Il Meglio del Peggio – 01/08/2019

Inauguriamo oggi la prima puntata di una rubrica dedicata al meglio dell’infotainment clima-catastrofista. Il Meglio del Peggio, appunto.

Il primo contributo è a firma di Andrea Beretta, uno degli assidui frequentatori di queste pagine, già “consacrato” agli allori di CM con un recente pezzo sul Giro d’Italia. Questo spazio è ovviamente aperto a chiunque voglia contribuire, anche se la sensazione (e l’augurio) è che Andrea sarà un contributore assiduo…

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Questa settimana incominciamo da un giornale che raramente tradisce le aspettative. Il Fatto Quotidiano titola: Clima, la corsa ai condizionatori nelle città europee fa aumentare le emissioni di gas serra”. E già da qui capisci che c’è del potenziale. Potenziale che aumenta a dismisura se notiamo che l’articolo è inserito nella rubrica “Ambienti e Veleni”. Incipit: “Uno studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha studiato l’utilizzo di sistemi di raffrescamento in 8 Paesi, da oggi al 2040. Oggi solo il 20% degli europei ha l’aria condizionata in casa contro il 90% del Giappone e il 72% dell’Australia, ma l’aumento è inarrestabile”.

Pur con tutti gli sforzi del caso, non si capisce bene dove stia il clamore: la superficie dell’Australia è in massima parte desertica, e la temperatura media delle zone costiere, dove è concentrata praticamente tutta la popolazione, è un bel po’ diversa rispetto all’Europa…tra le temperature estive di Londra o Berlino e quelle di Melbourne o Darwin…di differenza ne passa. Per non dire delle estati calde ed estremamente umide delle megalopoli giapponesi.

Ma non ancora del tutto rassegnati, preseguiamo con la lettura: “In Francia si passerà dal 13% del 2011 al 17,3% del 2040, in Olanda, dove i giorni caldi sono aumentati del 60% tra gli anni ’90 e il 2011, si andrà dallo 0,5% del 1990 al 19% del 2040. In Spagna, invece, colpita maggiormente da ondate di calore, si passerà dal 5% degli anni ’90 al 50% del 2040. In Svezia infine le proiezioni indicano che una famiglia su cinque avrà l’aria condizionata nel 2040”

Allora, proviamo a riassumere: veniamo a sapere che in Francia nel 2040 si passerà al 17.3% dei locali con climatizzatore. Non 17.2, e nemmeno 17.4. Punto 3. Punto e capo. Anzi, virgola e di seguito.

Attraversiamo la Schelda, o l’Escaut, per dirla in Vallone, e scopriamo che in Olanda i giorni caldi sono aumentati del 60% in un ventennio. Cosa si definisca un giorno caldo, non è dato a sapersi. Ammesso che faccia differenza saperlo.

Salpiamo adesso da Rotterdam, e trasferiamoci in barca alla volta di GretaLand (anche se Greta non ci sta mai, visto che le sue bigiate si concentrano all’estero), dove pare che le proiezioni climatiche altrimenti pluri-fallimentari diventino improvvisamente attendibili se riferite all’uso dei condizionatori. Forse è il caso di avvisare il Fatto che esistono da diversi anni in commercio i cosiddetti climatizzatori a pompa di calore, che in estate rinfrescano e in inverno riscaldano…sarà che, vista la loro maggiore efficienza energetica rispetto alle caldaie a gasolio, in Svezia qualcuno sta cambiando i vecchi riscaldamenti con questa tecnologia…il che spiegherebbe, sia pure in parte, questi altrimenti incomprensibili numeri?

L’articolo prosegue con l’inevitabile analisi sociologica terzomondista (ricchi cattivi, poveri buoni): “Si dotano di condizionatori, nota lo studio, soprattutto le famiglie più benestanti, ovvero con reddito e ricchezza familiare maggiori. Inoltre, la maggior parte dei condizionatori sono e saranno collocati in città, dove c’è una maggiore propensione all’aria condizionata, al di là del fattore climatico”.

Dopo la sensazionale rivelazione che una famiglia benestante è quella con reddito e ricchezza (familiare, beninteso…) maggiori, scopriamo quindi esterrefatti che “la maggior parte dei condizionatori saranno collocati in città”. Ma va? E io che pensavo che nella taiga scandinava facesse più caldo che in mezzo al cemento e all’asfalto di Stoccolma… E poi, non è forse risaputo che i “benestanti” svedesi sono tutti a Kiruna, mentre nelle grandi città vivono solo i pezzenti?

