Temperature Globali

Trend in atto

Dopo la fine della piccola era glaciale, fase fredda che ha interessato più direttamente il periodo compreso fra il XVII e la prima metà del  XIX secolo, le temperature globali hanno ripreso a salire (“grazie a Dio”, perché fare agricoltura prima che la “perfida azione dell’uomo” iniziasse ad alterare il clima era assai più proibitivo rispetto ad oggi).

Circa l’andamento delle temperature globali al suolo, secondo il dataset internazionale Hadcrut4 per il periodo 1850-2015 (CRU di East Anglia University e Hadley Center), ad una fase di aumento che ha avuto il proprio apice nel 1878 (+0.5°C rispetto al 1850)  ha fatto seguito una fase di decremento con minimo nel 1911 (-0.2°C rispetto al 1850). Ad un nuovo incremento fino al 1945 (che si è collocato a +0.5°C rispetto al 1850) è seguita una diminuzione protrattasi fino al 1976 (anno che a livello globale si colloca a soli +0.1°C rispetto al 1850). Dal 1977 al 1998 le temperature globali sono di nuovo aumentate portandosi nel 1998 a +0.85°C rispetto al 1850. Dal 1998 ad oggi infine si è osservato un lieve aumento residuo che tuttavia non trova conferma nei dati da satellite MSU relativi alla bassa troposfera, e che indicano piuttosto la sostanziale stazionarietà delle temperature globali dopo il 1998.

Occorre evidenziare che la salita delle temperature fino ai valori odierni è stata tutt’altro che continua, nel senso che a un trend di incremento pari a +0.85°C dal 1850 ad oggi si è costantemente sovrapposta una ciclicità sessantennale che ha mostrato minimi negli anni 1850, 1910, 1977 e massimi negli anni 1878, 1945 e 1998. Inoltre si è assistito ad una accentuata variabilità interannuale con la rapida alternanza di annate più calde e più fredde.

Oggi sappiamo che la ciclicità sessantennale è imposta da una ciclicità delle temperature marine che per il Nord Atlantico è espressa dall’indice AMO, fenomeno del tutto naturale, la cui presenza è dimostrata per lo meno per gli ultimi 8000 anni (Knudsen et al 2011). La grande variabilità interannuale è anch’essa un fenomeno del tutto naturale e che deriva dall’alternarsi di regimi circolatori diversi. La sua presenza anche remota ci è mostrata ad esempio dalla serie storica delle date di vendemmia in Borgogna dal 1370 ad oggi (Labbé e Gaveau, 2013).

Sul trend di +0.85°C non possiamo invece escludere l’influenza umana legata all’emissione di gas serra di origine antropica (anidride carbonica, metano, protossido d’azoto) cui si sovrappongono fenomeni naturali come l’attività solare. In tal senso fra le possibili interpretazioni citiamo quella di Ziskin & Shaviv (2012) i quali applicando un Energy Balance Model, hanno stimato che il 60% del trend crescente delle temperature osservato nel XX secolo è di origine antropica ed il 40% e di origine solare. Anche se la scienza non procede di regola per “colpi di maggioranza”, occorre evidenziare che le valutazioni di Ziskin & Shaviv sono confortate dal fatto che il 66% dei 1868 ricercatori operanti in ambito climatologico e intervistati da Verheggen et al. (2014) ha espresso l’idea che le attività antropiche siano all’origine di oltre il 50% dell’aumento delle temperature globali registrato dal 1950 ad oggi.

Aspetti paleoclimatici

Lo studio del paleoclima ci indica che l’olocene è stato interessato da episodi caldi (gli optimum postglaciali) fra cui rammentiamo il grande optimum postglaciale, l’optimum miceneo, l’optimum romano, l’optimum medioevale e la fase di riscaldamento attuale. A tali fasi si sono alternate fasi di “deterioramento” segnate da cali termici ed avanzate glaciali. Per inciso l’uso di “optimum” e “deterioramento” non è affatto casuale e gli optimum erano così chiamati i quanto la vita era più facile, la mortalità più ridotta e le fonti di cibo ed energia più abbondanti. Lo stesso padre spirituale della teoria dell’Anthropogenic Global Warming (AGW), Svante Arrhenius, vedeva nel riscaldamento globale da CO2 un fenomeno positivo poiché in grado di rendere più vivibili e meglio fruibili per l’uomo i gelidi areali nordeuropei, sogno questo che si starebbe oggi avverando.

