16 anni il break even point verrebbe superato anche da una centrale nucleare…..

    Post a Reply
  14. Ma a lui che gli frega? Tanto di fessi (e utilitaristi, va da sè), che gli vanno dietro credendo alle sue baggianate (tipo Solar city), disposti a finanziarlo ne trova sempre.

    Lui ha un asso nella manica: con la stronzata delle quote CO2, beccherà un sacco di soldi dai produttori tradizionali:

    https://www.ft.com/content/7a3c8d9a-57bb-11e9-a3db-1fe89bedc16e

    Non so se basterà a pareggiare i conti, intanto ha trovato il modo di fare soldi con le auto degli altri.

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    • Caro Fabrizio, per precisare, Musk fa soldi con…i soldi dei contribuenti. Perche’ i crediti “verdi” di cui lui gode, con il suo mostro mangiasoldi (10 milioni di cash bruciato al giorno, nell’ultima trimestrale, vado a memoria) vengono in ultima analisi pagati da chi le macchine le compra. Visto che i produttori “tradizionali” per poter pagare l’obolo a Musk devono aumntare i prezzi dei listini. O peggio, delocalizzare le attivita’ produttive con conseguente perdita di posti di lavoro. Un capolavoro, quello degli euroburocrati: impoveriscono il consumatore, disincentivano la mobilita’, “deportano” posti di lavoro, il tutto per arricchire il Sig. Musk, o meglio, per consentirgli di non potare i libri in tribunale e continuare a bruciare miliardi di euro nel cmminetto. Una bella sintesi dell’ambientalismo moderno, fatto col deretano degli altri (ovvero della classe media, vittima predestinata di queste porcherie).

  15. Intanto, il fenomeno (coi soldi altrui) Elon ottiene un altro trimestre coi fiocchi dalla sua geniale creatura – anche nel primo trimestre Tesla perde 700 mln di dollari, non avvicinando nemmeno lontanamente le previsioni di vendita stimate. E peggiorerà ancora, dato che il buon Trumpone ha segato pesantemente (e giustamente dico io) gli incentivi statali all’acquisto (arrivavano a 7.500 dollari per auto, oltretutto a vantaggio di chi problemi di soldi non ne ha di certo). E gli va bene che la Norvegia, nella più pura tradizione 100% ipocrita visto che è uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo, sovvenziona l’acquisto di auto elettriche pesantemente, massacrando di tasse quelle tradizionali: il paese dei fiordi infatti rappresenta quasi il 10% delle vendite di Tesla.
    Ma a lui che gli frega? Tanto di fessi (e utilitaristi, va da sè), che gli vanno dietro credendo alle sue baggianate (tipo Solar city), disposti a finanziarlo ne trova sempre.

    Post a Reply
  16. @Donato
    Anche la mia prossima auto… è già stata un diesel (presa l’anno scorso). Tra dieci anni, la successiva sarà ancora un diesel.

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  17. L’ambientalismo è il miglior alleato dell’inquinamento e non il contrario, ed alleato dell’economia dell’inefficienza a caro prezzo (cito solo la decantata agricoltura biologica che fa comunque uso di sostanze chimiche, ma il cui prezzo è il doppio dell’agricoltura tradizionale senza avere migliori proprietà organolettiche; pensa qualcuno che i ferormoni siano spremuti dagli insetti? )
    E’ usato come leva motivazionale per l’acquisto di soluzioni che peggiorano la situazione e per favorire il consumo di tutto ciò che è alternativo al petrolio, ma non per sostituirlo (come ci vogliono far credere), in realtà per preservarlo.
    La verità è che il petrolio è la base chimica da cui derivano quasi tutti i prodotti della nostra società ed un suo eventuale calo porterebbe alla catastrofe economica (solo i più saggi e maturi ricorderanno la crisi petrolifera del 1973), per questo l’ambientalismo sta cercando di preservarlo il più a lungo possibile.
    Questo è “l’ambiente come noi lo abbiamo conosciuto che si potrebbe perdere” (come diceva pomposamente Al Gore) se non facciamo qualcosa: l’ambiente economico-materiale a base di idrocarburi!
    Nelle città, il particolato è prodotto in maggiorparte dal riscaldamento e da quei 2 roghi a settimana negli impianti di raccolta di materiale plastico che con tanta laboriosità separiamo con la illusione che venga riutilizzato nella truffaldina economia circolare (n.b. quella del citrulo dell’ortolano) da Ansa http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2018/10/18/costa-300-incendi-di-rifiuti-in-3-anni-ce-qualcosa-di-strutturale_868ab806-e7ca-4994-9a57-8f18508fc21b.html
    Qui è sempre ANSA a citare studi che confrontano le biomasse (peraltro incentivate come “pulite”) con il gas per il riscaldamento http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/10/06/camini-e-stufe-a-pellet-inquinano-piu-di-caldaie-a-gas_3872af3f-b0e3-4fb4-8cb1-14cbd5b9db58.html .
    Aggiungo che nella ricerca di inquinanti… chi cerca trova ed in questa ricerca del CNR-Ca Foscari, hanno trovato idrocarburi naturali 4 volte superiori ai limiti di legge nei boschi https://www.unive.it/pag/14024/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=4174&tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&cHash=dc545920b87c6edaad74cc507048f6c5
    Il modo migliore per spillare quattrini dai cittadini è convincerli che ci sarà la fine del mondo prossima ventura e con quei soldi spesi si guadagna il paradiso.

