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La torrida estate 2026 – analisi sulla serie storica 1951-2026 di Milano Linate

L’estate 2026 è stata anomalmente calda, specie sul Nord Italia, ove è stata peraltro accompagnata da una sensibile anomalia negativa delle precipitazioni (al riguardo si veda il post di Mariani e Omodeo – https://www.climatemonitor.it/?p=60618).
Per quantificare il livello di anomalia termica si è qui analizzata la serie storica delle temperature minime e massime giornaliere 1951-2026 per la stazione sinottica di Milano Linate, ricavando per il periodo 1 gennaio-10 agosto di ogni anno 4 indici di caldo comunemente utilizzati e cioè il numero di giorni con temperatura massima giornaliera superiore a 30 e 35°C e con temperatura minima giornaliera superiore a 20 e 25°C. Qui di seguito si riportano i diagrammi di tali indici con ai piedi di ciascuno un breve commento. In termini generali si osserva che il 2026 si impone come anno record in una quaterna di anni eccezionali che comprende 2003, 2015 e 2022.
Lo scopo di questo post non è di commentare le conseguenze di tali anomalie sui diversi settori socio-economici e che sono ad esempio state sensibili per il settore agricolo ma più semplicemente di porre in evidenza come una serie storica rechi tracce di tali anomalie. Non sarà neppure considerato l’effetto di tale anomalia termica nell’area urbana di Milano, ove l’anomalia viene amplificata dall’effetto isola di calore urbano (UHI) specie con riferimento alle temperature minime.


Figura 1 – Giorni annui con temperatura massima giornaliera superiore a 30°C per il periodo 1 gennaio – 10 agosto. Il 2026 con 65 giorni è di poco superato da altri due anni caldo-aridi e cioè il 2022 con 71 giorni e dal 2003 con 69 giorni.

Figura 2 – Giorni annui con temperatura massima giornaliera superiore a 35°C per il periodo 1 gennaio – 10 agosto. Il 2026 con 22 giorni supera di poco il 2003 (19 giorni). Seguono più da lontano il 2022 con 12 giorni e il 2015 con 11 giorni.

Figura 3 – Notti tropicali (giorni annui con temperatura minima giornaliera superiore a 20°C per il periodo 1 gennaio – 10 agosto). Il 2026 con 50 giorni supera di poco il 2003 e il 2022, alla pari con 45 giorni. Segue il 2015 con 42 giorni.

Figura 4 – Giorni annui con temperatura minima giornaliera superiore a 25°C per il periodo 1 gennaio – 10 agosto. Il 2003 rimane insuperato con 4 giorni seguito dal 2015 con 3 e dal 2026 con 1 (a pari merito con vari altri anni).

Alcune considerazioni generali
L’analisi di change point per l’intera serie storica dei 4 indici, eseguita con l’apposito modulo del software Past (Gallagher et al., 2011; Hammer et al., 2001), evidenzia la presenza di due sottoperiodi distinti per ciascuna delle 4 serie storiche indagate:
– per la serie delle temperature massime superiori a 30°C il change point cade nel 1993, con il numero di giorni che passano da una media annua di 21.5 giorni per il sottoperiodo 1951-1993 a 44.3 giorni per il sottoperiodo 1994-2026.
– per la serie delle temperature massime superiori a 35°C un change point cade nel 2003, con il numero di giorni che passano da una media annua di 0.6 giorni per il sottoperiodo 1951-2002 a 5,2 giorni per il sottoperiodo 2003-2026.
– per la serie delle temperature minime superiori a 20°C un change point cade nel 1993, con il numero di giorni che passano da una media annua di 8.2 giorni per il sottoperiodo 1951-1993 a 27.5 giorni per il sottoperiodo 1994-2026.
– per la serie delle temperature minime superiori a 20°C, totale assenza di casi precedentemente al 2003.
In sintesi per le 4 serie considerate gli anni 1993 e 2003 si pongono come spartiacque fra due fasi climatiche distinte.