Purtroppo poi l’articolo un po’ si spegne, citando alcune cose che riescono addirittura a essere condivisibili. Ma c’è una fiammata giusto sul finale, come il Cipollini dei tempi che furono (siamo in clima Giro di Francia, del resto). A proposito di una domanda su come efficientare gli impianti di climatizzazione, ecco cosa scopriamo: “Sicuramente”, continua De Cian, “la consapevolezza sta aumentando, tanto che nei paesi in cui l’uso di aria condizionata è più massiccio, come Giappone e India, si stanno introducendo regolamentazioni, come l’uso per temperature superiori ai 26 gradi.

L’uso per temperature superiori ai 26 gradi non si capisce bene riferito a cosa: quando all’interno del locale ci sono più di 26 gradi? Oppure quando la temperatura esterna è superiore? E regolamentazioni, di che genere? Quanto vincolanti? E cosa c’entrano Giappone e India con l’Europa?

In sintesi, dopo aver letto questo fondamentale pezzo, avremo scoperto che una famiglia benestante è tale perché possiede un reddito elevato. Che si useranno più condizionatori in Europa, forse perché i soliti modelli stra-fallimentari dicono che farà più caldo, o forse solo perché sarà più conveniente farlo. Il consumatore sarà forse più consapevole, ma comunque continuerà ad essere dannoso perché per rinfrescarsi emetterà CO2.

Resta il fatto (quotidiano) che il cittadino comune deve soffrire a prescindere ed è quindi meglio se soffre il caldo in silenzio, piuttosto che appestare l’aria con la sua CO2. E che si parli di condizionatori o qualsiasi altra cosa il messaggio è sempre lo stesso: meglio poveri e disagiati che benestanti ma emettitori di CO2.

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PS: nel sottotitolo del pezzo si fa notare una perla linguistica (“uno studio .. ha studiato”) che sicuramente va imputata alla gran calura antropogenica di questi giorni. Leggendo tanti giornali ho infatti imparato che il GW è causa di tutti i nostri problemi, quindi perché stupirsi se lo fosse anche della violenza alla lingua italiana?

 

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20 Comments

  1. questa è mitica
    https://www.ilsole24ore.com/art/auto-elettriche-italia-tecnologia-aumentare-autonomia-AC1qgqc
    Dal titolo pensavo a qualcosa di tecnologicamente avanzato per spingere più velocemente gli elettroni all’interno del litio ed invece… un gruppo elettrogeno!
    ahahahhahaha
    Questa è una barzelletta.
    Tutti i motori a combustione interna sono anche dei gruppi elettrogeni, ma che senso ha comprare un auto elettrica con lo scopo di non emettere CO2 se poi devo fare il pieno di benzina per farla camminare?
    e c’è ancora chi crede che il tema riscaldamento globale sia una cosa seria.
    p.s. ideona pagata con i soldi della comunità europea, cioè di tutti noi.

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  2. Andrea mi perdonerà, se utilizzo questo spazio commenti per rendere noto un altro “meglio del peggio” di oggi 3 agosto.
    .
    TUTTI e, ripeto, TUTTI i siti d’informazione ci hanno comunicato che la Groenlandia ha perso in un solo giorno ben 10 Gt (10.000.000.000 di tonnellate) di ghiaccio. Il fatto è vero, ma i commenti sono miserevoli. Solo per scrupolo di coscienza sono andato alla fonte del dato, per vedere come stava andando il bilancio di massa glaciale della Groenlandia quest’anno. Nulla di eccezionale. Una stagione di fusione un po’ più intensa del solito, ma contenuta entro la fascia di incertezza della media 1981-2000.
    Esaminiamo, però, i fatti e non le chiacchiere. Il 28 luglio c’è stata una forte riduzione del tasso di fusione che ha portato il valore assoluto della perdita di massa glaciale molto vicino allo zero (fatto storico, ma passato, ovviamente, sotto silenzio). A partire dal 29 luglio e fino a ieri 2 agosto, si è verificato, invece, un fortissimo aumento della perdita di massa glaciale che ha fatto registrare un picco altrettanto storico.
    Se andiamo a guardare, però, il dato cumulato, ci rendiamo conto che la perdita di massa glaciale cumulata rientra ampiamente nella fascia di incertezza rispetto alla media 1981-2000 anche se è inferiore alla media di circa 100 Gt.
    Detto in altre parole non erano necessari titoloni, servizi giornalistici o altro in quanto la stagione di fusione superficiale della calotta glaciale groenlandese procede in modo quasi normale, salvo il picco dei giorni scorsi dovuto, probabilmente, ad anomalie circolatorie di natura stocastica.
    Chi volesse vedere con i propri occhi, basta che clicchi sul collegamento seguente e navighi brevemente il sito (ufficiale del DMI, per i puristi).
    http://polarportal.dk/en/greenland/surface-conditions/#c8397
    Ciao, Donato.

