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Outlook – Bollettino del 29/11/2011

Analisi stratosferica e degli indici teleconnettivi

Il VPS risulta piuttosto compatto in tutti i piani isobarici, ove si riscontrano ovviamente flussi ad elevato indice zonale. A partire dalla metà della prima decade di dicembre è previsto un ulteriore graduale raffreddamento sia alla quota isobarica di 10hPa sia alla quota isobarica di 30hPa nella porzione latitudinale 65°N-90°N.

Tale situazione manterrà una elevata zonalità in questi piani stratosferici. L’indice NAM ha già raggiunto la soglia di criticità di -1,5 ma gli effetti troposferici al momento non si ritiene possano essere rilevanti nel lungo periodo, rispetto a una circolazione troposferica già in essere molto veloce.

I venti alla quota isobarica di 1hPa nella fascia latitudinale 0° – 5°N stanno divenendo antizonali e, progressivamente intensificandosi, scenderanno gradualmente verso i piani inferiori, a testimonianza che è stato avviato il percorso che porterà, verosimilmente tra circa 27 mesi, ad una nuova fase QBO negativa. Nella stessa porzione latitudinale, nei piani compresi tra 2 e 5 hPa è presente una circolazione zonale segno della prossima fase QBO positiva, a sua volta attesa instaurarsi tra circa 16 mesi.

Attualmente l’effetto più rilevante è l’instaurarsi dell’HP stratosferico delle Aleutine, in ritardo rispetto la media stagionale, che dal lato asiatico si muoverà rinforzandosi verso le coste nord americane. Tale situazione determinerà il primo seppur parziale disturbo al vortice polare che, infatti, tenderà temporaneamente a perdere forza nei primi giorni di dicembre. Lo stesso anticiclone costringerà il VPS a riposizionare le sue spire presentando tre lobi: uno ad interessare la parte nordorientale americana, un secondo verso l’Europa centro-settentrionale e un terzo verso l’est asiatico.

La circolazione stratosferica sull’atlantico settentrionale deporrebbe, a partire dai prossimi giorni e fino al termine della prima decade del mese, a favorire le prime configurazioni troposferiche propizie all’instaurarsi di configurazioni di blocco che però troveranno ancora condizioni di momento zonale elevato e quindi a subire tagli dal veloce flusso a latitudini superiori a 55°N.

La presenza anticiclonica in Atlantico favorirà dei primi afflussi freddi nord europei o nord atlantici sul bacino centrale del mediterraneo con obiettivo principale l’est Europa. Alla quota isobarica di 1hPa si profila dal 5 dicembre l’avvio di un HP anomalo in area atlantica in espansione verso l’Africa nord occidentale. Tale situazione, con graduale coinvolgimento anche dei piani stratosferici inferiori, deporrebbe ad un rafforzamento ed espansione troposferica dell’HP delle Azzorre verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo tra la fine della prima decade e l’inizio della seconda decade di dicembre.

Tale configurazione, corroborata sempre da un intenso flusso zonale, sembra permanere quindi per l’intera seconda decade. La configurazione circolatoria stratosferica delle prossime settimane non deporrà a cambiamenti sostanziali all’attuale regime troposferico. Un nuovo disturbo al VPS dovrebbe profilarsi per la metà della seconda decade di dicembre il quale potrebbe determinare per la fine del mese un graduale cambio circolatorio troposferico.


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Crediti

Un sentito ringraziamento a Carlo Colarieti Tosti che, come i lettori più affezionati di CM ormai sanno, è la fonte principale di queste analisi, oltre ad essere l’anima del CIMAT, il Centro Informazioni Meteo di Alta Montagna.
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Outlook 29 novembre 2011

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