L’ondata di caldo della terza decade di giugno 2019 sull’area rurale milanese

Evento anomalo ma non eccezionale nel senso che eventi analoghi si sono già registrati negli anni 50, 60, 80 e, con una maggiore frequenza, dopo il 2000.

Oggi (27 giugno) la prima ondata di caldo del 2019 dovrebbe toccare il suo picco e nella giornata di ieri la stazione di Milano Linate ha fatto segnare la massima più elevata da inizio anno (35.0°C).

Per verificare il livello di anomalia di tale dato termico ho estratto i giorni con temperature >=35°C per il periodo 1 giugno – 10 luglio degli anni che vanno dal 1951 al 2018 dalla mia serie storica di riferimento per l’area rurale milanese che è così composta:

19510101-19721231: Linate AM

19730101-19921231: Linate da dataset GSOD (GSOD 16080)
19930101-20171231: Montanaso Lombardo (Crea-CMA)
da 20180101: Linate da dataset GSOD (GSOD 16080).

Questo il risultato:

giorni con tx >= 35°C fra 1 giugno e 10 luglio
n    yyyy    giorno
1    19520703    35.3
2    19520706    35.6
3    19570706    36.3
4    19570707    36.4
5    19650626    35.2
6    19650628    35.0
7    19820707    37.1
8    20020624    35.0
9    20030612    35.0
10    20030613    35.9
11    20030621    35.1
12    20050627    35.0
13    20130618    35.8
14    20130619    35.2
15    20140611    35.3
16    20140612    35.4
17    20150706    35.6
18    20150707    35.4

Come si vede abbiamo 4 casi negli anni 50, 2 negli anni 60, nessuno negli anni 70,  1 negli anni 80,  nessuno negli anni 90, 5 negli anni 2000, e 7 negli anni 2010.

In sintesi emerge una maggiore frequenza dopo il 2000 che coincide con una più elevata frequenza di promontori subtropicali di blocco da sud-sudovest.

In sede di interpretazione dei dati qui presentati si tenga anche conto che:

  1. A Linate la massima più elevata di questa ondata di caldo è stata fin qui raggiunta ieri (26 giugno) con 35°C e oggi verrà probabilmente superata seppur di poco (probabile che arriveremo a 35.5-36.0 o giù di lì)
  2. La stazione di Milano Linate è inserita in un’area con un discreto livello di urbanizzazione per cui il dato non è del tutto rappresentativo di condizioni rurali.
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Author: Luigi Mariani

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14 Comments

  1. @Fabrizio Giudici

    “In assenza di una confutazione precisa per ognuna, penso che si possa ritenere che il record c’è stato. ”

    Ho passato 10′, durante la pausa caffe’, a cercare i dati sulla stazione di Strasburgo, dato che quelli di MeteoFrance dicono che ha dati dal 1924…

    http://www.meteofrance.fr/actualites/73726667-canicule-le-seuil-des-45-c-franchi-pour-la-1-sup-ere-sup-fois-en-france

    Si trova all’aereoporto Strasbourg-Entzheim, per quello ha dati cosi’ vecchi.
    La cosa interessante e’ che se si guarda la cartina sul sito…

    https://www.infoclimat.fr/observations-meteo/archives/30/juin/2019/strasbourg-entzheim/07190.html

    … si vede che la stazione e’ localizzata a poche decine di metri dalla strada che porta il traffico al terminale dell’aereoporto… in una delle due foto la si vede benissimo. Parallela alla strada, scorre la linea del treno che collega l’aereoporto alla citta’. Se si mettono le coordinate indicate sul sito in Google Earth si finisce in mezzo ad un campo a parecchie centinaia di metri di distanza, oltre la ferrovia (dicono “Coordonnées 48,55°N 7,63°E)”…. quindi non si puo’ fare affidamento su quello… su Google Earth si possono vedere anche le immagini del 2003… e la zona dove la stazione meteo e’ localizzata era, all’epoca, a giudicare dalle foto, diversa… ci hanno costruito la stazione meteo in seguito, secondo me (ma potrei sbagliarmi).