Le Previsioni di CM – 15 / 21 Maggio 2017

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Le Previsioni di CM – 15 / 21 Maggio 2017

Questa rubrica è curata da Flavio________________________

Situazione ed evoluzione sinottica

Una vasta saccatura è in azione in Atlantico, estesa dalla Groenlandia fino alle Azzorre e in seno alla quale agiscono tre centri depressionari che portano in queste ore maltempo sull’Islanda e le isole britanniche. In risposta dinamica alla saccatura atlantica il campo di massa è in rapido aumento sull’Europa occidentale dove si fa sentire l’azione stabilizzante in quota di un promontorio nordafricano a supporto di un anticiclone europeo che piazza i suoi valori massimi di pressione al suolo tra la Scandinavia e il Mar Bianco. Sul bordo orientale della struttura anticiclonica scende aria fresca e debolmente instabile per calo associato del geopotenziale con annessa curvatura ciclonica delle correnti in quota sull’Italia centro-meridionale. Ne consegue diffusa instabilità pomeridiana sulle zone interne e montuose (Fig.1).

Fig.1: GFS, Lunedì 15 Maggio 2017. Geopotenziale e isobare al suolo. Fonte: www.wetterzentrale.de

Nel corso della settimana la lenta evoluzione in senso zonale delle figure sinottiche citate si assocerà ad una graduale attenuazione dell’instabilità pomeridiana a partire dalle regioni centrali, in estensione a quelle meridionali. Nel contempo, l’avvicinamento da ovest della saccatura atlantica porterà ad un graduale deterioramento delle condizioni meteorologiche a partire dalle regioni di nordovest (Fig.2).

Si prospetta quindi una settimana sostanzialmente in linea con il calendario che vede la primavera meteorologica vicina a cedere il passo all’estate. Le regioni settentrionali risentono ancora dell’influenza delle correnti più umide atlantiche, mentre il Sud è sempre più esposto all’azione stabilizzante collegata allo spostamento verso nord della zona di convergenza intertropicale. Il tutto condito da instabilità pomeridiana che interessa prevalentemente le zone interne e montuose del Paese.

Fig.2. GFS, Venerdì 19 Maggio 2017. Geopotenziale e isobare al suolo. Fonte: www.wetterzentrale.de

Previsioni del tempo sull’Italia

Lunedì molto nuvoloso al mattino su Emilia Romagna e regioni di Nord-est, con piogge e rovesci in graduale attenuazione. Altrove generalmente sereno o poco nuvoloso. Aumento della nuvolosità dalla tarda mattinata su Alpi centro-orientali e su tutto l’arco appenninico peninsulare con associata, diffusa fenomenologia da instabilità pomeridiana, in locale sconfinamento sui litorali, con particolare riferimento alla costa ionica lucana. Passaggio di nubi stratiformi sulla Sicilia, ma in assenza di fenomenologia. Temperature in lieve diminuzione specie su medio e alto Adriatico. Venti generalmente di maestrale, deboli.

Martedì Iniziali condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso ovunque, con passaggio di nubi stratiformi sulle regioni meridionali. Tendenza ad aumento della nuvolosità sull’Appennino meridionale con associata fenomenologia in attenuazione dalla serata. Temperature in lieve aumento al Centro-Nord. Venti dai quadranti settentrionali, con qualche rinforzo su Adriatico centro-meridionale.

Mercoledì iniziali condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso ovunque, ma con rapido aumento della nuvolosità sulle Alpi occidentali con associata fenomenologia da instabilità pomeridiana. Nubi in rapido aumento anche sull’Appennino meridionale, con associata fenomenologia temporalesca, anche di forte intensità e con precipitazioni localmente abbondanti specie su Lucania e Calabria dove si farà sentire l’effetto del passaggio di un nucleo di aria più fresca in quota. Temperature in diminuzione sulle regioni sud-orientali. Venti deboli variabili al Nord e al Centro, deboli dai quadranti settentrionali al Sud con qualche rinforzo sul basso Adriatico.

