{"id":20,"date":"2007-09-01T17:33:34","date_gmt":"2007-09-01T15:33:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=20"},"modified":"2007-09-01T17:33:34","modified_gmt":"2007-09-01T15:33:34","slug":"i-conti-senza-loste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=20","title":{"rendered":"I conti senza l&#8217;oste"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:MTGClimate_0212.png,thumb,alignleft]La ricerca sul clima arriva da tutte le direzioni ormai, ma ci sono alcuni centri d\u00e2\u20ac\u2122eccellenza la cui voce, per tradizione o per capacit\u00c3\u00a0 di comunicare o per entrambe queste ragioni insieme, \u00c3\u00a8 spesso un tono sopra le altre. Uno di questi \u00c3\u00a8 senz\u00e2\u20ac\u2122altro l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.metoffice.gov.uk\/research\/hadleycentre\/index.html\" title=\"Hadley Center\" target=\"_blank\">Hadley Centre<\/a> in Inghilterra, l\u00e2\u20ac\u2122articolazione del Servizio Meteorologico di Sua Maest\u00c3\u00a0 che si occupa appunto di clima.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Sede del Working Group II dell\u00e2\u20ac\u2122IPCC, ovvero del team che, nell\u00e2\u20ac\u2122ambito del panel delle Nazioni Unite, porta avanti la ricerca sull\u00e2\u20ac\u2122adattabilit\u00c3\u00a0 ai cambiamenti climatici, l\u00e2\u20ac\u2122Hadley Centre ha collaborato alla stesura del documento noto come \u00e2\u20ac\u0153Stern Review\u00e2\u20ac\u009d nel 2006, con il quale \u00c3\u00a8 stato ipotizzato l\u00e2\u20ac\u2122impatto socio-economico del riscaldamento globale; in pratica il documento che ha fornito alla scienza del clima l\u00e2\u20ac\u2122invito per i salotti buoni dell\u00e2\u20ac\u2122economia. Insomma quando parlano gli scienziati dell\u00e2\u20ac\u2122Hadley Centre le acque si muovono parecchio.<\/p>\n<p>E\u00e2\u20ac\u2122 per questo che una interessante notizia circolata all\u00e2\u20ac\u2122inizio del mese di agosto avrebbe meritato maggiore risonanza. Si prende spunto, come spesso accade, della pubblicazione su <a href=\"http:\/\/www.sciencemag.org\/\" title=\"Science Magazine\" target=\"_blank\">Science Magazine<\/a> di un lavoro di ricerca svolto proprio all\u00e2\u20ac\u2122Hadley Centre. Nell\u00e2\u20ac\u2122articolo vengono descritti i risultati dell\u00e2\u20ac\u2122impiego di un modello di simulazione climatica, che darebbe risultati consistentemente affidabili sul comportamento delle temperature nei prossimi dieci anni. Il modello \u00c3\u00a8 un misto tra l\u00e2\u20ac\u2122approccio deterministico delle previsioni del tempo a breve e medio termine e le simulazioni climatiche a scala temporale ben pi\u00c3\u00b9 ampia. Questa commistione di metodi differenti costituisce per\u00c3\u00b2 un limite all\u00e2\u20ac\u2122impiego del modello stesso, perch\u00c3\u00a9 alla base delle previsioni di tipo deterministico ci sono la situazione di partenza del sistema di cui si vuole esaminare l\u00e2\u20ac\u2122evoluzione, e la memoria che il sistema stesso conserva di questa situazione. Questi due fattori, interagendo tra loro, danno luogo alle naturali oscillazioni delle variabili atmosferiche. Oltre i dieci anni questa memoria diviene troppo labile, anche se riferita alla componente del sistema terra-atmosfera-oceani che possiede il comportamento pi\u00c3\u00b9 inerte rispetto al clima, appunto gli oceani.