Le cause circolatorie della torrida estate 2026 Il paragone fra 2026 e 2023
A livello circolatorio l’estate 2026 è stata a lungo dominata da promontori anticiclonici subtropicali che da Nord Africa si protendevano verso l’Europa centrale, interessando la nostra penisola. Per un’analisi del fenomeno si sono utilizzate le carte circolatorie ottenute con il modulo della NOAA https://psl.noaa.gov/data/histdata/ e riferite al periodo 1 giugno – 10 agosto.

L’estate 2026 è stata a più riprese paragonata a quella del 2003: a livello circolatorio Il confronto fra la topografia media del livello di pressione di 850 hPa per il periodo 1 giugno – 10 agosto 2026 e l’analoga carta per il 2003 evidenzia che il paragone regge appieno sul piano circolatorio (figure 5 e 6) così come abbiamo visto reggere sul piano dei 4 indici termici analizzati in questa sede.
Da notare infine che le topografie del 2003 e del 2026 si scostano nettamente dalla norma (carta media 1991-2020 – figura 7) che mostra invece l’Italia interessata da un regime di correnti atlantiche leggermente diffluenti.

Figura 5 – Topografia media del livello di pressione di 850 hPa per il periodo 1 giugno – 10 agosto 2026

Figura 6 – Topografia media del livello di pressione di 850 hPa per il periodo 1 giugno – 10 agosto 2003

Figura 7 – Normale climatica (media 1991-2020) Topografia media del livello di pressione di 850 hPa per il periodo 1 giugno – 10 agosto.

Bibliografia
Gallagher, K., Bodin, T., Sambridge, M., Weiss, D., Kylander, M., Large, D. 2011. Inference of abrupt changes in noisy geochemical records using transdimensional changepoint models. Earth and Planetary Science Letters 311:182-194.

Hammer O, Harper D.A.T., Ryan P.D., 2001. Past – paleontological statistics software package for education and data analysis, Paleonotologia electronica, 4(1): 9 pp.

 

 

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Pubblicato inAttualitàClimatologiaMeteorologia

17 commenti

  1. guido possa

    Guido
    Un vivo apprezzamento sia per l’analisi statistica sia per l’analisi meteorologica! E per la tempestività!
    Mi auguro in un aggiornamento della valutazione dell’estate “torrida” 2026 da parte del prof. Mariani , che tenga conto anche dei dati post 10 agosto.

    • Luigi Mariani

      Grazie per il positivo riscontro: a inizio ottobre, superati anche gli eventuali ritorni di caldo settembrini, conto di aggiornare questo post.

    • Franco Caracciolo

      A tal proposito chiedo che senso abbia la previsione di YR.NO che a Pescara prevede 47 gradi di massima il 28 agosto prossimo….
      Si sono bevuti il cervello i simpatici amici norvegesi?

  2. Michele Lodigiani

    Molto interessante! Al di là delle pregevoli elaborazioni dei dati il colpo d’occhio ai grafici rappresenta con immediatezza la tendenza al riscaldamento negli ultimi lustri. Un osservazione di carattere sociale e non scientifico: il problema è aggravato dalla minor tolleranza con cui oggi si affrontano gli eccessi termici e dall’enfasi con cui i media ne parlano quotidianamente. 40-50 anni fa i periodi caldi erano più brevi ma con punte non meno torride, e nelle case (e il più delle volte anche negli uffici) non c’era aria condizionata, magari solo un ventilatore. Eppure non si sentivano tutte le geremiadi che oggi non ci risparmia neppure chi deve sopportare la canicola solo nel percorso dall’ufficio condizionato all’auto condizionata e da qui alla casa condizionata.

    • Luigi Mariani

      Confesso che gli aspetti sociologici sfuggono alla mia capacità di analisi. Circa invece l’enfasi data dai media al fenomeno. voglio segnalare che, analizzando le serie storiche delle stazioni sinottiche italiane per il mese di luglio 2026, si osserva un fatto interessante e cioè che l’anomalia delle temperature minime (+1.0°C rispetto alla media 2001-2020) è stata più contenuta di quella delle massime (+2.9°C) il che ha senza dubbio giovato al riposo notturno. Questo è ad esempio un aspetto che se adeguatamente divulgato potrebbe portare a un contributo informativo più equilibrato da parte dei media generalisti. Da agrometeorologo aggiungo che un minima meno anomala della massima significa anche una buona escursione termica il che ha costituito un aspetto positivo pe molte colture.

