Quanto varia la predicibilità dell’indice ENSO, ossia dell’alternarsi di condizioni di El Niño, La Niña o neutrali nell’area del Pacifico equatoriale? Molto, si direbbe, in…
3 commentiIl Villaggio di Asterix
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3 commentiAppena ieri in una carrellata di ‘novità’ in materia di clima che cambia e dintorni, abbiamo fatto un breve commento ad un paper che ha…
Lascia un commentoDirettamente dal “Dipartimento catastrofi in agguato ma anche no”, un paio di input di letteratura scientifica in materia di monsoni.
Al primo sono arrivato due giorni fa attraverso Science Daily, un paper uscito su Environmental Research Letters:
A statistically predictive model for future monsoon failure in India
Mentre il secondo, appena più datato, l’ho trovato sul blog di Roger Pielke sr e viene dai PNAS:
Indian Ocean warming modulates Pacific climate change
Scopriamo subito le carte del primo. Dalla fine di questo secolo (ancora in fasce) e per tutto quello che seguirà, si potrà dire addio al monsone indiano, con tutto quello che questo comporta in termini di impatto per la popolazione del continente asiatico. Infatti, notoriamente, la parola monsone riferita ai mesi estivi, quelli che caratterizzano la stagione piovosa e la separano da quella invernale arida e fredda, significa “ritorno alla vita”. Perciò, niente monsone, niente vita.
Con questo post iniziamo una serie di approfondimenti che ci porteranno a conoscere alcuni dei fenomeni naturali che governano le dinamiche del clima. Molti di questi presentano ancora un livello di comprensione scientifica piuttosto basso e, in questo margine di incertezza, trovano spesso il loro spazio anche interpretazioni che ne attribuiscono l’evoluzione al forcing antropogenico. Questo è normale, fa parte del dibattito, tuttavia come vedremo più avanti, in alcuni casi certe prese di posizione sembrano un po’ forzate.