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Piovono scemenze

A seguito dell’orgia mediatica sulle recenti alluvioni in Europa centrale, ampiamente documentate sotto la forma consueta di immondizia clima-catastrofista, forse è il caso di fare qualche riflessione a margine. Di quelle riflessioni che sui soliti media non troveranno mai spazio.

Alluvioni estive

Un’alluvione in piena estate desta sicuramente sconcerto in un Paese come il nostro in cui l’estate coincide con il periodo più siccitoso dell’anno. Tuttavia questo non vale per tutta l’Europa, e in particolare per l’Europa centrale (zona alpina compresa), in cui l’estate può anche essere estremamente piovosa. Questo concetto trova riscontro nel fatto che le serie storiche sugli eventi alluvionali europei vedono più del 40% di tali eventi concentrarsi proprio nel periodo estivo.

Questa “rivelazione” è parte di uno studio pubblicato su Nature dal quale si desumono altre rivelazioni interessanti:

  • La serie storica mostra come nell’ultimo trentennio gli episodi alluvionali siano stati più frequenti del solito. Ma anche altri periodi nel passato sono stati altrettanto piovosi, ad esempio: 1560-1580, 1760-1800, 1840-1870 (non risulta che al tempo la colpa venisse data ai SUV, o ai peti dei bovini. Forse perché c’erano problemi più seri di cui occuparsi).
  • Nel complesso non è comunque possibile dimostrare che l’ultimo trentennio sia stato più “alluvionato” rispetto ai decenni più piovosi dei secoli scorsi.

Ma il Global Warming?

L’info-spazzatura ha ascritto senza esitazione al global warming le recenti alluvioni nel Centro Europa. Tuttavia il collegamento tra un Pianeta in fiamme e l’alluvione in questione è a dir poco spericolato, e per diversi motivi:

  • Se è un gioco da ragazzi attribuire ad un mare più caldo del solito un evento alluvionale in un territorio contiguo al bacino del Mediterraneo, resta invece del tutto misterioso il collegamento tra una alluvione in Germania e un mare più caldo della media.
  • A voler essere precisi, la depressione che ha interessato le aree di confine tra Germania e Belgio, è arrivata da un Atlantico più freddo della media, persino nel tratto di mare più vicino alle zone colpite (Fig.1, fonte Climatereanalyzer). Una anomalia termica che è anche eredità di un mese di Maggio molto freddo sull’Europa centrale per effetto di un flusso principale insolitamente basso (NASA). E che a sua volta fa seguito ad una primavera decisamente più fredda della media sullo scacchiere europeo (Copernicus).
  • Riflessioni, quelle sopra, che fanno venire alla mente come i periodi più “alluvionati” dei secoli scorsi siano in realtà coincisi con periodi storicamente più freddi della media. Solo nell’ultimo trentennio una maggiore piovosità coinciderebbe con un periodo più caldo della media: unica eccezione per l’intera serie storica. Fatto in apparenza difficile da spiegare. Forse che nei secoli scorsi non c’erano esercizi di “omogeneizzazione” dei dataset climatici raffinati come quelli odierni?
  • Resta il fatto che proprio mentre i media latrano su un collegamento fantomatico tra “il troppo caldo” e le alluvioni europee, i dati reali dal campo ci dicono invece che le temperature in questo periodo a livello planetario sono inferiori alla media, come testimoniato dai rilevamenti satellitari di UAH. Periodo relativamente freddo che potrebbe estendersi ulteriormente alla luce delle ultime previsioni che parlano di un ritorno della Nina alla fine dell’autunno prossimo.
  • L’esercizio di collegare eventi piovosi insoliti con anomalie termiche planetarie è indubbiamente spericolato quando non del tutto stupido, giacché le ragioni di tali eventi sono prima di tutto sinottiche (e ci sarebbe tanto da raccontare sugli aspetti sinottici di questo recente evento). Ma se proprio si volesse farlo, l’unico collegamento che verrebbe in mente è l’accadimento di fenomeni alluvionali storicamente tipici di periodi freddi, proprio in un periodo più freddo rispetto agli ultimi anni.

Gli errori della Germania

L’alluvione di questi giorni cade in un periodo politico particolarmente importante. In Germania presto si voterà, e i Verdi sono accreditati dei favori del pronostico. Ovvio che un evento meteorologico calamitoso sia diventato immediatamente politico, con i Verdi a gridare ai quattro venti che il suicidio economico europeo la “Transizione Energetica europea” si rende ancora più necessaria a causa del “clima impazzito”.

Il resto dei partiti tedeschi, compresi quelli attualmente al governo, si sono accodati immediatamente alla litania clima-catastrofista nel timore di rimanere scoperti sul fianco sinistro, e incidentalmente perché fa comodo chiamare in causa il “clima impazzito” piuttosto che addossarsi eventuali responsabilità nella gestione del territorio.

Il tema è in realtà ricorrente da molti anni, e sarà sicuramente argomento dei libri di storia, ovvero la trasformazione della CDU tedesca da partito conservatore vicino agli interessi della borghesia e dell’industria, a partito globalista vicino alle istanze dell’alta finanza, in perenne contesa territoriale con quei partiti (SPD, Verdi) che dovrebbero in teoria essere ai suoi antipodi.

