Temporali? No, bombe d’acqua. Lavori di prevenzione mal eseguiti? Sì, pistole puntate contro le città. Così definisce la realizzazione maldestra e truffaldina dell’argine lungo il…
7 commentiIl Villaggio di Asterix
Temporali? No, bombe d’acqua. Lavori di prevenzione mal eseguiti? Sì, pistole puntate contro le città. Così definisce la realizzazione maldestra e truffaldina dell’argine lungo il…
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Giuseppe Gisotti, geologo, mi ha mandato la copertina del suo libro insieme ad una breve nota che ne riassume i contenuti alla quale, con il suo permesso, ho aggiunto alcune considerazioni in ordine al fattore meteorlogico.
Buona lettura.
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di Giuseppe Gisotti
Abbiamo ottimi ingegneri, geologi, architetti, agronomi, progettisti e pianificatori, ma ciò non impedisce lo squallore di tante costruzioni, di tanti quartieri urbani, lo sconquasso del paesaggio, il dissesto idrogeologico con frane, alluvioni, subsidenza artificiale, ecc.; il disordine urbano e territoriale è sotto i nostri occhi.
Cosa fare? Cosa suggerire?
Bisogna abbandonare il concetto dello sviluppo per lo sviluppo, della crescita solo economica e abbracciare il concetto della sicurezza e della bellezza innanzi tutto. Rifacciamoci a Vitruvio, il quale diceva che i parametri fondamentali dell’architettura erano la firmitas, la utilitas e la venustas, cioè la struttura statica, ossia la sicurezza, la funzionalità e l’estetica, ossia la bellezza.
Noi discutiamo di eventi che mietono vittime, provocano danni gravissimi, processi che si ripresentano quasi regolarmente e colpiscono spesso gli stessi luoghi. Eppure si fa poco per prevenirli, per evitarli, o almeno per limitare il numero delle vittime e i danni più gravi.
Perché? Si parla da molto tempo, specialmente dall’alluvione del 1966, di investire più risorse economiche nella prevenzione e riduzione del rischio, ma queste risorse sono sempre insufficienti, come faceva rilevare la Commissione De Marchi nei primi anni ’70.
Riccardo Cascioli raccoglie il pensiero di Uberto crescenti su “La Bussola Quotidiana“. Da leggere.
Italia, ci vuole il «geologo condotto»
«Cambiamenti climatici? Non c’entrano niente. La prevenzione? Sarebbe semplice, ma si preferisce ricostruire dopo le tragedie perché in questo modo girano più soldi». Il professor Uberto Crescenti è molto netto nei suoi giudizi a proposito della tremenda alluvione che nei giorni scorsi ha colpito Liguria e Toscana, in particolar modo la zona delle Cinque Terre, e rilancia la proposta di un “geologo condotto” che sostiene da almeno dieci anni. Docente di Geologia applicata all’Università di Chieti e già presidente della Società Geologica Italiana, Crescenti studia da una vita il fenomeno del dissesto idrogeologico italiano.
Dal 10 al 21 ottobre si svolgerà in Corea la decima conferenza internazionale della United Nations Convention to Combat Desertification (UNCCD), organizzata per la prima volta in Asia dai Paesi firmatari della Convenzione per fare il punto su una grave minaccia globale, la desertificazione.
Nei giorni scorsi per lanciare l’evento ‘mediaticamente’ si è puntato sull’allarme. In Europa pare che ben 12 stati ‘soffrano’ per tale fenomeno. Su molti quotidiani e siti internet non si è persa l’occasione per descrivere ‘scientificamente’ la pessima situazione italiana ricorrendo a informazioni che possono essere ben sintetizzate dal pezzo sotto riportato (il neretto è del sottoscritto):
Il sistema territoriale del Veneto è uscito fortemente scosso dall’alluvione del novembre 2010. In primo luogo perché esso ha messo in crisi il prestigio amministrativo…
5 commentiL’alluvione nel Veneto ha dato luogo a due distinti fenomeni di disinformazione, uno più strettamente correlato alla “informazione” stessa dell’evento e l’altro alle cause. L’evento…
2 commentiIl Veneto uscì dall’ultima guerra come una regione sconvolta dagli avvenimenti bellici, e cronicamente afflitta da quella depressione economica che la caratterizzava sin dall’avvento di…
Lascia un commento“Quella del 1966 fu una piena eccezionale, ma non irripetibile. Se essa dovesse verificarsi oggi si correrebbero rischi molto più gravi essendo nel frattempo cresciuti…
1 commentoMettiamola così, prima o poi l’estate arriverà e con lei la voglia di andare al mare. I più arditi avranno già fatto il primo tentativo,…