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Tag: previsioni

Pandemonium

Vi piace andare a teatro? Personalmente, no. Tuttavia questa volta, qualche risata me la vorrei fare. Sia chiaro, non una risata liberatoria, tutt’altro… riderei probabilmente per non piangere. Lo spunto me lo fornirebbe una nuova rappresentazione teatrale intitolata “Ten Billion”. In realtà si tratta di un monologo che descrive uno scenario altamente plausibile: dieci miliardi di persone su questo
pianeta. Uno degli autori, Stephen Emmott spiega a Deutsche Welle che il brano rappresenta lo stato della nostra Terra in un momento non precisato verso la fine di questo secolo.

Insomma, siamo nel 2100 e siamo 10 miliardi di persone. Ma no, accidenti, no, l’autore ci fa sapere che non è un testo contro la sovrappopolazione. In fondo, Emmott suggerisce che 10 miliardi di
esseri umani potrebbero tranquillamente stare fianco a fianco, tutti quanti, in Cornovaglia. Conoscendo i luoghi, mi prenoto un posto vista mare. Soffro di claustrofobia e non vorrei trovarmi, che so, come 5 miliardesimo essere umano, fianco a fianco con i miei colleghi di viaggio, infossato chissà dove.

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UK Met Office: Le conseguenze della siccità saranno virtualmente inevitabili

Ne abbiamo parlato i primi di maggio. Nel breve documento presentato a marzo dallo UK Met Office sull’andamento previsto per il trimestre aprile, maggio, giugno,…

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I Giardini di aprile si vestono di nuovi colori

In Giappone uno tra gli eventi più amati e seguiti è la fioritura dei ciliegi, in occasione della quale tutta la popolazione fa festa. La ricorrenza è nota da decenni però, da alcuni anni, visto che le fioriture anticipavano rispetto al “giorno medio” del trentennio precedente, sui quotidiani italiani i ciliegi giapponesi sono divenuti lo strumento per dimostrare scientificamente il riscaldamento globale del pianeta a causa delle emissioni umane. La natura però è spesso imprevedibile anche per chi fa previsioni per i prossimi 100 anni. Nel 2011 (anno del famoso terremoto) e quest’anno la fioritura è tornata alla “normalità” o addirittura in leggero ritardo. Gli stessi quotidiani, anziché utilizzare la stessa logica per “gridare” all’imminente glaciazione, hanno in gran parte quasi ignorato la notizia.

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Ma che caldo [non] fa

Il bello di far previsioni non è scoprire di aver ragione. Né capire di aver sbagliato si deve intendere come un fallimento, a patto che la previsione, come deve essere sempre, sia la migliore possibile. A patto cioè che per formularla si sia tenuto conto di tutte le informazioni disponibili. E’ per questo che le previsioni si aggiornano continuamente, perché si rendono disponibili nuove e più ‘fresche’ informazioni. Ma nessuna previsione, buona o cattiva che sia, può prescindere dalla verifica.

ll clima, ovvero le previsioni climatiche, evidentemente fa eccezione. Le previsioni, una volta formulate, sebbene siano inverificabili, diventano pietre. E giù tutto il mondo – almeno così piacerebbe a molti – a orientarsi di conseguenza.

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Outlook – Bollettino del 27 febbraio 2012

Analisi stratosferica e degli indici teleconnettivi

27/02/2012

La situazione stratosferica nei piani più elevati, compresi tra 1 e 5 hPa, è caratterizzata da una intensa circolazione zonale accompagnata da un moderato raffreddamento. I piani compresi tra 10 e 30 hPa risentono ancora del warming stratosferico di gennaio e la circolazione è piuttosto lenta.

Per quanto concerne la circolazione zonale troposferica si introduce in via sperimentale un indice di zonalità che rappresenta l’anomalia della circolazione zonale sia a livello emisferico che in area atlantica alla quota isobarica di riferimento di 250hPa. La fascia latitudinale in esame corrisponde ai 55°N e 65°N con longitudine per l’area atlantica compresa tra 40°W e 0°W. La fonte dei dati è deterministica, quindi derivante, nel nostro caso, dall’output del modello globale GFS. Al fine di attenuare eventuali picchi anomali dei dati, che emergono statisticamente in maniera più rilevante dopo il 5° giorno di prognosi, si procede alla armonizzazione della serie attraverso la media delle ultime due corse delle ore 00z. Tale indice suggerisce la propensione ad una circolazione di tipo zonale in caso di valori positivi e meridiana in caso di valori negativi, con l’insorgere delle onde stazionarie o semi-stazionarie.

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Outlook – Bollettino del 26 gennaio 2012

Analisi stratosferica e degli indici teleconnettivi

26/01/2012

Con il presente bollettino si vuole confermare l’impianto dell’Outlook dell’8 gennaio scorso, quindi quanto segue ne è un aggiornamento.