Proprio l’abdicazione della CDU al suo ruolo tradizionale e la stranissima pretesa di rubare spazio e argomenti ai rivali piuttosto che affermare i propri, ha generato il mostro della “Transizione Energetica”, che invece di essere relegato (come meriterebbe) ad argomento da aspiranti suicidi economici e utopisti da quattro soldi, è invece stato adottato da tutto lo spettro politico tedesco, diventando quindi “mainstream” e venendo imposto di conseguenza al resto dei paesi dell’Unione, al solito passivi di fronte all’imposizione dell’egemonia tedesca in tutte le sue forme.

Fatto sta, gli errori, le miopie e l’ottusità della politica tedesca promettono di travolgere economicamente l’intero continente, proprio come un’alluvione. E proprio come già accaduto nella travagliata storia europea. Invece del Blietzkrieg, questa volta potrebbe essere la “Transizione Energetica” a piantare l’ultimo chiodo nella bara di un progetto politico già traballante: una Transizione declinata nelle ridicole follie economiche che proprio in questi giorni vengono riversate sui media come fiumi in piena proprio dalle istituzioni europee. Prima fra tutte, la scemenza assoluta del mercato delle emissioni di CO2, che promette di trasformare in breve tempo l’Europa in una succursale industriale del Sud Sudan.

Menzione speciale

Una menzione speciale nello scenario assolutamente miserevole dell’informazione giornalistica di questi giorni va al TG1, che nella serata di Venerdì 16 luglio ha mandato 10 minuti di servizi all’insegna del terrorismo climatico mettendoci dentro letteralmente di tutto, ivi compresi gli incendi e lo straripamento di un fiume in Arizona e il Giugno “più caldo” in Finlandia.

Con una chiosa assolutamente superba: l’intervista ad una scienziata del clima introdotta dalla seguente frase “chissà come sarebbe (migliore) il mondo se a governare fossero gli scienziati”.

Reduci dall’ultimo anno e mezzo di dominio della “scienza virologica”, in tanti hanno avuto modo di intuire come sarebbe quel Mondo in cui a governare fossero “gli scienziati”. E anche il Diluvio Universale, al cospetto di quell’auspicato mondo scienzocratico, apparirebbe probabilmente come il minore dei mali.

 

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Published inAttualità

40 Comments

  1. Franco

    A proposito di scemenze. Questa mattina su Rai Uno parlavano degli incendi che hanno devastato prima la Sardegna e poi la Calabria e la Sicilia (oltre che numerosi stati europei e non). Ovviamente la causa di questi incendi non era da ricercare nella mano dell’uomo ma bensì (ovviamente) nel riscaldamento globale. Vivo in Sardegna e posso tranquillamente affermare che praticamente tutti gli incendi che da tantissimo tempo affliggono la nostra terra sono ESCLUSIVAMENTE di natura dolosa o, nella migliore delle ipotesi, colposa. A questo si aggiunge un totale abbandono delle campagne e dei boschi che oramai sono diventati delle vere bombe, pronte ad esplodere con un minimo innesco. Il contesto climatico locale è molto importante, ma non è sicuramente la causa.

    • MB

      Gentile Sig. Franco,

      concordo, l’autocombustione è un fenomeno improbabile se non impossibile.

      Buona giornata

  2. ale69

    “”Nel complesso non è comunque possibile dimostrare che l’ultimo trentennio sia stato più “alluvionato” rispetto ai decenni più piovosi dei secoli scorsi.””

    Concordo! anzi dirò di più. Di quando frequentavo le elementari ho questo ricordo che dalla finestra del terzo piano in cui abitavo si vedeva il riflesso delle acque dell’Adda nei campi sottostanti. Premesso che il paesino in cui abitavo a quei tempi è in piena pianura Padana, ma geologicamente parlando è situato sulla sponda occidentale di quello che un tempo fu il Lago Gerundo ( un modesto lago nei periodi successivi al disgelo del Würm poi bonificato dai Romani successivamente poichè ridotto ad un’immensa palude). Ebbene, questa costa del lago si colloca tutt’ora una 15ina di metri più in alto rispetto al letto del fiume Adda distante dal paese stesso circa 1,5 Km. Per gli abitanti del paese, quei riflessi ravvicinati di acqua rappresentano tutt’ora l’ultima volta che il fiume ha fatto paura. Non so che anno fosse, anni 70 comunque. Qualcuno di voi lo saprà sicuramente. Ps. perdonate se a volte ( a causa del digitare) sbaglio grammaticamente qualche termine.. Nel commento precedente invece non posso perdonarmi “spieghai” invece di “spiegai”. (sorrido). Grazie per l’articolo Massimo; graffiante come sempre 😉

    • Massimo Lupicino

      Grazie a te Ale. Lasciami aggiungere dall’alto dei miei 40 piu’ anni, che da bambino non passava autunno o primavera senza che si facesse un triste elenco di alluvioni, dal Nord al Sud del Paese. Era di fatto una triste normalita’. Come gli incendi estivi, devastanti (incrociamo le dita per il Sud nei prossimi giorni, con queste carte sinottiche preoccupanti).

      Oggi le alluvioni in italia (come gli incendi) per fortuna non fanno piu’ notizia, per il semplice fatto che ce ne sono di meno, ci sono meno vittime e meno danni, specie grazie agli interventi sul territorio per mettere in sicurezza aree particolarmente critiche (solo a titolo di esempio, la citta’ di Genova e il bacino dell’Arno). Ma in compenso del maltempo se ne parla peggio, perche’ viene usato come innesco per il solito diluvio di climacazzate decrescitiste.

