Questa rubrica è a cura di Flavio ——————————————————–
Analisi sinottica
Una vasta cellula anticiclonica domina sul quadrante europeo, con massimi al suolo sul Mare del Nord e supportata in quota da un promontorio nordafricano che dal Sahara algerino si protende fin sulle isole britanniche in risposta dinamica alla persistenza di un minimo in quota sul vicino Atlantico. Il flusso principale è costretto a scorrere alle alte latitudini europee, dal Canada al Mare di Barents. Una debole ondulazione del flusso si protende dal Mar Nero in direzione del Mediterraneo orientale e dell’Egitto, contribuendo alla persistenza dall’invasione calda in quota sul Mediterraneo per il protrarsi di una situazione sinottica di “blocco a omega” (Fig.1).
Il quadro sinottico si manterrà invariato nell’arco della settimana per la persistenza del promontorio nordafricano sul Mediterraneo occidentale. A metà settimana il vortice sul vicino Atlantico sarà riassorbito dal flusso principale, con conseguente rafforzamento del campo in quota e (in prospettiva) il possibile ritorno dell’Anticiclone delle Azzorre sull’Europa occidentale.
Con queste premesse la settimana sarà caratterizzata da tempo stabile e soleggiato su tutte le regioni ma con fenomenologia da instabilità pomeridiana sui rilievi alpini e appenninici, complice un leggero indebolimento del campo in quota sulle regioni centro-meridionali.
Le temperature si manterranno su valori superiori alla media del periodo, specialmente sulla Valpadana (penalizzata dalla mancanza dell’effetto mitigatore del mare, e dalla subsidenza, specie nei settori di Nordovest) e nelle zone interne del Centro e del Meridione. Molto più mite lungo le coste, per effetto delle brezze marine, e in particolare lungo i versanti adriatici che beneficeranno della persistenza di una ventilazione moderata dai quadranti settentrionali.
Consigli per il Rescue Team
È tempo di mondiali di calcio, ed è anche tempo di Mondiali di Caldo per il Rescue Team. Vuoi perché ogni anno deve necessariamente battersi il record mondiale stabilito nell’anno precedente. Vuoi perché, proprio come per i mondiali di calcio, l’estate è la stagione in cui i fuoriclasse del Rescue Team scendono in campo per deliziare i loro affezionati spettatori con evoluzioni giornalistiche e pseudo-scientifiche di livello decisamente…superiore.
Il “bello” del Mondiale di Caldo del RT è che si gioca ogni anno, e soprattutto che l’Italia partecipa sempre, ed è addirittura tra le favorite. Anche se il copione prevede che “non ci sia partita” sulla stampa mainstream, in questa rubrica proveremo a fare da noi, e a raccontare una cronaca “indipendente” del Mondiale di Caldo 2026 che ci accompagnerà fino alla fine di Agosto.
Se riavvolgiamo il nastro delle azioni già avvenute e non ancora commentate, nelle prime due settimane del mese il punteggio era fisso sull’1-1. Vuoi perché a giugno è piovuto molto poco al Centro-Sud e le temperature (come vuole l’astronomia) sono cresciute assieme all’intensità del soleggiamento. Vuoi perché al Nord non sono mancate le piogge, i temporali e temperature sostanzialmente piacevoli.
Con la terza settimana del mese, tuttavia, il RT si è portato in vantaggio e adesso conduce 2-1 dopo il goal a porta vuota su assist dell’ormai celebre Vortice Iberico che da molte stagioni monopolizza il Mondiale di Caldo più di un Yamal piazzandosi quel tanto che basta al largo del Portogallo da favorire la risalita del temutissimo (e celebratissimo dai media) attacco nordafricano, che si fa trovare sempre puntuale all’appuntamento. “È la dura legge del goal” canterebbe Max Pezzali, e per adesso tocca consolarsi con ventilatori e condizionatori.
Provando a guardare avanti, si intravede una riscossa della Difesa Atlantica, per il possibile consolidamento dell’Anticiclone delle Azzorre al largo dell’Iberia, e conseguente arretramento a centrocampo del Vortice-Yamal con associata attenuazione delle scorribande nordafricane.
I prossimi aggiornamenti ci diranno se con la fine di Giugno il RT prenderà il largo portandosi sul 3-1, o se invece l’All-Star Asterix riuscirà a portarsi sul 2-2 con il ritorno di correnti più miti e magari una prima rottura estiva a suon di temporali.
