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Un po’ di numeri, vittime per disastri naturali tra il 1900 e il 2020

Dal sito Our World in Data, nella sezione “disastri naturali”, ho scaricato il numero di morti, nel mondo, causati da eventi naturali, per dieci differenti tipi di situazioni: alluvioni, frane, incendi, movimenti di massa secca, siccità, estremi di temperatura, terremoti, vulcani, tempo (meteorologico) estremo e per l’insieme di tutti gli eventi precedenti.
Bisogna notare che nessuno dei casi precedenti è in grado di produrre un numero di morti crescente dal 1900 al 2020, per cuì è necessario dire che il conclamato aumento degli eventi estremi, relativamente al numero di morti che sarebbe in grado di causare, dovuto alla CO2 antropogenica emessa in atmosfera dal sistema industriale moderno (dal 1850), è un’affermazione sbagliata. A titolo di esempio, mostro in figura 1 il numero di morti causato dalla serie completa degli eventi naturali elencati (i singoli esempi sono nel sito di supporto), dove un numero molto grande di decessi (milioni) è stato osservato durante alcuni (6 per la precisione) periodi ben definiti, senza che sia osservabile un chiaro andamento al rialzo.

Fig.1: Numero di morti causati dall’intera serie di disastri naturali, in tutto il mondo, tra il 1900 e il 2020.

Naturalmente il numero dei decessi dipende soprattutto dalle infrastrutture dei luoghi dove si vive e in generale dall’organizzazione della società. Un parametro importante è anche la posizione geografica delle nazione: ad esempio, vivere lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico significa osservare un maggior numero di morti per terremoti e vulcani, come, ad esempio, il vivere in Italia dove la tettonica è molto attiva. Le aree monsoniche sono ambienti importanti per alluvioni, piogge estreme, frane. E così succede per molte aree del pianeta. Ovviamente, la forte densità abitativa di alcune aree a rischio significa che i benefici superano i rischi e che vale la pena di vivere il quelle zone.
Mostrerò altri tre esempi di mortalità non crescente.

Fig.2: Morti causati da alluvioni nel mondo.
Fig.3: Morti globali per eventi meteorologici estremi.
Fig.4: Morti globali dovuti alla siccità.

Da cui possiamo ricavare che i proclami allarmistici non sono veri, almeno per quanto concerne il numero di decessi per cause climatiche naturali.

La situazione non è nuova; lo stato di paura promosso dagli attivisti climatici è soprattutto un modo per introdurre un nuovo ordine (politico) mondiale e gli scienziati che seguono questa ideologia sono consapevoli e d’accordo con lo schema proposto (i vari “inciampi” del metodo scientifico appaiono loro meno importanti del corso auspicato della storia).

I dati che ho usato finora non sono affatto nuovi e sono accessibili a tutti liberamente e facilmente: li ho raccolti qui solo per sottolineare che un’evoluzione (cioè una crescita) nel tempo non si osserva come aspetto generale e che, se un aumento (dal 1850) è osservabile in qualche rara situazione, nessuno è autorizzato a considerare questi casi come emblematici di una caratteristica generale, nello spazio e nel tempo.

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Published inAttualità

24 Comments

  1. Alessandro

    I vari filantropi e mecenati ormai hanno in mano i servizi e quindi l’opinione pubblica mondiale. Quando finirà questo finanziamento a sfondo ideologico antropocentrico che utilizza il terrore e la paura per soddisfare i propri interessi?
    Le ricerche scientifiche fuori dagli schemi imposti dal consenso sono la minoranza oggi? Come si possono incentivare?

    • Massimo Lupicino

      Belle domande Ale. Mettiamola cosi’: chi ha il controllo dell’economia mondiale detta l’agenda che piu’ gli conviene (leggi investimenti ESG, l’ultima disperata bolla sui mercati finanziari), e incidentalmente e’ anche proprietario di un buon 90% (almeno) dei media mainstream. Aggiungiamoci che due paesi in particolare: Cina e Germania ritengono di poter fare i propri interessi investendo sulla bolla green e scaricandone i costi sugli altri paesi servendosi della loro forza nei consessi internazionali (ONU, UE). Tutto il resto viene di conseguenza.

