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Le Previsioni di CM – 17/22 Febbraio 2026

Questa rubrica è a cura di Flavio  ——————————————————–

Analisi sinottica

Il flusso principale scorre pressoché indisturbato alle medie latitudini europee, complice la perdita di rilevanza delle cellule termiche alle alte latitudini che hanno contraddistinto la parte già trascorsa della stagione invernale. Un cavo d’onda in queste ore transita dal Mediterraneo centrale in direzione dell’Anatolia, inseguito da un nuovo vortice in avanzamento dalle isole britanniche in direzione dell’Europa centrale. Da segnalare il rinforzo del campo di massa sul vicino atlantico, con la cellula atlantica che torna ad affacciarsi sul quadrante europeo dopo molte settimane di assenza (Fig.1).

La settimana sarà contrassegnata dal transito di due sistemi depressionari, con il primo che punterà l’area del Mar Nero interessando solo marginalmente la penisola italiana, e il secondo che promette di entrare più decisamente sul Mediterraneo centrale nella seconda parte della settimana. Sul finire della settimana la pressione aumenterà sul Mediterraneo per lo spostamento più deciso in senso zonale della cellula subtropicale atlantica.

La settimana con queste premesse trascorrerà piuttosto dinamica con altre occasioni per precipitazioni, specie sui versanti tirrenici, e per nevicate sui rilievi, specie nella seconda parte della settimana. Sul finire della settimana possibile stabilizzazione delle condizioni atmosferiche, specie sulle regioni centro-meridionali per la crescente influenza della cellula atlantica.

Consigli per il Rescue Team

La ricomparsa dell’anticiclone delle Azzorre scalda i cuori del Rescue Team che ovviamente non si accontenta e aspetta con ansia che sia rimpiazzato da un bel promontorio nordafricano.

La clima-sciocchezza della settimana va a coloro che hanno imputato il recente crollo del cosiddetto “arco degli innamorati” di Melendugno (Salento) alla crisi climatica. La sciocchezza è in effetti grossolana perché le calcareniti che formano le suggestive strutture rocciose della costa salentina sono per loro natura friabilissime, e proprio queste caratteristiche meccaniche hanno permesso che venissero modellate nel tempo in modi originali e immaginifici. Le stesse rocce calcaree (in prevalenza mioceniche e pleistoceniche) nel corso di milioni di anni hanno dato luogo agli accumuli di sabbie in cui hanno trovato ospitalità (tra gli altri) i vitigni più celebri dell’area, a partire dal Negroamaro e dal Primitivo, e caratterizzano il paesaggio carsico della zona, con presenza diffusa di doline e di formazioni sotterranee.

Tutto questo per sottolineare quanto sia sciocco, oltre che espressione di grossolana ignoranza, attribuire il crollo di una di queste formazioni rocciose ad uno scroscio di pioggia, ad una mareggiata, o piuttosto ad un paio di mesi di piogge più intense rispetto agli anni passati (anni in cui l’assenza delle stesse piogge dominava le cronache in quanto manifestazione, anch’essa, di “crisi climatica”).

Previsioni per la settimana

Martedì ampie schiarite al Nord salvo addensamenti e nevicate lungo le creste di confine, specie di Nordovest. Ampie schiarite anche sulle regioni centrali con l’eccezione delle regioni adriatiche dove si avrà un veloce passaggio nuvoloso associato a piogge e rovesci sparsi che si trasferiranno velocemente alle regioni meridionali adriatiche. Molte nubi e precipitazioni diffuse sulle regioni del basso Tirreno e Sicilia settentrionale. Sulle restanti regioni meridionali condizioni generali di nuvolosità irregolare. Migliora ovunque dal pomeriggio con ampie schiarite su tutti i settori in serata.

Temperature in diminuzione al Centro e al Sud, specie sulle regioni sud-orientali. Ventilazione molto vivace di maestrale su tutti i bacini, in attenuazione a partire da quelli settentrionali.

Mercoledì iniziali condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso su tutte le regioni con tendenza ad aumento della nuvolosità su Nordovest e alta Toscana associata alle prime deboli precipitazioni nella notte su Liguria e Versilia.

Temperature in diminuzione al Nord. Ventilazione in rotazione dai quadranti meridionali.

Giovedì generali condizioni di tempo perturbato al Nord con precipitazioni diffuse, localmente intense e nevose sui rilievi, generalmente a quote superiori agli 800-1000 metri e localmente a quote più basse sul basso Piemonte. Peggiora rapidamente anche sulle restanti regioni centrali e meridionali con precipitazioni sparse, nevose sull’Appennino a quote superiori ai 1000-1300 metri e con fenomeni più localizzati sui versanti tirrenici e più sporadici su quelli adriatici e ionici. Migliora a partire dal Nordovest dal pomeriggio.

Temperature in aumento al Centro-Sud. Ventilazione in rinforzo dai quadranti meridionali, entra il maestrale sui bacini occidentali, sostenuto.

Venerdì migliora al Nord e al Centro con ampie schiarite. Iniziali condizioni di cielo irregolarmente nuvoloso al Meridione con precipitazioni sparse, in rapido miglioramento.

Temperature in diminuzione. Ventilazione vivace di maestrale.

Sabato e Domenica generali condizioni di tempo soleggiato su tutte le regioni.

Temperature in forte diminuzione nella giornata di Sabato, specie al Meridione; in leggera ripresa dalla giornata di Domenica. Venti forti a rotazione ciclonica attorno al minimo in approfondimento sul tirreno. Ventilazione ancora di maestrale, in generale attenuazione.