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  3. Chissà se nella redazione del Fatto si fanno bastare i ventilatori? La Guerra Fredda è finita da tempo e qualcuno “con l’occhio lungo”, ha trovato l’Armageddon di comodo. E la gente va al seguito. Non scandalizziamoci, è un bisogno antropologico. Solo che questi scenari a dir poco “aleatori” alimentano politiche che costano alla società quasi o di più di tutti gli armamenti nucleari. E se li spendevamo per sviluppare l’Africa?

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  4. Considerando il “volume di fuoco” dei sostenitori della catastrofe prossima ventura…

    E pensa: qui, come accade per tutti i siti scettici, si lavora con i sostanziosi finanziamenti di Trump, Putin e dell’industria petrolifera (*). Figurati tu con quali finanziamenti viaggiano gli altri…

    (*) A proposito, voglio un aumento: devo pagare le rate della mia macchina diesel comprata da poco…

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  5. So che il mio commento è OT, ma non ho trovato modo migliore per segnalarvi un paio di articoli estremamente interessanti a mio avviso. Il primo è un articolo pubblicato da International Journal of Atmospheric and Oceanic Sciences. Articolo peer-reviewed quindi a firma di E.X.Berry intitolato “Human CO2 Emissions have little effect on Atmospheric CO2”. Il secondo articolo lo trovate qui arXiv:1907.00165v1 [physics.ao-ph] ed è stato submitted alla Cornell University da due ricercatori dell’Università di Torku in Finlandia. COSA NE PENSATE?

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  6. Pur plaudendo l’iniziativa di questa rubrica mi permetto di osservare che cosi com’é cominciata sembra di vedere una carriola contro una ferrari.
    Nello stesso momento in cui veniva pubblicato questo post sull articolo del fatto quotidiano, sullo stesso giornale online si trovavano a disposizione dei lettori i seguenti aricoli o post di stampo climacatastrofista.

    “I ghiacciai dello Stelvio diventano neri per l’aumento delle temperature: così si sciolgono più velocemente”

    ‘L’ultima ora’: la fine si avvicina e la colpa è di tutti noi

    Il summit sul clima di New York ha un’agenda nobile. Ma la realtà è diversa

    Il clima è impazzito. E alle Olimpiadi si rischia il cambio di programma

    Riscaldamento globale, Parmitano in collegamento dall’Iss: “Da qui vedo il cambiamento. Spero che le mie parole diano l’allarme”

    Senza contare quanto viene pubblicato quotidianamente dai siti degli altri quotidiani….

    Proporrei una formula che permetesse di fare una lista snella e facile da aggiornare della farrari di proganda altrimenti si parte quando gli altri sono già arrivati.

    E poi ci sarebbe quanto passa in tv e radio, anche oltre confine. In svizzera ormai la catastrofe climatica ha diritto ad almeno una notizia al giorno e sempre tra le prime tre. A volte anche 3/3.
    Ma li capisco, 1 e 2 agosto, sono due giorni che piove e al mattino ci sono 16 gradi ( in pianura), bisogna cercare di limitare il consumo di combustibili fossili per cominciare a scaldare le abitazioni dal mese di settembre……

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    • “Senza contare quanto viene pubblicato quotidianamente dai siti degli altri quotidiani….”
      .
      E dalla “Madre di tutta la propaganda”, ovvero ANSA da cui attingono tutti gli altri.
      .
      Considerando il “volume di fuoco” dei sostenitori della catastrofe prossima ventura, resto allibito quando sento o leggo che gli scettici manipolano l’opinione pubblica.
      CM è un blog che ha un numero di lettori discreto, ma non stratosferico, lo stesso dicasi per altre fonti scettiche. Visto che CM è uno dei siti informativi più seguiti, credo di non sbagliare se dico che le fonti d’informazione scettiche occupano uno spazio estremamente limitato nell’informazione nazionale. Non per altro ci definiscono il “villaggio di asterix”! 🙂
      Eppure sembra che questo sparuto gruppo di scettici, sia in grado di rallentare la poderosa macchina informativa che segue la linea di pensiero principale! Roba da far invidia a Davide e Golia!
      Ciao, Donato.

