{"id":42102,"date":"2016-09-02T07:00:16","date_gmt":"2016-09-02T07:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=42102"},"modified":"2016-09-02T07:20:43","modified_gmt":"2016-09-02T07:20:43","slug":"dolomiti-global-warming","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=42102","title":{"rendered":"Dolomiti e Global Warming &#8211; Aggiornamento"},"content":{"rendered":"<p><strong>NB: Il post \u00e8 stato aggiornato il 2 settembre. In fondo la nota aggiuntiva.<\/strong><\/p>\n<p>Il giorno 23 agosto 2016 ho letto nell&#8217;edizione on line del giornale Alto Adige un <a href=\"http:\/\/altoadige.gelocal.it\/bolzano\/cronaca\/2016\/08\/22\/news\/mercalli-il-caldo-sta-corrodendo-le-dolomiti-1.13995945?ref=hfaabzec-9\" target=\"_blank\">articolo<\/a> in cui, intervistato, Luca Mercalli commentava i crolli avvenuti nelle Dolomiti, in particolare quello da 500 mila metri cubi della Piccola Croda Rossa.<br \/>\nFin qui nulla di strano: le Dolomiti sono costituite da rocce friabili e si sfaldano in modo del tutto naturale. Se poi ghiaccio perenne (permafrost) si trasforma in ghiaccio stagionale a causa dell&#8217;aumento di temperatura e provoca una maggiore fragilit\u00e0 dei complessi dolomitici, il fatto pu\u00f2 essere doloroso ma \u00e8 nell&#8217;ordine delle cose.<\/p>\n<p>Nell&#8217;articolo non mi \u00e8 affatto piaciuto il solito tentativo di spacciare un riscaldamento naturale per uno (sottinteso) dovuto alle attivit\u00e0 umane, senza mai specificare di quale dei due si parla. Ancora, citando dall&#8217;articolo, di cui si pu\u00f2 vedere la <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/mercalli3.png\" target=\"_blank\">riproduzione<\/a>:\u00a0<i>I dati, prosegue Mercalli,&#8221;ci dicono che da quindici anni subiamo stagioni estive con temperature superiori alla media&#8221;<\/i>. Sicuramente sono prevenuto ma quel &#8220;subiamo&#8221; secondo me lascia nella mente del lettore l&#8217;idea che qualcosa o qualcuno &#8220;brutto e cattivo&#8221; ci obblighi a subire un caldo non voluto e non gradito e che \u00e8 necessario combattere questa strana entit\u00e0.<br \/>\nE poi quindici anni di temperature alte (ma essenzialmente costanti) sono una causa sufficiente a far crollare le Dolomiti ma non lo sono abbastanza, con la pausa nella temperature mondiali, per definire un cambiamento nel regime climatico globale, perch\u00e9 in questo caso di anni ne servono almeno 30? Ma per favore, cerchiamo di essere seri.<\/p>\n<p>E proseguo nella citazione dell&#8217;articolo:<i>&#8220;Il luglio 2015 \u00e8 stato il pi\u00f9 caldo nella storia italiana&#8221;<\/i>; vero, come si pu\u00f2 leggere nel sito <a href=\"http:\/\/www.isac.cnr.it\/~climstor\/climate_news.html\" target=\"_blank\">ISAC-CNR<\/a>, ma citare El Ni\u00f1o per far capire a cosa \u00e8 dovuto il caldo e quanto pesa la variabilit\u00e0 naturale non sarebbe stato troppo scorretto.\u00a0<i>&#8220;Il luglio 2016 il pi\u00f9 caldo nella storia mondiale, anche se noi lo abbiamo avvertito di meno&#8221;<\/i>.<\/p>\n<p>La figura 1 seguente (<a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/fig1.pdf\" target=\"_blank\">pdf<\/a>) mostra le anomalie di temperatura globale mensile dal dataset NOAA-NCEI (terra+oceano) da gennaio 2001 a luglio 2016.<\/p>\n<figure id=\"attachment_42104\" aria-describedby=\"caption-attachment-42104\" style=\"width: 1364px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-42104\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/fig1.png\" alt=\"Fig.1: Grafico dell'anomalia di temperature del dataset NOAA dal 2001 a luglio 2016.\" width=\"1364\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/fig1.png 1364w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/fig1-300x158.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/fig1-768x405.png 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/fig1-1024x541.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1364px) 100vw, 1364px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-42104\" class=\"wp-caption-text\">Fig.1: Grafico dell&#8217;anomalia di temperature del dataset NOAA dal 2001 a luglio 2016.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Direi proprio che dopo il massimo di marzo 2016 (1.22 \u00b0C) la temperatura \u00e8 diminuita di circa 0.35 \u00b0C diventando, a luglio 2016, 0.87\u00b0C, certo non la pi\u00f9 elevata di sempre. E, come ben sappiamo, NOAA non \u00e8 l&#8217;organizzazione pi\u00f9 nota al mondo per modificare al ribasso le temperature.<br \/>\nComunque, per evitare incomprensioni legate al grafico, riporto nella successiva tabella i valori numerici delle anomalie NOAA da settembre a luglio 2016, mentre nel sito di supporto \u00e8 presente il dataset completo.<\/p>\n<table border=\"1\">\n<caption><b>Tab. 1: <\/b>Anomalie NOAA-NCEI da settembre 2015 (2015.7500) a luglio 2016 (2016.5834).<br \/>\nDa notare che 2016.0000 corrisponde a dicembre 2015.