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Pubblicato inAttualità

5 commenti

  1. ivan

    Ma lo snow cover e tante altre cose non rappresentano lo stato medio del clima.
    Penso che la variabilità circolatoria esiste oggi come cinquecento anni fa.
    Quello che cambia è il valore assoluto della T e del Gpt di conseguenza.
    Clima più caldo che significa ?
    Significa questo :
    – Superfici oceaniche più calde
    – Espansione del volume delle acque e dunque livello del medio mare più alto
    – Maggiore evaporazione oceanica e dunque troposfera più umida e calda con riduzione dell’umidità relativa e aumento dell’umidità assoluta e Gpt più elevati di conseguenza
    – Aumento delle T medie e in tutte le stagioni e di conseguenza delle T medie annuali
    – Espansione e intensificazione della stagione calda
    – Contrazione e attenuazione della stagione fredda
    – Zero termico più alto con aumento della quota ove la neve sostituisce la pioggia
    – Stagione vegetativa più lunga e maggiormente estesa con un maggiore numero di vegetazione in altitudine ( limiti boschivi più alti ) e latitudine con a ruota spostamento della vita animale
    – Riduzione dei ghiacciai

  2. Marco

    Mi complimento per l’esattezza e la professionalità delle vostre previsioni settimanali. Vi seguo da molto tempo; da meno tempo lascio ogni tanto commenti. Vivo tra il Piemonte e la Valle d’Aosta e, purtroppo, qui vige la legge di un “discutibile” personaggio, dotato di occhialino e atteggiamenti da guru, nonché, a me personalmente, portatore di forte orticaria, che, ahimè, l’unica soluzione si chiama “adattamento”. Adattamento, ovviamente, al famigerato “Global Warming”. Non mi adatterò mai e poi mai alle fesserie che certi pseudo-esperti cercano d’inculcare nelle menti del pueblo. Ma, purtroppo, accade. Non solo vanno ad appesantire le tasche di codesti individui, ma vivono nella convinzione che sarà esattamente come dice “lui”. La questione è inquietante e spero che le persone, prima o poi, si sveglino. Buona continuazione di settimana.

  3. Andrea D

    Intanto leggendo in giro vedo si va da un’isteria all’altra, dal “reset climatico” a un “non ritorno” con future apocalissi favorite anche da un Nino imminente, maldestri tentativi di spiegazione che poi affogano a una sterzata “illogica” delle temperature (ma come? tutta questa immensa coltre di neve fra Russia, Siberia e Canada non doveva innescare un effetto albedo, una retroazione etc etc?); vedi il clamoroso crollo recente delle temperature sull’emisfero Nord fino ad accarezzare la fascia delle medie climatiche storiche, alla altrettanto rapida risalita attuale dello stesso emisfero Nord (e, guarda un po’, di converso la temperatura sull’Artico che sta altrettando rapidamente calando a picco, portandosi sottomedia).

    Per quanto mi riguarda, è il risultato del tentare di inseguire continuamente le variazioni istantanee di un rumore, costruendo di volta in volta un castello di sabbia.
    A quando un approccio più razionale?..

    Intanto io osservo

    • Ivan

      Il clima non è il tempo.
      Quello che hai descritto è tempo.
      Cit. Guido Guidi : Il clima è ciò che ti aspetti, il tempo è quello che ti prendi.
      Indipendentemente dalla variabilità dei regimi circolatori portanti diversi tipi di tempo con diversi effetti, cosa produce io riscaldamento climatico ?
      Il pianeta è ricoperto per il 71% da acqua il quale tiene una capacità termica ottocento volte superiore all’aria.
      Bene, il riscaldamento superficiale degli oceani produce innanzitutto un espansione stessa dell’acqua il quale alza il livello del medio mare, produce maggiore evaporazione il che significa che la troposfera soprastante si inumidisce e dunque si scalda, cresce il valore medio del Gpt e si alzano le T medie in tutte le stagioni facendo crescere la T media annuale.
      Dunque, si assiste ad un espansione e intensificazione della stagione calda e una contrazione e attenuazione della stagione fredda.
      Dunque ancora, una stagione vegetativa più lunga.
      Il limite arboreo cresce in latitudine e altitudine ed assieme ad esso la vita animale.
      Lo stesso accade in mare.
      Dunque, che ci entrerà mai una stagione più fredda con più ghiaccio in Scandinavia e/o con circolazioni favorevole a ondate anche di Gelo negli states col riscaldamento climatico ?
      Un tubo !

    • Andrea D

      (Nota fuori testo per il gestore: qualche problema di compatibilità con il set di caratteri? Sono riuscito a leggere metà di quello scritto nei vari commenti. )

      Ivan, lo so che il clima non é meteo, il clima é l’integrazione statistisca dei fenomeni meteo su scala temporale standardizzata.

      Mi limitavo a percul.. ehm.. a sottolineare come per un evento “isolato” * o una tendenza termica a breve termine, più di uno si stracci le vesti di dosso per costruire il proprio castello di sabbia e lanciarsi in strampalate spiegazioni e improbabili “previsioni” a lungo termine che cambiano bandiera ad ogni inversione di tendenza della temperatura. Vedi la vignetta postata in altra pagina più recente.

      Come detto, io osservo. A fallare sui modelli lo lascio fare agli altri.

      *peraltro a che vedo si dimostra non essere isolato, dato il regime marcatamente oscillatorio delle temperature che sta caratterizzando i primi mesi di questo in tutti i sensi agitatissimo 2026. Si confronti con le curve degli ultimi anni precedenti.

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