{"id":12201,"date":"2010-08-21T08:00:22","date_gmt":"2010-08-21T06:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=12201"},"modified":"2010-08-21T08:00:22","modified_gmt":"2010-08-21T06:00:22","slug":"sempre-di-meno-sempre-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=12201","title":{"rendered":"Sempre di meno, sempre di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; facile capire a cosa sia riferito il titolo di questo post. Parliamo di risorse della Terra e di coloro che ne fanno uso, i suoi abitanti. Oggi, 21 agosto, secondo i calcoli del Global Footprint Network si accende il debito annuale con il pianeta, cio\u00e8 da domani e fino alla fine dell&#8217;anno, consumeremo non gi\u00e0 quello che il pianeta \u00e8 in grado di offrire in ragione dei suoi cicli produttivi, ma quello che potrebbe produrre se fosse almeno il 25% pi\u00f9 grande in termini di risorse alimentari, idriche e biologiche disponibili.\u00a0Per chiarire il concetto basta pensare alla quarta settimana del mese, quando cio\u00e8 a molti si popolano le tasche di farfalle.<\/p>\n<p>Si chiama Earth Overshoot Day questo giorno, e pare che ogni anno arrivi prima, cio\u00e8 ogni anno cominciamo ad essere debitori per un periodo dell&#8217;anno pi\u00f9 lungo. Quest&#8217;anno c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra novit\u00e0, infatti se in passato si era visto crescere il periodo debitorio di qualche giorno ogni anno, tra il 2009 ed il 2010 il salto \u00e8 stato di circa un mese. Pare che sia stato affinato il metodo di calcolo e questa non \u00e8 una bella notizia. Ti pareva che potessimo guadagnarci qualcosa? Cos\u00ec, di getto avrei detto che quest&#8217;anno a causa della crisi si sarebbe fatto qualche passetto in avanti o almeno niente passi indietro, in fondo i consumi dei paesi occidentali dicono che siano fermi. E invece, niente, va sempre peggio.<\/p>\n<p>Ad ogni modo oggi tutti i giornali ne parleranno, con relativo stracciamento delle vesti collettivo. A dire il vero\u00a0<a id=\"aptureLink_xnHe1je2nW\" href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2010\/08\/17\/la-terra-va-in-riserva-finite-le.html\">Repubblica<\/a> lo ha fatto gi\u00e0 qualche giorno fa, in un pezzo che merita qualche commento. Il problema, neanche a dirlo, sono le abitudini della societ\u00e0 occidentale, sprecona per definizione e ladra di altrui risorse ambientali, perch\u00e9 leggiamo che un americano medio consuma l&#8217;equivalente di nove ettari di terreno, un tedesco quattro etc etc, mentre, senza fornire numeri, si afferma che per pareggiare il conto, cio\u00e8 per non andare in debito e consumare solo quanto offerto dal pianeta senza essere depredato, dovremmo adottare lo stile di vita cinese. Per\u00f2 mancano i numeri, allora li ho\u00a0<a id=\"aptureLink_oQjulutVxH\" href=\"http:\/\/www.footprintnetwork.org\/en\/index.php\/GFN\/page\/footprint_for_nations\/\">cercati all&#8217;origine<\/a> e ho scoperto che in effetti il consumo pro-capite dei cinesi \u00e8 di circa due ettari. Beati loro, per\u00f2 mi risulta che siano un paio di miliardi e che questo consumo abbia un rateo di crescita multiplo varie volte di quello occidentale. Mi sa che anche cos\u00ec non andremmo lontano.<\/p>\n<p>Seguono poi altri utili suggerimenti, mangiare meno carne scegliendola dal circuito biologico (che costa di pi\u00f9 e se ne produce di meno, cos\u00ec il problema \u00e8 risolto alla radice, o non la si pu\u00f2 comprare o non si trova), usare la bici o la metropolitana (perch\u00e9 no, a me basterebbe partire la sera prima per esempio) e poi usare fonti rinnovabili (non c&#8217;\u00e8 risparmio migliore di usare qualcosa che non c&#8217;\u00e8, successo garantito).<\/p>\n<p>Spero che vorrete perdonarmi l&#8217;accento un po&#8217; ironico, il fatto \u00e8 che pare che nessuno si sia accorto o si voglia accorgere, che fino a qui ci siamo arrivati e molti altri ci stanno arrivando, perch\u00e9 \u00e8 migliorata tantissimo la nostra capacit\u00e0 di sfruttare quello che abbiamo a disposizione. Affrontare questi argomenti cos\u00ec:<em> &#8220;Per migliaia di anni gli esseri umani hanno soddisfatto i loro bisogni utilizzando solo gli interessi del &#8220;capitale natura&#8221; <\/em>significa<em> <\/em>dimenticare che dove si vive solo di questi interessi regnano la fame la povert\u00e0 e le malattie per un&#8217;aspettativa di vita che \u00e8 mediamente la met\u00e0 del dispensatore di consigli generico medio nelle societ\u00e0 occidentali. Oppure farlo cos\u00ec:<em> &#8220;E lasceremo che i gas serra invadano l&#8217; atmosfera intrappolando il calore sulla nostra testa e moltiplicando alluvioni e incendi&#8221;, <\/em>significa abbandonarsi alla solita facile retorica catastrofista prospettando moltiplicazioni che non ci sono e dimenticando che quelle alluvioni, ad esempio, hanno mietuto vittime dove l&#8217;impronta ambientale la gente non sa nemmeno cosa