    • Donato,
      non è così, sono gocce nel mare, o se preferisci, come svuotare l’oceano con il cucchiaino. Il punto è che una sana propaganda – lo insegna la storia – ha comunque bisogno di nemici, di opposizione. Quindi se li va a cercare. E trova CM. È così da quando l’ho fondato insieme a Claudio ormai 13 anni fa. Ma sai che ti dico? Mi piace come il primo giorno! Perché non c’è un comitato scientifico, non ci sono revisori, non ci sono referenti per i media… ci sono solo persone che mettono la loro cultura al servizio – ed al giudizio – di chi legge. E la comunità cresce, in barba alla propaganda.
      Bene così.
      gg

  7. Un pezzo di Duepassi, noto (poco) scettico che si crede scrittore satirico:
    Da “le interviste di Trepassi”
    Trepassi e l’uomo delle caverne.

    – Trepassi (parla il suo capo) hai intervistato l’uomo delle caverne? Ha funzionato la macchina del tempo? –
    – Oh sì, capo, il tempo è stato bellissimo.. –
    – ma no, intendevo, sei andato ai tempi delle caverne, hai intervistato l’uomo di allora? –
    – Sì, capo, ho tutta una raccolta di tavolette di argilla.. –
    – Qui vogliono sapere com’era il tempo, se c’erano condizionatori, se ce n’erano più o meno di ora –
    – Oh, certamente.. cioè, certamente no, non ce ne sono, neanche l’ombra. Non ne ho visto nessuno, in nessuna delle caverne che ho visitato –
    – A questo punto non ho bisogno di altre domande; la scienza ha provato che sono aumentate le giornate calde e che a quei tempi faceva meno caldo, tanto che nessuno acquistava condizionatori. Infatti è il numero dei condizionatori che stabilisce la temperatura, e non essendocene nessuno, vuol dire che faceva tanto freddo, poverini.
    Ancora una volta la Scienza ha vinto. –

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  8. Contesto!
    Frate Indovino si basa, almeno, sul buon senso comune e sulle tradizioni – è ben più affidabile!!!!

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  9. c’è solo un modo per sopravvivere al riscaldamento globale ed ai cambiamenti climatici:
    non leggere i giornali, spegnere la tv e disconnettersi da internet.

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  10. Beh, dai!… anche le emissioni che aumentano in Francia dove il 93% dell’elettricita’ e’ emission-free????

    Si rasenta il comico… ma chi e’ il “giornalista”??? E’ da un po’ che non guardo l’Opinione Quotidiana, l’affidabilita’ della rubrica Ambiente&Veleni e’ equivalente a quella del Calendario del Frate Indovino.

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    • Rob, Frate Indovino ogni tanto ci prende. Per esempio in inverno prevede neve, e d’estate sole. Questi invece non ci prendono mai…

    • “Tra i 50 gradi previsti a Parigi e a Milano nel 2100 e il Calendario di Frate Indovino non c’è partita: Frate Indovino tutta la vita” (http://www.climatemonitor.it/?p=45592)

  11. Beh, e che dire di un noto volto televisivo che in questi giorni reclamizza alla TV non ricordo quale prodotto fatto in parte con plastica riciclata con il motto “W la natura, abbasso la CO2”?

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    • Trattasi di acqua in bottiglia, eventualmente aggiunta di CO2. Che la situazione è s’ grave, ma, fortunatamente, non è seria!

  12. L’Utilizzo dei climatizzatori (o Pompe di Calore ) è estremamente deleterio per l’ambiente, e non mi riferisco alla loro emissione di CO2, ma proprio al loro modo di funzionare.
    Difatti, per raffrescare un ambiente chiuso, una pompa di calore estrae il caldo e lo riversa nell’ambiente esterno, e viceversa se deve riscaldare:
    In parole povere, il massiccio uso di tali marchingegni contribuisce non poco a rendere le estati più calde e gli inverni più freddi, e di conseguenza andrebbero aboliti !!!

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    • Al contrario! L’effetto termico sull’atmosfera è praticamente nullo, dato che gli ambienti trattati hanno volumi infinitesimali rispetto all’atmosfera. Si possono solo generare dei piccoli gradienti localizzati nelle aree di scambio.

  13. Auguri per una vita lunga e felice della nuova rubrica.
    Intanto si parte bene e si fa il paio con il bellissimo post sul Giro d’Italia.
    Mi auguro anch’io, come Guido, che Andrea Beretta diventi un contributore “top”. Franco

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    • Grazie Franco dell’apprezzamento; diciamo che 110 anni di episodi di maltempo al Giro sono stati più o meno esauriti in un articolo (sebbene diversi altri, mi viene il mente la grandinata sul Sampeyre 2003 parente stretta di quella del Tour di una settimana fa, non sono stati riportati per questioni di spazio… ma lì avevo provato a riassumere solo i più eclatanti…) mentre per condensare il meglio del peggio di un solo anno credo non basterebbero 365 articoli…

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