La pioggia che fa tremare la Terra

Di questi tempi potrebbe capitare di imbattersi in qualche lancio d’agenzia che definisca la pioggia così forte da far tremare il terreno. Del resto se ci sono le bombe d’acqua, perché la terra non dovrebbe tremare? Non è questo il caso, per fortuna. L’argomento è in realtà molto più serio ed esula un po’ (solo un pochino) da quello che vi può capitare di leggere su CM.

E’ una storia di pioggia sì, ma anche di terremoti, per fortuna non intensi, sebbene molto numerosi. Vi sarà capitato forse di leggere recentemente dell’attività sismica piuttosto frequente che si sta registrando nell’area dei Campi Flegrei (qui la storia eruttiva sul sito dell’INGV). I giornali della Campania ne stanno parlando molto, quelli nazionali quasi per nulla, ma del resto siamo anche in un periodo in cui non mancano le notizie in grado di catalizzare l’attenzione dei media. I terremoti nell’area dei Campi Flegrei però ci sono, e stanno anche rendendo la vita difficile a quanti la abitano.

Capita quindi con un tempismo perfetto l’articolo di cui gli amici Nicola Scafetta e Adriano Mazzarella hanno ottenuto la pubblicazione su Water:

On the Rainfall Triggering of Phlegraean Fields Volcanic Tremors 

Il titolo è esplicativo, l’argomento molto interessante. Confrontando i periodi di massima frequenza degli eventi sismici con gli eventi precipitativi importanti, gli autori hanno trovato delle correlazioni significative che indicano che, oltre ai “tremori” causati dalla pressione endogena del sistema magmatico profondo, alcune fasi di breve periodo con alta frequenza di eventi sismici con magnitudo fino a 3 possono essere indotti dalle precipitazioni. L’acqua penetra negli strati saturi sub-superficiali, riducendo la solidità e la rigidità del suolo, per poi bollire quando si mescola con il caldo fluido magmatico di risalita. Il collasso strutturale del suolo saturato e il rimescolamento del flusso meteorico con i flussi caldi di profondità inducono l’attività sismica.

Questo di seguito è l’abstract:

We study whether the shallow volcanic seismic tremors related to the bradyseism observed at the Phlegraean Fields (Campi Flegrei, Pozzuoli, and Naples) from 2008 to 2020 by the Osservatorio Vesuviano could be partially triggered by local rainfall events. We use the daily rainfall record measured at the nearby Meteorological Observatory of San Marcellino in Naples and develop two empirical models to simulate the local seismicity starting from the hypothesized rainfall-water effect under different scenarios. We found statistically significant correlations between the volcanic tremors at the Phlegraean Fields and our rainfall model during years of low bradyseism. More specifically, we observe that large amounts and continuous periods of rainfall could trigger, from a few days to 1 or 2 weeks, seismic swarms with magnitudes up to M = 3. The results indicate that, on long timescales, the seismicity at the Phlegraean Fields is very sensitive to the endogenous pressure from the deep magmatic system causing the bradyseism, but meteoric water infiltration could play an important triggering effect on short timescales of days or weeks. Rainfall water likely penetrates deeply into the highly fractured and hot shallow-water-saturated subsurface that characterizes the region, reduces the strength and stiffness of the soil and, finally, boils when it mixes with the hot hydrothermal magmatic fluids migrating upward. The structural collapse of the saturated fractured soil and the mixing of the meteoric fluid with the hot deep fluids triggers the local seismic activity.

L’articolo è liberamente accessibile qui: Water 202113(2), 154; https://doi.org/10.3390/w13020154

Buona lettura, un ringraziamento sincero al Prof. Nicola Scafetta e al Prof. Adriano Mazzarella per aver voluto condividere questo lavoro con le nostre pagine.

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Author: Guido Guidi

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1 Comment

  1. Splendido esempio di unificazione delle scienze, parafrasando quello che si tenta nell’unificazione delle forze. Niente a che vedere con quel tentativo maldestro con il quale qualcuno, una decina di anni fa, tentò di associare il terremoto di Haiti con l’aumento della violenza degli uragani. Grazie.

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