E dopo l’Atlantico tocca al Pacifico. Con la stagione degli uragani che volge al termine – manca poco più di un mese al 30 novembre…
3 commentiIl Villaggio di Asterix
E dopo l’Atlantico tocca al Pacifico. Con la stagione degli uragani che volge al termine – manca poco più di un mese al 30 novembre…
3 commentiIn inglese si dice “settled science” quando si vuol far riferimento a qualcosa di ormai acquisito, cioè scientificamente chiaro e dimostrato nelle sue dinamiche. In…
Lascia un commentoL’immagine qui sopra viene dal progetto open source Earth e rappresenta la circolazione bassi strati catturata ieri pomeriggio. E’ un’istantanea ovviamente, ma dice parecchie cose.…
Lascia un commentoDalla newsletter settimanale di Nature, una notizia interessante in materia di paleoclima. Si tratta una ricostruzione di dati di prossimità relativi all’occorrenza di eventi alluvionali costieri…
Lascia un commentoAlcuni centri di previsione indipendenti avevano già detto la loro nelle scorse settimane. Per affrontare questo tema però ho preferito aspettare che uscisse l’outlook della…
Lascia un commentoIeri l’altro è apparso su Science Daily il commento ad un lavoro di recentissima pubblicazione:
Growing threat of intense tropical cyclones to East Asia over the period 1977–2010 – open access, ERL, Doo-Sun R Park et al., 2014
Analizzando cinque diverse serie storiche degli eventi del tipo ciclone tropicale (Tifoni per quella parte del mondo) sulle coste asiatiche, gli autori avrebbero individuato un trend positivo nel rischio generato da questi eventi, soprattutto perché sembra si sia avvicinata ad una porzione della costa est dell’Asia l’area in cui questi raggiungono mediamente la massima intensità. Il periodo preso in esame va dal 1977 al 2010. La responsabilità di questo aumento – pur ritenuta indistinguibile tra fattore naturale e fattore antriopico – è stata individuata nell’intensificazione del gradiente termico est-ovest sul Pacifico equatoriale, gradiente da cui si origina la Walker Circulation, le cui vicende sono poi in relazione con le condizioni che favoriscono la nascita e lo sviluppo di questi eventi. Qualora il cambiamento climatico – si legge nelle conclusioni – dovesse risultare in una prosecuzione del rafforzamento di questo gradiente, ne potrebbe risultare un ulteriore aumento di rischio per le aree oggetto di questo studio.
Così ha definito la stagione degli uragani appena conclusasi (1° luglio – 30 novembre secondo la convenzione) Jack Hayes direttore del National Weather service della…