Questa storia è interessante. Immagino che sarete più o meno tutti al corrente della importante eruzione vulcanica in corso nell’isola Kilauea, nelle Hawaii, un evento…
2 commentiIl Villaggio di Asterix
Questa storia è interessante. Immagino che sarete più o meno tutti al corrente della importante eruzione vulcanica in corso nell’isola Kilauea, nelle Hawaii, un evento…
2 commentiCon questo articolo cercheremo, per quanto possibile, di guardare al futuro. Per poterlo decifrare è necessario esaminare prima il presente ed anche il recente passato.…
64 commentiCon questo articolo, che possiamo considerare un appendice al precedente, proverò a spiegare alcune delle ragioni alla base dell’outlook. La situazione è delicata e complessa…
31 commentiQuesto titolo sarebbe andato bene qualche anno fa, quando il “polar vortex” o vortice polare, non era ancora salito alla ribalta della comunicazione meteorologica. Ma,…
4 commentiOrmai siamo prossimi a raggiungere la metà di questa stagione invernale che per molti aspetti risulta molto interessante e affascinante. Mi rendo conto che per…
10 commentiCon questo articolo si aggiornano brevemente la situazione e le possibili prospettive. Prima di tutto un brevissimo riepilogo delle “puntate” precedenti. Nell’aggiornamento dello scorso 18 dicembre segnalai la genesi di un probabile warming classificato come Minor e atteso tra la fine di dicembre e i primissimi giorni di gennaio. Nell’aggiornamento successivo del 31 dicembre segnalai la possibilità di un evento Major verso la fine della seconda decade di gennaio derivante dalla situazione stratosferica allora prevista. In realtà questo secondo evento non si verificherà, almeno in quei termini, e i motivi principali sono da attribuire all’eccesso di conservazione di moto zonale che il vortice polare sta tutt’ora mantenendo rispetto alle attese derivate dalle conseguenze del Minor Warming e dai continui disturbi offerti da una sempre buona presenza di attività d’onda. Infatti l’elevata zonalità (cosa comunque segnalata poi in sede di commento) ha inibito l’inserimento dei flussi di calore a carico della seconda onda verso il cuore del vortice polare stratosferico alla quota isobarica di 10hPa.
La situazione permane comunque molto fluida anche perchè l’attività d’onda al confine tra troposfera e stratosfera tende a produrre continui elementi perturbatori. La situazione potrebbe però trovare uno via di sblocco, ora vediamo perché.
Gli appuntamenti ambiental-climatici ormai sono calendariali come le feste comandate. Ci sono Natale, Pasqua, il 25 aprile, il 1° maggio e ferragosto e c’è il minimo dei ghiacci artici, quello dei ghiacci antartici (solo se diminuiscono però), la stagione dei tornado, quella degli uragani (solo in America però, il resto del mondo non fa notizia, a meno che un monsone non sia un po’ più devastante del solito) e c’è infine il buco dell’ozono.
Nel 1987 il Protocollo di Montreal, poi scimmiottato con scarsissimo successo da quello di Kyoto ma in materia climatica, fu il primo fulgido esempio di impegno globale per la salvaguardia dell’ambiente. Dito puntato sui CFC, elementi chimici allora largamente usati in campo industriale ritenuti responsabili di un processo chimico in grado di depauperare il contenuto di ozono nella stratosfera, generando così il famoso “buco” nello schermo che l’ozono costituisce nei confronti della radiazione UV.
27/02/2012
La situazione stratosferica nei piani più elevati, compresi tra 1 e 5 hPa, è caratterizzata da una intensa circolazione zonale accompagnata da un moderato raffreddamento. I piani compresi tra 10 e 30 hPa risentono ancora del warming stratosferico di gennaio e la circolazione è piuttosto lenta.


Per quanto concerne la circolazione zonale troposferica si introduce in via sperimentale un indice di zonalità che rappresenta l’anomalia della circolazione zonale sia a livello emisferico che in area atlantica alla quota isobarica di riferimento di 250hPa. La fascia latitudinale in esame corrisponde ai 55°N e 65°N con longitudine per l’area atlantica compresa tra 40°W e 0°W. La fonte dei dati è deterministica, quindi derivante, nel nostro caso, dall’output del modello globale GFS. Al fine di attenuare eventuali picchi anomali dei dati, che emergono statisticamente in maniera più rilevante dopo il 5° giorno di prognosi, si procede alla armonizzazione della serie attraverso la media delle ultime due corse delle ore 00z. Tale indice suggerisce la propensione ad una circolazione di tipo zonale in caso di valori positivi e meridiana in caso di valori negativi, con l’insorgere delle onde stazionarie o semi-stazionarie.
26/01/2012
Con il presente bollettino si vuole confermare l’impianto dell’Outlook dell’8 gennaio scorso, quindi quanto segue ne è un aggiornamento.
La situazione stratosferica nei piani compresi tra 1 e 5 hPa è stata contraddistinta da una intensa circolazione antizonale derivante dagli episodi di warming già descritti nel precedente outlook.
Gli Heat flux previsti in diminuzione nei prossimi giorni determineranno un parziale ricompattamento del Vortice Polare Stratosferico a quelle quote con una ritrovata zonalità. Dalla fine del mese è attesa una nuova ripresa degli stessi flussi e grazie allo spostamento dell’onda convettiva equatoriale, espressa dalla MJO in spostamento dalla fase 5 verso la fase 6, verrà alimentata la formazione di un anticiclone stratosferico in sede nord atlantica (wave2).
08/01/2012
La situazione stratosferica nei piani compresi tra 1 e 5 hPa, ed in parte fino alla quota barica di 10hPa, vede un graduale seppur non incisivo ricompattamento del VPS, dovuto all’attenuazione dei flussi di calore che hanno dato avvio al primo minor warming stagionale. Il riscaldamento stratosferico ultimatosi nella precedente settimana, riconducibile in parte allo stazionamento dell’onda convettiva equatoriale rilevabile dalla MJO (Madden Julian Oscillation) nelle fasi 3 e 4, va muovendosi verso est inibendo la convezione nella zona dell’oceano Indiano per trasferirla nella zona del Pacifico centrale.
Sull’Artico è in arrivo un deciso ‘stratwarming’: potrebbe essere la svolta dell’inverno, masse d’aria polare si muoverebbero verso l’Italia. Immaginate una trottola che gira veloce…
Lascia un commentoAlmeno per ora. Il riscaldamento ai piani alti dell’atmosfera si è molto ridimensionato, lo stesso vale per gli effetti sulla struttura del Vortice Polare Stratosferico.…
4 commentiOgni promessa è debito, così, dopo aver accennato un primo commento al nuovo lavoro di Susan Solomon e colleghi, ora siamo in grado di entrare un…
Lascia un commentoNella sezione dedicata di Climate Monitor trovate l’aggiornamento dell’outlook di lungo periodo. Si prospetta una fase interessante. E’ con non poca ironia e sottile soddisfazione…