Una cosa è certa: comunque vada, sarà un successo (di pubblico).
Previsioni per tutta la settimana
Prevalenza di tempo stabile e soleggiato per tutto il periodo su tutta la Penisola, con aumento della nuvolosità sulla regione alpina e appenninica nelle ore più calde associato a fenomenologia da instabilità pomeridiana, a carattere prevalentemente sparso e al più di moderata intensità. Nuvolosità e fenomeni saranno più intensi al Centro-Sud tra martedì e mercoledì per la citata debole attenuazione del campo in quota. Tendenza a progressiva stabilizzazione andando verso la fine della settimana.
Le temperature si manterranno sostanzialmente stazionarie su valori superiori alla media del periodo specie al Nord e nelle zone interne del Centro, con punte attorno ai 36-38 gradi. Decisamente più mite lungo le zone costiere.
Ventilazione in prevalenza settentrionale, debole sui bacini occidentali, moderata su Adriatico e Ionio.

Chiedo scusa ma che qualifiche ha Luca Mercalli per fare previsioni alla televisione italiana? E’ citato come presidente dell’Associazione Meteorologica Italiana, ma quanti associati ha questa associazione? Io ho conosciuto il Mercalli come No-OGM e vi posso dire che ha raccontato tali e tante balle e propinato tante notizie tendenziose che mi è bastato per definirlo fanfarone, almeno per quanto riguarda le biotecnologie.. Grazie del riscontro.
Ciao belle gioie, andate forte con i ricordi eh, ma confutate questo:
https://ourworldindata.org/grapher/monthly-average-surface-temperatures-by-year?country=~ITA
Siete arrivati incredibilmente tardi con l’https, arriverete incredibilmente tardi a riconoscere la realtà… ma ci arrivete, tranquilli.
Ciao Flavio, sicuramente in prossimità della fine o dopo la fine di un fenomeno molto leggero nella mia zona. Ciao e grazie.
Caro Mario, se ne parla con la solita leggerezza e incompetenza con cui si tratta la materia sui media. il caldo torrido è appunto quello secco, come dici giustamente: ergo più sopportabile rispetto a quello afoso che invece è umido. Le condizioni di questi giorni non sono particolarmente afose proprio per la natura dell’avvezione calda, associata a subsidenza e ad un richiamo di correnti comunque settentrionali al suolo. Il caldo veramente afoso è di altra natura e tipicamente interessa il bacino del Mediterraneo nella seconda parte dell’estate, quando il mare è caldo e quando si innescano richiami meridionali al suolo. Non era (ancora) questo il caso.
Ad Andrea D.
Anch’io da ragazzino leggevo Conoscere e ricordo ancora a memoria quella frase nel fascicolo dedicato al sistema solare che recitava testualmente “su Marte esiste una leggera atmosfera che permette la crescita di muschi e licheni”. Mi affascinava tantissimo, ma già allora la leggevo con una certa perplessità. Sono cresciuto con la meteo della radio svizzera che iniziava tipicamente con “l’anticiclone centrato sulle Azzorre…..”. D’inverno a Lugano (metà anni 60-70) avevamo un paio di nevicate vere tutti gli anni. Questo è effettivamente cambiato. Quello che trovo insopportabile è la scontata lettura catastrofista data dai media e da certe aree politiche, senza mai considerare altri fattori naturali e/o astronomici che sicuramente da sempre partecipano ai diversi andamenti climatici.
Ottime osservazioni. Mai letto, a titolo esemplificativo (vale anche per una nota società meteorologica del torinese) dai meteorologi del sito col noto articolo determinativo e che hanno uno spazio palesemente sproporzionato sui media, di cicli decadali oceanici, di subsidenza, di cicli solari, e di altre cause astronomiche (variazioni asse terrestre). Il Prof. Prodi, intervistato su uno dei soliti giornaloni, che elenca la serie di fattori che possono avere una voce in capitolo nel riscaldamento globale incluso quello di natura antropica, collocato fra i negazionisti. È tutto tristemente assai poco scientifico.
Un anticipo, che già i titoloni stanno per fioccare, visto che ieri il nostrano modello dava un output più “incisivo”.
Lunedì e martedì massimo picco di caldo da noi, con l’isoterma 24@1500 che si affaccia anche dalle nostre parti.