      La lezione e’ che invece di dilapidare trilioni per combattere contro i mulini al vento (anzi, al fianco dei mulini al vento…) se quei soldi si investissero per mettere al sicuro al territorio allora si’ che ci sarebbe un beneficio per tutti: economico e in termini di vite umane. Ma ai padroni del vapore evidentemente tutto questo non va bene. Perche’ ci vogliono taaaaaaaaaaaaaaanto bene.

  3. Ale69

    buongiorno;

    purtroppo bisogna aver a che fare anche con questi “eventi naturali” https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/vivere_green/2021/07/22/viaggio-in-bici-per-presentare-libro-sui-ragazzi-di-greta_0035d4af-a9de-4541-a7e2-3170492ea3b7.html premetto che frequento la montagna, la osservo e ne capisco ad esempio, in modo soddisfacente l’evolvere del meteo (facendo affidamento anche a meteoswiss- fino e non oltre 30 h circa di previsione ). In montagna è fondamentale. Ci si prepara. Mi capitò una volta di prendere 6 ore di acqua da 2700 a 1200.. ero preparato, cioè con spirito di adattamento. Un mesetto fa ero sul sasso piatto (2960) da dove si vedevano benissimo i ghiacci della Marmolada, quest’anno, riferiti allo stesso periodo dell’anno scorso, molto più consistenti per ovvii motivi che possiamo trovare nella primavera appena passata. Tuttavia ho avuto in cima, vicino alla croce di vetta, un dialogo accesso con un altra persona proprio parlando della Marmolada e i suoi ghiacci. Sintetizzo. Lui> ehhh si stanno ritirando, guarda che roba!!. io> se ci fosse la macchina del tempo ti ci farei salire e ti manderei indietro nel tempo di 2000 anni, sicuramente diresti di peggio. Gli spieghai che i ghiacci si ritirano, si riformano, si ritirano, si riformano, ecc poi gli ho lasciato il link diquesto sito chiedendogli di darci un’occhiata ogni tanto… chissá se l’avrà fatto. Quando dici le cose come stanno, spesso chi ti ascolta rimane o perplesso o basito, non saprei definire l’espressione. Una volta chiesi in pausa caffè in azienda a un presente la formula della fotosintesi luminosa, lo vidi molto accanito sulla CO2 e la sua importanza. Non seppe rispondermi se non prendendo il cell. A quel punto dovetti chiedergli di spiegarmi l’equazione e le relative configurazioni elettroniche di ogni singolo elemento chimico componente le molecole della formula, se non altro perchè volevo capire da lui in che modo le molecole o gli atomi si combinano,… nulla. Allora gli dissi di prendersi 2 ore di permesso che forse in due ore col cell sarebbe riuscito piû o meno a capire come si legano le molecole fra loro. A me non basta che mi dici a memoria la poesia, mi devi anche spiegare il senso. Non mi parla più, anche perchè in quell’occasione ci fù qualche altro collega che ascoltava. Mi spiace. Ad ogni modo la vita va avanti, e io ogni due settimane circa, mi faccio sterrate con MTB lungo l’Adda o il Serio, per dei percorsi pressapoco di 60-80 km. Niente pedalata assistita ( è il rimando al link sopra ). Quindi, finchè ci saranno persone che nella loro convinzione e spensieratezza appoggerrano con soluzioni simpatiche, forme di propaganda contro la CO2, sarà sempre un problema controbattere. pss: Cingolani mi sta stupendo, ma non voglio sbilanciarmi. Buona bicicletta a tutti, per chi può, pedali, che fa sempre bene.

    • Claudio

      Esatto. Sui ghiacciai si sparano scemenze a iosa. Da frequentatore assiduo ho visto l’evoluzione almeno negli ultimi trent’anni e posso dire che la situazione peggiore me la ricordo nei primi anni ’90 e con annate alterne fra il 2006 e il 2012. Negli ultimi anni tanta neve rimasta e vabbe’, quest’anno consolida la tendenza. Marmolada in direi buone condizioni, Adamello idem, in Brenta tutte le vedrette sono piene, sul rosa poi condizioni quasi invernali e plateau Rosà favoloso. Forse gli allarmismi dovrebbero farsi un giro al colle del lys e vedere gli spessori ancora presenti del ghiacciaio. Forse andrebbero più cauti nell’uso della parola scioglimento. Che dire poi dell’aletschgletscher in Svizzera che è lungo 23 km e alla concordiaplatz ha uno spessore, in pieno riscaldamento globale, di mille (1000) metri! Vogliamo andare sul bianco? La verità è che la riduzione dei ghiacciai è avvenuta ma riguarda soprattutto i bacini di ablazione (sarà un caso se i glaciologi li hanno chiamati così?), le lingue. A pagare il prezzo più alto sono stati quelli che sbrigativam ente venivano definiti ghiacciai ma erano più che altro glacionevati, con andamenti stagionali . Questa è la mia opinione basata sulla frequentazione e sulla passione. Va anche detto che il termine di riferimento è la metà dell’800, cioè il culmine della piccola età glaciale, l’altro riferimento è la fine degli anni settanta, anche in quel caso il massimo della recente espansione glaciale. Quindi i ghiacciai torneranno a crescere (i segnali degli ultimi anni sono positivi), come hanno sempre fatto. Aggiungo infine un dettaglio che il professor gambi, uno dei più grandi geografi italiani, mi sottolineava sempre nelle mie ricerche, e cioè che non va mai dimenticata l’inerzia delle masse glaciali, che non vanno considerate come una foto istantanea ma come uno scatto di almeno 10-15 anni prima rispetto alla evoluzione climatica. I tempi di reazione sono quindi tempi lunghi. Questo il mio contributo di appassionato che per campare purtroppo deve fare il giornalista (e subire la totale ignoranza, a volte complice, dei colleghi in materia.