      Come uscirne? Non se ne puo’ uscire, a meno che l’attuale ordine mondiale (che qualcuno ama definire “nuovo” ma che e’ solo rielaborazione di demenziali utopie sovietiche) collassi rovinosamente. Non si sa nemmeno quanto augurarselo.

    • Alessandro

      Credo ci sia troppo benessere ancora nel popolo per fare in modo che tutto ciò collassi.
      L’unico modo per sopravvivere sembra isolarsi e non partecipare alle scelte suggerite dall’attuale narrativa mediatica., ma tutto questa agiatezza economica nella popolazione non lo sta permettendo.
      Sono un contadino, laureato in ingegneria dell’automazione industriale: dal mio punto di vista di produttore di materie prime alimentari, credo che finchè immetteranno denaro nelle tasche dei consumatori, il collasso non avverrà, ma io mi auguro tantissimo che avvenga e avvenga presto, così da ricominciare a vivere liberi e non più schiavizzati dal dio denaro.

    • Alessandro, io credo che immetteranno denaro nelle tasche dei (tanti) nuovi consumatori nei paesi del Terzo Mondo (o “in via di sviluppo” o “emergenti”, non sto a disquisire su questioni essenzialmente lessicali) TOGLIENDOLO da dove c’è, ovvero dalle tasche dei (ormai relativamente pochi) consumatori del Primo Mondo.

      Vedo ciò come la Fase 2 della globalizzazione: dopo aver sfruttato negli ultimi 30 anni il LAVORO a basso costo dei paesi meno sviluppati, il sistema produttivo occidentale adesso ha pensato di sfruttare i CONSUMATORI del Terzo Mondo, che sono per ora poveri ma sono TANTI.
      L’Asia intera è già partita nel consumo o ci sta arrivando a grandi passi.
      Mentre la povera ma prolificissima Africa non è ora un mercato consumer importante, ma aspetta che si arricchiscano un pò …

      Il “problema” è quindi come “arricchire” quelle popolazioni e io credo che lo si farà prendendo la ricchezza da dove (per ora) c’è, ovvero dallo “sterile” Occidente in calo demografico.
      Naturalmente la prenderanno dalle CLASSI MEDIE, non certo dalle classi dirigenti che, anzi, si arricchiranno con il “business Green” o comunque non soffriranno più di tanto (una Tesla da 60mila euro loro se la possono pure permettere, io no …)..

      Quindi aspettiamoci (ma già ce ne sono e quando non ci sono se ne sta parlando) “tasse ecologiche”,” restrizioni ambientaliste” ecc., tutto per poter spostare (assieme a nuovi investimenti) ricchezza dall’Occidente al Terzo Mondo.

      E come possono riuscirci, senza causare “rivolte popolari” in Occidente (vedi Gilet Gialli)?
      Semplice: TERRORIZZANDO gli occidentali e facendo loro credere che DEVONO accettarlo, altrimenti “MORIRANNO DI CAMBIAMENTI CLIMATICI” e che i loro SACRIFICI “AMBIENTALISTI” servono a “SALVARE IL PIANETA” e quindi anche loro stessi.

      Spostare ricchezza nel Terzo Mondo potrebbe essere anche “moralmente giusto” (se ne può discutere …), ma che lo si faccia sulla base di una MENZOGNA TERRORIZZANTE propagandata per motivi di BUSINESS a me non sta affatto bene.

      Se qualcuno ha ALTRE IDEE sul perchè da 30 anni (in perfetta coincidenza con il sorgere della globalizzazione) è partito questo caravanserraglio ambientalista che ha demonizzato la CO2 , in mancanza di consistenti motivazioni scientifiche e con il principale sostegno (anch’esso ormai trentennale) della principale organizzazione terzomondista al mondo, l’ONU, sarei contento di conoscerle.

      Perchè io per ora non sono riuscito a trovare motivazioni migliori, stante che la realtà dell’AGW è a dir poco così dubbia che quella non può essere la VERA motivazione.