sia, anzi, \u00e8 proprio il concetto di impronta che gli manca, perch\u00e9 pesano tutti pochissimo causa fame endemica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che un problema ci sia e debba essere affrontato. Come? Con parsimonia certamente, ma anche spingendo nell&#8217;unica direzione possibile, quella dello sviluppo e diffusione di tecniche colturali avanzate per esempio. Il giorno successivo all&#8217;uscita del pezzo di Repubblica ho letto queste due agenzie:<\/p>\n<blockquote>\n<table style=\"width: 99%;\" border=\"0\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\"><strong><strong>11:56 &#8211; Tanzania: +18,2% il raccolto dei cerali<\/strong><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>18.08.2010<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Dar es-Salaam, 18 ago. &#8211; E\u2019 stato abbondante il raccolto di cereali nella stagione appena conclusa nella regione di Rukwa, nella Tanzania sud-occidentale. Lo ha annunciato il presidente della regione, Daniel Ole Njoolay, secondo cui e\u2019 stata registrata una produzione di due milioni di tonnellate con un aumento del 18,2 per cento rispetto alla produzione della stagione precedente. Cio\u2019 ha prodotto un surplus di 1,7 milioni di tonnellate, poiche\u2019 la domanda annua di cereali nella regione e\u2019 pari a 300.000 tonnellate. Secondo gli esperti, il raccolto abbondante e\u2019 dovuto principalmente all\u2019adozione di nuove tecniche di coltivazione, oltre che alle buone condizioni meteorologiche. Njoolay ha annunciato che per la prossima stagione di semina saranno messe in vendita a prezzo agevolato oltre 17.000 tonnellate di sementi. (AGIAFRO)<\/p>\n<table style=\"width: 99%;\" border=\"0\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\"><strong><strong>07:12 &#8211; Africa australe: 162mila tonnellate di surplus agricolo<\/strong><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>17.08.2010<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Gaborone &#8211; Migliora la situazione alimentare dei Paesi aderenti alla Comunita\u2019 per lo Sviluppo dell\u2019Africa australe (Sadc). In una conferenza stampa a Gaborone, il segretario esecutivo dell\u2019organismo comunitario, Tomaz Salomao, ha attribuito il buon andamento del settore alle piogge abbondanti e all\u2019utilizzazione di nuove tecniche agricole. Salomao ha detto che nella stagione agricola 2009-2010 e\u2019 stata registrata un\u2019eccedenza di produzione pari a 162.000 tonnellate, soprattutto nella filiera del mais, mentre nella stagione precedente si era registrato un deficit di 1,7 milioni di tonnellate. Inoltre, il numero delle persone che necessitano di aiuti alimentari e\u2019 calato da 7,9 milioni nel 2008-2009 a 3,2 nel 2009-2010. Sono membri della SADC Zambia, Sud Africa, Malawi, Swaziland, Mozambico, Lesotho, Zimbabwe, Seychelles, Namibia, Mauritius, Madagascar, Repubblica democratica del Congo, Angola e Tanzania. (AGIAFRO)<\/p><\/blockquote>\n<p>Mi piacerebbe sinceramente che nel commentare l&#8217;inesorabile arrivo dell&#8217;Earth Overshoot Day si parlasse anche di questo. Credete che accadr\u00e0?<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=12201\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F12201&#038;t=Sempre%20di%20meno%2C%20sempre%20di%20pi%C3%B9&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F12201&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=&#038;p&#091;title&#093;=Sempre%20di%20meno%2C%20sempre%20di%20pi%C3%B9\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F12201&#038;text=Titolo%20%20%20\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-linkedin nolightbox\" data-provider=\"linkedin\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Linkedin\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?mini=true&#038;url=https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F12201&#038;title=Sempre%20di%20meno%2C%20sempre%20di%20pi%C3%B9\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"linkedin\" title=\"Share on Linkedin\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/linkedin.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-mail nolightbox\" data-provider=\"mail\" rel=\"nofollow\" title=\"Share by email\" href=\"mailto:?subject=Sempre%20di%20meno%2C%20sempre%20di%20pi%C3%B9&#038;body=Titolo%20%20%20:%20https%3A%2F%2Fwww.climatemonitor.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F12201\" style=\"font-size: 0px;width:48px;height:48px;margin:0;margin-bottom:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"mail\" title=\"Share by email\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"48\" height=\"48\" style=\"display: inline;width:48px;height:48px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/96x96\/mail.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; facile capire a cosa sia riferito il titolo di questo post. 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