<\/p>\n<p>Al lettore pi\u00c3\u00b9 attento non sar\u00c3\u00a0 sfuggito che appena poche righe fa, sono state tirate in ballo le forzanti naturali del clima, ovvero quelle dinamiche di variabilit\u00c3\u00a0 interna che, di fatto, al netto del vero o presunto impatto antropogenico, dettano le regole dell\u00e2\u20ac\u2122evoluzione del sistema. Il risultato sorprendente di questa ricerca \u00c3\u00a8 che in una comparazione tra un modello che tenga conto della normale variabilit\u00c3\u00a0 interna al sistema ed una simulazione che valuti le sole forzanti esterne, nella fattispecie le attivit\u00c3\u00a0 umane, il primo si dimostra molto pi\u00c3\u00b9 affidabile del secondo. Prendiamo atto tuttavia che tutte le simulazioni climatiche sin qui condotte, spesso su base congetturale per quel che attiene alla reale dimensione delle forzanti antropiche, appartengono alla seconda specie, ossia non tengono in nessun conto la situazione iniziale del sistema e non considerano importante la variabilit\u00c3\u00a0 interna al sistema stesso, cio\u00c3\u00a8 la natura.<\/p>\n<p>Questo studio rappresenta certamente una novit\u00c3\u00a0 ed una rivelazione insieme. La novit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 nell\u00e2\u20ac\u2122approccio, cio\u00c3\u00a8 nel cercare di tener conto di forzanti interne al sistema, e che sono in grado di condizionarlo pesantemente. Le oscillazioni della temperatura di superficie dell\u00e2\u20ac\u2122Oceano pacifico Equatoriale che tutti conoscono come El Ni\u00c3\u00b1o, le differenze di pressione atmosferica tra le isole Azzorre e l\u00e2\u20ac\u2122Islanda, le circolazioni oceaniche e molte altre ancora, delle quali conosciamo ancora davvero poco. E\u00e2\u20ac\u2122 infatti recente anche l\u00e2\u20ac\u2122aggiunta di un nuovo tassello proprio alla mappa del trasporto di calore nei bacini oceanici. La corrente di profondit\u00c3\u00a0 che, scorrendo a sud del mar di Tasmania, mette in collegamento gli oceani Pacifico, Atlantico ed Indiano. Un elemento nuovo del quale si supponeva soltanto l\u00e2\u20ac\u2122esistenza. Questo del resto non pu\u00c3\u00b2 che confermare quanto ancora ci sia da sapere sul comportamento del sistema clima nella sua totalit\u00c3\u00a0 prima di poter affermare che sia in atto una variazione anomala.<\/p>\n<p>La rivelazione infine, alquanto inattesa, \u00c3\u00a8 che sin qui in tutta evidenza sono state percorse strade sbagliate, e forse le proiezioni sul comportamento del clima nei prossimi decenni andrebbero riviste alla luce di questa nuova metodologia. E\u00e2\u20ac\u2122 proprio il metodo stesso a dirlo infatti. Nella simulazione condotta dal team dell\u00e2\u20ac\u2122Hadley Centre, appare chiaro come la variabilit\u00c3\u00a0 naturale possa anche aver agito e continuare ad agire, almeno nei prossimi quattro o cinque anni, attenuando gli effetti delle forzanti non naturali, mentre verso la fine della prossima decade potrebbero verificarsi anni mediamente pi\u00c3\u00b9 caldi di quelli che attualmente detengono il record.<\/p>\n<p>Anche questo lavoro finisce per strizzare l\u00e2\u20ac\u2122occhio all\u00e2\u20ac\u2122allarmismo del Riscaldamento Globale. Se vogliamo, per\u00c3\u00b2, potrebbe anche darsi che questa previsione finisca per confermare quanto detto finora, cio\u00c3\u00a8 che la variabilit\u00c3\u00a0 naturale ha un\u00e2\u20ac\u2122ampiezza superiore a quella indotta da cause esterne e finch\u00c3\u00a9 il segnale di questi eventi naturali \u00c3\u00a8 forte, nella prima fase della simulazione quando la memoria del sistema \u00c3\u00a8 abbastanza fresca, questa prevale restituendo alle forzanti antropiche un ruolo pi\u00c3\u00b9 marginale. Quando la memoria si attenua, la simulazione finisce per somigliare a quelle che l\u00e2\u20ac\u2122hanno preceduta, il sistema si dimentica di avere un carattere e finisce per essere fortemente condizionato da quello che gli succede intorno. Sappiamo che il suo carattere il clima non lo perder\u00c3\u00a0, a dispetto di quello che dicono le simulazioni, per cui certamente si dovranno fare i conti con la variabilit\u00c3\u00a0 naturale, per pensare di presentare il conto alle cause antropiche.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=20\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single 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