      Ma. per esempio, non vedo come possa esserlo neanche la “guerra economica dell’Occidente contro la Cina” (non serve essere catastrofisti climatici per farla, vedi Trump e i suoi dazi contro i cinesi) nè le motivazioni (reali ma contingenti e relativamente limitate), come la necessità della Germania (e quindi della Von der Leyen …) di recuperare gli investimenti fatti sull’automotive elettrico e in generale sul “Green” dopo il Dieselgate.

      L’unico motivo che mi sembra valido è quello che ho descritto: è “semplicemente” la Fase 2 della globalizzazione (che, ricordiamolo, nella Fase 1 HA GIA’ impoverito le classi medie dell’Occidente, con la disoccupazione causata dalla delocalizzazione!).

      BUSINESS IS BUSINESS, altro che “sostenibilità” …

      https://lostilitacolombino.wordpress.com/2019/09/29/tout-se-tient/

  2. rocco

    mi chiedo e chiedo se questo genere di analisi hanno in fin dei conti un reale valore scientifico.
    Spiego meglio, le condizioni al contorno del mero fenomeno ” vittime per disastri ambientali” sono molteplici a cominciare dalla diversa urbanizzazione, demografia, situazioni economiche e così via.
    Forse un uragano farà più danni e vittime (danno inteso non come valore economico, ma come perdita di risorse e beni individuali; anche se una baracca in legno vale meno di una casa in C.A., per chi la perde ha perso tutto comunque!) in un paese povero che uno ricco.
    L’articolo lo specifica che le condizioni infrastrutturali fanno la differenza, ed è per questo che attribuire il fenomeno ai soli cambiamenti climatici è fuorviante e propagandistico.
    Ciò vale per tutti quesgli studi che analizzano il variare di una caratteristica senza tener presente il variare di altre.
    per caso mi è capitato di leggere la recensione di uno studio che stimava un incremento del 39% delle morti causate dalle ondate di calore utilizzando una simulazione di un clima “senza” il riscaldamento globale antropico confrontato con il modello AGW in voga.
    Un clima ” senza AGW” è praticamente un assetto socio-economico preindustriale, ossia prima del 1500.
    Ha senso fare un confronto del genere ?
    E’ scienza questa?
    A me sa tanto che la mera analisi statistica di una serie di dati e con condizioni al contorno sempre variabili, sia usata più che per conoscere la vera natura dei fenomeni e cercare di prevederli meglio, per dirigere l’opinione pubblica a seconda di quanto sia diffuso lo studio.
    Si usa la scienza per ottenere consenso.
    Questa è la triste constatazione di come stanno andando i nostri tempi.

    • Ha senso fare un confronto del genere ?
      Non so che dire … Ho cominciato ad usare questo tipo di dati “sociali” dopo dieci anni di dati “fisici” (più gli altri trenta di dati astronomici) , credo per tentare di controbattere la pesante offensiva mediatica di chi attribuisce tutto e il contrario di tutto al GW, e questi “chi” non vanno troppo per il sottile. Altri si sentono allora autorizzati ad usare le stesse armi, magari tirando qualche martellata alla propria coscienza e facendo finta di non vedere (o vedere male) le complesse relazioni dalle quali dipendono questi dati sociali, relazioni che richiedono analisi ad hoc. Sperando di poterli lasciare in futuro a chi si occupa esplicitamente degli aspetti sociali, temo che sarò (saremo) costretti ad usarli ancora e ancora… purtroppo. Franco

  3. Sono un soddisfatto-contento frequentatore del villaggio ASTERX, e mi fa piacere che riportiate il pensiero del ministro della TRANSIZIONE-ECO. Condividete anche l’ipotesi delle mini centrali nucleari di quarta generazione, sono (saranno) tanto pericolose? Sicuramente fastidiose per l’intellighenzia degl’ambientalisti-CHIC vincitori di referendum della paura!
    Grazie di esserci e di continuare a fare SCIENZA.
    LUCIANO

  4. A. de Orleans-B.

    Credo di capire che il numero indicato di decessi è assoluto, ma nel periodo 1900 – 2020 la popolazione mondiale è aumentata di oltre quattro volte,

    Questo implica che il rischio individuale di morte per disastro naturale è sceso a meno di un quarto con riferimento ai decessi indicati per il periodo 1900 – 2020.

