Una Termosfera Glaciale

Sembra che il cielo stia venendo giù. Dio non voglia che leggano i profeti di sventura, altrimenti si aggiungerà anche questo alla serie di disastri annunciati (e non ancora visti) e il James Bond di Skyfall non avrà più l’esclusiva ;-).

Quel che sta accadendo, lo dicono i dati raccolti dai sensori del satellite TIMED della NASA, è un progressivo raffreddamento della Termosfera, nominalmente il penultimo strato dell’atmosfera terrestre, immediatamente sotto l’Esosfera, che però è più che altro spazio aperto. Come lo è del resto anche la Termosfera superiore, dove la densità dei gas è davvero bassa, tanto da costituire comunque un ambiente favorevole all’orbita di satelliti artificiali (la cosiddetta orbita bassa. ISS tra tutti), pur con una certa dose di attrito da tenere in considerazione.

L’origine del raffreddamento, anch’esso di natura ciclica come la maggior parte di quel che accade su questo Pianeta, sarebbe nella fase di bassa attività che sta attraversando la nostra stella. Con una differenza rispetto al passato, pur sottolineando che i dati coprono a malapena un paio di decadi: un minimo profondo e prolungato quale quello in cui pare che il Sole stia entrando, corrisponde ad una forte diminuzione della temperatura della Mesosfera, che tende quindi a contrarsi (di qui la caduta del cielo 😉 ).

Questo diminuisce l’attrito degli oggetti orbitanti allungandone la vita operativa, il che è un bene. Ma, meno bene, si allunga la vita anche dei detriti con cui è affollata la fascia orbitale.

Quali effetti questo raffreddamento possa avere sugli strati atmosferici inferiori e, in definitiva, sul resto dell’atmosfera e quindi sul clima, non è dato saperlo, benché sia lecito il sospetto che qualche collegamento ci sia.

Per adesso ci limitiamo a considerare che qualcuno attribuisce questo raffreddamento a quel che succede in basso, piuttosto che a quel che succede in alto, naturalmente attraverso modelli di simulazione più che osservazioni. Il dibattito si sposta verso l’alto quindi, staremo a vedere.

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Author: Guido Guidi

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