Per giovedì 2 luglio a venerdì 3 aria decisamente più fresca in arrivo da N per effetto dell’espansione dell’anticiclone delle Azzorre, che allunga un suo braccio giusto oltralpe, pilotando la discesa da NE di aria più fresca. Sul lato adriatico muoverà un lasco cavo d’onda , con isolamento di una debole goccia fredda verso il CentroSud.
Lasco che sia. è sufficiente per alzare il coperchio del pentolone di inversione termica per scatenare lo sbuffo di vapore.
A oggi il modello colloca la discesa fredda dalla porta della Bora; coinvolgerà poi tutto lo Stivale con calo termico che si pò avvicinare localmente agli 8-10 gradi, ma allo stato attuale a farne più le spese per i contrasti termici a suon di temporalazzi sarebbe il lato Adriatico.
Da seguire l’evoluzione.
Ma quindi luglio dopo la pausa ripartirà con in altra ondata?
Ciao a tutti vi leggo sempre volentieri
Cercando di capire da quello che ho percepito negli ultimi anni è che l’aumento della c02.chenprovoca aumento della temperatura crea in alcune zone come il polo nord un aumento di temperatura 4 volte superiore a quello del resto della terra. Ora la corrente a getto la cui velocità è legata al delta di temperatura tea polo ed equatore si e ridotta e quindi aumenta le ondulazioni ed è più facile che si formi come ormai sempre la faglia inerico-marocchima che è poi il volano che porta aria calda nell’Europa.. questo è evidente perché negli ultimi decenni,ma soprattutto negli ultimi 7 o 8 anni queste ondate si presentano più volte all’anno e per periodo sempre più lunghi. Quello chei preoccupa non è tanto il record di temperatura , ma l’aumento della frequenza con cui sta accadendo e la durata di ogni singolo evento. Per la vita quotidiana e per l’economia è una tragedia. Voi cosa credete che sia il volano di questa modifica? Non posso credere ad eventi astronomici o Solari in quanto gli effetti non hanno questo impatto in così pochi anni. Alla fine stiamo parlando di appena 40 anni che sono nulla rispetto alle ere geologiche o i moti planetari
Caro Emanuele, a tutti piacciono spiegazioni semplici a problemi complessi, ma il rasoio di occam in meteorologia e climatologia si applica non sempre con successo 🙂
Personalmente, e per il pochissimo che può valere la mia opinione, penso che la diminuzione dell’estensione della calotta artica nella stagione estiva possa davvero avere un ruolo importante. Perché evidentemente il gradiente tra larghe zone dell’Artico che fino a 30-40 anni fa erano coperte dai ghiacci anche d’estate mentre attualmente arrivano ad esserne completamente libere, e la regione tropicale ovviamente è molto minore. Ed è quindi verosimile che questo faciliti il rallentamento del getto e l’ondulazione dello stesso. E quando il getto si ondula, se finisci sotto la cresta, in una configurazione ad omega, magari nel momento di massimo soleggiamento annuale, beh, diciamo che te ne accorgi.
il fatto che in presenza di un artico con poco ghiaccio la cella di hadley diventi più invadente a latitudini mediterranee è quindi verosimile. Ma dico solamente “verosimile” perché ci sono troppe altre variabili in gioco e quindi fatalmente si resta nel campo delle opinioni. La mia miserevole opinione è che d’estate questo aspetto può diventare effettivamente molto rilevante per la regione mediterranea. Meno d’inverno quando invece la “pulizia” dell’aria, la scomparsa delle inversioni, la diminuzione dei nuclei di condensazione ha invece probabilmente un effetto enormemente più rilevante nel riscaldamento in particolare del catino padano.
Ma sono discussioni da salotto, in cui ognuno può e deve essere libero di dire la sua, perché le variabili sono talmente tante che la verità in tasca non ce l’ha proprio nessuno, nemmeno gli scienziati che si occupano di questa materia, magari da decenni.
Devo però far notare che prendendo lo stesso identico motivo, cioè rallentamento e conseguente marcata ondulazione del getto, a metà degli anni ’70 si voleva dare una spiegazione al periodo di raffreddamento allora in corso.
Tutto troppo semplicistico, appunto.
