Salta al contenuto

La Nebbia che Aiuta a Riflettere

Oggi, 22 febbario 2010, molti quotidiani (ad esempio qui) c’informano che alcuni scienziati americani si sono accorti che la frequenza del fenomeno della nebbia in pianura Padana è diminuito. Gli italiani già da tempo lo avevano osservato, ad esempio nel 2007 se ne parlò su molti quotidiani1. Anche stavolta non sono mancati gli esperti che hanno messo in relazione tale fenomeno “regionale” con il fenomeno globale del riscaldamento dovuto all’incremento di concentrazione dei gas serra, affermando che questa è un’ulteriore dimostrazione dell’influenza dell’uomo sul clima2. E’ stato scritto:“Ma chi ha spazzato via la nebbia dalla Val Padana? Anche questa volta è colpa del famigerato riscaldamento globale”. Ammesso, e non concesso, che ciò sia vero, possiamo “dimostrare scientificamente”3 i benefici del “global warming”, ovvero il fatto che questo ha salvato migliaia di vite umane ed ha permesso di risparmiare molti soldi.

Nel periodo più freddo dell’attuale ed in cui l’aria era più inquinata di oggi, dagli anni ’50 a metà anni ’80, la nebbia causava nel nord Italia numerosi morti sulle strade e rilevanti problemi alla navigazione aerea. I lettori più anziani ricordano sicuramente la trasmissione “Portobello” del compianto Enzo Tortora, nella quale nel periodo in cui si credeva nell’arrivo di un’imminente glaciazione, fu molto seguito il caso di un signore che proponeva la rimozione del Monte Turchino per creare una corrente d’aria sulla pianura Padana capace di eliminare la fitta nebbia. La proposta riprendeva quanto già fatto nel 1969 nell’ambito del “Comitato Nazionale per l’Igiene e il Progresso” di cui era presidente l’on. Giambattista Migliori.

Alla discussione su cosa fare parteciparono molti esperti, nessuno dei pareri dell’epoca prevedeva una riduzione del fenomeno con il trascorrere degli anni, anzi per molti la frequenza del fenomeno sarebbe peggiorata. Le critiche che fortunatamente procrastinarono ogni azione si appuntarono quasi esclusivamente sul fatto che “il taglio” non avrebbe funzionato, tanto che alcuni proposero degli enormi ventilatori.

A distanza di più di venti anni, come tutti possono costatare, il problema della nebbia si è ridotto, alcuni studi indicano del 30-40%. I sinistri mortali aumentano del 38% con la presenza di nebbia rispetto la media, e nel 2002 la nebbia a causato 2.683 incidenti con 98 morti e 4090 feriti4. Proporzionalmente, una diminuzione del 30% delle giornate di nebbia “ha evitato” ogni anno circa 1150 incidenti, 42 morti e 1753 feriti.

Inoltre, il riscaldamento globale ha evitato lavori, come la rimozione di montagne (che avrebbero portato danni irreversibili al panorama ed enormi spese), la soluzione di gran parte dei problemi del traffico aereo e stradale, ma soprattutto in futuro, entro i prossimi 30 anni, riuscirà ad evitare 34500 incidenti, a salvarne dalla morte 1260 e dalla sofferenza 122.700 (per creare un’immagine maggiormente suggestiva potrei dire che sarà stata salvata una città come Ferrara). Stima per difetto perché le giornate di nebbia dovrebbero secondo i modelli ulteriormente diminuire (la scelta del periodo trentennale è stata fatta per creare un numero verosimile che fa colpo, ma niente proibisce di proiettarci fino ad un secolo).