Giovedì nuvolosità in aumento sulle regioni nord-occidentali, prevalentemente stratiforme, cui si sommeranno gli effetti dell’instabilità pomeridiana sulla regione alpina con associate precipitazioni nelle ore più calde specie sui settori occidentali, in locale sconfinamento sulla Valpadana. Sereno o poco nuvoloso sulle regioni centrali. Nuvolosità irregolare al Sud con precipitazioni sparse in intensificazione nelle ore pomeridiane sulle zone interne e montuose con associata fenomenologia prevalentemente temporalesca. Temperature stazionarie. Venti deboli variabili tendenti a disporsi dai quadranti orientali sui bacini meridionali e su canali di Sardegna e di Sicilia.

Venerdì al Nord nuvolosità in aumento sulla regione alpina con associata fenomenologia da instabilità, in particolare sulle Alpi occidentali con sconfinamenti sulla Valpadana in serata. Altrove cieli sereni o poco nuvolosi con aumento della nuvolosità sull’Appennino centro-meridionale e associata fenomenologia, in miglioramento dalla serata. Temperature in aumento a cominciare dalle isole maggiori. Venti tendenti a disporsi di libeccio sui bacini occidentali, in graduale intensificazione.

Sabato peggiora al Nord, con piogge e temporali. Centro-Sud ancora in attesa. Temperature in diminuzione al Nord, in aumento anche sensibile al Centro e soprattutto al Sud. Venti ovunque dai quadranti meridionali, in rinforzo sui bacini centro-meridionali.

Domenica possibile estensione di nuvolosità e fenomenologia sul resto del Paese. Sussiste tuttavia la possibilità che il promontorio africano resista sulle regioni meridionali, confinando il peggioramento al Nord e regalando al Meridione condizioni di tempo soleggiato e piuttosto caldo per il periodo.

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Convergenza evolutiva del pensiero

Posted by on 18:23 in Attualità | 1 comment

Convergenza evolutiva del pensiero

Su questo blog ci sono quasi 4.300 post. Tra questi, non si contano le volte in cui abbiamo cercato di spiegare quanta spaventosa approssimazione ci sia nella querelle del disastro da riscaldamento globale. Approssimazione nelle proiezioni e approssimazione nelle esagerazioni. Per sintetizzare tutto questo ci vuole un genio dell’ironia.

Leggete la striscia di Dilbert qui sotto, perché meriterebbe di diventare il manifesto della ragione. L’amico che me l’ha segnalata, riconoscendovi praticamente un condensato del pensiero di questo blog ha definito questa assonanza “convergenza evolutiva del pensiero, di fronte all’evidenza“. Un’evidenza troppo visibile perché color che tutto sanno possano vederla.

Buona serata

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Come dargli torto…

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Come dargli torto…

Oggi si apre il G7  Finanze a Bari. Tra le altre cose, in cui non sono certamente attrezzato per entrare, è probabile che si vedano le manifestazioni di protesta che additano la distanza siderale tra i redditi dei protagonisti dell’alta finanza e…tutti gli altri.

E’ il mercato bellezza, si dirà. Come ha detto Alessandro Milan, giornalista di Radio24 che conduce la trasmissione del primo mattino, commentando il compenso di 400.000 Dollari che pare sia stato ottenuto dall’ex presidente USA per il suo intervento a Milano dei giorni scorsi e gli 850 Euro che molti hanno speso per andarlo a sentire.

Al centro del discorso di Obama, il clima che cambia e i colpi che questo cambiamento infliggerebbe al pianeta, soprattutto alla sua capacità di produrre cibo, riducendo i raccolti e facendo salire il prezzo delle materie prime alimentari. Davvero?

Se non avete voglia di andare sul link nel tweet, date un’occhiata alle immagini qui sotto. Vengono dalla FAO (ps: nella seconda immagine la linea buona è quella gialla…).