    • Mario

      Sottoscrivo parola per parola.. Purtroppo contro la sbornia mediatica a cui il web con improbabili meteorologi fornisce robusto sostegno c’è ben poco da fare. Il cellulare in tasca a tutti con l’accesso a internet è una delle piaghe del nostro tempo.

    • Luigi Mariani

      Un contributo all’analisi delle “geremiadi” dei media associate al fenomeno delle ondate di caldo ci viene da un esempio riferito alla Televisione tedesca e riportato in questo post (https://wattsupwiththat.com/2026/08/21/comparison-of-two-german-weather-forecasts-from-25-years-ago-and-from-today/).

      Nel post si confrontano in sostanza due previsioni riferite a condizioni meteorologiche del tutto analoghe.

      La prima previsione fu enunciata da un presentatrice meteo un paio di decenni fa: “Domani avremo un meraviglioso clima estivo! Le temperature saliranno fino a piacevoli 28-30 gradi Celsius. In tutto il paese ci sarà tanto sole e solo qualche nuvola. Tempo perfetto per andare al lago o per gustarsi un gelato in una birreria all’aperto. Godetevi l’estate!”

      La seconda previsione è quella di recente enunciata da un presentatore meteo tedesco: “Domani ci aspetta un’ondata di caldo estremamente pericolosa! Le temperature saliranno fino a raggiungere i pericolosi 28-30 gradi Celsius. Le radiazioni UV saranno estremamente elevate, con un aumentato rischio di alti livelli di ozono e colpi di calore. Evitate l’esposizione diretta al sole, idratatevi e fate attenzione agli anziani e ai bambini piccoli.”

      I toni dell’odierna previsione sono oltremodo allarmistici. Da qui la necessità di domandarsi quale sia lo scopo di una simile drammatizzazione, rispetto alla quale abbiamo comunque un’arma infallibile, quella di spegnere la TV..

    • Giovanni Zurlo

      Concordo con la considerazione di carattere sociale. Ritengo che le geremiadi indicate siano una conseguenza ovvia della tendenza generale (europea? occidentale? mondiale?) al trend attuale che porterà alla scomparsa della virtù cardinale “Fortezza”.
      Sono ormai decenni che si assiste alla sua marginalizzazione, insieme a quella della cugina “Temperanza” (ma questa è un’altra storia…), in nome del diritto ad una vita priva di qualunque difficoltà e, in prospettiva, all’immortalità!
      I sintomi sono generalizzati: oltre all’esempio del rifiuto della canicola anche solo per brevi tratti si potrebbe riportare quello dell’uso indiscriminato delle bottiglette d’acqua al seguito, utilizzate per “umettarsi la lungua” con brevi e frequenti sorsatine…

      Immagine allegata

  3. andrea

    Luigi Mariani.
    L’East Atlantic Pattern è molto importante per l’Europa in quanto descrive, quale costola nord orientale della NAO ma a più basse latitudini, descritta come una Nao spostata a sud est, la differenza le variazioni di pressione tra il Nord Atlantico e l’area tropicale, influenzando in modo determinante il tempo meteorologico e il clima dell’Europa e del bacino del Mediterraneo, con i principali centri motori del dipolo posizionati a ovest del Regno Unito e in una fascia che va dalle colonne d’Ercole ai Balcani.
    Quando l’EA sale di valore la pressione diminuisce in area ovest Uk e aumenta nell’area sopra descritta e viceversa.
    Il suo trend, che appare ben definito, descrive la tendenza della circolazione atmosferica a produrre sempre più circolazioni di tipo W/SW in area Euro Mediterranea occidentale, dunque porta circolazioni a cuore caldo e di riscaldamento.
    Se più bassa di latitudine, foriera di forti precipitazioni nel Mediterraneo se associata alla Nao Negativa in associazione ad una storm track più bassa e se più alta di latitudine porta promontori da SW in area Mediterranea con storm track relegata al centro nord Europa.
    I forti valori positivi negli ultimi anni, seno tangibile del rafforzamento del dipolo sud/nord con un abbassamento sempre più corposo della pressione in area ovest UK e un di un innalzamento della pressione in area Sud Europea, post El nino 15/16 ma sopra tutto post 23/24, sono la fotografia del prevalere di questo tipo di circolazione a discapito di quelle settentrionali, appartenenti alla tendenza contraria.