A proposito di caldo torrido. Quando ero alle elementari (sono nato nel 1948) mi spiegarano che il caldo torrido è il caldo del deserto, cioè molto secco e che, invece, il caldo afoso è un caldo molto umido tipico delle foreste tropicali.
Ora molto spesso si sente parlare di caldo torrido molto afoso. Non è una contraddizione?
Saluti a tutti 🙂
Oggi verso le 19:00 dove abito io il cielo era così. Che nuvole sono?
Immagine allegata
Caro Nico, sembrerebbero dei mammatus, la foto non è molto chiara: c’era un cumulonembo in fase di dissolvimento?
Mammatus, in una foto del 2007, credo fosse un temporale in dissoluzione. Abitavo ancora nel Bresciano.
Immagine allegata
Da vecchio appassionato di tennis ricordo edizioni parecchio calde del famoso torneo parigino del Roland Garrros che si svolge la prima quindicina di giugno. . Ce ne fu una in particolare nel 1996, esattamente trent’anni or sono., caratterizzzata da giornate asciutte e molto calde che resero la terra rossa sostanzialmente più veloce come un campo in cemento, tanto che nell’edizione maschile si ritrovarono in semifinale ben quattro attaccanti, fatto certamente molto raro.
Immagino che a quell’epoca non si leggessero gli “apocalittici” sui giornaloni in vena di sensazionalismi.
Per parafrasare San Giovanni Paolo II, “non avere paura” Ivan Quello che si vede in questi giorni è conseguenza di una dinamica circolatoria ben precisa che ha favorito la risalita di aria molto calda in quota, con associata subsidenza e avvitamento della colonna d’aria al suolo. In sè non si tratta di un evento “preoccupante”: sicuramente il fatto che il promontorio in quota passi per Madrid, Parigi e Londra contribuisce ad alimentare il solito sensazionalismo giornalistico, ma nel giro di qualche giorno sulle isole britanniche si tornerà a temperature massime di 18-20 gradi, e solo qualche grado in più a Parigi. Anche in Italia si attenuerà l’ondata di caldo lasciando il posto a condizioni decisamente più nella media.
Poi si potrà disquisire all’infinito sul fatto che questo tipo di episodi si sono ripetuti frequentemente negli ultimi 20 anni. Magari si potrebbe fare qualche analisi statistica interessante. Le eventuali cause di questo? Oltre alla più scontata di tutte (AGW) possono essercene tante altre di interessanti, dai cicli multidecadali oceanici alla diminuzione della copertura nuvolosa, dai cicli solari a…chi più ne ha più ne metta. Senza dimenticare che la stratosfera sta ancora “purgando” gli eccessi di Hunga Tonga (qua). E senza dimenticare i fattori “locali” che contribuiscono a rendere le nostre città dei forni di asfalto e cemento che fanno ormai troppa fatica a smaltire il calore accumulato di giorno per irraggiamento.
Quel che l’è, la sostanza è che nei prossimi giorni andrà meglio. Come diceva Pascal “basta poco per affliggerci perché basta poco per consolarci”.
SEMPLICEMENTE PERFETTO.
Almeno qui cerchiamo di resistere alla psicosi collettiva alimentata da “click baiters” e corifèi dello smantellamento delle due economie più forti nella manifattura in Europa (Germania ed Italia, le grandi sconfitte del secondo conflitto mondiale e forse qualcuno per questo ancora rosica).
Flavio grazie mille del chiarimento. Ammetto la totale ignoranza e non mi sogno neanche di disquisire su eventuali cause antropiche o meno. Però queste ondate sempre più torride e durature spaventano molto; al netto del sensazionalismo che contraddistingue ogni argomento trattato dall’informazione.
Speriamo per il meglio
Infatti a me non fa paura.
La sensazione che spesso percepisco specialmente dai meno giovani è secondo me “giustificata” dall’ influencing di “Conoscere”.
Oggi manco si sa che cosa sia, ma ancora alle medie (metà anni 80) usavo “Conoscere” per fare le “ricerche”.
Mi spiego.
Per chi appartiene dalla generazione Y e a seguire: Conoscere era un’eniclopedia in 14 volumi più 4 appendici che già da bimbo sfogliavo con avidità perchè l’alternanza di argomenti poco correlati e le grandi illustrazioni a colori, per la maggior parte reinterpretazioni pittoriche basate su foto reali probabilmente disponibili solo b/n o di bassa qualità, rendeva continuamente vivo l’interesse nel sfogliarla.