    • Sì, ma anche in questo caso sono valide le considerazioni che ho espresso nella risposta a rocco. Franco

  5. donato b.

    Ho letto l’articolo (complimenti a F. Zavatti) ed i commenti. Circa l’articolo bisogna sottolineare, ancora una volta, che quando dai video e dai proclami si passa ai numeri, ai grafici, alla sostanza delle cose, insomma, la prospettiva cambia completamente: con buona pace dei vari imbonitori televisivi e non solo (alias giornalisti) le cose non vanno peggio di quanto siano andate nel passato.
    .
    In merito ai commenti vorrei soffermarmi un attimo sul problema sollevato da Daniele, ovvero la tesi del “complotto”.
    Conosco l’autore dell’articolo da anni, ho discusso con lui anche al di fuori dei commenti del blog, su canali privati, e posso escludere nel modo pià categorico che F. Zavatti sia un “complottista”.
    Spezzata, doverosamente, questa lancia a favore dell’amico Franco, non posso fare a meno di notare che, a volte, ascoltando quanto si dice e si scrive nel mondo dei mezzi di comunicazione di massa e non di massa, si ha l’impressione, ma, ripeto, solo ed esclusivamente l’impressione, che si siano messi tutti d’accordo.
    .
    E’ stupefacente (ed anche inquietante) che, passando da un medium all ‘altro, le notizie appaiano praticamente identiche e, purtroppo, in molti casi “fotocopie” di articoli di media stranieri.
    Il tutto per assecondare la linea di pensiero principale ed in ossequio all’ideologia dominante. Perché di questo si tratta e non di complotto: ideologia pura e semplice, che non ammette, quindi, replica o posizioni divergenti.
    .
    Fino a che queste cose le dico io, non ha molta importanza e tutti possono dire che lo faccio in quanto mi trovo in una “echo chamber” o sono incorso in una tipica condizione di “confirmation bias” (come dicono quelli bravi). Quando però il nostro Ministro della transizione ecologica giunge a dire che
    “La transizione ecologica deve essere sostenibile, sennò non si muore di inquinamento, ma di fame. Serve una transizione con la decarbonizzazione e il freno alla produzione di Co2, ma che dia tempo alla società di adeguarsi a queste trasformazioni. Non si può ridurre la Co2 chiudendo da domani le fabbriche di auto, mettendo sul lastrico milioni di famiglie”
    mi accorgo che ciò che scriviamo da anni in questo blog non è poi così fuori dal mondo. Nessuno di noi è pagato, infatti, per scrivere che bisogna andarci piano con i proclami e le restrizioni draconiane alle emissioni perché esse possono fare più danni che benefici.
    Io sarei il primo ad essere felice se da domani potessi staccarmi dalla rete elettrica e vivere con la corrente elettrica auto-generata, soprattutto se il generatore fosse incentivato ed efficiente. 🙂
    Così non è, purtroppo e, realisticamente, scrivo su CM che non condivido l’idea di sostituire una fonte energetica affidabile come quella termoelettrica o nucleare, con una fonte energetica inaffidabile come quella solare e/o quella eolica. E sostengo che è immorale cercare di far passare questa idea irrealistica, puntando sulla paura dei cittadini, generata dai media, sotto la spinta di gruppi di pressione mossi da motivazioni ideologiche, politiche, sociali ed economiche.
    Questo non è complottismo, ma realismo. Io non sostengo che i gruppi di pressione concordino la loro azione (complotto), ma sostengo che essi agiscono secondo una convergenza di interessi. E questa convergenza è cosa ben diversa da complotto.
    E che ci si trovi di fronte a posizioni ideologiche, lo sostiene anche il Ministro Cingolani, quando afferma che
    “Il mondo è pieno di ambientalisti radical chic ed è pieno di ambientalisti oltranzisti, ideologici: loro sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato. Sono parte del problema, spero che rimaniate aperti a un confronto non ideologico, che guardiate i numeri. Se non guardate i numeri rischiate di farvi male come mai successo in precedenza”.
    A parte la catastrofe climatica sulla quale ho molto più di qualche dubbio, per il resto concordo con il dottor Cingolani che, per aver chiamato le cose con nome e cognome, è stato violentemente e sgangheratamente attaccato dagli ambientalisti nostrani.
    Fonte delle citazioni del Ministro e delle relative reazioni
    https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2021/09/01/cingolani-apre-al-nucleare-e-bacchetta-ambientalisti-radical-chic_4df144a9-e348-4907-bbdc-3f55085ea951.html
    Ciao, Donato.

