Vai al contenuto

Farà un caldo che ci vorrà il cappotto

Ecco, questa potrebbe essere la formula efficace per una adeguata comunicazione climatica. Semplice ed efficace, con il pregio di soddisfare l’ansia di conoscenza del medio futuro – che estate sarà, come andrà questo inverno etc etc – e di mettere al sicuro il comunicatore da eventuali bagni di…pioggia.

Tutti contenti quindi, compreso l’audace esperto di turno, che evidentemente di questi tempi non sa resistere alla tentazione di comunicare l’incomunicabile.

Ce ne parla Piero Vietti dalle pagine del Foglio, prima in un post sul suo blog del 30 luglio scorso, poi in un editoriale uscito venerdì.

Sperando di farvi cosa gradita, vi consiglio anche la visione del video messaggio che un simpatico ragazzo napoletano ha indirizzato all’unico che veramente sa perché quest’anno sta andando così.

Buona domenica.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Pubblicato inAttualità

4 commenti

  1. alessandrobarbolini

    Potrà fare mille cambiamenti bizze ecc ma sotto natale non avremo mai meganevicate

  2. Igor

    Bhe magari i giovanissimi che hanno vissuto solo le ultime 15-20 estati conoscevano solo le estati “africane”, mentre i più grandicelli si ricordano delle belle vecchie estati mediterranee, magari un pò meno piovose di questa ma di certo più variabili e meno afose di quelle che vanno dal 1995 ad oggi

    • donato

      Come le rimpiango (quelle ante-’95).
      .
      p.s.: Forse perchè ero un ragazzino? Mah, sto proprio diventando vecchio: sempre più spesso mi sorprendo a dire “ai miei tempi ….”. 🙂 🙂
      Ciao, Donato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Translate »