{"id":43308,"date":"2017-01-11T07:00:25","date_gmt":"2017-01-11T07:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43308"},"modified":"2017-01-12T01:35:45","modified_gmt":"2017-01-12T01:35:45","slug":"fa-piu-freddo-perche-fa-piu-caldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43308","title":{"rendered":"Fa pi\u00f9 freddo perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Devo ammettere che \u00e8 con una certa stanchezza che mi accingo a commentare articoli come <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/01\/08\/italia\/cronache\/se-cade-pi-neve-a-chieti-che-a-torino-la-colpa-anche-del-riscaldamento-globale-cHvd2rPaLaWW0bZbJ1tpzI\/pagina.html\">questo<\/a>, pubblicato sulla Stampa l\u20198 Gennaio a firma di Luca Mercalli. E per diversi motivi.<\/p>\n<ol>\n<li>Perch\u00e9 \u00e8 simile ad almeno altri 100 o 1000 articoli dello stesso tenore letti in passato;<\/li>\n<li>Perch\u00e9 \u00e8 difficile cercare di risolvere le dissonanze cognitive altrui quando si fa gi\u00e0 abbastanza fatica a fare i conti con le proprie;<\/li>\n<li>Perch\u00e9 questi articoli sono talmente prevedibili che li hai gi\u00e0 letti prima ancora che vengano scritti: per esempio, questo pezzo l\u2019avevamo gi\u00e0 visto arrivare una decina di giorni fa sulle <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43247\">Previsioni<\/a> di CM.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Previsioni in cui si annunciava, appunto, che avremmo letto che \u201cfa pi\u00f9 freddo perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo\u201d. E cos\u00ec, puntualmente, \u00e8 stato.\u00a0E allora perch\u00e9 commentarlo? Forse per un riflesso pavloviano irrefrenabile. O forse perch\u00e9 certi articoli ci forniscono comunque degli assist per alcuni spunti di riflessione.<\/p>\n<p><strong>Riassunto<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo si apre con una riflessione generale sull\u2019impressione destata dalle immagini del Sud imbiancato, con particolare riferimento al Salento e alla Sicilia, posti in cui questi fenomeni sono ben pi\u00f9 rari che sulla costa abruzzese o sullo stesso litorale barese. L\u2019autore quindi sostiene che questo scenario \u00e8 \u201c<em>molto meno raro di quanto si possa immaginare<\/em>\u201d. Vengono quindi citati tempi di ritorno dell\u2019ordine di 3-5 anni per eventi del genere.<\/p>\n<p>Successivamente l\u2019autore si sofferma sul \u201c<em>lake-snow effect<\/em>\u201d, fenomeno largamente noto a chi vive lungo la costa adriatica italiana e che consiste essenzialmente nella condensazione dell\u2019aria fredda continentale al passaggio sull\u2019Adriatico con le nevicate associate, come spiegato anche su CM in <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43289\">questo articolo<\/a>.<\/p>\n<p>Insomma l\u2019articolo \u00e8 fin qui sostanzialmente condivisibile e quasi ammirevole nel suo approccio didattico e semplificativo. \u00c8 in chiusura che arriva la solita pezza salva-global-warming: si sostiene infatti che in Valpadana a causa dell\u2019aumento di temperatura medio \u201d<em>di circa 1 \u00b0C<\/em>\u201d, non nevica pi\u00f9, se non al di sopra dei 1000 metri di quota. E comunque nevica meno che 30 anni fa.<\/p>\n<p>Finale melancolico delle grandi, anzi delle <em>solite<\/em> occasioni: \u201c<em>singoli episodi freddi come quello in corso non smentiscono, purtroppo, l\u2019aumento di temperatura su scala mondiale<\/em>\u201d. Gran finale: \u201c<em>siccome siamo abituati al caldo, quando fa freddo ci stupiamo di pi\u00f9<\/em>\u201d. Altrimenti tradotto: se sentite freddo, \u00e8 a causa di una vostra errata percezione.<\/p>\n<p><strong>Commento<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 effettivamente tanto da scrivere, sulle poche ma lapidarie affermazioni di Mercalli. Proviamo a mettere in ordine qualche pensiero sparso:<\/p>\n<ul>\n<li>I tempi di ritorno di episodi come quello appena vissuto sul Salento o sulla Sicilia non sono dell\u2019ordine di 3-5 anni, ma ben superiori. Per il Salento gli unici episodi paragonabili sono quelli del 1987 e del 2001. Si pu\u00f2 ben parlare di tempi di ritorno di 15 anni negli ultimi 30, a confermare quindi l\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento.