Ad ognuno il suo Venerdì…

[photopress:Il_venerd__.jpg,thumb,pp_image]…Ma quello di “Repubblica” stavolta merita un commento. Edizione della settimana scorsa, non disponibile on line, con due interventi notevoli in argomento AGW. Il primo, in tempi di fresco e di battuta d’arresto del riscaldamento globale è tutto un programma: “Luomo che fa milioni vendendo fumo”. Si parla di Richard Sandor, il proprietario della European Climate Exchange, la compagnia che gestisce l’86% dello scambio dei certificati di emissione, ovvero l’obbiettivo finale degli innumerovoli codici e codicilli che hanno fatto della già scientificamente fallimentare operazione Kyoto, quello che in effetti voleva essere: una miniera d’oro.

Un affare che stentava a decollare, ma che grazie alla correzione di rotta del 2007, ha finalmente preso il volo. Circa 40mld di dollari di giro d’affari fino ad oggi, destinati a diventare oltre 60 nel breve periodo. Soltanto in termini di commissioni un valore di 1,3mld di dollari all’azienda di famiglia. Un pò critico, perchè in fondo sempre di sporco denaro si tratta, ed un pò ammiccante perchè questi poveri milionari sono pur sempre dei difensori della giusta causa dell’AGW, l’articolo non manca di strizzare l’occhio anche alla madre di tutte le soluzioni: una salomonica “carbon tax” sapientemente gestita da coloro che tutto possono e che hanno sin qui dimostrato ampiamente di prestare occhi, orecchi e tutti i sensi cha hanno alle sollecitazioni di quelli che di cambiamenti climatici dicono di saperne parecchio. Per ora si fanno i soldi, presto (rispetto ai tempi del clima) si faranno anche le cose per bene. Save The Planet sì, ma da questi personaggi, non dalle emissioni di CO2.

[photopress:Il_venerd___1.jpg,thumb,pp_image]Secondo articolo, “Il gigante di ghiaccio che sfida il riscaldamento globale”. Trattasi del Perito Moreno, il ghiacciaio nella Terra del Fuoco che non ne vuol sapere di arretrare, neanche se l’anidride carbonica arriverà a costare non gli attuali 22$ la tonnellata ma 44. Farebbe impazzire gli “scenziati” di mezzo mondo con questo bizzarro comportamento. Lo credo bene, tutti lì a cercare di capire perchè non ne vuol sapere di obbedire alle leggi degli uomini e continua a seguire quelle della natura. Mica come il suo vicino Upsala, cui è stata persino riservata una scrittura nella climafiction di Al Gore. Per spiegare tanta ostinazione nell’articolo si avanzano due ipotesi, 1) movimenti tellurici che ne accelerano il cammino e dal noto potere raffreddante e, 2) le bizzarrie del Niño, che notoriamente tutto può e, nella fattispecie farebbe piovere e nevicare di più (sempre con temperature da deserto però), aumentandone il volume.

Per chiudere una chicca. Un pò di sano made in Italy, con un breve riferimento alle “stranezze” dei ghiacciai del Monte Bianco. Sotto i 4000m si ritirano e sopra invece aumentano di migliaia di metri cubi. Direi che un ghiacciaio non fa stranezze, in genere fa il ghiacciaio. Peccato che dietro questo comportamento originale c’è forse lo spauracchio delle traballanti basi scientifiche del riscaldamento globale di origine antropica. Qualche tempo fa ne abbiamo parlato qui su CM in questo post. Perchè la teoria dell’effetto serra di origine antropica regga è necessario che la temperatura, ad un’altezza di qualche chilometro sopra le nostre teste, salga ad un ritmo tre volte e mezza superiore a quello con cui “stava” salendo al suolo. Questo non accade, con buona pace di teorizzatori, modellisti e paladini dell’AGW, perciò lassù nessuno scioglimento ma un sano aumento di volume. Strano è semmai considerare anomalo un tale comportamento.

Comunque nessun timore, la strada intrapresa per “spiegare” cosa stia accadendo al Perito Moreno è quella giusta ed in fondo è sempre la solita. Non siamo nella possibilità di spiegare quanto sarebbe necessario i processi naturali ma ce ne siamo inventati un bel numero, tutti di produzione propria, per costruire un bel modello di previsione, sul cui verdetto non ci sono dubbi: è questione di poco e anche questi bizzarri comportamenti spariranno perchè il riscaldamento globale è inarrestabile.

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Author: Guido Guidi

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4 Comments

  1. Beh se chiuderanno bottega ( casa che io mi auspico) dovranno riaprire…i manicomi 😀

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  2. Non posso che condividere il rilievo circa l’impossibilità di incatenare il clima in schemi rigidi. D’altronde è dimostrato come anche durante la Peg anni molto miti si siano succeduti.

    Vorrei però farle una domanda:le sue impressioni sui prossimi 10 anni quali sono? le do un elemnto in più di riflessione. Se si prende in considerazione gli anni 60 e 70 c’è un unanime considerazione di questo ventennio come freddo e umido. Se noi volessimo invece riassumere gli ultimi 20 anni sarebbe davvero difficile trovare un minimo comun denominatore. Abbiamo avuto anni mediamente freddi tra cui se non ricordo male la fine anni 90 e anni mediamente caldi come il 2007; abbiamo avuto anni umidi come mediamente dopo il 2000 e anni mediamente secchi come l’inizio anni 90. Ora non ricordo precisamente gli anni ma insomma…l’impressione è di avere tra le mani una serie di annate un pò tipo armata brancaleone. Non si capisce bene dove si stia andando…lei che ne pensa?

