{"id":29799,"date":"2013-01-14T07:00:28","date_gmt":"2013-01-14T07:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=29799"},"modified":"2013-01-14T07:00:57","modified_gmt":"2013-01-14T07:00:57","slug":"clima-eventi-estremi-articolo-sul-wmo-bullettin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=29799","title":{"rendered":"Clima e eventi estremi, un articolo sul WMO Bullettin"},"content":{"rendered":"<p>Leo Hickman, giornalista del Guardian una testata tutt&#8217;altro che tenera sui temi dei cambiamenti climatici, ha pubblicato un pezzo sul <a href=\"http:\/\/www.wmo.int\/pages\/publications\/bulletin_en\/\" target=\"_blank\"><strong>WMO Bullettin<\/strong><\/a>, la rivista semestrale dell&#8217;Organizzazione Meteorologica Mondiale.<\/p>\n<p>L&#8217;argomento \u00e8 quello degli eventi estremi e della loro attribuzione alle oscillazioni del clima, naturalmente partendo dal presupposto che queste debbano essere ascritte alle attivit\u00e0 umane.<\/p>\n<p>Senza girarci troppo intorno, nell&#8217;articolo di Hickman, l&#8217;approccio \u00e8 quello giusto, lo svolgimento no. In sostanza Hickman ci dice che ogni volta che un evento intenso si palesa, c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno pronto ad attribuirlo al climate change e qualcun altro che dice che non si pu\u00f2 ascrivere un singolo evento atmosferico al clima. Ma, aggiunge, data l&#8217;attualit\u00e0, con la siccit\u00e0 negli USA la scorsa estate per esempio, sembra proprio che questa opposizione cominci ad essere meno solida.<\/p>\n<p>Per accertarlo Hickman chiede cosa ne pensano a otto &#8220;esperti&#8221; di clima, tutti rigorosamente appartenenti al mainstream scientifico.<!--more--><\/p>\n<p>Il primo a rispondere \u00e8 <a href=\"http:\/\/eaps4.mit.edu\/faculty\/Emanuel\/\" target=\"_blank\"><strong>Kerry Emmanuel<\/strong><\/a>, che apre le danze con un intervento molto sensato. Secondo lui infatti, l&#8217;unico modo per poter affermare che gli eventi intensi possano cambiare in ragione di una eventuale tendenza del clima a cambiare, \u00e8 stabilire se per questi \u00e8 in qualche modo cambiata la loro probabilit\u00e0 di occorrenza, e lascia chiaramente intendere che su questo si sta ancora lavorando.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.metoffice.gov.uk\/research\/people\/peter-stott\" target=\"_blank\"><strong>Peter Stott<\/strong><\/a>, il secondo ad essere chiamato in causa, \u00e8 pi\u00f9 o meno della stessa opinione di Emmanuel, pur ritenendo per\u00f2 che stia diventando sempre pi\u00f9 chiaro che le probabilit\u00e0 di occorrenza di eventi intensi come le ondate di calore o le alluvioni stiano aumentando. Parla anche di un apposito progetto di ricerca che starebbe sviluppando il meto Office al riguardo, salvo per\u00f2 non dare alcuna indicazione di merito circa i risultati di queste ricerche.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 la volta di <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Michael_E._Mann\" target=\"_blank\"><strong>Michael Mann<\/strong><\/a>, l&#8217;uomo del famigerato Hockey Stick, cio\u00e8 della contestatissima curva delle temperature medie superficiali globali dell&#8217;ultimo millennio. Secondo lui non c&#8217;\u00e8 dubbio, stiamo vivendo le &#8220;conseguenze del climate change gi\u00e0 oggi nel tempo di tutti i giorni&#8221;. Per spiegarcelo Mann si rif\u00e0 alle tesi di James Hansen (senza dirlo per\u00f2), secondo il quale la giusta analogia da utilizzare \u00e8 quella dei dadi truccati. Modificando la concentrazione di CO2 in atmosfera avremmo aumentato le probabilit\u00e0 di uscita del sei, dove con il sei si intendono appunto gli eventi estremi.<\/p>\n<p>A seguire <a href=\"http:\/\/www.uea.ac.uk\/environmental-sciences\/people\/facstaff\/goodessc\" target=\"_blank\"><strong>Clare Goodness<\/strong><\/a>, secondo la quale anche se non sar\u00e0 mai probabilmente possibile capire se questo o quell&#8217;evento atmosferico sia o meno attribuibile al contributo antropico alle dinamiche del clima, quel che potrebbe essere fatto, e sotto certi aspetti \u00e8 stato fatto, \u00e8 stimare fino a che punto le attivit\u00e0 umane abbiano aumentato il rischio di occorrenza di questo genere di eventi.