    Saluti e buona giornata.

    Immagine allegata

  4. Michelangelo

    Da ignorante chiedo: una differenza di 20 m sulle isoipse che interessano l’Italia negli anni 2003 e 2026 rispetto alla media 1991/2020 è in grado di creare differenze così marcate nell’andamento delle temperature?

    • Luigi Mariani

      Non sono tanto i 20 metri di differenza a spiegare direttamente il caldo eccezionale del 2026 (e del 2003). Quei 20 metri sono il segnale medio lasciato da una persistente configurazione di blocco subtropicale. Ciò che ha prodotto l’anomalia termica è stata la lunga permanenza del promontorio africano di blocco, che ha favorito la subsidenza e il riscaldamento per compressione adiabatica, l’avvezione di aria molto calda dal Nord Africa, la scarsa nuvolosità e la forte insolazione. Il fatto che una struttura di blocco così marcata emerga ancora nella media di oltre due mesi dimostra quanto sia stata persistente e quindi climaticamente influente. In altri termini se in una media di oltre due mesi emerge ancora un promontorio anticiclonico di blocco così ben definito, significa che quella configurazione ha dominato la circolazione per una quota molto rilevante del periodo. Questa persistenza rappresenta uno dei principali fattori responsabili dell’eccezionalità delle anomalie termiche osservate nelle estati 2026 e 2003.

      Più in dettaglio evidenzio che:
      1. un anticiclone di blocco è tale in quanto “blocca” il regime zonale proprio delle medie latitudini impedendo alle perturbazioni atlantiche di raggiungere la nostra area
      2. L’aria che discende nell’anticiclone si comprime e si riscalda adiabaticamente per subsidenza. Inoltre la subsidenza stabilizza la colonna atmosferica e inibisce la convezione impedendo la formazione di nubi.
      3. la differenza tra una circolazione nordoccidentale e un promontorio con asse meridiano è enorme dal punto di vista termico. A parità di geopotenziale medio, cambia completamente la provenienza delle masse d’aria. Il promontorio anticiclonico subtropicale africano è un meccanismo di trasporto verso nord di aria molto calda proveniente da latitudini subtropicali continentali ed in tal senso è un meccanismo chiave del riequilibrio energetico globale
      4. L’assenza di nubi produce feedback importanti che favoriscono il riscaldamento in superficie e nello specifico:
      • maggiore riscaldamento del suolo;
      • essiccazione dei terreni;
      • riduzione dell’evapotraspirazione con una quota crescente dell’energia solare convertita in calore sensibile (quello misurabile con termometri) anziché in calore latente.
      5. Esiste anche una relazione abbastanza stretta tra geopotenziale e temperatura media della colonna atmosferica: come evidenzia l’equazione ipsometrica, uno spessore maggiore tra due superfici isobariche implica una colonna d’aria mediamente più calda.

      Evidenzio infine che da quanto ho scritto emerge con chiarezza che il meteorologo non deve ragionare soltanto in termini numerici. Una differenza di 20 metri può apparire modesta, ma ciò che conta è la configurazione del campo e la sua persistenza nel tempo. In altri termini il meteorologo deve partire dalla carta sinottica per riconoscere strutture, gradienti, assi di promontorio e di saccatura, blocchi e corridoi avvettivi, e da questi deve risalire ai processi fisici che governano l’atmosfera e alle conseguenze significative per l’utente del prodotto di analisi e di previsione. È lo stesso approccio che deve essere adottato nell’interpretazione dei campi medi del periodo 1 giugno – 10 agosto 2026.