<\/li>\n<li>C\u2019\u00e8 una evidente dissociazione cognitiva nel momento in cui in apertura di articolo si definiscono questi fenomeni come \u201c<em>non rari<\/em>\u201d per quanto \u201c<em>impressionanti<\/em>\u201d, salvo poi concludere l\u2019articolo sostenendo che c\u2019\u00e8 una errata percezione del freddo dovuta al troppo caldo. Insomma, riusciamo a metterci almeno d\u2019accordo sul fatto che faccia freddo? O \u00e8 chiedere troppo?<\/li>\n<li>Se \u00e8 vero che a Napoli si \u00e8 stabilito il <a href=\"http:\/\/meteo.repubblica.it\/notizie\/cronaca-meteo-a-napoli-battuto-il-record-di-freddo-15\">nuovo record<\/a> assoluto di temperatura minima con -5.6 \u00b0C possiamo dirlo ad alta voce, come si \u00e8 fatto pochi giorni fa per il caldo fuori stagione di Oslo e Stoccolma o al Polo Nord? O dobbiamo sussurrarlo per paura che qualcuno ci senta, e imputarlo ad una \u201c<em>errata percezione<\/em>\u201d del termometro di Capodichino, magari in attesa che venga in soccorso il GISS\u00a0con una delle sue mirabolanti revisioni a babbo morto, abbassando i precedenti record partenopei sulla base di un rivoluzionario calcolo dell\u2019effetto dell\u2019attivit\u00e0 vulcanica nei Campi Flegrei?<\/li>\n<li>Davvero incomprensibile il riferimento alla Valpadana e ai 1000 metri di quota, tanto pi\u00f9 essendo reduci da un mese di Dicembre in cui le temperature sulla Valpadana centro-orientale sono state nella <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43264\">norma stagionale<\/a> (Fig.1), e in molti casi in pianura ha fatto pi\u00f9 freddo che in montagna a causa delle inversioni termiche. Va da s\u00e8 che la mancanza di neve in valle e sulle Alpi \u00e8 la semplice conseguenza di una configurazione sinottica penalizzante per le precipitazioni al Nord. Cosa accaduta pi\u00f9 volte in passato, quando ancora di global warming non si parlava nemmeno. Viste le termiche attuali in Valpadana, basterebbe una modesta perturbazione atlantica per portare la neve al piano, altro che 1000 metri.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_43309\" aria-describedby=\"caption-attachment-43309\" style=\"width: 532px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-43309\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_1-Temp-max-Dicembre.png\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_1-Temp-max-Dicembre.png 838w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_1-Temp-max-Dicembre-300x264.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_1-Temp-max-Dicembre-768x675.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43309\" class=\"wp-caption-text\">Fig.1. Fonte: Climatemonitor<\/figcaption><\/figure>\n<ul>\n<li>Qualche altro commento sulla Valpadana: dispiace veder utilizzato un dato statistico (che non posso smentire n\u00e8 confermare) sulle nevicate negli ultimi 30 anni come una pistola fumante pro-global-warming. Dispiace perch\u00e9 20-30 anni corrispondono alla durata media dei cicli multidecadali dell\u2019AMO e della PDO. Ovvero rientrano a pieno titolo nella variabilit\u00e0 climatica naturale del nostro Pianeta.<\/li>\n<li>Dispiace anche veder liquidata questa ondata di gelo come un \u201c<em>singolo episodio freddo<\/em>\u201d, in presenza di tanti di questi episodi, attualmente distribuiti su molte aree del Globo, dagli USA alla Siberia. Se a Napoli si \u00e8 stabilito un nuovo record del freddo, a Mosca si \u00e8 reduci dal Natale ortodosso\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rt.com\/news\/372917-snowstorm-swipes-across-europe\/\">pi\u00f9 freddo dal 1891<\/a>, la Russia \u00e8 immersa in un gelo eccezionale da molte settimane e degli Stati Uniti si \u00e8 parlato nel gi\u00e0 citato <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43289\">articolo<\/a>.<\/li>\n<li>Dispiace veder ridimensionato l\u2019episodio freddo italiano alla stregua di un evento locale, provinciale. Anche perch\u00e9 le cose non stanno decisamente cos\u00ec. Per esempio, sarebbe interessante che Mercalli commentasse l\u2019attuale copertura nevosa sull\u2019emisfero Nord, attualmente a livelli record, avendo letteralmente polverizzato la deviazione standard (+1) sia per estensione che per volumi. Nevica di pi\u00f9 perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo? Davvero? E allora in Valpadana nevica di meno perch\u00e9 fa pi\u00f9 freddo? Mistero. A giudicare dai grafici in Figs. 1 e 2 si fa la figura del provincialotto, a disquisire di Valpadana quando l\u2019intero emisfero Nord \u00e8 interessato da una anomalia clamorosa di segno decisamente opposto.