Primo problema, conoscere o quantomeno avere delle ipotesi sulle interazioni tra gli innumerevoli fattori che determinano lo stato del tempo, specialmente quando questo diventa ‘poco…
Lascia un commentoIl Villaggio di Asterix
Primo problema, conoscere o quantomeno avere delle ipotesi sulle interazioni tra gli innumerevoli fattori che determinano lo stato del tempo, specialmente quando questo diventa ‘poco…
Lascia un commentoLo scorso 8 Marzo, appena una settimana fa, il Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine (ECMWF – European Center for Medium range Weather…
2 commentiL’immagine qui sopra a qualcuno non piacerà. Anzi, dal punto di vista della ricerca nel progresso dei modelli di previsione numerica non può piacere a…
7 commentiIl vento sulla Terra aggiornato ogni tre ore con i dati del GFS della NOAA. Uno spettacolo assoluto. La mappa, pubblicata a questo link, è…
1 commentoEccoci qua, con il Paese per metà alle prese con la neve e praticamente tutto intirizzito dal freddo. Un altro successone per le previsioni del tempo, quelle che non osano andare oltre la settimana, un altro bagno di sangue per quelle con cui si prova a guardare più lontano.
Un mesetto fa, ma anche meno, diciamo venti giorni, si tiravano le somme del mese di ottobre, un mese piuttosto caldo per il nostro territorio. Sull’onda emozionale di tanta calura sono state redatte da più parti delle previsioni per il mese di novembre con il metodo classico, quello della persistenza. Farà caldo pure a novembre e, perché no, anche per un bel pezzetto di dicembre. C’è da dire, tra l’altro, che anche i modelli più complessi lasciavano intravedere un periodo piuttosto mite. Anche chi scrive, naturalmente presso ambiti che non amo mescolare con le nostre discussioni, non ha fatto molto meglio. Magari non si sarà parlato di super-caldo, ma questa botta fredda, con pochissime eccezioni che magari approfondiremo in un altro momento, davvero non se l’aspettava nessuno.
Ho aspettato qualche giorno a pubblicare questo post. I fatti che raccontiamo sono meteorologici, quindi essendo accaduti nei primissimi giorni del mese, sono praticamente morti e sepolti. Ma come sanno tutti quelli che si occupano di meteorologia più o meno professionalmente, non esiste un campo dello scibile umano dove l’esperienza conti di più. Esperienza nel valutare l’evoluzione di ogni singola situazione in relazione al nostro territorio certamente, ma anche e ultimamente soprattutto, esperienza nel valutare gli strumenti a propria disposizione.
Si parla della prima vera perturbazione scesa nel Mediterraneo a guastare l’estate appena dieci giorni fa. In gergo molto poco tecnico una bella “botta” tuffatasi nel Mare Nostrum direttamente da nord e alimentata da un mix di aria polare e aria delle medie latitudini di tipo marittimo a sostituire l’aria subtropicale marittima continentalizzata che ci stava regalando l’ennesima (ma per fortuna ultima) onda di calore della stagione.
E’ buffo, non avrei mai pensato di leggere un post come quello segnalato dal blog di Judith Curry. Siamo così abituati ad arrivare secondi rispetto agli Stati Uniti che leggere di essere un bel po’ davanti a loro e leggerlo proprio da loro è decisamente sorprendente. E nella nostra materia poi!
Ecco qua, Cliff Mass (della cui esistenza apprendo ora), uno degli innumerevoli meteorologi di una delle innumerevoli aziende che della meteorologia e delle previsioni hanno fatto un business molto redditizio negli States, e Judith Curry, che di sicuro non ha bisogno di presentazioni, condividono la stessa opinione: Con i modelli di previsione meteorologica (e quindi con le previsioni in generale) in Europa siamo molto più bravi che negli Stati Uniti.