    • Massimo Lupicino

      Grazie Claudio per la tua bella testimonianza! Volessi scrivere qualcosa sull’argomento per questo blog..non farti pregare 😉 un’occasione per confermare che questo spazio è aperto ai contributi di tutti 🙂

  4. Luca Maggiolini

    Due, semplici, notazioni.
    La prima è che la Germania sta combattendo la terza guerra mondiale, specie contro gli altri Stati europei, solo con armi diverse rispetto a quelle militari. Qualcuno rammenti loro che le prime due guerre, per loro, non sono finite proprio nel miglior modo, anche se erano partiti bene…
    La seconda è: quanto è costa la Energiewende ai tedeschi? 100? 120 miliardi di euro? Forse, ma forse eh?…. ,se fossero stati impiegati nella mitigazione dei rischi di calamità naturali, in ogni loro declinazione, i danni e le vittime sarebbero stati un po’ diversi.
    Ah, certo, qualcuno sarebbe sicuramente meno ricco, non vi è dubbio alcuno.

    E per finire: il paragone con la Apple regge fino ad un certo punto. Perchè un conto è vendere un cellofono a 1.000 euro contro i 600 – che rateizzato viene nemmeno 20 euro al mese, esborso che tutti o quasi possono permettersi ora che gli abbonamenti costano una miseria, un contro è triplicare il costo di un auto media. Il mercato non si riduce al 20%, ma molto molto di meno.

    • Massimo Lupicino

      Caro Luca,

      1) concordo in pieno. Di questa guerra ha anche fatto parte lo scippo del South Stream italiano, ricomparso due mesi dopo in Germania sotto il nome di North Stream. Altro capolavoro di geopolitica nostrano di cui ovviamente i giornali non parlano

      2) concordo anche su Apple, ma ti ci vedi qualcuno spiegare a Stalin che i GOSPEL erano un concetto sbagliato? Se lo fai oggi fai la fine di un Sartori qualunque.

      La Germania si andrà a schiantare rovinosamente dietro al solito dirigismo arrogante che non prevede piani B e si alimenta solo di Group-Think fino a suicidarsi nel bunker pur di non ammettere di aver sbagliato. E l’Europa si andrà a schiantare insieme alla Germania. Per piaggeria e per codardia. Proporre i piani “green” di questi giorni dopo il fallimento ridicolo dell’energiewende equivale a rincorrere gli stati europei per chiuderli nel bunker con loro.

      Perché la storia si ripete la prima volta in tragedia e la seconda in farsa. Qui saremmo probabilmente alla terza o alla quarta per cui non so cosa aspettarmi esattamente. Se di Global warming si parla, il registro è sicuramente quello della farsa.

  5. Claudio Giorgi

    …e a proposito di quanto piovve secoli fa (Cochem, che si trova a circa 30Km SW di Coblenza)…

    Immagine allegata

    • maurizio rovati

      Es ist notwendig mantare kfalkunen a skancelliren diese muren der Geschichte… Schnell !!!

  6. Claudio Giorgi

    A proposito di dove si costruisce…

    Immagine allegata

  7. Franco Caracciolo

    Cari amici, ho già dato le dimissioni dalla delegazione di Pescara della Accademia Italiana della Cucina a causa della deriva “terrapiattista” del Presidente nazionale P. Petroni, vi prego non mi fate abbandonare il villaggio di Asterix da me tanto amato…
    Lasciamo stare CTS, Locatelli e la virologia che sono questioni tecniche delicatissime e stiamo focalizzati sulla deriva escatologica che ci vede in procinto di morire bruciati dal sole o annegati dalle alluvioni, che mi sembra argomento fra il tragico ed il comico.
    Con stima e simpatia per tutti…

    • Massimo Lupicino

      Caro Franco non corri questi pericoli da queste parti. La virologia resta fuori sebbene qualche citazione sia d’obbligo visto che lo spettacolo mediatico offerto dal circo dei virologi nostrani e stranieri è stato semplicemente osceno e dietro i progetti di “governo dei migliori” , siano questi “scienziati”, filosofi o quant’altro, si celano sempre progetti autoritari che personalmente annuso con dispiacere.

      Per il resto sono sempre stato un pro-vax, mi sono vaccinato anche questa volta, con un gran sospiro e sperando che il Cielo ce la mandi buona. E NONOSTANTE lo spettacolo offerto da chi avrebbe dovuto convincermi della bontà e della credibilità della scienza. E qui mi fermo.

    • Concordo con lei.
      Credo che la Medicina, che pure non è una scienza esatta, e la virologia che ne fa parte, siano ad un livello di credibilità ben maggiore di quanto sia la “climatologia del riscaldamento globale antropogenico”.

