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Tra poco tocca a noi – Aggiornamento

Quella di Manhattan è un’isola, per cui trovo giusto che il New York Daily News abbia preso seriamente il lancio dell’Associated Press in cui si parla di una derelitta isola sull’estuario del fiume Hariabhanga finita sott’acqua. Un territorio eternamente conteso tra India e Bangladesh ora non più contendibile.

Il commento dell’esperto di turno, un oceanografo di nome Sugata Hazra è lapidario: “Quello che questi due paesi non hanno potuto raggiungere in anni di negoziati, lo ha risolto il riscaldamento globale”. E poi ancora: ” Avremo ancora più gente costretta ad abbandonare i Sunderbans (l’estuario), man mano che altre isole finiranno sott’acqua”.

Caspita, noi tutti qui a discutere di aria fritta (calda) e laggiù sono già alle prese con il terrore climatico. Possibile? A ben vedere direi di no, basta dare un’occhiata un po’ meno approssimativa alla situazione. Quello che nell’articolo si definisce isola (tiny rock island, notare il simpatico vezzeggiativo), era in realtà un banco di sabbia, che i due paesi si saranno pure disputati, ma sul quale, guarda caso, nessuno aveva mai provato a metter su un insediamento umano, perchè soggetto a continue variazioni della morfologia. E così, dopo averla fatto crescere un bel po’, stranamente negli anni orribili del super global warming -leggi le ultime decadi del secolo scorso- il flusso delle acque in uscita dall’estuario se l’ è ripresa.

Alternative non ce ne sono, visto che nella zona il mare è cresciuto di ben 19,4mm all’incessante rateo di 0,54mm per anno. Un vero tsunami. Nonostante ciò, si trova il modo di prendersela con il riscaldamento globale.

Fonte WUWT

Dopo tanta attenzione alla realtà delle cose, e con un territorio complesso come il nostro, è lecito domandarsi quando potrà toccare a noi.

Cambiamenti climatici - E tu chi sei?

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Aggiornamento

Ho chiuso il sondaggio, del resto era uno scherzo, per cui obbligatoriamente deve durare poco. Non me ne vogliano i romani per il riferimento alla splendida isola sul Tevere (per la quale nutro tra l’altro un affetto particolare essendo nate lì le mie bimbe), né me ne vogliano gli amici “lagunari” per il riferimento alla nebbia un po’ scontato. Il sondaggio lo ha vinto l’unica risposta logica, a scomparire causa GW in Italia sarà l’isola ce non c’è, il disco di Bennato. Anche questa però sarà una sparizione finta, perché questo brano rappresenta un pezzo della storia della musica italiana. Anzi, sapete che vi dico? Basta torturarci con le vicende climatiche, godiamocelo.

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Published inAttualitàNews

4 Comments

  1. Avevo visto anch’io questa notizia, riportata con la dovuta enfasi da BBC e Al Jazeera.
    In particolare Al Jazeera dice:
    “Until 2000, the sea levels rose about 3 millimetres (0.12 inches) a year, but over the last decade they have been rising about 5 millimetres (0.2 inches) annually”
    Ora, se consideriamo che l’isola è apparsa nell’anno di grazia 1970 in seguito a un ciclone, e che secondo i suddetti dati il livello del mare sarebbe salito 90 mm fino al 2000, per poi crescere nell’ultimo decennio di altri 50 mm, ne deduciamo che che tutti questi celebri e autorevoli network hanno annunciato la sparizione di un isola che si stagliava nei cieli dell’oceano Indiano per ben 14 centimetri. Chapeau.

  2. Anna L.

    La dichiarazione di Hazra fa il paio con quella rilasciata allo IUAV di Venezia da Mercalli e riportata sul corriere del Veneto di oggi. Parte da una apodittica dichiarazione:” Il surriscaldamento del pianeta, dovuto alle emissioni di CO2 non è una teoria (stendiamo un velo pietoso sul significato di teoria…).E’ dimostrato” e continua prevedendo, tra cinquant’anni la scomparsa della città, travolta da maree di due metri e mezzo o in alternativa diventata una fogna a cielo aperto a causa della perenne chiusura del Mose. E non mi pare che il giornalista, di fronte a tanta sicurezza, venga sfiorato da un qualche dubbio.

    • duepassi

      Mi sa che il buon avo omonimo (supposto che davvero sia parente) si rivolterà nella tomba ogni volta che il suo nome viene associato a questo sostenitore del de-sviluppo.
      Secondo me.

  3. Maurizio Zuccherini

    Mi chiedo come sia possibile che una notizia la cui infondatezza è così evidente possa essere pubblicata da un giornale serio. Un bambino si sarebbe subito accorto della bufala. Ma allora è così per ogni altro aspetto trattato dai media? Trovo la cosa estremamente seria e preoccupante. Altro che libertà di stampa!….

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