Magari si potrebbe provare a chiedere dove sono le tracce di riduzione della produzione e aumento dei prezzi, ma temo che potrebbero volerci altri 850 Euro a testa e qualche altro centinaio di migliaia di Euro di compenso per sentirsi dire che non siamo capaci di capire…

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C’è un mondo sotto il ghiaccio

Posted by on 06:00 in Attualità | 1 comment

C’è un mondo sotto il ghiaccio

Anche quella di oggi è una segnalazione. Non me ne vogliano i lettori, ma non sempre si riesce a trovare il tempo per aggiungere impressioni e valutazioni, in poche parole scrivere post articolati. Per fortuna gli spunti non mancano, per cui lascio volentieri ai commenti l’onere di approfondire. Del resto impressioni e valutazioni spesso si trasformano in opinioni, con cui si corre il rischio di orientare la comprensione degli argomenti, ovvero di condizianarla, fatto questo che si dovrebbe sempre cercare di evitare. A volte ci si riesce, a volte no. Per cui con i tempi che corrono, in cui siamo letteralmente subissati da opinioni e poveri di fatti, meglio, molto meglio lasciare ad ognuno il proprio spazio di approfondimento…sui fatti.

Il fatto di oggi è la scoperta di un autentico mondo sin qui sconosciuto sotto la coltre di ghiaccio spessa anche qualche chilometro che ricopre l’Antartico. Un mondo di canali in cui scorre acqua allo stato liquido che trasporta enormi quantità di sedimenti che pare abbiano un ruolo sostanziale nel mantenimento degli equilibri del ghiaccio sovrastante.

Di queste conformazioni si aveva un’idea derivante dalle tracce lasciate sulle terre una volta coperte dai ghiacci durante l’ultima glaciazione e ora invece esposte, che però sembra fosse molto riduttiva rispetto a quanto si ritiene accada sotto i ghiacci dell’Antartico.

La parte forse interessante in termini climatici, è quella che vede la nascita e lo sviluppo di questi canali, nonché l’influenza che questi hanno sugli equilibri del ghiaccio a contatto con il mare, sussistere per centinaia di anni. Ciò potrebbe significare che quanto accade oggi alla porzione di ghiaccio a contatto con il mare risente di quanto accaduto molto tempo fa, quindi meno direttamente riconducibile alle dinamiche del clima degli ultimi decenni. Tutto questo, riporterebbe almeno in parte le valutazioni sulla possibilità di attribuire l’attualità al riscaldamento recente a discorsi a ben più ampia scala temporale, che non bisogna mai dimenticare che è riferita ad una fase di riscaldamento naturale che prende il nome di interglaciale. In poche parole, finché le forzanti orbitali non invertiranno la tendenza, il ghiaccio sul pianeta è destinato a diminuire. Quanto questa diminuzione possa essere accentuata da una forzante esogena quale quella delle attività umane è oggi meno chiaro di ieri.

  1. L’articolo di Science Daily è qui.
  2. Quello su Nature Communication qui.
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Gelato al Bordeaux, Global Cooling da CO2 e Parigi che si allontana

Posted by on 05:00 in Attualità | 9 comments

Gelato al Bordeaux, Global Cooling da CO2 e Parigi che si allontana

Non perdete tempo a decifrare il titolo di questo post, è solo un elenco che vi ripropongo in ordine sparso.

Parigi si allontana perché, causa inopinati eventi di acclarata origine naturale, il contenimento del global warming entro 1.5°C ipotizzato alla COP21 tra mille squilli di trombe sfiatate, non ci sarà. Già nel 2026, infatti, si prevede che le temperature medie superficiali globali supereranno quel limite. Complice di questa tragedia, l’oscillazione decadale del Pacifico, che potrebbe essere tornata in territorio positivo. Quindi, il pianeta si scalda per la CO2, ma quanto, quando e come, lo decide da solo.

Paris 1.5°C target may be smashed by 2026

Direttamente dal Dipartimento “il freddo arriva dal caldo”, ecco che l’ultima neve di primavera di cinematografica memoria, ti gela i vigneti del Bordeaux in Francia. Si prevede un raccolto ben misero. Pare che i viticoltori fossero stati avvisati del fatto che il disfacimento climatico gli avrebbe reso la vita difficile. Tutti pronti a fronteggiare caldo e siccità, ora raccolgono i rami secchi rimasti vittime del gelo.

‘Climate Change’ Clobbers French Wine Crop

Strani e inaspettati meccanismi nelle acque dell’oceano più settentrionali. Gli idrati di metano delle profondità oceaniche, erano sin qui l’incubo di tutti i climatologi, ma un paper appena pubblicato sul GRL ha ribaltato la situazione. Non più panico per un GW inarrestabile anche a causa del metano, ma raffreddamento accelerato dall’abbondanza di fitoplancton, la cui crescita – e conseguente aumento della capacità del mare di assorbire CO2, avrebbero alla fine un effetto sul GW in saldo negativo. Cioè questo processo alla fine il pianeta lo raffredda. Scenari apocalittici da rivedere, temo.

