Il video qui sopra viene dalla NASA. Sembra qualcosa di molto reale ma non lo è, perché si tratta di una rappresentazione modellistica delle dinamiche…
1 commentoIl Villaggio di Asterix
Il video qui sopra viene dalla NASA. Sembra qualcosa di molto reale ma non lo è, perché si tratta di una rappresentazione modellistica delle dinamiche…
1 commentoC’è voluto un po’, c’è stato bisogno di insistere, ma, alla fine, tra protocolli di ‘respiro globale’ firmati e ratificati a singhiozzo, tra regolamenti emanati…
4 commentiNon so e non credo che nessuno abbia fatto un’analisi di dettaglio sui costi delle policy di mitigazione climatica per il nostro Paese, se così…
Lascia un commentoL’immagine qui sopra è estratta da un poster, che qui potete scaricare per intero in pdf perché altrimenti non c’è verso di entrare nel particolare, che…
4 commentiHo letto con grande interesse il libro “Nuove energie — Le sfide per lo sviluppo dell’Occidente”, pubblicato dalla Marsilio (159 pagine, 13,00 €) e scritto…
7 commentiCerte cose hanno degli aspetti davvero paradossali. La lotta all’AGW, che sta per Anthropic Global Warming, è iniziata più o meno negli anni ’90. La…
4 commentiMatt Ridley sul Financial Post: L’IPCC ha prodotto due report l’anno scorso. In uno si dice che il costo dei cambiamenti climatici è probabile che…
Lascia un commentoBasta capirsi. Basta dare il giusto significato alle cose. Basta capire cosa si voglia intendere, per esempio, per riduzione delle emissioni. Nei giorni scorsi, per…
1 commentoSolo qualche giorno fa abbiamo parlato della salvezza del pianeta a prezzo di saldo. Secondo il nobel Paul Krugman, infatti, il piano di riduzione delle…
Lascia un commentoC’è gran fermento ultimamente nel dibattito sulle policy climatiche. Il presidente Obama, alla guida del paese che fino a poco fa deteneva il record delle emissioni…
Lascia un commentoAlcuni anni fa, quando la fase attuativa del protocollo di Kyoto doveva ancora iniziare e della crisi economica si vedevano solo le avvisaglie, all’interno del movimento salva-pianeta girava voce che si sarebbe presto presentata l’occasione per dare una bella sfoltita alle emissioni di gas serra. La crisi, si diceva, ci aiuterà a capire che si può fare, che gli obbiettivi che il Protocollo di Kyoto imponeva al nostro Paese per il quadriennio 2008-2012 erano realizzabili.
In questi giorni si sta discutendo animatamente dell’innalzamento degli obbiettivi di riduzione delle emissioni nel territorio dell’Unione Europea. E’ da parecchio tempo che non seguiamo…
Lascia un commentoLo avessimo fatto noi avrebbe dovuto chiamarsi diversamente, per esempio “il gioco delle tre carte”, tipica manovra con cui certi personaggi svelti di mano ti levano anche i pantaloni se hai l’istinto suicida di cimentarti al loro gioco.
Di che parliamo? Ma di riduzione delle emissioni naturalmente! In Europa, si sa, siamo campioni di masochismo. Complici un non meglio specificato senso di colpa per aver da tempo agganciato il treno del progresso e un certo socialismo dalla pancia piena strisciante, ci siamo dati degli obbiettivi di decarbonizzazione che non riusciremo a raggiungere, a meno che non persista in eterno la crisi economica, ma che grazie ai soli tentativi di centrare il bersaglio ci stanno già portando in bancarotta.
Problemi politici ma soprattutto economici quelli alla base delle recenti dichiarazioni del Primo Ministro inglese David Cameron, dichiarazioni però che, con riferimenti ai temi ambientali sono decisamente in controtendenza. Quelle che seguono le sue parole (da GWPF):
Abbiamo bisogno di rivedere alcune delle regolazioni ambientali e tasse che spingono verso l’alto le nostre bollette. Sappiamo tutti chi le ha generate.
Al di là del sapore squisitamente politico e propagandistico della seconda frase, che evidentmente punta il dito sulla fazione politica avversa, resta il fatto che il governo britannico, come molti altri in Europa, ha un serio problema energetico. Si profila quindi un allontanamento definitivo dalle regole del mercato come spiegava Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno leoni qualche giorno fa. In sostanza, quello che si profila all’orizzonte, e qui si aprirà un interminabile dibattito tra chi è pro e chi è contro, è un ritorno all’energia nucleare con la collaborazione della Cina e dei cugini francesi di EDF, i quali hanno però preteso un prezzo minimo garantito circa doppio rispetto al valore di borsa dell’elettricità.
Non so perché abbia deciso di mettere tra parentesi una parte del titolo di questo post, ma direi che ci sta. E’ un termine troppo brutto per aver diritto a pari opportunità editoriali. Eppure mi tocca usarlo. A quanto pare, dopo essere stato malignamente coniato dai più ferventi attivisti del movimento-salva-pianeta per colpire i non allineati, e dopo essere stato maliziosamente sdoganato da chi dice di essere meno fervente e più buono, ma di non sapere in quale altro modo appellare chi non si schiera tra i crociati del clima, ora ci sono dei negazionisti anche tra le fila dei salvatori.
A sostenerlo è Naomi Klein attivista ambientale di lungo corso nonché autrice di libri dai titoli e contenuti inequivocabili, insomma, una di loro. Lo leggiamo attraverso il post di Judith Curry. Ma cosa negherebbero esattamente costoro? Molto semplice, continauno a negare di aver ideato, favorito e sostenuto – ignorando la scienza e il buon senso comune – delle policy climatiche di specifica natura finanziaria che hanno fallito su tutta la linea, non intaccando la concentrazione di CO2 di una singola molecola, e si sono per di più dimostrate per quello che i loro oppositori, gli orridi negazionisti climatici, hanno sempre detto che erano: un affare colossale per le corporazioni, un elemento di enorme pressione per la l’economia e un generale fallimento. Alla base di questa ‘cecità’, secondo la Klein, ci sarebbe qualcosa che sta conducendo le multinazionali dell’ambiente alla disfatta, ovvero lo scollamento tra la dirigenza, perfettamente a proprio agio negli ambienti propri delle multinazionali, e la base, dove risiedono invece le convinzioni a quanto pare spesso ignorate o disattese.