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Comincia la Fuga?

Nel corso degli ultimi anni, alla già vasta comunità scientifica del settore del clima, si sono aggiunti a dibattere moltri altri soggetti, operatori del settore (come chi scrive), esperti di altre scienze, personaggi politici, esperti di tutto, esperti di niente, attori, scrittori e, se se ne fosse presentata l’occasione, sono convinto che avrebbero detto la loro anche i tronisti di Maria de Filippi; in effetti ci sta che sia accaduto ma non me ne sia accorto.

Tra tutti questi, più o meno impegnati a lanciare allarmi, stemperarli, confutarli e quant’altro, capita che alcune voci siano più ascoltate di altre. Si tratta degli scienziati di punta, quelli che a pieno titolo e con decine di pubblicazioni al proprio attivo, essendosi magari anche distinti per capacità manageriali, hanno ricevuto il mandato di rappresentare il proprio paese nelle assise internazionali, oltre che, naturalmente, fornire il proprio contributo tecnico al lavoro delle stesse.

Anche tra quelli di punta, ce n’è qualcuno più a punta degli altri, quelli che, oltre a tutto quello appena detto, sono spesso in televisione, sui giornali, ai convegni etc etc. A loro è devoluto l’arduo compito di curare la comunicazione, di fare divulgazione, di essere insomma il trait d’union tra l’ignara vulgata e i complicatissimi meandri della scienza del clima.

Andrew Weaver è uno di questi, capo della ricerca nel settore della modellistica climatica in Canada, autore di uno dei più sofisticati modelli di simulazione climatica in circolazione nonchè responsabile di guidare la stesura di parti importanti degli ultimi due rapporti dell’IPCC. Un ottimo comunicatore, uno che all’indomani del Climategate, si era affrettato a minimizzarlo, dichiarando di essere stato anche lui oggetto di analogo hackeraggio; uno che in numerose occasioni è comparso in televisione a spiegare come fossero collegate al global warming le bizze del tempo meteorologico, dicendo addirittura che temperature come quelle misurate gridavano chiaramente: Questo è il global warming!

Nel tempo libero, Weaver è stato anche co-autore del Copenhagen Diagnosis, il documento sfornato appena prima dell’omonimo vertice con lo scopo di sollecitare l’azione plitica a suon di allarmi e catastrofi annunciate. Insomma, uno che quando parla di AGW ci va giù pesante. Beh, Andrew Weaver ha dichiarato che la linea che separa l’attivismo climatico dalla scienza è stata pericolosamente attraversata e, sentendo la necessità di rendere giustizia alle ragioni della scienza, riconoscendo inoltre che il Climategate ha in effetti messo in luce un problema, ha chiesto di essere sollevato dai suoi incarichi presso l’IPCC.

Un’uscita per tempo dunque, che dimostra in quale difficoltà navighi ultimamente il transatlantico del clima che cambia. Altri seguiranno? E’ probabile, staremo a vedere. Per ora vi lascio con questa simpatica analogia trovata in calce all’articolo del National Post da cui proviene questa storia.

In the language typical of an IPCC report, one might say that the radiative forcing created by Climategate and Glaciergate strongly suggest this is very likely to bring about cataclysmic melting of the organization within the next portion of the current decadal period. The words “very likely” in IPCC risk assessment terms mean a 90% or greater probability that something will happen. As it looks now, the IPCC is burnt toast and unless it is overhauled fast there’s a 90% probability the climate-change political machine is going to come crashing down.

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Published inAttualitàNews

6 Comments

    • Quali politiche sul clima? Perchè, ad oggi, piaccia o no, non si può fare altro che adattamento, e non è un’esigenza recente, l’uomo lo fa da sempre. Sarebbe più interessante capire quali politiche sull’ambiente, ma finchè non si sgombererà il campo dalla convinzione che ridurre le emissioni sia la panacea di tutti i mali temo che non si andrà molto lontano.
      gg

  1. […] dei paesi BASIC, la richiesta di chiarezza delle massime autorità scientifiche britanniche e canadesi giunta in seguito al galattico scivolone sui ghiacciai himalayani e sulle riserve idriche […]

  2. Duepassi

    Vorrei agevolare coloro che hanno poca dimestichezza coll’inglese, traducendo col metodo Shelburn questo gustosissimo pezzo

    In the language typical – Nel linguaggio tipico
    of an IPCC report, – di un report IPCC
    one might say that – si potrebbe dire che
    the radiative forcing – la forzante radiativa [ ovvero la spinta ad andarsene ]
    created by – creata da
    Climategate and Glaciergate – (gli) scandali del clima e dei ghiacciai (himalayani)
    strongly suggest – suggerisce fortemente (che)
    this – ciò [ l’abbandono da parte di Weaver ]
    is very likely to bring about – molto probabilmente causerà
    cataclysmic melting – uno scioglimento da cataclisma
    of the organization – dell’organizzazione
    within the next portion – entro la prossima parte
    of the current decadal period. – del corrente periodo decadale.

    The words “very likely” – Le parole “very likely” [ “molto probabilmente” ]
    in IPCC risk assessment terms – in termini di valutazione del rischio dell’IPCC
    mean a 90% or greater probability – significano una probabilità del 90% o maggiore
    that something will happen. – che qualcosa avverrà.
    As it looks now, – Per quel che sembra ora,
    the IPCC is burnt toast – l’IPCC s’è bruciato arrosto [ se preferite: come un toast ]
    and unless it is overhauled fast – e a meno di una pronta revisione
    there’s a 90% probability – c’è il 90% di probabilità (che)
    the climate-change political machine – la macchina politica del cambiamento climatico
    is going to come crashing down. – si schianti.

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