Ahi ahi, l’impoverimento dello strato di ozono stratosferico sull’area polare dell’emisfero sud, meglio noto come buco dell’ozono, è stato quest’anno molto più vasto e più…
4 commentiIl Villaggio di Asterix
Ahi ahi, l’impoverimento dello strato di ozono stratosferico sull’area polare dell’emisfero sud, meglio noto come buco dell’ozono, è stato quest’anno molto più vasto e più…
4 commentiCominciamo dall’effetto Iris di Richard Lindzen (qui i precedenti su CM). Siamo tornati a parlarne qualche tempo fa, in qualche modo analogamente a quel che…
6 commentiNiente, un bel niente. Qualche settimana fa, per la precisione l’11 settembre, lo strato do ozono sopra il Polo Sud pare abbia raggiunto il picco…
Lascia un commentoUna notizia sorprendente, con cui alcuni ricercatori della NASA sono entrati a gamba tesa in uno dei temi ambientali più scottanti degli ultimi anni, il depauperamento dello strato di ozono in alta atmosfera. Come molti (quasi tutti) credo sappiano, il “buco dell’ozono” è stata materia prima di acceso dibattito scientifico, poi di raggiungimento di un sostanziale consenso sugli effetti deleteri delle emissioni di clorofluorocarburi (CFC) e poi, nel biennio 1987-1989 (firma e inizio), dell’implementazione del famoso Protocollo di Montreal, con il quale i CFC sono stati messi al bando.
L’ultima volta che sulle nostre pagine abbiamo parlato di ozono era per commentare l’uscita di uno studio che attribuiva alle reazioni chimiche dell’alta atmosfera molta parte del trend delle temperature medie superficiali globali, scagionando quindi i gas serra ma mantenendo l’origine antropica di queste variazioni, origine identificata nell’accumulo di CFC.
Gli appuntamenti ambiental-climatici ormai sono calendariali come le feste comandate. Ci sono Natale, Pasqua, il 25 aprile, il 1° maggio e ferragosto e c’è il minimo dei ghiacci artici, quello dei ghiacci antartici (solo se diminuiscono però), la stagione dei tornado, quella degli uragani (solo in America però, il resto del mondo non fa notizia, a meno che un monsone non sia un po’ più devastante del solito) e c’è infine il buco dell’ozono.
Nel 1987 il Protocollo di Montreal, poi scimmiottato con scarsissimo successo da quello di Kyoto ma in materia climatica, fu il primo fulgido esempio di impegno globale per la salvaguardia dell’ambiente. Dito puntato sui CFC, elementi chimici allora largamente usati in campo industriale ritenuti responsabili di un processo chimico in grado di depauperare il contenuto di ozono nella stratosfera, generando così il famoso “buco” nello schermo che l’ozono costituisce nei confronti della radiazione UV.
Questo Pianeta ha 4,5 miliardi di anni. Eppure ogni cosa che accade è ‘unprecedented’. L’aumento della temperatura, lo scioglimento dei ghiacci, l’intensità degli eventi estremi…
4 commentiOgni volta che la comunità internazionale fallisce l’obiettivo di trovare un accordo sulla riduzione delle emissioni di gas serra, c’è sempre qualcuno che tira fuori…
1 commentoIo ne voglio uno che simuli esattamente la mia vita dopo aver vinto il jackpot del superenalotto. Come dite? Sarebbe comunque finto e non potrei…
6 commentiCosì ho sentito dire giorni fa in un bar di Roma. Meno male mi son detto, questa volta l’abbiamo scampata e il riscaldamento globale non…