      E mentre quest’ultima pseudo-scienza lancia alti strepiti sul “presto, bisogna agire in fretta!” (e ci sono concrete motivazioni di business, non climatiche!, per un’accelerazione dell’allarmismo mediatico che negli ultimi mesi è arrivata a livelli parossistici e grotteschi, quelli citati da Lupicino sono solo le ultimissime “perle”), nell’ultimo anno e mezzo sono stati i virologi a trovarsi REALMENTE pressati dal diffondersi della pandemia e a doversi barcamenare tra cose note, cose ignote, tempo mancante e carenze oggettive degli strumenti disponibili, e a doverlo forzatamente fare in accordo con la politica.

      Per cui, pur dichiarandomi d’accordo sul fatto che i virologi in media non ci hanno fatto una gran figura, do a questi alcune concrete giustificazioni.

      Per esempio, la semplice sottovalutazione iniziale, anzi addirittura l’incredibile “sconsiglio”!, dell’uso della mascherina da parte di tanti virologi ed epidemiologi ha senso solamente con il fatto che a marzo 2020 di mascherine in Italia ce n’erano solo per il personale sanitario e non si poteva dire al pubblico “dovreste usarle, ma non ne abbiamo e quelle poche non possiamo toglierle ai medici”. Sarebbe scoppiato il panico e l’indignazione, senza che si potesse rimediare distribuendo mascherine.

      Idem per le incredibili giravolte sulle fasce di età a cui destinare Astrazeneca e gli altri vaccini, che con tutta evidenza hanno seguito di volta in volta la mera disponibilità o indisponibilità immediata dei vari vaccini e si è di volta in volta “consigliato” ciò che c’era, dovendo oltretutto bilanciare la cosa nel confronto con le notizie mediatiche (terrorizzanti per il pubblico) su alcuni effetti collaterali gravi.
      Non invidio chi ha dovuto prendere quelle decisioni.

      Questo per dire che io in generale ho “fiducia” negli scienziati, sapendo che se neppure nella Fisica ci sono solo certezze, figuriamoci nella Medicina.
      E che sbagliano pure gli scienziati, soprattutto di fronte a cose nuove, complesse e vaste.

      Quello in cui non ho fiducia è una “scienza” che de-facto si autodichiara “esatta”, come la “climatologia AGW”, e che autodichiara con sicumera da predicatore che “i tempi stanno per finire!” e lo fa sulla base delle sue stesse previsioni che sono sbagliate in eccesso da vent’anni.

      Anch’io non confonderei le due cose.
      Perchè credo che la maggior parte degli errori dei virologi sia stata fatta in buona fede e/o per cause di forza maggiore e che se pure è vero che nella questione dei vaccini ci sono ANCHE enormi interessi di business, i vaccini sono comunque uno dei maggiori ed oggettivi successi della Medicina, da oltre 200 anni e prima che diventassero un affare economico mondiale.
      Mentre nella “climatologia AGW” io vedo praticamente SOLO il business e la volontà di ristrutturare la globalizzazione su nuovi mercati, con la malafede di tantissimi a danno dell’ingenuità credulona dei più.

  8. Luca Rocca

    Bad Neuenahr-Ahrweiler.
    Qui si vede dove non si deve costruire un campeggio, limitando inoltre con edifici la luce di un ponte.
    https://www.bbc.com/news/world-europe-57862894
    Da questo link si può vedere la stessa vista prima e dopo l’alluvione dello stesso luogo.

    Gridare al riscaldamento globale non elimina le responsabilità di chi autorizza e fa queste cose

    Immagine allegata

  9. flick95

    Sarebbe interessante sapere perché è considerato provocatorio sostenere che Lupicino è un tuttologo che spara sentenze senza documentare le sue competenze ed evitando accuratamente il dibattito con le persone che ama criticare. Poi, se non ve ne siete accorti, di vostri simili è pieno il mondo e in particolare alcune zone della politica, quindi, dov’è la sorpresa?

    • Non ho ben capito questi commenti. Direi però che non si documentano le competenze, ma le informazioni. E quelle sono sempre molto ben documentate, quindi stiamo a quelle.
      gg

    • Alessandra

      Stranamente nessuno ha mai da ridire sulle competenze dei giornalisti che scrivono ogni giorno di clima pur non sapendone nulla. Naturalmente chi è dalla parte “giusta” non ha nulla da dimostrare, l’onere cade solo sulle poche voci dissonanti.

    • Massimo Lupicino

      Cara Alessandra, bisogna avere pazienza. Questo posto è altamente destabilizzante per chi si ciba di giornaloni e telegiornaloni. Da quelle parti si disinforma deliberatamente il pubblico nascondendosi dietro ai titoli (oggi sui TG informazione esilarante sui grandi del mondo che fermano le temperature della Terra con la sola imposizione delle…quote di CO2, tanto per dire del livello)

      Da queste parti non si fa uso di titoli (che comunque abbonderebbero) perché la filosofia di questo blog è che si discute facendo riferimento a dati, numeri e utilizzando le competenze non come foglia di fico, ma per contestare i dogmi. Ci si può riuscire più o meno bene, ma questo è ciò che dovrebbe fare la cosiddetta scienza. E che non fa, perché usare dei titoli per fare da spalla comica dei padroni del vapore è più comodo. E più remunerativo.