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  18. @ Andrea G.
    .
    Grazie per la segnalazione: un articolo veramente illuminante. Io ho sempre posseduto auto diesel e considero questo motore uno dei migliori in assoluto. Qualche giorno fa un amico mi chiese che tipo di motore avrebbe avuto la mia prossima macchina: un diesel, risposi senza esitazioni. Oggi, leggendo l’articolo segnalato, mi accorgo che non mi sbagliavo: anche i numeri (che per me contano molto), mi danno ragione. 🙂
    Ciao, Donato.

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  19. Leggetevelo bene l’articolo del Sole24Ore…

    Per il particolato la questione è addirittura inconsistente. Dalla stessa analisi risulta che quello riconducibile alle auto diesel è appena il 4% del totale, poca roba a confronto con quello prodotto dalle abitazioni (46%) o col 44% proveniente dall’industria, dai rifiuti e da altre attività. Non solo, di quel 4% dagli scarichi ne esce solo la metà e in forte diminuzione, via via che le Euro 6d sostituiscono le auto più vecchie.

    E finalmente si inizia a misurare il tasso di particolato in metropolitana, cosa che in Italia è stata misurata, per quanto ne so, una sola volta in modo del tutto insufficiente.

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  20. @mattia
    “In Italia ci sono circa 62,5 milioni di auto ”

    62,5? Non credo proprio.

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  21. Aggiungo un’altra cosa: questa follia di voler ridurre le emissioni di CO2 porterà le case automobilistiche a dover sviluppare modelli che non venderanno solo per compensare le emissioni delle auto diesel e benzina e fare una media che rientri nei folli limiti imposti. Questi investimenti ovviamente li pagheremo noi con l’aumento ovvio dei prezzi. A ciò si aggiungano le “ecotasse” dei governanti psedo-ambientalisti e produrremo più miseria per tutti, ma “verde”. A proposito i media catastrofisti pro gw sono stati un pò zittiti dalle nevicate di maggio a 900 m slm!

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    • “A proposito i media catastrofisti pro gw sono stati un pò zittiti dalle nevicate di maggio a 900 m slm!”

      Al contrario. Ovviamente, se fa freddo, la narrativa è più sul cambiamento climatico che sul surriscaldamento, cioè il clima è impazzito più della majonese e ci sono eventi estremamente estremi.

  22. Non si capisce se nel computo della CO2 nel caso del diesel è compresa anche la produzione e consegna del combustibile diesel fino alle pompe. Spero che lo sia altrimenti lo studio è una fesseria.

