{"id":27438,"date":"2012-08-29T07:00:13","date_gmt":"2012-08-29T07:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=27438"},"modified":"2012-08-27T17:28:20","modified_gmt":"2012-08-27T17:28:20","slug":"siccita-degitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=27438","title":{"rendered":"Siccit\u00e0 d&#8217;Egitto"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 24 agosto sono incappato per ben due volte in notizie giornalistiche a sfondo catastrofico basate sull&#8217;articolo di Bernhardt et al., 2012 \u201c<strong>Nile Delta vegetation response to Holocene climate variability<\/strong>\u201d, pubblicato nel luglio scorso sulla rivista Geology.<\/p>\n<p>La prima\u00a0 era una notizia di coda del Giornale Radio RAI delle ore 6 \u00a0(<a href=\"http:\/\/www.grr.rai.it\/dl\/grr\/edizioni\/ContentItem-f7963701-2481-497b-b418-1c371de43cf4.html\" target=\"_blank\"><strong>qui dal minuto 08:55<\/strong><\/a>) che gossomodo diceva quanto segue: La civilt\u00e0 egizia delle piramidi fu distrutta da una grande siccit\u00e0 accaduta circa 4000 anni orsono. Questa notizia \u00e8 una magra consolazione di fronte al caldo di quest&#8217;estate&#8230;\u00a0 -&gt; in sostanza mi \u00e8 parso che in modo non particolarmente elegante si volesse dare ad intendere che anche noi stiamo per fare la fine degli egizi (forse ero troppo addormentato per capire ma ad ogni buon conto ho subito toccato ferro\u2026).<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 l&#8217;articolo apparso venerd\u00ec stesso a pagina 29 del Corriere della sera a firma di Giovanni Caprara (a cui evidentemente si erano ispirati i giornalisti RAI per il loro \u201cscoop\u201d) dall\u2019eloquente titolo \u201c<a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2012\/agosto\/24\/mito_distrutto_dal_clima_co_8_120824009.shtml\" target=\"_blank\"><strong>Il mito distrutto dal clima. Fu un improvviso caldo torrido a far crollare il regno egizio. Cos\u00ec fin\u00ec il tempo delle piramidi<\/strong><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/geology.gsapubs.org\/content\/40\/7\/615.abstract\" target=\"_blank\"><!--more-->Nile Delta vegetation response to Holocene climate variability<\/a>\u00a0&#8211; <\/strong>Bernhardt et al.,\u00a0Geology, luglio 2012<\/p>\n<p>Per chiarirmi un poco le idee sono andato a leggermi l\u2019articolo originale che in complesso mi \u00e8 parso interessante, scritto bene ed in modo assai conciso. Esso fa riferimento ad analisi compiute su una \u201ccarota\u201d di 27.5 metri \u00a0prelevata nel 1989 dalla laguna costiera Burullus, sita nel delta del Nilo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in particolare analizzando i residui carboniosi (che secondo l\u2019idea degli autori starebbero ad indicare il verificarsi d\u2019incendi a seguito di siccit\u00e0) ed i pollini di piperacee (piante di solito amanti dell&#8217;umidit\u00e0), gli autori giungono a mettere in luce i quattro seguenti eventi siccitosi che avrebbero colpito il delta del Nilo:<\/p>\n<ol>\n<li>l\u2019evento del 6000-5500 BP, che coincide con la fine del \u201cPeriodo umido africano\u201d<\/li>\n<li>l\u2019evento del 5000 BP, strascico del periodo 1<\/li>\n<li>l\u2019evento di 4200 BP che coincide con la transizione fra Antico Regno e Medio Regno<\/li>\n<li>l\u2019evento di 3000 BP che coincide con l\u2019arrivo del Popoli del mare, che misero a \u201cferro e fuoco\u201d l\u2019Egitto e furono sconfitti dal faraone.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019evento del 6000-5500 \u00e8 curioso rilevare che gli autori dicono che \u201c<em>may not have had as broad a cultural impact<\/em>\u201d (potrebbe non avere avuto un esteso impatto culturale) il che mi pare quantomeno difficile da sostenere. Infatti, a quanto risulta da una vastissima bibliografia, fino alla fine del \u201cPeriodo umido africano&#8221; il Nord Africa era ricco di vegetazione e di fauna selvatica e l\u2019agricoltura vi prosperava. Fu proprio con la fine di tale fase umida che i popoli colpiti dalla siccit\u00e0 furono costretti a concentrarsi nelle vicinanze del Nilo dando luogo alla grande civilt\u00e0 egizia, il che mi pare un impatto culturale enorme!