{"id":31915,"date":"2013-04-17T07:00:20","date_gmt":"2013-04-17T07:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=31915"},"modified":"2013-04-17T08:14:15","modified_gmt":"2013-04-17T08:14:15","slug":"mare-caldo-pieno-di-acqua-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=31915","title":{"rendered":"Un mare caldo pieno di acqua fredda"},"content":{"rendered":"<p>Appena ieri <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=31878\" target=\"_blank\"><strong>abbiamo accennato<\/strong><\/a> all&#8217;uscita di un nuovo studio che attribuisce la recente stasi delle temperature medie superficiali globali ad un&#8217;accresciuta capacit\u00e0 degli oceani di assorbire il calore in eccesso. Calore che, neanche a dirlo, prima o poi dovrebbe tornar fuori tornando a far crescere le temperature come da previsioni climatiche. Gli autori di questo paper hanno concentrato la loro attenzione sullo strato che va dalla superficie a 700 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo quindi nel territorio della &#8220;ricerca del calore scomparso&#8221;, quel missing heat salito alla ribalta del dibattito sul clima ai tempi del climategate, quando leggemmo che Kevin Trenberth, famoso climatologo, si disperava con i suoi colleghi del fatto che non si riuscisse a spiegare come mai, nonostante il persistere del forcing antropico, si riscontrasse un riscaldamento dello strato superficiale degli oceani largamente inferiore alle previsioni. Il calore, in tutta evidenza, dovrebbe essere nascosto da qualche parte, a meno che le proiezioni non siano sbagliate, a meno che la relazione attivit\u00e0 antropiche-disfacimento del clima non sia sbagliata. Chi legge sa come la pensiamo al riguardo, ma oggi non parliamo di questo, restiamo sulla faccenda del calore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passati i momenti di disperazione, Trenberth si \u00e8 messo al lavoro e ha prodotto una serie di studi in cui asserisce di aver individuato il &#8220;calore scomparso&#8221; nelle profondit\u00e0 oceaniche, vale a dire da 2000 metri in gi\u00f9, negli abissi. L&#8217;ultimo di questi lavori \u00e8 per vostra informazione <a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1002\/grl.50382\/abstract\" target=\"_blank\"><strong>reperibile qui<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima perplessit\u00e0. O il calore \u00e8 andato nello strato 0-700 metri, oppure in quello sotto i 2000, sembra che questi due lavori non vadano molto d&#8217;accordo. Del resto, leggiamo nell&#8217;abstract del paper di Trenberth che il problema nascerebbe proprio dall&#8217;assenza di riscaldamento nello strato pi\u00f9 prossimo alla superficie, strato che come abbiamo visto ieri non sembra in effetti essersi scaldato un gran che. Infatti, dal momento che non \u00e8 la prima volta che affrontiamo questo tema, forse qualcuno ricorder\u00e0 che l&#8217;aspetto pi\u00f9 ostico da digerire circa il riscaldamento avvenuto negli abissi sia l&#8217;assenza di tracce del passaggio di questo calore negli strati superiori. <a href=\"http:\/\/www.drroyspencer.com\/2013\/04\/more-on-trenberths-missing-heat\/\" target=\"_blank\"><strong>Roy Spencer<\/strong><\/a> sul suo blog e<a href=\"http:\/\/wattsupwiththat.com\/2013\/04\/15\/more-on-trenberths-missing-heat\/\" target=\"_blank\"><strong> Bob Tisdale<\/strong><\/a> su WUWT, ci aiutano a far luce su questa perplessit\u00e0. C&#8217;\u00e8 innanzi tutto una figura da consultare, si tratta di un grafico che schematizza i processi o, per meglio dire, l&#8217;insieme dei processi che possono portare a modifiche della distribuzione del calore dentro gli oceani:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-fig-1-ocean-mixing.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-31917\" alt=\"spencer-fig-1-ocean-mixing\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-fig-1-ocean-mixing.jpg\" width=\"518\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-fig-1-ocean-mixing.jpg 1440w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-fig-1-ocean-mixing-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-fig-1-ocean-mixing-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0I meccanismi sono tre:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Riscaldamento della superficie operato dal sole <\/strong>(attenuato dall&#8217;evaporazione e dalla cessione di radiazione infrarossa) che scalda lo strato relativamente sottile di rimescolamento;<\/li>\n<li><strong>Formazione di fredde acque profonde alle alte latitudini<\/strong>, acque che sprofondano lentamente e occupano gli oceani su scale temporali dell&#8217;ordine dei secoli o dei millenni;<\/li>\n<li><strong>Rimescolamento verticale<\/strong> ad opera delle onde generate dal vento, dalla circolazione termoalina e dalla turbolenza dovuta allo scorrimento delle acque sulla topografia dei fondali (quest&#8217;ultima in parte generata dalle forze di marea).