Scientists Found A ‘Totally Unexpected’ Source Of Climate Cooling.

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Insomma decidetevi

Posted by on 09:18 in Attualità | 7 comments

Insomma decidetevi

Se William Shakespeare fosse vissuto ai giorni nostri Amleto avrebbe forse detto “CO2 o non CO2, questo è il problema” leggendo il paper uscito recentemente su Nature Communications e commentato su Oggiscienza.

Si tratta di un lavoro sul cosiddetto “weathering” o meteorizzazione chimica, il processo di disgregazione delle rocce dovuto al contatto con l’atmosfera avvenuto nel Triassico-Giurassico, l’era di una delle 5 estinzioni di massa di cui si ha notizia. Eventi scatenati da eruzioni vulcaniche che riversarono in atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, cui seguirono altri processi che liberarono anche grandi quantità di idrati di metano.

Qui l’articolo di oggiscienza: Come i gas serra hanno aiutato a proteggere la vita sulla Terra

Qui quello su Nature Communictions: The inheritance of a Mesozoic landscape in western Scandinavia

Dunque perché il dilemma shakespeariano?

Perché da un lato i processi innescatisi con le eruzioni che videro coinvolto il ciclo del carbonio si pensa abbiano avuto un ruolo nella estinzione di massa impoverendo l’atmosfera di ossigeno, dall’altro gli stessi processi avrebbero consentito la conservazione della vita consentendole di continuare ad esistere intrappolando attraverso il weathering grandi quantità di CO2 negli strati rocciosi e abbassandone quindi la concentrazione.

Vada come vada, la visione CO2-centrica non molla a quanto pare…

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Le Previsioni di CM – 8 / 14 Maggio 2017

Posted by on 06:00 in Attualità, Le Previsioni di CM, Meteorologia | 1 comment

Le Previsioni di CM – 8 / 14 Maggio 2017

Questa rubrica è curata da Flavio_________________________

Situazione ed evoluzione sinottica

Una vasta area anticiclonica dinamica si è insediata sull’Atlantico settentrionale con massimi di pressione sulla Groenlandia meridionale, interessata da valori del geopotenziale insolitamente elevati per quelle latitudini.  Più a sud agisce un vasto minimo chiuso di geopotenziale che interessa una vasta area del medio Atlantico, estendendosi dall’isola di Newfoundland fino alle Azzorre e più a sud a lambire le Canarie. Lungo il bordo orientale della cellula nord-atlantica continua ad affluire aria fredda di origine artica che dal Mare di Kara e dal Mar Bianco irrompe sull’Europa centro-orientale in direzione del Mediterraneo centrale: nevica sul Golfo di Botnia e le nevicate arriveranno a lambire anche le zone pianeggianti delle repubbliche baltiche (Fig.1).

Fig.1: GFS, Lunedì 8 Maggio 2017. Geopotenziale e isobare al suolo. Fonte: www.wetterzentrale.de

Nella prima parte della settimana l’anticiclone nord-atlantico continuerà a spostarsi retrogrado verso il Canada, favorendo un ulteriore afflusso di aria polare sul Mare di Barents che sarà interessato da nevicate diffuse. Nel contempo l’anticiclone assumerà carattere termico sulla Groenlandia, dove le temperature crolleranno di circa 20 gradi su tutto l’altopiano mentre, specularmente, si porteranno ben al di sopra della media sull’area compresa tra l’arcipelago artico canadese e Baffin. La vasta goccia fredda atlantica muoverà lentamente verso levante, tendendo a portarsi in fase con la vasta depressione in azione tra la Karelia e il Baltico (Fig.2). Si originerà quindi una profonda depressione a sud-ovest dell’Islanda che impedirà un ingresso franco delle correnti atlantiche nel Mediterraneo favorendo, piuttosto, l’avvezione di aria calda nord-africana sulle regioni meridionali (Fig.3).

Sarà quindi una settimana all’insegna di condizioni di instabilità sulle regioni centro-settentrionali, con precipitazioni frequenti anche a carattere di rovescio o temporale, e tempo più stabile al Meridione, dove si avrà un primo assaggio di estate, come spesso capita nel mese di maggio.