  10. Duccio (geologo)

    Non sapevo dove inserire questo commento, se qui o nel precedente articolo “Il meglio del peggio”… Faccio rilevare la scandalosa unilateralità non tanto di testate giornalistiche quanto di enti di ricerca che dovrebbero essere autorevoli come INGV. Qui si dà ovviamente risalto al “forno” Greco, sorvolando abilmente su cosa capita altrove ne mondo https://m.facebook.com/INGVambiente/photos/a.608605112806960/1484748061859323/?type=3 , qui sull’alluvione in Germania…, beh si commenta da sé fb://photo/1482043385463124?set=a.608605112806960

  11. flick95

    “Reduci dall’ultimo anno e mezzo di dominio della “scienza virologica”, in tanti hanno avuto modo di intuire come sarebbe quel Mondo in cui a governare fossero “gli scienziati”. E anche il Diluvio Universale, al cospetto di quell’auspicato mondo scienzocratico, apparirebbe probabilmente come il minore dei mali.”
    Beh, in compenso vediamo com’è il mondo governato da gente come voi! Caro Lupicino, non ho dubbi che in qualità di tuttologo lei sappia fare meglio de CTS e ne sappia di più di gente come Locatelli.

    • andrea beretta

      Normalmente tralascio di rispondere a commenti provocatori…ma qui faccio un’eccezione. “in compenso vediamo com’è il mondo governato da gente come voi”. Scusi, non mi risulta che nessuno in questo blog abbia incarichi di governo del mondo, quindi mi piacerebbe sapere come ha fatto a vederlo. In compenso, vediamo bene gli effetti del buon governo del Locatelli in Europa: su 4 milioni di morti nel mondo più di 1 milione sono qui…quando la nostra popolazione è poco più del 10% di quella mondiale. Ovviamente, siamo anche i peggiori in termini di contrazione dell’economia (-7%; in Asia -1%, tanto per dare un’idea).

    • Massimo Lupicino

      Governavo il Mondo e nemmeno lo sapevo…

    • Luca Rocca

      Una rara immagine di Massimo Lupicino trovata in rete

      Immagine allegata

    • MB

      Gentile Sig, Flick95,

      il dott. Lupicino certamente ne sa più di tutto il CTS messo insieme.

      Buona Giornata

  12. donato b.

    “… la “Transizione Energetica europea” si rende ancora più necessaria a causa del “clima impazzito”. ”
    .
    Non vorrei sbagliare, anzi mi auguro di NON sbagliare, ma qualche scricchiolio nell’apparente monolitica e granitica muraglia europea della transizione energetica o ecologica che dir si voglia, eretta dalla teutonica U. von der Leyen ed accoliti, sembra sentirsi.
    La Francia ha espresso in diverse occasioni le sue perplessità riguardo a quelle che sono le punte di diamante della transizione ecologica europera: il “fit to 55” (piano per la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 ) e l’ETS (mercato delle emissioni di CO2).
    .
    Secondo il ministro delle finanze francese intervenuto all’ultimo G20 di Venezia, limitare l’ETS alla sola Europa rischia di rendere asimmetrico il mercato globale, in quanto le imprese europee sarebbero gravemente svantaggiate rispetto a quelle dei Paesi che non aderiscono all’ETS: se ne è accorto anche lui anche se con colpevole ritardo, ma, come si suol dire, meglio tardi che mai. La Francia ha pragmaticamente chiesto di fissare un prezzo del carbonio (carbon pricing) a livello globale, ma possiamo essere certi sin da ora che si tratta di un sogno ad occhi aperti. Lasciamo perdere la Cina e gli altri Paesi in via di sviluppo che non accetteranno mai una simile soluzione.
    Ciò che stupisce (almeno me) è la posizione degli USA. Con l’avvento della nuova Amministrazione democratica, tutti davano per scontato che gli Stati Uniti sarebbero stati la locomotiva della lotta al cambiamento climatico. Conoscendo il loro modo di pensare (dopo aver seguito diverse COP, posso essere un po’ presuntuoso) 🙂 , ci avevo creduto poco. Difatti all’ultimo G20 essi hanno sostenuto non la proposta francese, ma una più prosaica politica di sussidi ed incentivi per favorire la decarbonizzazione. Mica sono così stupidi da consentire a grandi emettitori come la Cina, di acquisire vantaggi maggiori di quelli che già hanno e. per giunta, a proprie spese!
    .
    In merito al “fit to 55”, sia la Francia che l’Italia hanno fatto sentire qualche mugugno. Principalmente a causa della proibizione della vendita delle auto a benzina e diesel a partire dal 2035 prevista nel piano. Nel caso dell’Italia si è sentita chiaramente la voce del ministro Cingolani che, senza tanti fronzoli, ha preconizzato la fine dell’industria automobilistica italiana (la famosa “motor valley”).
    .
    Scintille tra Francia e Germania ci sono state anche sul problema del nucleare: Berlino vorrebbe chiudere tutto, Parigi risponde picche.
    .
    Sono piccole crepe, per ora quasi impercettibili, ma credo che si allargheranno sempre di più. Soprattutto quando coloro che marciano, chiedendo misure draconiane per ridurre le emissioni, saranno surclassati e sostituiti da coloro che marceranno perché hanno perso il lavori e da coloro che marceranno perché non hanno i soldi per pagare le tasse ecologiche imposte dall’EU a traino tedesco. La transizione ecologica non sarà gratis, ma comporterà sacrifici, lacrime e sangue.
    A quel punto o la Germania cambierà registro o l’Europa Unita (si fa per dire) cesserà di esistere.
    Ciao, Donato.