<\/caption>\n<tbody>\n<tr>\n<th>anno.mese<\/th>\n<th>anomalia (\u00b0C)<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2015.7500<\/td>\n<td>0.9210<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2015.8334<\/td>\n<td>0.9860<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2015.9166<\/td>\n<td>0.9640<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.0000<\/td>\n<td>1.1170<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.0834<\/td>\n<td>1.0480<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.1666<\/td>\n<td>1.1910<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.2500<\/td>\n<td>1.2230<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.3334<\/td>\n<td>1.0710<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.4166<\/td>\n<td>0.8760<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.5000<\/td>\n<td>0.9010<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016.5834<\/td>\n<td>0.8710<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ovviamente questi dati gli addetti ai lavori li conoscono. Perch\u00e9 si debbano diffondere valori non veri non lo so, anche se forse posso provare ad immaginarlo: la preoccupazione per le sorti dell&#8217;ambiente in pericolo porta ad usare altri argomenti (il clima in questo caso) per tenere desto l&#8217;interesse del pubblico, probabilmente considerato meno sensibile alle tematiche ambientali che a quelle climatiche. Qualcosa tipo: stiamo tutti per morire arrosto, ma per evitare questa fine andiamo in bicicletta e facciamo la raccolta differenziata.<\/p>\n<p>Ma se, come credo, l&#8217;uso del suolo, la cementificazione di aree fertili, la regolamentazione del regime delle acque sono argomenti importanti, \u00e8 necessario trovare il modo di convincere tutti di tale importanza, senza sparacchiare a vanvera sulla possibilit\u00e0 dell&#8217;uomo di controllare il clima.\u00a0Sappiamo che lo &#8220;sparacchiare a vanvera&#8221; ha sullo sfondo ben altro che il convincere la gente, tipo il trasferimento di ricchezza da una parte all&#8217;altra del mondo e l&#8217;ipotetica gestione di un governo unico mondiale ma, per una cosa tanto limitata come qualche crollo nelle Dolomiti, speriamo che non si sia voluto mascherare questi aspetti tanto complessi e si sia preferito qualcosa di molto pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 immediato come, appunto, l&#8217;ambiente.<\/p>\n<table border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Tutti i grafici e i dati relativi a questo post si trovano nel sito di supporto <a href=\"http:\/\/www.zafzaf.it\/clima\/cm67\/cm67home.html\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Aggiornamento<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione su Climate Monitor di questo post\u00a0mi sono reso conto che l&#8217;affermazione <span style=\"color: brown; font-family: Arial;\">&#8220;Il luglio 2015 \u00e8 stato il pi\u00f9 caldo nella storia italiana. Il luglio 2016 il pi\u00f9 caldo nella storia mondiale &#8230;&#8221; <\/span>poteva essere intesa non solo come <i>&#8220;i dati di luglio 2016 mostrano che l&#8217;anomalia di luglio \u00e8 la pi\u00f9 alta di sempre&#8221;<\/i> come avevo interpretato nel post, ma anche come <i>&#8220;il valore di luglio 2016 \u00e8 stato il pi\u00f9 alto tra tutti i luglio dell&#8217;intero dataset (1880-2016)&#8221;<\/i>.<br \/>\n<span style=\"color: green;\">Se questa \u00e8 l&#8217;interpretazione giusta, Mercalli, nell&#8217;intervista, ha affermato il vero, contrariamente a quanto ho scritto nel post.<\/span><br \/>\nNello stesso tempo, per\u00f2 ha fatto un&#8217;affermazione, insieme, ad effetto e poco utile perch\u00e9 ogni ultimo mese, in una situazione di temperature alte, pu\u00f2 facilmente essere pi\u00f9 caldo dello stesso mese in anni precedenti. Questo si vede nella figura successiva(<a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/mese8.pdf\" target=\"_blank\">pdf<\/a>) dove sono mostrati i singoli mesi su tutto il dataset NOAA-NCEI (tutti i Dicembre, tutti i Gennaio, tutti i Febbraio, ecc., fino al mese\/anno indicato nei grafici, dal 1880 al 2016).<\/p>\n<figure id=\"attachment_42150\" aria-describedby=\"caption-attachment-42150\" style=\"width: 2232px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-42150\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/mese8.png\" alt=\"Figura: gli ultimi 8 mesi del dataset NOAA, graficati insieme per confronto. Da notare che a giugno e luglio 2016 le differenze sono diminuite rispetto a febbraio e marzo, i mesi di picco di El Ni\u00f1o.\" width=\"2232\" height=\"2928\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/mese8.png 2232w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/mese8-229x300.png 229w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/mese8-768x1007.png 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/mese8-781x1024.png 781w\" sizes=\"auto, (max-width: 2232px) 100vw, 2232px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-42150\" class=\"wp-caption-text\">Figura: gli ultimi 8 mesi del dataset NOAA, graficati insieme per confronto. Da notare che a giugno e luglio 2016 le differenze sono diminuite rispetto a febbraio e marzo, i mesi di picco di El Ni\u00f1o.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ognuno degli ultimi mesi (2015 o 2016) \u00e8 pi\u00f9 alto di tutti quelli precedenti. E allora? Quale informazione possiamo derivare da questa affermazione? Che il mondo si trova in una fase di alte temperature e che El Ni\u00f1o lo scalda ulteriormente? Lo sappiamo gi\u00e0 e non serve fomentare allarmismo sottinteso e senza giustificazioni accettabili.<\/p>\n<p>Ancora una volta vediamo informazioni confuse e poco importanti che evitano di considerare la crescita naturale delle temperature, lasciando nel lettore l&#8217;idea che sia l&#8217;attivit\u00e0 umana a produrre le alte temperature (ovviamente solo dannose).<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=42102\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" 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In fondo la nota aggiuntiva. 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