La situazione stratosferica nei piani compresi tra 1 e 5 hPa è stata contraddistinta da una intensa circolazione antizonale derivante dagli episodi di warming già descritti nel precedente outlook.

Gli Heat flux previsti in diminuzione nei prossimi giorni determineranno un parziale ricompattamento del Vortice Polare Stratosferico a quelle quote con una ritrovata zonalità. Dalla fine del mese è attesa una nuova ripresa degli stessi flussi e grazie allo spostamento dell’onda convettiva equatoriale, espressa dalla MJO in spostamento dalla fase 5 verso la fase 6, verrà alimentata la formazione di un anticiclone stratosferico in sede nord atlantica (wave2).

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Outlook – Bollettino dell’8 gennaio 2012

Analisi stratosferica e degli indici teleconnettivi

08/01/2012

La situazione stratosferica nei piani compresi tra 1 e 5 hPa, ed in parte fino alla quota barica di 10hPa, vede un graduale seppur non incisivo ricompattamento del VPS, dovuto all’attenuazione dei flussi di calore che hanno dato avvio al primo minor warming stagionale. Il riscaldamento stratosferico ultimatosi nella precedente settimana, riconducibile in parte allo stazionamento dell’onda convettiva equatoriale rilevabile dalla MJO (Madden Julian Oscillation) nelle fasi 3 e 4, va muovendosi verso est inibendo la convezione nella zona dell’oceano Indiano per trasferirla nella zona del Pacifico centrale.

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Seven Spin Off – Gennaio 2012 – #1

Abbiamo iniziato due anni fa con l’Outlook. Obbiettivo: guardare dove i modelli meteorologici non arrivano, cioè fino e oltre i trenta giorni. In troposfera? No, più su, al piano di sopra.

Da oggi, dalla prima settimana del 2012, scendiamo di un piano, lo strato di cui una volta si diceva che avesse l’esclusiva degli eventi atmosferici. Faremo insieme una discussione settimanale sullo stato della troposfera. Sulla sua evoluzione e sulle sue dinamiche.

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Sì, sì no, mo’ me lo segno

“Ricordati che devi morire”. “Sì, sì no, mo’ me lo segno”. Indimenticabile battuta di Massimo Troisi nel film “Non ci resta che piangere”. Bene, ce lo siamo segnato.

Quante ne abbiamo sentite e ne sentiamo di profezie del genere in materia di clima e riscaldamento globale?

Novantanove mesi alla catastrofe del clima, milioni di profughi climatici che bussano alla porta etc etc. Era il gennaio del 2007, così si leggeva su The canadian:

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E si continua a parlare di noi

Appena tre settimane fa abbiamo pubblicato un commento al rumore che sta facendo nel mondo scientifico il procedimento in corso nei confronti della Commissione Grandi Rischi per il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009.

In quella occasione abbiamo parlato di comunicazione del rischio spostando il problema sulle vicende climatiche. Roger Pielke jr qualche giorno fa ha fatto la stessa cosa, tirando identificando quelle che lui definisce – a prescindere dagli esiti del procedimento – le lesson learned di questa vicenda.

  1. Una efficace comunicazione delle sfumature e dell’incertezza è ne migliore dei casi difficile, e sussiste sempre un ampio spettro di vedute sullo stato della scienza.
  2. La faccenda diviene ancora più complessa quando c’è la comunicazione di un messaggio che può essere interpretato in un modo dagli esperti e in un altro dal pubblico.
  3. Il dibattito tra le previsioni e l’incertezza spesso finisce per offuscare realtà che sono ben più evidenti e cioè che la nostra ossessione per le previsioni nasconde verità che sono davanti ai nostri occhi.
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Cosa è successo ai rifugiati climatici? – Aggiornamento

Lo so, di questi tempi anche solo pronunciare la parola rifugiati fa salire la temperatura della discussione alle stelle. Quello che sta succedendo alle porte…

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Quelli che il tempo non è il clima quando fa freddo

Quando negli inverni scorsi gli USA erano sommersi dalla neve, le autostrade italiane imbiancate, le navi del Baltico imprigionate in una morsa di ghiaccio, in…

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Finalmente ci siamo, la previsione perfetta è arrivata

Anni di lavoro. Notti spese a cercare di capire cosa avrebbe riservato l’indomani. Decisioni difficili, a volte condizionanti. Fior di cantonate. Botte da orbi con…

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Qualche verifica estemporanea.

La tortura climatica con cui ci perseguitano ormai da un ventennio, ha effettivamente un punto debole. Infatti molte volte abbiamo detto che una delle caratteristiche…

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