    • Massimo Lupicino

      Caro Donato,

      Concordo con quanto scrivi. Che l’Unione Europea sia una unione di interessi diversi in cui prevale quello del piu’ forte e’ un dato di fatto. Come per qualsiasi unione del resto. Bando alle ipocrisie.

      La saldatura “contro-natura” tra la CDU e i Verdi nasce proprio dal fatto che nell’establishment tedesco si e’ radicata l’idea che la Germania puo’ speculare sulla transizione “verde” di fatto guidandola e mettendola nelle mani dei propri campioni industriali. A spese del resto dell’Unione, ca va sans dire.

      Basti vedere di che nazionalita’ sono le societa’ leader nell’installazione di impianti solari a livello europeo. Basti citare una Vestas per l’eolico. Oppure l’automotive tedesco che vede con favore la trasformazione del mercato delle auto “di massa” in un mercato di nicchia in stile “Apple” in cui i veicoli costano una fortuna, e se li possono permettere in pochi, proprio in quanto elettrici. Basta che siano tedeschi.

      Si tratta di vedere se l’egoismo tedesco prevarra’ come negli scorsi secoli sugli interessi degli altri paesi, di fatto travolgendoli. O se piuttosto scattera’ una controffensiva da parte di altri players, Francia in primis che il suo nucleare lo difende con i denti.

      Lasciami anche sottolineare come la “nuova Germania” faccia uso di pensieri e strategie economiche profondamente staliniste (leggi economia pianificata – GOSPLAN) nel momento in cui pretende di distorcere il mercato facendo prevalere le aspettative dell’offerta sulle necessita’ della domanda, facendo leva sull’imposizione di normative draconiane e senza senso proprio al fine di distorcere il mercato secondo i suoi desiderata. Un salto indietro di un secolo. Che si giustifica tuttavia pienamente in quella che e’ stata la formazione culturale dell’attuale cancelliera.

      Il fatto che si sia utilizzata l’emergenza Covid per varare un “Piano di Aiuti europeo” che di fatto accelera ed implementa l’agenda “green” guidata dalla Germanaia e’ probabilmente il vero grande capolavoro: si usano di fatto i soldi dei contribuenti europei per convogliarli tutti nella tramoggia industriale germano-centrica col pretesto del salvamondismo, utilizzando il gigantesco imbuto del Green. Si tratta dell’abuso dell’Unione per il perseguimento degli obbiettivi personali della Germania probabilmente piu’ spregiudicato di sempre. L’ultimo di una lunga serie (leggi manipolazione dello spread, leggi Grecia). E probabilmente l’ultimo in assoluto.

    • donato b.

      Avevo storto un po’ la bocca quando il dr. Cingolani fu nominato ministro, ma con il tempo ho dovuto ricredermi: mi sembra persona saggia ed equilibrata e, soprattutto, franca.
      Dopo gli appunti al “fit for 55” di cui ho parlato nel commento, oggi un resoconto estremamente stringato, ma estremamente significativo: al G20 sull’ambiente i grandi si sono spaccati su due punti particolarmente importanti il contenimento delle temperature sotto 1,5° C e l’eliminazione del carbone dal mix energetico entro il 2025.
      Da una parte i favorevoli: EU, USA, Canada e Giappone, dall’altra i contrari: Russia, Cina ed India. In termini numerici Paesi che rappresentano circa il 40% della popolazione mondiale, pur riconoscendosi nell’Accordo di Parigi, hanno stoppato la deriva dei Paesi occidentali.
      Sentirlo dire a chiare lettere dal rappresentante del Paese organizzatore del G20 fa un certo effetto a chi, come me, è abituato a comunicati stampa che certificano la piena riuscita di un summit (COP, G8, G7, G20, ecc., ecc.), pur in presenza di risultati sostanzialmente fallimentari.
      Se tanto mi dà tanto, a Glasgow ne vedremo delle belle.
      Ciao, Donato.
      fonte:
      https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/07/23/cingolani-su-2-punti-non-abbiamo-trovato-accordo_5c0c9c46-5ed1-4016-a5ac-0e99cdf24ee0.html

    • Massimo Lupicino

      Caro Donato, quante volte in politica si alza la posta sapendo che ci sara’ comunque una controparte che opporra’ un veto, solo allo scopo di presentarsi belli e puliti davanti al proprio elettorato?…

    • Caro Donato,
      nel tuo ultimo commento, la lista dei favorevoli e contrari all’accordo sul clima mi ha fatto venire in mente una slide presentata da Nicola Scafetta ad un webinar organizzato dal collegio degli ingegneri di Padova (https://www.collegioingegneripadova.it/attivita.html) e visibile a
      https://www.youtube.com/watch?v=K8u0Nhr7jQo
      (per la cronaca, sul sito sono disponibili anche le relazioni di Luigi Mariani e di Guido Guidi)
      prima c’è la relazione del prof Prestininzi (Rischi Geologici) e poi quella di Scafetta. Nella slide che riporto di seguito vengono messi in relazione ECS nei modelli e nazioni in cui si producono i modelli: la lista “fitta” perfettamente il tuo elenco, con i favorevoli che hanno i modelli a ECS più alto e i contrari con ECS più basso. Se non fosse la tragica prova che le scelte politiche sono basate su numeri ancora del tutto inaffidabili (non voglio dire aleatori, ma quasi) ci sarebbe davvero da ridere a pensare su cosa si basano i politici. Ciao. Franco

      Immagine allegata

  13. Andrea

    Buonasera tutti.
    Mi permetto di riallacciarmi al discorso della memoria storica, che purtroppo per i media è sempre troppo corta, con un video del Professore Barbero, narrante la crisi del 1300 (anche se trattata in modo molto sbrigativo vista la natura del format). Le analogie col presente sono notevoli, con le dovute differenze di due periodi storici, il nostro e quello trattato nel tema, che sono agli antipodi.
    https://youtu.be/i4kfbIyypTY
    Riassumendo si dovrebbe, prima di scrivere, guardare con notevole rispetto e rinnovata curiosità al nostro passato, anche solo per avere una chiave di lettura illuminata sul nostro futuro.