    Vedasi copia schermata qui sotto.

    La superstrada a 2×2 corsie separate con spartitraffico sicuramente non c’era nel 1924, quando dicono che sono iniziate le misure. Idem per la ferrovia, la cui nuova grande stazione e’ stata inaugurata nel 2008… prima c’era una mini stazione di una linea secondaria… vedasi…

    https://fr.wikipedia.org/wiki/Gare_d%27Entzheim-A%C3%A9roport

    Immagine allegata

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  2. Sulla Francia: vari rapporti hanno mostrato la posizione assurda di certe centraline (una per esempio in una zona cementificata a pochi metri da un incrocio), oltre a quella segnalata da Donato.

    https://wattsupwiththat.com/2019/06/29/frances-new-hottest-recorded-temperature-ever-is-in-question-guess-where-it-was-measured/

    Va però detto che, oltre al record citato, sono circa una dozzina le stazioni meteo che avrebbero rilevato temperature molto prossime, da record.

    13 Tx >vieux record national 44.1
    45.9 Gallargues-le-Montueux
    45.4 Villevieille
    45.1 Marsillargues
    44.6 St-Chamas
    44.5 Varages
    44.4 Nîmes-Courbessac
    44.4 Prades-le-Lez
    44.4 Peyrolles-en-Provence
    44.3 Carpentras
    44.3 Istres
    44.3 Moulès-et-Baucels
    44.3 Vinon-sur-Verdon
    44.3 Cadenet

    In assenza di una confutazione precisa per ognuna, penso che si possa ritenere che il record c’è stato. Valgono però le considerazioni fatte sotto, sull’assenza di registrazioni nei secoli passati, per cui il fenomeno di per sé non prova niente.

    A proposito di danni, segnalo che in Francia è stato riconosciuto lo stato di calamità in Alta Provenza… per il freddo che lo scorso autunno ha danneggiato alcune coltivazioni di mele.

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  3. Giuliano, Mi sono cimentato in questa impresa per la città di Parma, ma purtroppo ho subito incontrato un ostacolo fatale: non esistono dati storici facilmente accessibili sulla superficie edificata/impermebilizzata, prima dell’introduzione dei sistemi di ricognizione del suolo via satellite.
    Esistono dati e cronologie sull’assegnazione dei lotti edificabili, ma non contengono informazioni sul momento di effettiva costruzione di edifici ed infrastrutture e sull’estensione delle aree verdi all’interno dei lotti.
    Forse vi si potrebbe riuscire consultando di persona gli archivi comunali, ma credo sarebbe un lavoro molto dispendioso di tempo.

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  4. @robert

    Ho fatto una veloce ricerca sulla condizione della stazione meteo di Gallargues-le-Montueux, che a dire di MeteoFrance (altra notorio gruppo di climatocatastrofisti) avrebbe battuto il record assoluto di temperatura mai registrato in Francia:

    Qui la foto della stazione di misura…

    https://www.infoclimat.fr/observations-meteo/temps-reel/gallargues-le-montueux/000OZ.html

    … che copio e riporto qui sopra. Una stazioncina meteo di quelle che si comprano su Ebay… piazzata sopra il tetto di una casa senza alcuna protezione standard???… un metro sulla verticale di un tetto di tonalita’ chiara????

    Una stazione che fa parte della rete StatIC?… che e’ descritta cosi’???

    “StatIC, le réseau des stations amateurs en ligne d’Infoclimat ”

    … stations amateurs????? Je vous demande pardon????

    Si vede chiaramente dalla foto che copio-incollo qui sotto, che la stazione del record e’ equipaggiata con il modello “entry” della Davis, senza protezione ventilata… che assicura una certa precisione della misura… vedasi qui:
    https://www.davisinstruments.com/solution/vantage-pro2/

    Come spiegano qui sul manuale d’installazione della stazione…

    https://www.davisinstruments.com/product_documents/weather/manuals/07395-249_IM_06152.pdf …. pag.16:

    … “General ISS Siting Guidelines
    – Place the ISS at least 100′ (30 m) away from any asphalt or concrete roadway that readily absorbs and radiates heat in the sun. Avoid installations near fences or sides of buildings that receive a lot of sun during the day.
    – Ideally, place the radiation shield of the ISS 5′ (1.5 m) above the ground in the middle of gently sloping or flat, regularly mowed grassy or naturally landscaped area that drains well when it rains”

    Record mai visto prima??? Ma per favore!!… misurato a spanne!…

    Fake news a go-go!