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  23. Buongiorno a tutti, un piccolo contributo di pensiero che non molto tempo addietro scrissi ad un mio caro amico, senza la pretesa di essere esaustivo, ma sintetizzando al massimo. In realtà, in relazione ai sistemi energetici per l’autotrazionee (tradizionali e non), omettendo tutta la trattazione sull’analisi energetica “well to wheel” (dal pozzo alle ruote), e pertanto “well to tank” (dal pozzo al serbatoio)+”tank to wheel” (dal serbatoio alle ruoto), si potrebbe osservare che la formulazione” auto elettriche/idrogeno – zero emissioni globali di CO2″ non è propriamente aderente al vero. Mi faccio comprendere meglio con un paio di esempi quantitativi. Una piccolissima parentesi per fare anche notare che, in considerazione al trasporto/stoccaggio/trasformazione dei combustibili fossili, il famoso rapporto R (tra emissioni in uso e quelle per trasp/stocc/trasform) è il seguente: benzina 14%, gasolio 16%, metano 20%, gpl 12%. Altrettanto interessante è evidenziare il rendimento alla pompa (rapp tra consumi in utilizzo e consumi globali): benzina 88%, gasolio 89%, metano 84%, gpl 89%. Pertanto gìà qualcosa di interessane è possibile desumerla, ma lo lascio fare a voi per non prolungarmi troppo.
    Passo agli esempi. Esempio 1: consideriamo un veicolo medio elettrico a celle a combustibile (EVFC) che consuma 8 g/km di H2, stoccato a bordo in pressione a 350 bar. Tralasciamo come viene prodotto l’idrogeno (ad es. per elettrolisi); ipotizziamo solo un rendimento globale più o meno del 80%. Considero che siano noti i dati relativi all’idrogeno (PCI, Cp e Cv) e dell’elettricità (Pdts e Ptst, PR, rendimento medio parco termoelettrico, emissioni medie parco elettrico ESm di 650g/KWhe). Calcolando prima i consumi di energia elettrica EE per la produzione di H2 e la sua compressione, si possono poi quantificare i consumi di energia primaria non rinnovabile (Cepnr). Sempre omettendo la parte analitica, si può giungere infine a stimare le emissioni globali EMGCO2 (che, poichè per l’idrogeno e l’elettricità=0, coincide con le emissioni per trasp/stoccaggio/trasformazione EMTCSCO2) nell’intorno dei 352 g/km.
    Secondo esempio: consideriamo in auto con sistema di trazione MCI convenzionale alimentato a benzina (prendendo il rapporto R di cui sopra si può adeguare l’esempio anche ai casi di alimentazione diesel e a metano), con valori medi di massa, sezione frontale, ed ipotizziamo anche un bel tratto in salita con pendenza del 12% e velocità costante di circa 50 km/h. Assumendo un rendimento di trasmissione vicino al 90% (con raggio rotolamento ruote di circa 30 cm) e un fabbisogno alle ruote di circa 600 kj/km (rendimento medio del sistema di trazione intorno del 18%, sempre considerando noti i dati relativi alla benzina (PCI, densità, rendim alla pompa, Emissioni di CO2 dalla combustione della benzina, il “famoso” R, Cx, f0 e K relativi ai pneumatici) si può giungere a stimare le emissioni globali di CO2 EMGCO2 intorno ai 261 g/km. Quindi attenzione nel dire che le BEV (con tutti i livelli di elettrificazione)/FCFC/metano non inquinano: il computo delle emissioni deve essere a livello dell’intero sistema e non solo “tank to wheel”. L’ingegneria energetica e le tecnologie di generazione a basso impatto ambientale (lower-carbon generation technologies) stanno galoppando verso nuovi orizzonti (conosci sicuramente meglio di me l’improving delle Smart Grid , sempre più orientate verso le Smart Energy Network), ma al momento il petrolio è ancora il vettore energetico principe (VE completo). Le mie speranze sono riposte nel progetto internazionale di Frascati sulla fusione nucleare, i cui risultati potrebbero essere tangibili nella seconda metà del secolo. Poi sì, c’è l’energia solare (e non è la sola fonte energetica rinnovabile) che aspetta solo di essere sfruttata per bene, ma questo è un altro capitolo in progress. Scusatemi la lungaggine. Un abbraccio.

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  24. Ora sono di fretta e dico solo due cose. Ho letto anch’io la replica di Attivissimo, ma devo riguardarmela nel dettaglio. Ho letto anche una replica che ha fatto qualche giorno fa ad un articolo del prof. Battaglia su il Giornale. Battaglia ha esagerato in un paio di passaggi (però questo non può invalidare tutto il discorso), ma Attivissimo dimostra di ignorare un po’ di cose: per esempio, sostiene che le auto elettriche non producono polveri sottili perché non si usa mai il freno. Non è vero. Ci sono studi che ritengono la quantità di polveri sottili prodotte dalle auto elettriche paragonabili a quelle delle auto a combustione.