Da quella ho imparato a leggere (“Mamma! Cos’è l’ “apparato digerente?”), e con gli anni mi diede i rudimenti su tante cose, meteo compreso che fra altre discipline già mi incuriosiva forte, affrontato su più capitoli sparsi per i volumi.
Ci stava una splendida illustrazione di come riconoscere i tipi di nubi (e le loro relative altezze) e che cosa aspettarsi, indicazioni dei segni di mutamento del tempo e previsioni spicce, un capitolo su tornado e uragani
Il punto è che era rimasta al 1962, per quanto le leggi della fisica classica o la forma delle nubi siano rimaste sempre le stesse, per cui, oltre alla ovvia progressiva obsolescenza delle informazioni (scrivevano che su Marte si supponeva probabile che crescessero muschi e licheni. La sonda Mariner 4 non era ancora stata lanciata), quello che mi colpiva e colpisce (ho ancora i volumi in uno scaffale), a parte una ovvia sottile tendenza filo-yankee, era il suo sconfinato, onnipotente ottimismo.
Pareva tutto a posto, tutto risolto!
Guerre catastrofiche concluse. Che mai sarebbe potuto capitare dopo la carneficina della WW2 da 60milioni di morti? La lezione era stata imparata da tutti! It didn’t. Sorry.
Modernità in arrivo, motorizzazione in tumultuoso e incontrollato sviluppo.
Clima? Ormai assestato! dopo tutte le alternanze degli sconvolgimenti dei millenni passati (altro che Nigni, oscillazioni e variazioni decadali e multidecadali…) si era magicamente e quasi di colpo assestato tutto con le nostre belle 4 stagioncine invariabili e invariate, e pazienza se gli Yankees si pigliano qualche tornado o se in India e Sudest Asiatico ti arrivano le spatasciate (peraltro allora benedette) di Monsone.
E’ bastato qualche anno per uscire malamente da questo clima di illusione generale, ma ancora gli anni 80 sembravano una parziale riproposizione in chiave più aggiornata dei 60.
Poi, quasi di colpo ecco il “mai vista una cosa del genere!”.
“VOI non l’avete vista!”. Io invece guardavo, notavo, registravo mentalmente e in questa illusione mai ci sono cascato. Nemmeno nella lontana adolescenza degli anni ’80. Sapevo che nulla era definitivo nè assestato.
Ecco perchè non mi stupisco se si ripresenteranno situazioni da 1982 (ogni santo giorno un temporale pomeridiano pure forte a rovinare la giornata di vacanza al mare, e la mattina già notavo i cumuli allineati….”noo! di nuovo temporale sto pomeriggio!”), 1986 (lo ricordo bene l’agosto di quell’anno, ormai sparata la cartuccia delle vacanze a Pinarella e relativa gita in motonave verso il mio Nirvana personale, vale a dire i compianti pozzi metaniferi CS1, CS3, CS4), 1989 (temporaloni in primavera), 2002 (grandinata da supercella con palle d’arancia e ciao ai lamierati) 2003, 2022 per il caldo (non è comunque il caso attuale) o 2019 per le supercelle che pare avessero fatto abbonamento al Nord. Perchè cambia. Cambia sempre!
“Non era come prima!”
Non lo sarà mai . l’atmosfera di “Conoscere” era solo un’illusione.
… E non toccatemi l’anticiclone delle Azzorre e la Depressione D’islanda…
Gentile Flavio.
Senza approfondire la questione sulle configurazioni, che sono solo dei traccianti circa il modo in cui viene ridistribuito il calore, c’è da aggiungere che le SST nord atlantiche sono correlate con le T del semestre caldo al Gran San Bernardo in Svizzera e dunque correlate con la fusione e ritiro glaciale o accumulo ed espansione glaciale nelle alpi.
Visibile in un bel paper qui sotto :
https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2010GL042616
E sempre correlate, le SST nord atlantiche con il trend delle anomalie delle T estive Europee.
Allego una comparazione per semplicità.
Immagine allegata
Io capisco tutto, sensazionismo ecc ecc ma quello che sta succedendo in Italia e soprattutto in Europa a giugno è qualcosa di fuori scala…o no?
Sinceramente fa paura
È la prima volta che scrivo questo commento