In un articolo di 7 anni fa, Hereid et al.(2013) affermano che ENSO (El Niño Southern Oscillation) fornisce energia alla variabilità climatica globale attraverso cambiamenti…
2 commentiIl Villaggio di Asterix
In un articolo di 7 anni fa, Hereid et al.(2013) affermano che ENSO (El Niño Southern Oscillation) fornisce energia alla variabilità climatica globale attraverso cambiamenti…
2 commentiCos’è una docufiction? Vocabolo di recente adozione anche nei dizionari più aggiornati, la docufiction può avere diverse accezioni, che però hanno tutte in comune, letteralmente, la…
3 commentiSe c’è un esercizio di prognosi con minori probabilità di riuscita delle previsioni climatiche, è quello delle previsioni solari. Sembra proprio che, in questo campo,…
1 commentoA proposito di clima pazzo e mai rinsavito, è cosa nota che, più o meno tra il 1450 e il 1800, il clima abbia vissuto…
1 commentoE’ uscito su Nature il 17 dicembre l’ultimo spaventoso anatema climatico: Spatial and temporal distribution of mass loss from the Greenland Ice Sheet since AD…
4 commentiBeh, forse c’era anche qualche annetto prima per la verità, solo che, scrivono gli autori di un paper appena uscito su The Olocene, nel Periodo…
11 commentiUna doppia dinamo a far oscillare il Sole, ovvero a definire l’intensità dei cicli solari in funzione dell’accordo tra le onde magnetiche con cui si…
2 commentiLa zona di convergenza intertropicale (ITCZ) è quella fascia compresa tra i tropici dove l’incontro degli Alisei di entrambi gli emisferi generano una persistente attività…
4 commentiCina e Asia, perché occuparci di realtà meteorologiche così lontane da noi? Semplice, perché sono a est e quello che arriva lì, bene o male,…
2 commentiJasper Kirby è il capo di un progetto di ricerca del CERN di Ginevra. Il suo settore di applicazione è la fisica delle nubi o,…
6 commentiUscito su Nature Geoscience il 22 dicembre e ripreso da Science Daily il 23, quindi fresco fresco. E’ un nuovo capolavoro della melting pot del…
Lascia un commentoNegli ultimi 10000 anni l’oceano pacifico è stato quasi sempre più caldo (e dunque più ricco di energia) rispetto ad oggi, con l’unica eccezione della piccola era glaciale. Inoltre l’optimum climatico medioevale (MWP) e la piccola era glaciale (LIA) sono stati eventi globali. Queste alcune fra le conclusioni più salienti dell’articolo oggetto di questo breve commento, conclusioni rispetto alle quali è d’obbligo comunque mantenere un atteggiamento prudente.
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In un lavoro uscito pochi giorni orsono su Science a firma di Rosenthal et al. (2013) si analizzano le temperature oceaniche di superficie – Sea Surface Temperatures SST – e dello strato sottosuperficiale – Intermediate Water Temperature IWT (a 500 m e fra 600 e 900 m di profondità). Rosenthal et al. hanno operato in Indonesia nella zona dello Stretto di Makassar e del mare di Flores (figura 1), un’area oceanica nota nel suo complesso come Indonesian Troughflow e che a detta degli autori è fra le più rappresentative in assoluto rispetto al contenuto energetico oceanico globale. Più nello specifico gli autori hanno analizzato il rapporto fra magnesio e Calcio presente nei foraminiferi bentonici Globigerinoides ruber (D’Orbigny, 1839) e Hyalinea balthica (Schröter, 1783), il primo rappresentativo per lo strato superficiale ed il secondo per quello sottosuperficiale giungendo a ricavare dati di temperatura riferiti agli ltimi 1000 anni e dunque all’intero Olocene.
Il Sole batte la fiacca, questo è noto. Da quando si è seduto le temperature medie superficiali globali hanno smesso di crescere, questo pure è…
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Il team non è la nazionale di calcio spagnola, con la quale sconsiglierei a chiunque di misurarsi per qualche anno ancora. Il team, o meglio il CRUTeam, è quel gruppo di scienziati del clima che fa capo alla Climatic Research Unit della East Anglia University, zoccolo duro del Working Group I dell’IPCC, il panel ONU che ogni tot anni ci dice come siamo messi in fatto di clima.
Dal CRUTeam, anche noto come hockey team, per aver prodotto e sponsorizzato la famosa ricostruzione delle temperature medie degli ultimi mille anni con la classica forma del bastone da hockey, abbiamo saputo che le temperature medie superficiali degli ultimi decenni sarebbero senza precedenti. Ergo, nel trend climatico di medio periodo, ci sarebbe senza dubbio lo zampino dell’uomo.
Ma, guarda cosa ti va a capitare, un gruppo di ricercatori si mette in testa di assemblare una serie di dati di prossimità per la temperatura, fitta e lunga come mai prima era stato fatto. Non solo, pensano anche di mettere in relazione questa serie con la forzante orbitale, uno dei parametri che sappiamo essere tra quelli che nel lungo periodo dettano legge in materia di temperatura.
Il capitano Antonio Boccia (nato nel 1741 in Spagna da famiglia del ducato di Parma, appassionato studioso di scienze naturali, geologia e chimica) visitò all’inizio dell’ottocento l’areale montano dei territori di Parma e Piacenza con un viaggio durato un biennio e di cui redasse un resoconto dal titolo “Viaggio ai monti di Parma e Piacenza” conservato nella biblioteca palatina di Parma e la cui parte dedicata ai monti del piacentino è stata recentemente e per la prima volta pubblicata dalla tipografia editoriale piacentina Gallarati.
Mi sono deciso a scrivere questa nota perché il testo di Boccia (che in questi giorni ho la fortuna di poter leggere) è ricchissimo di informazioni socio-economiche, geologiche e sull’uso del suolo. E proprio dall’uso del suolo si ricava un‘interessante informazione. Ma lasciamo parlare il Boccia che così descrive la valle del torrente Ongina: