Eravamo tutti lì ad aspettare, sembrava proprio che l’estensione dei ghiacci artici avrebbe raggiunto finalmente la linea che rappresenta la media del periodo 1979-2000. C’è stata anche parecchia suspence perché i dati dell’NSIDC non sono proprio in tempo reale, può capitare che vengano aggiornati anche con più di un giorno di ritardo.
E invece con l’aggiornamento di ieri, che fissa la misurazione all’altro ieri, 3 aprile, è comparsa una inversione di tendenza e l’estensione è tornata a scendere, pur lambendo molto da vicino la famosa linea. La forma che la curva sta assumendo è peraltro simile a quanto accaduto all’inizio di marzo, appena prima che ricominciasse, un po’ a sorpresa, quest’ultima fase di accrescimento.
I dati sono confermati anche da almeno un altro sistema di misura, per il quale è impiegato un altro satellite, perciò è probabile che siano veritieri. Naturalmente non è dato sapere cosa ci attenda nell’immediato futuro, anche se ci sono parecchie probabilità che questa sia l’inversione di tendenza che segna l’inizio della stagione di scioglimento, ormai parecchio in ritardo. Vero anche che i prossimi giorni vedranno lo sviluppo di un nuovo promontorio sul vicino Atlantico, che dovrebbe spingersi fin oltre il circolo polare artico e successivamente isolare un anticiclone sul Mare del Nord, riproducendo le condizioni bariche e circolatorie che hanno caratterizzato la stagione invernale. La ventilazione nei bassi strati che ne deriverà potrebbe forzare ancora il ghiaccio alla alte latitudini, per cui non è escluso che si possa vedere il fatidico incrociarsi delle due linee, l’attuale e la media.
Vada come vada, il ghiaccio sull’area polare settentrionale è piuttosto abbondante, tra pochi giorni uscirà -normalmente accade ai primi di aprile- il punto di situazione dell’NSIDC sull’età del ghiaccio, così sapremo se all’incremento ormai innegabile dell’estensione rispetto al recente passato, corrisponde anche un aumento del ghiaccio con più di un anno di vita, cioè potenzialmente più resitente alla fase di scioglimento estiva. Se così dovesse essere, è probabile che anche l’estate prossima faccia segnare un trend positivo rispetto al minimo storico del 2007. Questo non cambierà molto sul trend di lungo periodo, ma, a furia di sommarsi, questi anni positivi potrebbero cominciare a vedersi anche sulla linea di tendenza e più di qualcuno dovrebbe rimettersi a studiare per spiegarci come mai dovremo rinunciare alle crociere attraverso il passaggio a nord-ovest già prenotate.
Nel frattempo registriamo un’altra inversione di tendenza. Uno dei massimi esperti di queste dinamiche, ora fa sapere dalle pagine del Sunday Times che il clamore suscitato dal minimo del 2007 è stato eccessivo, e non è corretto farsi condizionare dal singolo episodio. Frase che tornerà buona -giustamente- anche per ”gelare” i facili entusiasmi sull’attuale fase di recupero. Sembra proprio che la ”spirale di morte” dei ghiacci artici sia di là da venire.
La realtà è che anche in questo campo pare che non ci si sia capito un gran che. La facile equazione + caldo – ghiaccio ormai è stata superata da quanto accaduto di recente e da parecchi approfondimenti sulle riviste specializzate, con interventi autorevoli anche degli esperti della NASA. Ora, vorrei far notare che sempre alla NASA il massimo esperto di attività solare ha recentemente ammesso di dove ricominciare tutto da capo, perché il Sole sta smentendo ogni genere di previsioni. Certo, sul Sole non si è costruito un circo mediascientifico come sul clima e sui ghiacci, però sarebbe bello che anche gli altri facessero altrettanto. In fondo quello che interessa è capire, o no?