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_43310\" aria-describedby=\"caption-attachment-43310\" style=\"width: 597px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-43310\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_2-Snow-cover-Extent-NE.png\" alt=\"\" width=\"597\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_2-Snow-cover-Extent-NE.png 1400w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_2-Snow-cover-Extent-NE-300x171.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_2-Snow-cover-Extent-NE-768x439.png 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_2-Snow-cover-Extent-NE-1024x585.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 597px) 100vw, 597px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43310\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 2. Copertura nevosa sull\u2019emisfero Nord. Fonte: www.ccin.ca<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_43311\" aria-describedby=\"caption-attachment-43311\" style=\"width: 631px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-43311\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_3-Snow-cover-Anomaly-NE.png\" alt=\"\" width=\"631\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_3-Snow-cover-Anomaly-NE.png 1400w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_3-Snow-cover-Anomaly-NE-300x171.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_3-Snow-cover-Anomaly-NE-768x439.png 768w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_3-Snow-cover-Anomaly-NE-1024x585.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43311\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 3. Equivalente in acqua della copertura nevosa sull\u2019emisfero Nord. Fonte: www.ccin.ca<\/figcaption><\/figure>\n<ul>\n<li>Ma guardiamo altrove\u2026 Forse ci verr\u00e0 in soccorso la Groenlandia, citata sempre come pistola fumante del clima che cambia e cambia male. E scopriamo che il bilancio di superficie ghiacciata sull\u2019isola \u00e8 a livelli record: letteralmente polverizzata la media di accumulo di neve e ghiaccio dal minimo annuale di Settembre (Fig.4).<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_43313\" aria-describedby=\"caption-attachment-43313\" style=\"width: 509px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-43313\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_5-Greenland-Ice.png\" alt=\"\" width=\"509\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_5-Greenland-Ice.png 634w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_5-Greenland-Ice-300x120.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43313\" class=\"wp-caption-text\">Fig.4. Surface Mass Balance \u2013 Greenland. Fonte: www.dmi.dk<\/figcaption><\/figure>\n<ul>\n<li>Andiamo a dare una occhiata alle temperature globali allora. Rubo un grafico dal <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43289\">solito articolo<\/a> gi\u00e0 citato (Fig.5). Pare di capire che il Nino di quest\u2019anno \u00e8 stato pi\u00f9 o meno in linea con l\u2019evento precedente del 1998-1999. E che, proprio come allora, dopo l\u2019evento in questione le temperature sono letteralmente precipitate. Qual \u00e8 l\u2019anomalia attuale quindi? 0.24 gradi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 questa l\u2019entit\u00e0 del riscaldamento che sta uccidendo il Globo? 0.24 \u00b0C<em>? <\/em>\u00c8 questo quarto-di-grado che ha alterato in modo irreversibile la nostra percezione del caldo e del freddo? E l\u2019hockey stick? Dove \u00e8 andata a finire? Dritta negli occhi dei divulgatori scientifici del mainstream forse. E lo hiatus? Come mai \u00e8 ancora l\u00ec? Forse perch\u00e9 <a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43124\">le secchiate di Karl<\/a> non si applicano in libera atmosfera?<\/p>\n<p>A chi obbietta che si tratta di dati satellitari ribatto che \u00e8 proprio a questi che bisognerebbe guardare, visto che la NASA non ha potuto (ancora) alterarli, e visto che a mio modesto parere fanno giustizia del rumore di fondo dei dati terrestri alterati, questi s\u00ec, da isole di calore e interpolazioni pi\u00f9 o meno fantasiose dei dati mancanti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43312\" aria-describedby=\"caption-attachment-43312\" style=\"width: 582px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-43312\" src=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_4-UAH-Temp.png\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_4-UAH-Temp.png 838w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_4-UAH-Temp-300x173.png 300w, https:\/\/www.climatemonitor.