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di questi tre processi, i primi due portano sempre ad un aumento della differenza di temperatura tra le acque superficiali e quelle di profondit\u00e0, mentre il terzo provoca una diminuzione di questa differenza, rendendo cio\u00e8 pi\u00f9 uniforme la distribuzione della temperatura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In presenza di uno squilibrio positivo del bilancio radiativo, cio\u00e8 di un riscaldamento (quale sia la causa) possono innescarsi diversi processi:<\/p>\n<ul>\n<li>Un riscaldamento della superficie senza variazioni nel rimescolamento verticale, genera una progressiva distribuzione del calore anche verso il fondo. Si scaldano quindi tutti gli strati, ma il riscaldamento diminuisce ovviamente man mano che si va in profondit\u00e0.<\/li>\n<li>Un riscaldamento con una lieve variazione del rimescolamento verticale, porta ad un aumento pi\u00f9 contenuto delle temperature dello strato superiore e pi\u00f9 accentuato negli strati inferiori, comunque sempre con progressiva diminuzione dello stesso scendendo verso il basso.<\/li>\n<li>Un riscaldamento con un forte aumento del rimescolamento verticale, pu\u00f2 portare ad un raffreddamento della superficie (che comunque prima deve essere scaldata) e ad un riscaldamento degli abissi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre dei primi due non sembra esserci traccia, il terzo sembra essere quello cui fa riferimento il paper di Trenberth, poggiandosi appunto su quella che nell&#8217;abstract \u00e8 definita &#8220;<em>variabilit\u00e0 dei venti superficiali<\/em> [che \u00e8]<em> largamente responsabile dei cambiamenti nella distribuzione verticale del calore negli oceani<\/em>&#8220;. Questa ipotesi per\u00f2 non poggia sulle osservazioni, quanto piuttosto su studi di sensibilit\u00e0 del sistema, in poche parole modellazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-figure-2-amsr-e-ocean-surface-wind-anomalies.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-31919\" alt=\"spencer-figure-2-amsr-e-ocean-surface-wind-anomalies\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-figure-2-amsr-e-ocean-surface-wind-anomalies.png\" width=\"518\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-figure-2-amsr-e-ocean-surface-wind-anomalies.png 1440w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-figure-2-amsr-e-ocean-surface-wind-anomalies-300x225.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/spencer-figure-2-amsr-e-ocean-surface-wind-anomalies-1024x768.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le osservazioni da satellite (qui sopra), quelle che offrono la migliore risoluzione spaziale per la fascia latitudinale tropicale dove appunto dovrebbe cambiare il forcing del vento e innescarsi il processo, che poi \u00e8 quello tipico delle oscillazioni dell&#8217;ENSO, NON mostrano alcuna tangibile diminuzione della ventilazione negli ultimi anni, quelli cruciali dell&#8217;assenza di riscaldamento per intenderci. Per cui, il calore, potr\u00e0 anche passare dalla superficie alla profondit\u00e0 senza attraversare gli strati intermedi e il rimescolamento verticale potr\u00e0 anche aumentare per ragioni diverse da modifiche alla ventilazione, ma sta di fatto che il meccanismo ipotizzato da Trenberth attraverso la modellazione non trova riscontro nelle osservazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/figure-1-global.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-31918\" alt=\"figure-1-global\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/figure-1-global.png\" width=\"515\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/figure-1-global.png 644w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/figure-1-global-300x186.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 515px) 100vw, 515px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per finire, non senza prima raccomandarvi di leggere i post di Spencer e Tisdale, vale la pena ricordare che con riferimento alle temperature abissali, stiamo parlando di variazioni dell&#8217;ordine del millesimo di grado e che i dati grezzi non mostrano alcun aumento a partire dal dispiegamento delle boe del programma ARGO (2004-2007), cio\u00e8 da quando il dato si pu\u00f2 definire un po&#8217; pi\u00f9 oggettivo, mentre gli stessi dati, una volta &#8220;aggiustati&#8221; per far fronte alle intrinseche incertezze di una misura cos\u00ec difficile, in effetti evidenziano un trend positivo (figura sopra). La domanda sorge spontanea: ma se anche i dati ARGO (prima di quelli c&#8217;era pi\u00f9 o meno il buio) mostrano un aumento solo dopo essere stati aggiustati, non sar\u00e0 il caso di non fidarsi di misure al millesimo di grado che inoltre nessun termometro \u00e8 in grado di fare?<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=31915\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 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