    Chiudo qui per ora non avendo altro tempo, magari più tardi ci ritorno: la cosa importante è iniziare a porsi il problema, perché un sacco di gente non capisce un tubo e ritiene che le auto elettriche siano meno inquinanti perché non c’è combustione, ignorando tutto il resto del ciclo. Si deve iniziare a parlarne.

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  25. Assieme ad un amico ingegnere ho provato a calcolare le emissioni totali di CO2 delle auto. In Italia ci sono circa 62,5 milioni di auto e 60,5 milioni di persone, in media un auto immatricolata negli ultimi 10 anni emette 130g/km e la percorrenza media di un automobilista è di circa 11000 km all’anno, perciò il risultato che si ottiene è una emissione di 90 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Nel mondo invece ci sono 1,2 miliardi di auto, provando a fare un calcolo molto azzardato ( non è detto che circolino tutte e che il chilometraggio medio sia per forza di 11000) risulta 1,7 miliardi di tonnellate all’anno. Nel mondo le emissioni generate dall’uso dei combustibili fossili sono in totale 37,1 GT.
    Se guardiamo quante tonnellate di CO2 produce un auto in media nel suo utilizzo totale che potrebbe essere di circa 150mila km, risulteranno circa 20 ! E un camion ?? in italia ne circolano circa 4 milioni e la media è di 600g/km, le tonnellate di CO2 perciò sono 600! in pratica un camion produce un quantita’ di CO2 trenta volte superiore ad una automobile. Una petroliera ? una di dimensioni medie produce circa 8 tonnellate di CO2 all’ora !!! brucia 4200kg di diesel all’ora e ha bisogno di 180 litri di gasolio per percorrere 1km. Un aereo di linea? 4500 litri all’ora ( 1,25L al secondo). Per un volo Milano – New York occorrono 63mila L di carburante e si producono 4000kg di CO2 per ogni passeggero. Nel totale annuo si è calcolato che ogni giorno volano circa 2,3 milioni di persone,cioè 9,2 milioni di tonnellate al giorno e 3,5 miliardi di tonnellate CO2 all’anno. In sintesi: un aereo in media può inquinare come 1000 auto al giorno e una nave da crociera come 1 milione di auto al giorno. Ma i piani di salvezza del mondo su cosa vertono? attualmente “solo” sulle auto. Per le navi se ne parlerà dal 2050 in poi, per gli aerei dal 2028.
    L’inquinamento atmosferico nelle città è misurato principalmente tramite i valori di materia particolata, PM 10 e PM 2,5. I responsabili delle emissioni di queste sostanze sono i processi di combustione ( auto.. e riscaldamento:legna,stufe caldaie camini)
    I valori di inquinamento nelle citta hanno toccato valori massimi nella seconda metà del 1900 fino ai primissimi anni del 2000,poi grazie alle norme di restrinzione e ai divieti sono “crollati” sempre più fino ai valori attuali,e continuano tuttora a diminuire.
    In alcuni casi,come le grandi città del Nord,i valori sono scesi da 1000 a 50 …o da 300 a 50…. Attualmente le norme prevedono un limite giornaliero di 50 e un limite annuo di 40, con un piccolo numero di superamenti giornalieri permessi. Questi valori nel 2017 e negli anni precedenti in Emilia Romagna sono stati ampiamente rispettati,così come
    in tante altre regioni, salvo piccolissimi superamenti del tetto giornaliero di PM 2,5.
    Secondo alcuni studi le auto contribuiscono per circa la metà del totale nel generare questo inquinamento,e non solo per i loro gas di scarico (il particolato è nettamente più elevato nel diesel rispetto alla benzina ,e recentissimi studi puntano il dito pure contro il metano e i turbo-benzina ) ma anche per l’usura dei freni e dei pneumatici. In pratica la metà del valore di PM10 è dovuto alle auto,ma solo la metà di questa metà è dovuta allo scarico. Perciò se al mondo ci fossero solo auto elettriche,o se a Forlì ci fossero solo auto elettriche il valore PM10 di quanto scenderebbe ulteriormente ? da 50 a 40 ? L’auto elettrica non è certo la soluzione di tutti i problemi.. senza parlare dell’autonomia e dei rifornimenti …..

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  26. @paolo piovano
    Sul sito di Attivissimo dicono che…

    “non tiene conto del particolato emesso da un motore diesel (nelle auto elettriche non ce n’è);”

    … che NON è vero. Una frazione non trascurabile del particolato è generata dal rotolamento degli pneumatici, che nelle vetture elettriche è presente.