  5. Brigante

    Il complesso di ondate di calore dell’estate 2003, sia per estensione sull’Europa (Francia, Benelux e Mitteleuropa), sia per durata, è di gran lunga più avanti rispetto al 2026. Le Alpi soffrirono molto di più, e così le isole britanniche… la mancanza di precipitazioni iniziò già in maggio, e in alcune zone si protrasse fino a settembre.
    Quest’anno Firenze (e buona parte del versante tirrenico) ad esempio, è stata mediamente più calda del Cairo, e di buona parte della capitali del nordafrica, il che la dice lunga sull’origine del calore e sulla sua persistenza. Se l’anticiclone si blocca sul Mediterraneo occidentale il calore non ha vie di fuga, l’umidità aumenta e le isole di calore urbano fanno il resto. Inoltre, diversamente da altre fasi calde del passato, l’ITCZ è rimasta posizionata nella media, e non ha contribuito all’espansione verso nord della cella di Hadley.
    Insomma, un’estate anomala, in una dinamica circolatoria inedita, che lancia ulteriori incognite sul clima del futuro e sulla sua imprevedibilità, anche a livello regionale.

    • Rocco

      Infatti la domanda è se questa configurazione ha probabilità di presentarsi sempre più spesso. Pensavo che lo spostamento verso nord della ictz fosse in gran parte responsabile, ma se non lo è, quale indice o configurazione spiega la permanenza dell’anticiclone? Che periodicità, se esiste, caratterizza questo indice?

    • Luigi Mariani

      Penso che l’elemento chiave per rispondere alla sua interessante domanda sia riflettere sul ruolo dei promontori anticiclonici subtropicali e delle configurazioni di blocco associate, valutando in particolare:
      – i trend nella frequenza e nella persistenza degli episodi;
      – gli eventuali cambiamenti nella posizione dei massimi del geopotenziale a 500 hPa;
      – l’origine e le caratteristiche termodinamiche delle masse d’aria avvettate verso il Mediterraneo.

      Per quanto riguarda frequenza e persistenza, le analisi da me condotte non evidenziano trend particolarmente marcati o tali da giustificare, da soli, le profonde modificazioni climatiche osservate negli ultimi decenni. Del resto, anche la letteratura scientifica disponibile mostra risultati non univoci e spesso fortemente dipendenti dall’indice di blocking adottato.

      Occorre inoltre considerare che oggi il sistema climatico presenta condizioni al contorno significativamente diverse rispetto a cinquant’anni fa: il Mediterraneo e buona parte dell’Atlantico settentrionale sono mediamente più caldi, la troposfera è più calda e il contenuto atmosferico di vapore acqueo è aumentato. In tale contesto, configurazioni circolatorie simili a quelle del passato possono produrre effetti termici molto più intensi e persistenti, senza che sia necessariamente aumentata la frequenza delle strutture anticicloniche di blocco.
      In sostanza dunque è cruciale distinguere fra:
      – cambiamenti dinamici (frequenza, persistenza e posizione delle configurazioni circolatorie);
      – cambiamenti termodinamici (temperature di mare, atmosfera e contenuto di umidità).

  6. Franco Caracciolo

    Unico dato positivo per me….
    Non vedrò un’altra estate come questa fra 23 anni!
    Un buon ferragosto da un pescarese stanco di 66 anni

    • Andrea D

      Ohi, non “auto-gufarti”….

      Comunque sia, qualche refolo è arrivato di sotterfugio, perchè è da qualche giorno che il caldo è meno mefistofelico perchè più secco e ventilato e la notte fa, per quello che si può definire, “freschetto” .

      NE e medio Adriatici: prestare attenzione per domani lunedì 17 e in parte martedì 18 per il veloce sfioro di un cavo d’onda, con qualche veloce temporale e calo termico.
      Rapida rimonta termica termica da mercoledì 19, seguita sul finire della settimana da un nuovo incalzo di saccatura stavolta da NO , conivolgente in prima istanza il Nord. (Italia spezzata in due, etc etc).

      Più avanti nemmeno guardo perchè è un periodo di schizofrenia modellistica, comunque la circolazione generale comincia a movimentarsi.

      Tropics: Nino in azione, con tempeste tropicali su Est Pacifico in piena attività. Coma profondo dell’Atlantico tropicale, con finora tre marchette che nemmeno hanno raggiunto la forza tempesta.

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