La notizia positiva è che va lentamente rientrando l’anomalia precipitativa negativa sulle regioni settentrionali, nonostante i profeti di sventure non perdano occasione per gridare alla catastrofe inevitabile (e per rendersi ridicoli). Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un “esperto” che discettava in televisione sull’inutilità delle precipitazioni primaverili, perché in primavera comunque aumenta l’evaporazione e quindi le precipitazioni non sono benefiche quanto quelle invernali. Si fosse fatto un giro sulle Alpi in questi giorni forse si sarebbe fatto un’idea differente. O forse avrebbe chiamato in causa la sublimazione. Comunque sia, mai ‘na gioia.

Fig.2. GFS, Mercoledì 10 Maggio 2017. Geopotenziale e isobare al suolo. Fonte: www.wetterzentrale.de

Fig.3: GFS, Venerdì 12 Maggio 2017. Geopotenziale e isobare al suolo. Fonte: www.wetterzentrale.de

Previsioni del tempo sull’Italia

Lunedì al Nord rapido aumento della nuvolosità dal mattino associata a precipitazioni sparse, più probabili sui rilievi e sporadiche sulla Valpadana. Nuvolosità in aumento anche sulle regioni centrali, con piogge, rovesci e temporali anche intensi sulle zone interne e montuose, e maggiori opportunità per schiarite lungo i litorali. La nuvolosità si estenderà anche alle regioni meridionali peninsulari, mostrandosi più intensa sulla Puglia dove maggiori saranno le opportunità per precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale a partire dal pomeriggio. Ampie schiarite sulle isole maggiori. Temperature generalmente stazionarie. Venti ovunque di maestrale, con rinforzi su Mare e Canale di Sardegna, Canale di Sicilia.

Martedì generali condizioni di instabilità perturbata al Nord, con qualche schiarita in più sulle regioni nord-occidentali, e nuvolosità più compatta su quelle centro-orientali. Precipitazioni frequenti sui rilievi alpini, con quota neve in calo fino a circa 1500-1800 metri, su Emilia Romagna e regioni di nord-est dove le precipitazioni potranno assumere carattere di rovescio o temporale. Condizioni di instabilità anche sul resto delle regioni centrali e meridionali peninsulari, in accentuazione nel pomeriggio con associate precipitazioni diffuse, a carattere di rovescio o temporale, più frequenti e intense sulle zone interne e montuose, con sconfinamenti frequenti lungo i litorali adriatici e schiarite più ampie su quelli tirrenici. Poco nuvoloso o parzialmente nuvoloso sulle isole maggiori. Temperature in lieve diminuzione sulle regioni di Nord-est. Venti ovunque dai quadranti occidentali, con qualche rinforzo sui bacini di ponente.

Mercoledì iniziali condizioni di variabilità con ampie schiarite su tutte le regioni, cui seguirà un aumento della nuvolosità a partire da ovest, prevalentemente stratiforme ma in assenza di precipitazioni significative, con l’eccezione dell’arco alpino occidentale dove dalla serata si avranno precipitazioni diffuse, nevose al di sopra dei 2000 metri. Temperature in lieve diminuzione al Nord, in aumento sulla Sicilia ed estreme regioni meridionali. Venti tendenti a disporsi di scirocco ad iniziare dai bacini occidentali.

Giovedì da nuvoloso a molto nuvoloso su tutto il Paese per nubi prevalentemente stratiformi, con precipitazioni isolate, più probabili sull’Appennino centro-settentrionale nelle ore centrali della giornata e sul quadrante nord-occidentale, prevalentemente deboli. Lungo il confine dell’aria calda in risalita sul Tirreno centro-meridionale si assisterà ad un effetto tipico di queste situazioni, con l’aria in instabilità condizionata della warm conveyor belt che salirà per shear dando luogo ad una fascia di precipitazioni, anche temporalesche, che descriveranno perfettamente la zona di confine tra le due masse d’aria e la curva del geopotenziale e si sposterà verso est, giungendo ad interessare il meridione tirrenico. Temperature in generale aumento, più sensibile al Centro-Sud e isole maggiori. Venti sciroccali ovunque, più intensi sullo Jonio e Adriatico meridionale.