    Beh, siamo sicuri che queste non siano “nostre” personali percezioni? Comunque, gli anni ’60 e ’70 hanno avuto a fattor comune temperature stabili o in discesa e questo si è tradotto in più episodi di annate fredde; successivamente il comune denominatore è stata la rinnovata tendenza al riscaldamento e, inevitabilmente, pur con eccezioni, hanno prevalso annate tiepide o calde. Questa differenza è però molto più percepita che reale, perchè le differenze di T che hanno caratterizzato questi periodi le si legge con difficoltà sui grafici figuriamoci fuori dall’uscio di casa. Quanto ai prossimi anni è ancora una volta la domanda….della decade :). Comunque, le simulazioni decadali dell’Hadley Center segnano una scarsa crescita delle T nel breve periodo (3-5 anni), salvo poi ripresa galoppante del GW, anche perchè altrimenti dovranno chiudere bottega. Ammesso che questo sia giusto il dopo è ancora tutto da vedere.
    gg

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  3. Credo che noi tutti stiamo studiando l’attuale fase di riscaldamento con una pesante ipoteca alle nostre spalle: quella lasciata dalla peg.
    Molti, ho avuto modo di dirlo in altri miei interventi, continuano a spiattellare dati all’opinione pubblica raffrontandoli con quelli degli ultimi 150 anni. Ciò lascerebbe pensare che per codeste persone il clima ideale, normale, perfetto, fosse quello della fase conclusiva della Piccola era Glaciale. Che culo!!! ( perdonatemi il termine…).

    Tuttavia se conveniamo che la piccola era glaciale sia stato un periodo fuori dalla norma, dobbiamo allora capire verso quale normalità stiamo viaggiando o verso quale equilibrio. Perchè è chiaro che se anche l’attuale periodo fosse parte di una parabola ancora ascendente, il nostro futuro non sarà affatto roseo, almeno per i ghiacciai!
    In attesa di saperne di più dal trend del secondo semestre del 2008 non possiamo tuttavia nascondere una cosa:
    il ciclo Amo in fase di debole positività ha favorito una lunga fase atlantica che si protrae addirittura da gennaio. I nostri ghiacciai osservando le webcam, sono in ottimo stato di salute ( penso allo stelvio, alla marmolada e al presena in primis), i bacini idrici strapieni e le montagne tutte bianche. Siamo a fine aprile e non pare che il trend dello scorso anno , così come i disastrofili profetizzavano, si sia ripetuto. Autunno secco sì ma freddo, inverno mite sì ma piovoso. E la primavera? beh! non c’è che dire, fin’ora ha lasciato stupiti in positivo! E i tg tacciono…

    Salve Marcus,
    io non considererei la PEG un’ipoteca o, se si preferisce, un fattore oscurante o condizionante del normale trend delle temperature. Piuttosto una evidenza dell’accentuata variabilità cui il sistema clima ed i suoi sottositemi sono soggetti, nel breve, medio e lungo periodo. Se il trend ascendente dovesse continuare malgrado i segnali lascino intendere il contrario (attenzione, non mi riferisco affatto agli ultimi mesi ma agli ultimi dieci anni o giù di lì ed alle indicazioni che giungono dalla PDO e dai cicli solari), pur tenendo nel giusto conto gli effetti antropogenici (non CO2 ma uso del terriotorio, deforestazione, cementificazione, aumento demografico e conseguente urbanizzazione etc etc…), è impensabile supporre di andare verso alcun genere di equilibrio. Il sistema non è mai stato in equilibrio ma piuttosto sempre soggetto a rovesciamenti anche drammatici. L’idea che un certo tipo di clima, quello nel quale la civiltà umana ha conosciuto il boom, sia quello ottimale e vada quindi mantenuto è semplicemente utopica e, questa sì, fortemente antropocentrica.
    Quanto alle osservazioni da webcam, condivido ma forse sono un pò superficiali, pur dando, nel breve periodo, dei segnali confortanti ovviamente. Infine i TG che tacciono perchè nessuno li imbecca e questa non è responsabilità del mondo dell’informazione, ma piuttosto della divulgazione scientifica che è, diciamo così, un pò in stand-by per vedere dove si andrà a parare. Certamente se la T non si rimette a salire stile fine del secolo scorso sarà dura continuare a battere sul GW. Ne abbiamo avuto un esempio pochi giorni fa con l’affaire della Niña. Nessuno ci ha capito nulla ma è stato detto tutto ed il contrario di tutto, e l’imbeccata arrivava nientemeno che dal Segretario Generale dell’OMM.
    Staremo a vedere.
    gg.

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  4. Direi che di dati in controtendenza se ne possono trovare una marea. Tuttavia mi preme sottolineare che è incontestabile l’arreytramento dei ghiacciai alpini e, quantomeno, il riscaldamento del clima europeo.
    Certo da questi dati bisognerebbe poi prendere spunto per fare un’analisi equilibrata anzichè un’analisi dettata dallo sporco denaro!

    Giusto, un trend di arretramento cominciato 150 anni fa…ma questo non conta, oppure sì? Quanto al clima europeo, il problema è quanto (perchè i dati osservati sono soggetti a correzioni e quindi a rischio bias, per ammodernamento dei sensori, spostamento dedelle stazioni e variazione delle condizioni a contorno) e perchè (recupero dalla piccola era glaciale, variazione d’uso del territorio, incremento demografico, deforestazione, cementificazione, urbanizzazione). Ah, dimenticavo le azioni di mitigazione per tutte queste cose non generano mercato.
    gg

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