<\/p>\n<p>Circa l\u2019evento del 5000 BP non ho invece molto da dire se non ipotizzare che possa essere considerato come uno strascico della fase di aridificazione del 6000-5500 BP.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda poi l\u2019evento del 4200 BP, potremmo dire che non c\u2019\u00e8 nulla di nuovo sotto il sole. Infatti leggendo i testi di storia egizia (ad esempio Grimal, 1990) si coglie che fra la fine dell\u2019Antico Regno e l\u2019inizio del Medio Regno \u00e8 presente un periodo di circa 150 anni, grossomodo compreso fra il 2200 ed il 2050 a.C., che viene oggi indicato come Primo periodo intermedio e che fu contrassegnato da tumulti ed instabilit\u00e0 politica. Quali le cause che determinarono tale periodo? L\u2019ipotesi della causa climatica (una grande siccit\u00e0) \u00e8 sul campo da tempo e ad esempio\u00a0 ne parla Barbara Bell in un suo lavoro del 1971.<\/p>\n<p>Dell\u2019evento di 3000 BP ci parla infine con dovizia di particolari Rhys Carpenter nel suo &#8220;Clima e storia&#8221; (1969), associandolo a tutta una serie di eventi che si verificano nel bacino del mediterraneo (es: crollo della civilt\u00e0 Micenea e Ittita, attacchi dei Popoli del mare, comparsa degli Etruschi sulle coste italiane). A questi eventi aggiungo io la fine della civilt\u00e0 delle terramare nel nord Italia.<\/p>\n<p>Mi preme infine fare il seguente appunto rispetto al lavoro di Bernhardt et al. ed \u00e8 quello relativo all\u2019uso di tracce carboniose come marcatori di incendi conseguenza della siccit\u00e0. Un tale uso non mi convince fino in fondo in quanto sappiamo che i popoli mediterranei usano da millenni l&#8217;abbruciatura delle stoppie per liberare i campi in vista delle nuove semine di cereali, abbruciatura che produrr\u00e0 pi\u00f9 residui carboniosi se svolta in presenza di molta paglia, cio\u00e8 in anni di &#8220;vacche grasse&#8221;, poich\u00e9 molta paglia in genere coincide con molta granella. Per inciso si tenga anche conto che in epoca egizia furono per la prima volta sfruttati in modo intensivo i frumenti a 28 cromosomi (es. il grano duro Triticum durum L.) che garantivano rese assai pi\u00f9 elevate dei frumenti a 14 cromosomi e dunque anche pi\u00f9 paglia. In sostanza temo che i residui carboniosi potrebbero prestarsi ad un\u2019interpretazione alquanto diversa da quella proposta da Bernhardt et al.<\/p>\n<p>Concludo rilevando che in campo scientifico attingere direttamente alle fonti d\u00e0 modo di avere una messe d\u2019informazioni assai pi\u00f9 ricca di quella cui \u00e8 possibile accedere con l\u2019intermediazione dei media, i quali sono non di rado responsabili non solo di letture affettate ma anche di interpretazioni deformate dai preconcetti ideologici di chi scrive. Ci\u00f2 mi spinge a rilevare che esisterebbe oggi un enorme spazio per una divulgazione corretta e non ideologica svolta a partire dalla vasta messe di lavori scientifici che ogni anno viene prodotta.<\/p>\n<p>*******************************<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Bell B., 1971. The dark ages in the ancient history, I, The first dark age in Egypt, AJA (http:\/\/www.gizapyramids.org\/pdf%20library\/bell_aja_75_1971.pdf)<\/li>\n<li>Bernhardt C. E., Horton B.., Stanley J.D., 2012. Nile Delta vegetation response to Holocene climate variability, Geology, July 2012, 615-618.<\/li>\n<li>Grimal N., 1990. Storia dell\u2019Antico Egitto, Laterza.<\/li>\n<li>Rhys Carpenter, 1969. Clima e storia, Einaudi, 102 pp.<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=27438\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" 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