<\/p>\n<p>Secondo <a href=\"http:\/\/www.metoffice.gov.uk\/research\/our-scientists\/seasonal-to-decadal\/doug-smith\" target=\"_blank\"><strong>Doug Smith<\/strong><\/a>, il cambiamento climatico inevitabilmente finir\u00e0 per modificare l&#8217;intensit\u00e0 e la frequenza di occorrenza degli eventi estremi. La difficolt\u00e0 tuttavia, egli dici, consiste nel capire il contributo al singolo evento. Secondo lui gli studi di attribuzione sono ancora in corso.<\/p>\n<p>Nel sesto contributo di <a href=\"http:\/\/www.princeton.edu\/step\/people\/faculty\/michael-oppenheimer\/\" target=\"_blank\"><strong>Michael Oppenheimer<\/strong><\/a> tornano i dadi truccati. Per qualche specifica categoria di eventi estremi, egli dice, la confidenza del contributo antropico nella loro frequenza di occorrenza starebbe aumentando. Cita l&#8217;ondata di calore in Europa del 2003 e quella in Russia del 2010.<\/p>\n<p>E&#8217; la volta poi di <a href=\"http:\/\/www.nssl.noaa.gov\/users\/brooks\/public_html\/\" target=\"_blank\"><strong>Harold Brooks<\/strong><\/a>, tutt&#8217;altro che convinto che il cambiamento climatico di origine antropica abbia portato o possa portare eventi estremi pi\u00f9 intensi. Se si parla di aumento della temperatura media, egli dice, chiedersi se questo possa portare ondate di calore pi\u00f9 frequenti \u00e8 leggittimo e semplice, ma la risposta \u00e8 attualmente conservativa. Uno o due gradi di temperatura media in pi\u00f9 in che modo possono alterare i flussi atmosferici al punto di generare le condizioni necessarie a questi eventi? E ancora, date la ttuali conoscenze circa gli ingredienti di eventi come gli uragani o i tornado, \u00e8 probabile che un clima che cambia aumenti le probabilit\u00e0 per alcuni di questi e le diminuisca per altri, lascando quindi inalterato il trend di lungo periodo.<\/p>\n<p>A chiudere \u00e8 <a href=\"http:\/\/crd.lbl.gov\/about\/staff\/amsc\/scientific-computing-group-scg\/michael-wehner\/\" target=\"_blank\"><strong>Michael Wehner<\/strong><\/a>, l&#8217;unico che fa una previsione. nel citare anch&#8217;egli le ondate di calore del 2003 in Europa, del 2010 in Russia e del 2011 in Texas, si dice convinto che queste sarebbero potute arrivare anche senza contributo antropico, ma la probabilit\u00e0 di occorrenza \u00e8 comunque aumentata. Ancora, sempre secondo lui, questi eventi estremi per la fine del prossimo secolo ci sembreranno un tipo di tempo normale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bene, siamo arrivati alla fine, <a href=\"http:\/\/www.wmo.int\/pages\/publications\/bulletin_en\/documents\/bulletin_en.pdf\" target=\"_blank\"><strong>l&#8217;articolo, anzi, l&#8217;intera pubblicazione la trovate qui<\/strong><\/a>. Ora facciamo un paio di riflessioni.<\/p>\n<p>Quel che lascia un po\u00f2 sconcertati \u00e8 che i pareri di alcuni degli intervistati sembrano essere molto distanti dalle posizioni del <a href=\"http:\/\/ipcc-wg2.gov\/SREX\/\" target=\"_blank\"><strong>Report sugli eventi estremi dell&#8217;IPCC uscito nel 2011<\/strong><\/a>. In quel documento, se con riferimento alle ondate di calore si \u00e8 espressa in effetti una certa confidenza nella possibilit\u00e0 di attribuirne le dinamiche all&#8217;aumento delle temperature medie superficiali, per &#8220;il tempo di tutti i giorni&#8221;, anche e soprattutto quello estremo, l&#8217;IPCC ha detto chiramente che non \u00e8 possibile ad oggi fare alcun discorso attendibile di attribuzione.<\/p>\n<p>Insomma, pi\u00f9 caldo pi\u00f9 tempaccio, dicono gli esperti in questo articolo, difficile a dirsi dicono gli esperti se chiamati a prendere in esame la letteratura disponibile, cio\u00e8 in ambito IPCC.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tanto per aggiungere un po&#8217; di pepe alla discussione, vi consiglio di andare a dare un&#8217;occhiata a <a href=\"http:\/\/www.co2science.org\/data\/mwp\/mwpp.php\" target=\"_blank\"><strong>questo progetto di ricerca<\/strong><\/a>, i cui risultati sembrano attribuire al Periodo Caldo Medioevale temperature medie pi\u00f9 alte delle attuali e individuare una maggiore frequenza di occorrenza di eventi intensi ai periodi freddi come la Piccola Et\u00e0 Glaciale piuttosto che a periodi caldi come il MWP. Quello attuale, naturalmente, \u00e8 un periodo caldo.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=29799\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=7.1.3\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" 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