Venerdì al Nord nuvolosità in aumento a partire da ovest, con associate piogge, rovesci e temporali in estensione al resto del Nord. Quota neve molto alta sulle Alpi, superiore ai 2500 metri. Sulle restanti regioni condizioni generali di cielo nuvoloso o parzialmente nuvoloso, in assenza di precipitazioni significative. Temperature in ulteriore aumento, sensibile sulle regioni meridionali, con valori anche superiori ai 30°C sulle zone interne della Sicilia e delle regioni sud-orientali. Venti ovunque di scirocco, più intensi sulle regioni sud-orientali.

Sabato e Domenica passaggi nuvolosi frequenti al Nord e sulle regioni centrali peninsulari, con associate precipitazioni sparse. Condizioni generali di stabilità al Sud, con cieli poco nuvolosi o parzialmente nuvolosi per passaggio di nubi alte e sottili. Temperature in graduale moderata diminuzione a partire da nord. Venti sostenuti di ponente o libeccio sui bacini occidentali, in attenuazione nella giornata di domenica.

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Prima e dopo

Posted by on 16:52 in Attualità | 3 comments

Prima e dopo

Questa vi piacerà. E’ una fotogallery della NASA in cui sono affiancate e sovrapponibili delle immagini di luoghi colpiti da eventi di vario genere. Dall’esplosione della dei fiori selvatici a primavera alle alluvioni che sommergono improvvisamente zone vastissime; o ancora le esplosioni di vulcani, il cambiamento dello stato d’uso del suolo nelle zone minerarie, il consumo di foresta, l’espansione di aree urbane e così via.

Davvero immagini suggestive ed interessanti. Poteva mancare il climate change? Tutto sul ghiaccio naturalmente.

Un click qui o sul link nel tweet, buona serata.

Sempre in tema di cambiamenti, è appena di oggi una notizia curiosa. In Irlanda nel 1984 una mareggiata si portò via una spiaggia completamente. Ora, nel breve volgere di dieci giorni, l’oceano ha deciso di riportarci tonnellate di sabbia restituendole con gli interessi l’aspetto di trenta anni fa e nessuno sa perché (qui). Ma possiamo avere una certezza, se il mare laverà via di nuovo la sabbia sarà uno spaventoso fenomeno di erosione dovuta al climate change.

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E’ tutta questione di scienza

Posted by on 16:12 in Attualità | 21 comments

E’ tutta questione di scienza

Oggi non ho avuto molta voglia di scrivere, né di cercare. Perciò ecco una collezione di follie climatiche scovate sulla rete direttamente dal dipartimento “il cambiamento climatico è una questione scientifica”.

Si comincia con la più perfida speculazione sulla pelle di chi soffre davvero

L’altro gas tossico che sta uccidendo i Siriani: Le emissioni di anidride carbonica.

Si continua con la marcia per la scienza dell’Earth day. Secondo voi questi marciatori così rapiti chi stavano pregando e per cosa?

Non lo sanno che il socialismo è ateo per definizione?

O forse pensano che si possano classificare come verdi anche i lavori socialmente utili necessari dopo che i marciatori hanno abbandonato la scena?

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Veloce promemoria

Posted by on 06:00 in Attualità | 15 comments

Veloce promemoria

Quando si parla, per lo più a vanvera, del consenso della comunità scientifica sulla materia dei cambiamenti climatici di origine antropica, forse non tutti sanno che si fa riferimento in larga misura a quanto scritto nei report dell’IPCC, che di quel consenso sono appunto il condensato.

Nell’immagine qui sotto, che viene da questo Tweet, c’è un elenco del livello di incertezza che quei report contengono e certificano su alcuni argomenti topici.

Variazioni della temperatura atmosferica, nubi, cicli delle siccità, eventi intensi, temperature oceaniche, modellazione della circolazione atmosferica, insufficienza dei dati, temperature oceaniche, valore predittivo dei modelli.

Serve altro? Se questo è il consenso, viva il consenso.

Nel frattempo, un pianeta duramente provato dal disfacimento climatico ed un clima sempre più insostenibile, continuano a produrre risorse in quantità mai viste prima.

Anche su questo c’è consenso, ma siccome è un controsenso, nessuno lo dice.

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