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Fig_4-UAH-Temp-768x444.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-43312\" class=\"wp-caption-text\">Fig.5. Anomalie termiche in bassa troposfera. Fonte: www.drroyspencer.com<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Allora? Come la mettiamo? Nevica di pi\u00f9 in Groenlandia perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo? Nevica e si battono i denti al sud Italia perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo? Nevica meno in Valpadana perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo? Nevica di pi\u00f9 su tutto l\u2019emisfero Nord perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo? <strong>Fa pi\u00f9 freddo perch\u00e9 fa pi\u00f9 caldo?<\/strong><\/p>\n<p>Oppure fa pi\u00f9 caldo e basta, che lo dicono\u00a0<a href=\"http:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43124\">Karl et al.<\/a>\u00a0con i loro giochi di prestigio a base di secchi di legno e secchi isolati, e tanto ci deve bastare? Forse l\u2019errata percezione dei nostri alterati sensi fa tutt\u2019uno con le percezioni altrettanto alterate degli strumenti che sfornano i grafici allegati in questo articolo? Gli facciamo fare un bel tagliando all\u2019officina revisione-dati della NASA? O forse qualcosa di grosso sfugge alla ricerca e alla narrativa del mainstream in fatto di global warming?<\/p>\n<p>Abbiamo fatto <em>cherry picking<\/em> in questo articolo? S\u00ec, l\u2019abbiamo fatto. E abbiamo l\u2019onest\u00e0 di riconoscerlo. Non sono certo questi pochi grafici a chiudere il contenzioso sul ruolo dell\u2019uomo nel cambiamento climatico. Ma se qui abbiamo fatto <em>cherry picking<\/em>, allora cosa ha fatto Mercalli nel suo articolo? Sinceramente non lo so. Forse c\u2019era del picking, ma invece di ciliegie ho come l\u2019impressione che si siano presi soprattutto granchi.<\/p>\n<p>Eppure mi rimane una strana sensazione. Per buona parte, nella sua brevit\u00e0, quello di Mercalli \u00e8 un bel pezzo: didattico, didascalico, si intravede il piacere di fare divulgazione scientifica, di far arrivare al lettore digiuno di meteorologia e climatologia alcuni concetti di base, affascinanti in s\u00e8, come tutto quello che attiene al mondo fisico che ci circonda, e a cui l\u2019uomo medio non dedica particolare attenzione.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 quel finale che stona<\/strong>, cos\u00ec posticcio,\u00a0quasi un tributo da pagare per la pubblicazione. L\u2019ennesimo stanchissimo disclaimer, l\u2019ennesima foglia di fico a nascondere le tante, troppe vergogne che sottendono alla narrazione attuale del global warming e di un certo salvamondismo che fa acqua da tutte le parti: dal punto di vista scientifico, per la sempre pi\u00f9 evidente manipolazione cui sono sottoposti i data set delle temperature mondiali, e dal punto di vista della percezione collettiva, per l\u2019evidenza tangibile e quotidiana che l\u2019arrostimento collettivo antropogenico \u00e8 ben lontano dal realizzarsi nei termini in cui ce lo descrivono, da decenni.<\/p>\n<p>Forse non \u00e8 la <em>percezione comune<\/em> ad essere sbagliata. Forse \u00e8 un certo approccio a determinate tematiche pseudo-ambientaliste, molto politiche e poco scientifiche, a mostrare la corda. Qualcuno \u00e8 dalla parte sbagliata della storia e il tempo dir\u00e0 se ad essere nel torto erano le percezioni di tanti comuni mortali, le obiezioni dei pochi battitori\u00a0liberi o, piuttosto, i granitici convincimenti del pensiero allora dominante, e altrettanto intollerante.<\/p>\n<div class=\"linkwithin_hook\" id=\"https:\/\/www.climatemonitor.it\/?p=43308\"><\/div><script>\n<!-- \/\/LinkWithinCodeStart\nvar linkwithin_site_id = 1804759;\nvar linkwithin_div_class = \"linkwithin_hook\";\n\/\/LinkWithinCodeEnd -->\n<\/script>\n<script src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/widget.js\"><\/script>\n<a href=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.linkwithin.com\/pixel.png\" alt=\"Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...\" style=\"border: 0\" \/><\/a><script type=\"text\/javascript\" charset=\"utf-8\" src=\"http:\/\/w.sharethis.com\/widget\/?wp=6.9.7\"><\/script><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-48 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