In questo caso, un po’ provocatoriamente, si è mostrato com’è possibile tramite la “pseudo-scienza” partire da una fluttuazione del clima a scala regionale, al fine di dimostrare una tesi già precostituita a scala globale dandogli dignità scientifica per il solo fatto che diamo dei numeri (per chi è profano in senso letterale e per uno scienziato in quello metaforico). Analogamente si potevano elaborare dati con i poveri emarginati salvati dal freddo dell’inverno, i soldi di riscaldamento risparmiati, la diminuzione di pm10 e malattie dovuti ad un minor uso dei riscaldamenti, etc. Con certezza scientifica si sarebbe solo potuto affermare che esiste una diminuzione della nebbia in pianura padana e questa riduce gli incidenti ed il relativo numero di morti, elimina enormi problemi di traffico, fa risparmiare molti soldi. E’ tutto da dimostrare che la nebbia sia diminuita a livello locale a causa del fenomeno a scala globale detto “effetto serra”, che la variazione nella frequenza della nebbia sia dovuta all’effetto serra incrementato per l’azione dell’uomo e non per gli effetti naturali, che l’incidenza degli incidenti calcolata su un anno è rappresentativa per i prossimi 30 anni a livello di traffico, che la diminuzione del 30% della nebbia porti una diminuzione del 30% dei danni, che gli incidenti avvenuti nei giorni di nebbia sono causati tutti solo da essa, che la sicurezza autostradale, sicurezza degli autoveicoli, il comportamento delle persone per 30 anni non sarebbe migliorata, etc. In questo caso abbiamo scherzato, ma quante volte abbiamo visto metodi analoghi per dimostrare che l’effetto serra causerà nei prossimi decenni danni enormi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
  1. La Stampa il 9.11, Il Giornale di Vicenza ed il Il Gazzettino (Padova) il 15.11, L’arena il 16.11, Corriere del Veneto il 23.11, Avvenire il 25.11.2007, etc []
  2. L’aumento di decimi di grado della temperatura media, a parità di altre condizioni, può influire sull’ora di formazione della nebbia generalmente ritardandola rispetto al passato. Molto più difficile da dimostrare, visto che la nebbia non si formava nell’istante in cui la temperatura era minima, che aumento di decimi causi la sua scomparsa []
  3. Nella scienza è fondamentale il metodo, in questa nuova “junk-science” basta che ci siano modelli semplici, si diano i numeri ed i risultati vadano a rafforzare quanto i sensi delle persone rilevano.  Affrontare un problema scientificamente porta sempre ad un duro lavoro e non sempre ad un risultato prontamente applicabile. Meno sacrificio e maggior sicurezza di risultati offre l’entrare a far parte di una nuova attività, che cerca di dimostrare con argomenti pseudo-scentifici quanto la gente teme in modo da poter divenire i paladini dei loro diritti []
  4. Fonte ACI []
Published inAmbienteAttualitàNews

8 Comments

  1. Fabio

    ah! allora per restare in tema chiedo: che resa hanno i pannelli fotovoltaici con la nebbia stile … 1988 (20 gg di nebbia continua ) ?

    La domanda è sincera (anche se un po’ birichina)

    Grazie

    • Lorenzo

      Con i cristallini sarebbe stato un disastro, mentre con quelli a film sottile te la saresti cavata discretamente 😉

    • Fabio

      1 link che descrive seriamente i 2 concetti ?

      Grazie

  2. Fabio

    Non capisco, qualcuno mi può aiutare ?
    Durante le settimane di nebbia si aspettava con ansia la pioggia per interrompere il blocco del traffico. Ora, la prossima domenica 28 cm, il traffico si blocca per diminuire l’inquinamento … ma se sono 3 mesi che piove e nevica senza interruzione ?!?!?!?

    La domanda è sincera

    Grazie

    • marco g.

      Forse perchè in prossimità di elezioni i nostri politici vogliono dimostrare di essere sensibili ai problemi ambientali…..

    • Angelo

      O forse perché hanno tutti paura di un avviso di garanzia per superamento di livelli PM10…

    • Angelo

      …già che ci sono le elezioni tra poco…Chissa!:-)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »