{"id":25390,"date":"2012-05-10T07:00:06","date_gmt":"2012-05-10T07:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=25390"},"modified":"2012-05-09T11:27:35","modified_gmt":"2012-05-09T11:27:35","slug":"clima-freddo-prepararsi-agli-eventi-estremi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=25390","title":{"rendered":"Clima freddo? Prepararsi agli eventi estremi."},"content":{"rendered":"<p>Saremo anche globalizzati, sar\u00e0 anche giusto sapere come vanno le cose anche ai nostri antipodi, ma se permettete forse ci interessa e dovrebbe interessare un po&#8217; di pi\u00f9 cosa succede alle porte di casa. Dal punto di vista meteorologico, perch\u00e9 se si parla di eventi estremi si deve quasi sempre far riferimento all&#8217;ambito meteorologico e non climatico, la &#8216;porta&#8217; di casa nostra \u00e8 la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Depressione_del_Golfo_del_Leone\" target=\"_blank\">Porta di Carcassonne<\/a>, il valico dal quale si tuffano nel Mediterraneo le perturbazioni che arrivano da nord-ovest, cio\u00e8 la grande maggioranza dei sistemi perturbati che interessano il nostro territorio.<\/p>\n<p><!--more-->Di norma parlare di riscaldamento globale e cambiamenti climatici da esso derivati non \u00e8 cos\u00ec semplice. L&#8217;argomento \u00e8 di per se ostico da digerire, anche nelle estreme semplificazioni che circolano praticamente ogni giorno sui media, perch\u00e9 si tratta di qualcosa di intangibile. Per dirla con il prof. Prodi in una intervista di qualche anno fa, non pu\u00f2 esserci alcuna percezione dell&#8217;aumento di alcuni decimi di grado della temperatura media globale. Il problema deve quindi essere trasposto nella realt\u00e0 quotidiana, deve essere contestualizzato in qualcosa che chi non si intende di queste faccende possa comprendere. Sicch\u00e9 si sente spesso dire che con l&#8217;aumento delle temperature medie superficiali, sia esso causato del tutto o in parte dalle attivit\u00e0 antropiche, \u00e8 possibile che aumenti la frequenza e l&#8217;intensit\u00e0 degli eventi atmosferici estremi. Se con riferimento agli eventi con scala spaziale e temporale molto ampia, come ad esempio i periodi di siccit\u00e0 o le ondate di calore, il discorso, pur essendo molto controverso perch\u00e9 fondato sull&#8217;affidabilit\u00e0 delle simulazioni climatiche che affidabili non sono, ha trovato comunque una parziale conferma anche nell&#8217;ultimo <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/open?id=0B1gFp6Ioo3akYklZcWkwWHJud00\" target=\"_blank\">report dell&#8217;IPCC dedicato all&#8217;argomento<\/a>, per gli eventi brevi ma intensi come le piogge alluvionali, i cicloni tropicali o extra-tropicali etc etc, il fondamento stesso dell&#8217;ipotesi \u00e8 di per se concettualmente errato.<\/p>\n<p>Analizzando la diffusione spaziale dell&#8217;aumento delle temperature, infatti, si scopre che questo \u00e8 marcato alle alte latitudini, presente ma pi\u00f9 attenuato alle medie latitudini, e quasi del tutto assente alle latitudini tropicali. E questo \u00e8 perfettamente in linea con il concetto di redistribuzione del calore operata dal sistema Terra-atmosfera. Stando cos\u00ec le cose, quindi, il gradiente latidudinale di temperatura, con il riscaldamento globale tende ad attenuarsi. Bene, il motore di tutti gli eventi atmosferici \u00e8 appunto il gradiente. Quello che i meteorologi chiamano &#8216;fronte&#8217; e che la gente comune chiama maltempo altro non \u00e8 che una zona ad elevato gradiente termico; un temporale, altro non \u00e8 che una &#8216;bolla&#8217; d&#8217;aria ad elevato gradiente termico verticale e cos\u00ec via. Per cui, di fatto, pur essendo potenzialmente disponibile una maggiore quantit\u00e0 di energia per l&#8217;aumento dell&#8217;evaporazione dagli oceani, in condizioni di minor gradiente latitudinale deve necessariamente diminuire l&#8217;intensit\u00e0 delle perturbazioni, cio\u00e8 di quei sistemi che si sviluppano nelle zone di contatto tra masse d&#8217;aria con differenti caratteristiche termiche.<\/p>\n<p>Bene, sin qui la teoria, ora un po&#8217; di pratica.<\/p>\n<p>Come ormai accade sempre pi\u00f9 spesso, al termine forse di un lungo periodo di oscuramento ad opera del virtuale della realt\u00e0 che ha caratterizzato le dinamiche climatiche e meteorologiche di questo Pianeta, ancora una volta la spiegazione viene dalla geologia, sebbene nella fattispecie applicata alle dinamiche atmosferiche, cio\u00e8 da quella branca del sapere che ha fatto da sempre del passato la chiave del presente.<\/p>\n<p>Un gruppo di ricercatori francesi ha appena pubblicato su Quaternary Research un lavoro con il titolo che segue:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S003358941100113X\" target=\"_blank\"><strong>7000 years of paleostorm activity in the NW Mediterranean Sea in response to Holocene climate events<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Analizzando dei campioni di sedimenti provenienti dalla Francia meridionale (si torna alla Porta di Carcassonne, finalmente) ed effettuandone la datazione al carbonio, hanno individuato una serie di periodi in questo lunghissimo record di significativo aumento di cattive condizioni atmosferiche:\u00a06300\u20136100, 5650\u20135400, 4400\u20134050, 3650\u20133200, 2800\u20132600, 1950\u20131400 e 400\u201350 anni fa, con quest&#8217;ultimo periodo ben dentro quella che chiamiamo Piccola Et\u00e0 Glaciale. Per contro, sempre dagli stessi campioni, hanno riscontrato una riduzione della frequenza degli eventi da\u00a01150 \u00a0a 650 anni fa, in quello che conosciamo come Periodo Caldo Medioevale.<\/p>\n<p>Questa evidenza, \u00e8 in sincronia con le oscilalzioni di natura idrodinamica osservate nell&#8217;Atlantico nord-orientale e sembra corrispondere a fasi di raffreddamento del periodo olocenico nella aprte settentrionale dell&#8217;oceano. E veniamo al dunque. I periodi di diminuzione delle temperature di superficie dell&#8217;oceano, potrebbero aver condotto ad una accentuazione del gradiente latitudinale, con spostamento verso sud delle correnti occidentali e della traiettoria media delle perturbazioni. Dinamiche che nell&#8217;abstract gli autori sintetizzano cos\u00ec:<\/p>\n<p>[info]<\/p>\n<p>Si ipotizza che l&#8217;aumento dell&#8217;attivit\u00e0 delle tempeste durante gli eventi freddi dell&#8217;Olocene in area nord-Atlantica e nelle regioni mediterranee sia stato probabilmente dovuto ad un aumento del gradiente termico che avrebbe a sua volta condotto ad una accentuata baroclinicit\u00e0 su di un ampia zona dell&#8217;area centrale Euro-Atlantica.<\/p>\n<p>[\/info]<\/p>\n<p>Prima di chiudere una curiosit\u00e0. Appena un paio di giorni fa <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=25349\" target=\"_blank\">abbiamo pubblicato il commento<\/a> ad un altro lavoro che mette in correlazione l&#8217;attivit\u00e0 solare con i periodi di raffreddamento dell&#8217;area europea, fornendo come fattore amplificante della relazione Sole-clima le dinamiche termiche e chimiche dell&#8217;alta atmosfera, effetti in grado di propagarsi nella bassa atmosfera (dove risiede il &#8216;tempo atmosferico) e modificarne la circolazione. In particolare gli autori di questo altro studio si sono concentrati su di un periodo di raffreddamento risalente a circa 2800 anni fa e durato un paio di secoli associandolo ad un minimo solare definito &#8216;Omerico&#8217;.<\/p>\n<p>Dal lavoro che commentiamo oggi spunta fuori un periodo di aumento degli eventi intensi e di raffreddamento che va da 2800 a 2600 anni fa. Ecco che due diversi approcci alle medesime cose trovano reciproca conferma e approfondimento. Interessante.<\/p>\n<p>Ah, dimenticavo, se non si fosse capito, in termini climatici e dunque con ampiezza &#8216;non percepibile&#8217; a livello soggettivo, \u00e8 il freddo che ha qualche possibilit\u00e0 di essere trasposto nel quotidiano attraverso l&#8217;aumento degli eventi estremi e pu\u00f2 quindi essere fonte di preoccupazione, non il contrario.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=25390\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a 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