  14. Luigi Mariani

    Caro Massimo,
    grazie per l’ottima analisi rispetto al quale mi permetto di segnalare 3 cose:
    1. “Un’alluvione in piena estate desta sicuramente sconcerto in un Paese come il nostro in cui l’estate coincide con il periodo più siccitoso dell’anno” in realtà anche da noi in ambito endo-alpino (es: Valtellina) il massimo precipitativo è estivo -> meglio non pensare a cosa direbbero oggi i media se in Valtellina si riproponesse l’alluvione del luglio 1987…
    2. i bovini emettono metano che deriva dalle fermentazioni ruminali e l’emissione è per il 95% dalla bocca per eruttazione -> vedi qui: https://www.frontiersin.org/files/Articles/465542/fmicb-10-02207-HTML-r2/image_m/fmicb-10-02207-g001.jpg)
    3. far la corte agli ambientalisti è di moda da tantissimo tempo anche da noi (basta pensare al referendum sul nucleare a valle di Chernobil o basta vedere i telegiornali del gruppo Berlusconi, che in tema di ambientalismo non hanno da tempo nulla da invidiare a Greenpeace…).
    Ciao.
    Luigi

    • Massimo Lupicino

      Grazie a te Luigi per le precisazioni, in particolare per quanto riguarda le Alpi (le ho adesso incluse nella Europa centrale ;))

      Riguardo ai bovini il riferimento in effetti è proprio al metano ma non ritenevo utile precisarlo 🙂 a quello ci pensa già abbondantemente Wadhams e altri…

      Sul nucleare italiano mi autocensuro.

      Giacché ci siamo mi chiedo anche come mai a proposito di rinnovabile nel nostro paese non si parla mai di geotermico dove avremmo un vantaggio geologico e tecnologico da fare valere. Forse bisogna aspettare che Germania e Cina sviluppino prima una tecnologia in materia da venderci in esclusiva… Altrimenti ciccia…

  15. Ivan

    La stra grande maggioranza dei cittadini di ogni dove piace credere che il mondo andrà in pezzi, le religioni qualsiasi natura esse abbiano hanno sempre trovato fondamento sul controllo della popolazione vendendo la pseudo salvezza dell’anima in cambio della loro vita.
    Oggi non è diverso dal passato, recente ed antico.
    Passano gli anni, i secoli, avanzano nuove culture e tecnologie, ma, la testa dell’uomo è sempre la stessa.
    Ideologicamente non siamo molto lontani dal medioevo.

  16. Claudio

    Buongiorno a tutti, i tedeschi (come tutti o quasi) costruiscono le case e quant’altro nelle aree golenali dei fiumi, o a ridosso del corso d’acqua. (vedi l’immagine).
    Se poi questi straripano quando piove più del “necessario”, il problema non è il clima “impazzito” ma degli uomini che hanno permesso di costruire lì.
    Se dove il fiume scorre in pianura si chiama “piana alluvionale” ci sarà un motivo? o no?
    Ciao!

    Immagine allegata

    • Luebete

      Fosse capitato in italia avrebbero dato la colpa ai condoni di B.

      (non che talvolta la cosa non sia vera, ma il concetto è quello che hai espresso tu).

  17. Vorrei sottolineare come,al riguardo, non si siano ricordate le catastrofi più recenti della storia tedesca,come l’alluvione del 1962,che fece più di 300 vittime,per non parlare di alluvioni dei secoli passati,che provocarono decine di migliaia di morti in una Germania molto meno popolata di oggi. L’alluvione dei giorni scorsi in Cina, a Zhengzou,è stata definita la peggiore catastrofe di sempre in quella zona,con le sue 25 vittime. Ma se si va a cercare nel recente passato in Cina si sono verificate,solo nell’ultimo secolo,alluvioni con centinaia di migliaia di vittime,quindi ben peggiori di quella di Zhengzou. Quindi è giusto studiare il clima di oggi e le sue implicazioni ,ma senza dimenticare che il passato è purtroppo ricco di alluvioni molto più gravi di quelle di oggi, solo che vengono sistematicamente dimenticate. Tali catastrofi si verificano ogni secolo,purtroppo,senza badare a un grado in più o in meno di temperatura della superficie terrestre.

    • andrea beretta

      Diciamo pure che per alimentare il terrore con cui controlli le masse devi avere una narrazione estrema. Perciò ogni evento climatico è “il peggiore di sempre”, ogni temporale è “una bomba d’acqua” ogni ondata di calore “una bolla rovente africana”. Per contro, un attentato terroristico di chiara matrice religiosa è derubricato a “atto isolato di un lupo solitario con problemi psichici” (se ovviamente la religione in questione è una di quelle da “promuovere”), e così via. E porto un esempio tra tanti, e mi fermo

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