    Saluti.

    Immagine allegata

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  5. @robert

    “Quasi 46 gradi in Francia!!!”

    A proposito della Francia e del trend di eventi estremi, questo interessante stdio di Nicolas Boccard, che gia’ conoscevo per un suo debunking sull’eolico in Europa…

    “Natural disasters over France a 35 years assessment”
    https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212094718300495

    … mostra come nei 35 anni coperti dallo studio, 1982-2017, il fattore di rischio complessivo sia diminuito in maniera praticamente costante, soprattutto quando i dati vengono normalizzati correttamente, tenendo conto della popolazione che e’ cambiata, come numeri e distribuzione.
    Il bello dello studio e’ che analizza non solo la parte continentale francese, ma anche i territori e dipartimenti d’oltremare, e per questi ultimi, pur essendo localizzati in aree “depresse” (economicamente) del pianeta, la situazione e’ migliorata pure li.
    Per finire, il costo totale pro-capite di tutti gli eventi estremi sul territorio francese ammonta a 22 Euro/anno… che manda a gambe all’aria i deliri dei soliti catastrofisti che ipotizzano costi astronomici a causa del globbbbal uormin’ assassino.
    La figura sulla tendenza di eventi estremi di tipo alluvionale e’ sintomatica del distacco fra realta’/dati e fantasia/modelli.

    Buona lettura.

    Immagine allegata

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    • @ robert

      Grazie per il link segnalato, sicuramente interessente ed esaustivo.

      Nel 2003 si verifico’ una lunga estate calda e asciutta. Trovo quindi inappropriato comparare qualche record di caldo, o un’onda di calore di una settimana, all’estate 2003, per concludere che i tempi di ritorno si sarebbero accorciati. Per ora quel’episodio, per ampiezza geografica e lunghezza temporale, non si è più verificato.
      Si tratta probabilmente di fenomeni con tempi di ritorno qi qualche secolo (non migliaia di anni). Il precedente à me noto è quello del 1540:
      “There is strong evidence that the year 1540 was exceptionally dry and warm in Central Europe … with a probability of 40%-70%, the highest daily temperatures in 1540 were even warmer than in 2003, while there is at most a 20% probability that the 1540 mean summer temperature was warmer than that of 2003 in Central Europe” (Orth et al., 2003, https://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/11/11/114021/meta).

      Confido in altri contributi per precisare queste coniderazioni.

  6. Sarebbe interessante depurare i dati anno per anno da una stima dell’effetto provocato dalle “isole di calore” innescate dallo sviluppo dell’urbanizzazione al passare degli anni (superfici asfaltate o cementificate, superfici edificate, ecc…) nel contesto territoriale di ogni singola stazione di misura.

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  7. ROCCO

    non ho capito, il tuo è un post ironico nel fatto che sia stato falsato il grafico delle temperature oppure hai solo espresso una coincidenza ?

    grazie

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  8. Buongiorno, il dato pero’ e’ errato, ieri linate ha avuto una massima di 37 gradi https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_meteorologica_di_Milano_Linate, ben 2 in piu’ di quanto dite nell’articolo, attenzione perche’ se si deve andare a fronteggiare i meteo esaltati globalisti catastrofisti dell’ultima ora e’ bene dare dati reali, altrimenti si diventa facile bersaglio, saluti.

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    • Buongiorno,
      l’articolo è stato scritto ieri mattina, quindi non era disponibile la temperatura massima.
      gg

  9. Questo è l’optimum climatico moderno, questa sarà la normalità finché il pianeta non avrà esaurito tutta l’energia ricevuta dalla forte attività solare della seconda parte del novecento e primi anni 2000

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