    • Luebete

      Singolare come il min. Cingolani dia lezioni di buon senso.
      La cosa interessante è che spesso coloro che vengono accusati di complottismo (perchè fanno notare come ci siano degli interessi dietro), sono anche accusati i fare gli interessi di altri gruppi di potere (produttori di petrolio) e quindi, di fatto, di far parte di un altro complotto.

    • maurizio rovati

      Cingolani è un altro dannato cerchiobottista, un galleggiante politico di facili costumi, mi si consenta l’ironia, e se no amen.

    • Ale69

      Post interessantissimo. Donato, ottima riflessione realistica. Attenzione, bisogna prepararsi, ora arrivano i piagnistei relativi al “colpo di coda” di Ida ( vedi piogge abbondanti a NY), oppure le forti piogge del sud-est Spagnolo. A.

    • donato b.

      Purtroppo stiamo andando fuori tema, ma , sono costretto a ritornare sulla questione Cingolani. Si tratta, però, dell’ultimo intervento. Promesso.
      Che intorno al clima, in particolare ed all’ambiente, in generale, sia in atto una guerra ideologica e, quindi NON scientifica, lo dimostrano le reazioni univoche e, secondo me fuori luogo, di tutta una galassia di ben precise organizzazioni, ben precisi gruppi di pressione e di potere, alle esternazioni di Cingolani. E’ la dimostrazione inequivocabile di quanto ho scritto nel commento.
      Scommettiamo che, a breve, qualcuno chiederà al Ministro Cingolani di farsi da parte? O, in subordine, di fare pubblica ammenda, ovvero abiurare?
      Ciao, Donato.

  6. Mario

    Al tg7 hanno appena detto che negli ultimi 50 anni il numero di vittime di disastri naturali (imputabili naturalmente ai cambiamenti climatici ) è aumentato in maniera drammatica. 🙂

    • Rinaldo Sorgenti

      Abituale miserevole disinformazione di chi NON approfondisce e NON studia la storia del Clima. Ma questo non è mica un compito dei … “giornalai”, vero?

    • maurizio rovati

      Io temo che la lotta al “complottismo” degli ultimi anni sia utilizzata per fare in modo che la popolazione sia indotta a pensare che chiunque si opponga al mainstream, politicamente corretto e “scientificamente” supportato attraverso la propaganda dei media, ricada nella categoria dei complottisti. Cioè, per esempio, sostenendo che i complotti come quello dell’atterraggio sulla luna non possono esistere perchè verrebbero naturalmente alla luce, dato che non si può mantenere il segreto se migliaia di persone ne sono al corrente.

      Apparentemente il ragionamento non fa una piega, ma la realtà è che non si applica a tutte le situazioni. Va bene per la luna, dove la progettazione, la costruzione e l’uso dei sistemi tecnologici era ed è qualcosa di verificabile e tangibile, ma non per il clima dove la teoria e l’interpretazione dei dati scientifici risponde spesso a una dipendenza ideologica, politica ed economica degli stessi scienziati.

      Beh, in quest’ottica per me è chiaro che “l’accusa di complottismo” può diventare essa stessa strumento di un “complotto”, ovvero un’arma di distrazione di massa per garantire il consenso al potere, che, tutto sommato, non mi sembra storicamente una novità. Si chiama infatti screditare l’avversario.