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  27. La cosa che fa girare le scatole è dover incentivare con le tasse di tutti autovetture che, per il costo che hanno, chi se le può permettere non ha assolutamente bisogno di uno sconto.
    Invece di utilizzare quei soldi per rattoppare le strade su cui viaggiano tutti.

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  28. questo è un altro studio svedese commissionato da Swedish Energy Agency e Swedish Transport Administrationn http://www.ivl.se/download/18.5922281715bdaebede9559/1496046218976/C243%20The%20life%20cycle%20energy%20consumption%20and%20CO2%20emissions%20from%20lithium%20ion%20batteries%20.pdf da cui emerge che nel ciclo completo le emissioni sono notevoli, ma come al solito è la motivazione per cui si stanno incentivando queste soluzioni falsamente chiamate “verdi” ossia la riduzione della CO2 a incentivarne lo sviluppo.
    Dallo studio su citato risulta che : The results from different assessments vary due to a number of factors including battery design, inventory data, modelling and manufacturing. Based on our review greenhouse gas emissions of 150-200 kg CO2-eq/kWh battery looks to correspond to the greenhouse gas burden of current battery production. Energy use for battery manufacturing with current technology is about 350 – 650 MJ/kWh battery.
    Quindi, nessuna riduzione di inquinanti (ma la CO2 non è un inquinante! è una delle molecole base della vita, senza di essa niente ossigeno su questo pianeta: è la fotosintesi clorofilliana che trasforma la CO2 e l’acqua in glucosio ed ossigeno molecolare), ma solo di inquinamento acustico nelle città.
    Un’auto elettrica costa moltissimo, una citycar (non faccio nomi di marche, ma si può verificare) con autonomia di 120Km costa 32.000€, city car 2 posti.
    La leva motivazionale del rispetto dell’ambiente e della questione sanitaria è quella sfruttata abilmente per costringere all’acquisto di soluzioni che non risolvono i problemi per cui sono state proposte, ma solo per accrescere il mercato.
    Essendo le soluzioni “verdi” inefficienti e costose, il risultato finale è la diminuzione del potere d’acquisto dei cittadini, con conseguente contrazione dei mercati e maggior inquinamento ambientale (non parliamo dei danni delle biomasse, anche queste vendute come “verdi”).
    E queste auto, tra l’altro dovrebbero eliminare i cambiamenti climatici.

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  29. Salve a tutti, e grazie a Guido di aver affrontato questo argomento.
    Di studi in proposito ce ne sono parecchi, che applicano la cosiddetta life-cycle analysis.
    Purtroppo non riuscirò a postare i links prima di lunedì…. ma vorrei solo aggiungere a commento che per le elettriche il vantaggio di emissioni totali lo si ha solo se arrivano a 150 Mila e più km di percorrenza.

    Un solo esempio: la vettura elettrica più venduta è la Nissan Leaf. Le batterie di tutte le Leaf sono prodotte a Smyrna, nel Tennessee, uno stato dove l’elettricità media genera 640 gCO2/kWh (vado a memoria da dati EIA Usa). Le batterie, soprattutto per le nuove versioni della Leaf con 63 kWh di capacità sono il componente più energivoro, e quindi inquinante, di tutti. Per “migliorare” le cose e abbassare i costi, Nissan comprerà le future batterie da una nuova super-fabbrica che è in costruzione… in Cina… dove il mix elettrico emette gas serra dell’ordine di 800 gCO2/kWh… in peggioramento, quindi. 🙁

    È chiaro che le vetture elettriche sono, e resteranno per molti anni, un gadget per fricchettoni con un bel conto in banca. Vedasi l’ultima nata in casa Audi… la e-tron… con gli specchietti retrovisori che in realtà sono due telecamere che proiettano l’immagine su due schermi piazzati la dove il guidatore vedrebbe l’immagine se guardasse degli specchietti convenzionali… cui prodest un gadget del genere?… a decarbonizzare la vettura facendo lievitare il costo della vettura, già astronomico?? Ma per favore….

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  30. Sul blog di Attivissimo c’è un valido (secondo me) commento all’articolo. So che Attivissimo è “moolto” pro elettrico, ma mi sembra corretto quello che dice.

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