      In effetti il mondo è pieno di gente che cerca di sfruttare la credulità altrui, in stile Wanna Marchi nei casi più semplici per poi raggiungere una certa sofisticazione ad esempio nella pubblicita e nella politica. Quindi certe organizzazioni come il WEF di Schwab o la Open Society di Soros oggi non fanno mistero di voler modificare in meglio (secondo loro) la società umana, seguendo però un processo che prevede, a mio avviso, un ampio utilizzo della circonvenzione degli incapaci.

      Quindi gentile Daniele, sostenere che :

      “… tirar fuori “Il Nuovo Ordine Mondiale” fa decadere la serietà dell’analisi…. è roba da complottisti che credono ai “grigi” per favore…il sito perde totalmente di credibilità se cominciate a parlare di queste cose fantasiose.”

      Oltre a esser poco cortese e lontano da una critica serena dei dati e delle conclusioni, assomiglia molto a un tentativo di screditare l’autore e il sito e a una sorta di negazionismo nei confronti di certi fenomeni (WEF, Open Society etc) che stanno chiaramente emergendo e vogliono imporsi come modello per la società del futuro… Per salvare l’umanità, il motivo è sempre quello.

  7. Daniele

    Va bene l’oggettiva disamina dei dati però tirar fuori “Il Nuovo Ordine Mondiale” fa decadere la serietà dell’analisi…. è roba da complottisti che credono ai “grigi” per favore…il sito perde totalmente di credibilità se cominciate a parlare di queste cose fantasiose.

    • Daniele,
      ho pensato la stessa cosa leggendo il post prima di pubblicarlo, e condivido le tue considerazioni perché il tema è oscuro e il concetto abusato. Tuttavia, alla luce del sole, quel che si richiede è una completa trasformazione della nostra società, anche in termini politici. Su questo non mi esprimo perché la mia opinione al riguardo non conta e non è questa la sede, ma, ripeto, questo non è un complotto, è la direzione in cui si vorrebbe che andassero le cose. E, a tutti gli effetti, è un nuovo ordine, ovviamente da non confondere con l’abuso che nel tempo è stato fatto di questo concetto.
      gg

    • Rinaldo Sorgenti

      Fantasiose? Forse sarebbe opportuno sentire il lungo eloquio del Cardinale Carlo Maria Viganò del 30.08.2021.

    • Altri commenti che mi hanno preceduto hanno espresso meglio (molto meglio) di quanto potessi fare io concetti che condivido. Qui voglio solo sottolineare che ho scritto “nuovo ordine mondiale” e non “Nuovo Ordine Mondiale” e che in queste situazioni la forma è importante in quanto l’uso delle minuscole o delle maiuscole sottintende concetti diversi. Franco

  8. luca barbieri

    segnalo questo articolo (qui perchè non sono a conoscenza di un apposito form)

    https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/08/31/news/il_nubifragio_nella_notte_salva_un_agosto_che_sarebbe_stato_tra_i_piu_secchi_degli_ultimi_decenni-316014447/?rss

    perchè proprio non riesco a trovare una correlazione fra la pioggia e il fatto che sarebbe stato un agosto particolarmente caldo: se avessero parlato di agosto “secco” la correlazione sarebbe stata evidente, ma con il caldo non la vedo.

    sarà forse perchè l’ottima stazione meteo “privata” http://danielemeteo.altervista.org/Live/template/indexMobile.php da cui prendono le immagini riporta anche una piovosità superiore al 100 % della media ? che ovviamente no nviene citata ?

  9. fabio

    E’ veramente un comportamento, quello degli “attivisti climatici”, delinquenziale, purtroppo diffuso a livello mondiale, un grosso problema compreso nella sua interezza e gravità solo da relativamente poche persone dotate soprattutto di buon senso. Ma non bisogna arrendersi. Mai.
    Grazie a Lei ed a tutti voi del sito
    Fabio

    • No, grazie a lei che, leggendoci, contribuisce a tenere viva l’idea che si possa pensare fuori dagli schemi imposti dal “consenso”.

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